Mancini: “Zaniolo mi impressionò subito per la sua potenza, ma deve ancora crescere tanto”

Roberto Mancini tesse le lodi di Nicolò Zaniolo. Il ct dell’Italia, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha parlato del talento azzurro dopo le belle parole spese nei suoi confronti da Luka Modric, stella del Real Madrid e della Nazionale croata, nonché Pallone d’Oro nel 2018. Mancini, che ha lanciato il talento romanista in Nazionale, è convinto delle potenzialità del giocatore ma anche del fatto che il percorso per arrivare al suo apice sia ancora lungo. Queste le sue parole:

Ha letto le lodi di Modric a Zaniolo? Il romanista non ha avuto finora grande esposizione internazionale, eppure il croato lo ha messo in testa ai giovani promettenti.

La cosa non mi sorprende, basta poco per leggere il futuro di Zaniolo. Le prime volte che lo osservai mi impressionò per potenza, sproporzionata all’età. E poi ha qualità, piede. Non vuol dire che sia già arrivato. Deve crescere ancora tanto, giocare sempre più connesso alla squadra, sacrificarsi tanto anche senza palla.

 


Schick e Lipsia più lontani. Pellegrini a riposo

LA REPUBBLICA - FERRAZZA - È scaduto il termine del 15 giugno per il riscatto di Schick da parte del Lipsia. Il club tedesco chiedo uno sconto sui 29 milioni di euro pattuiti la scorsa estate, mentre la Roma non vuole scendere sotto i 26, altrimenti registrerebbe una minusvalenza. Parallelamente alla trattativa con il Lipsia allora il consulente di mercato dei giallorossi, Baldini, valuta le piste inglesi di Tottenham ed Everton per il ceco. Nel frattempo in campo Lorenzo Pellegrini è da tre giorni alle prese con un affaticamento muscolare da gestire nei prossimi giorni, per evitare che possa diventare una lesione.


Dal terzo scudetto all’addio di Totti. Un 17 giugno pieno di brividi…

LA GAZZETTA DELLO SPORT - ZUCCHELLI - Alle 17.03 del 17 giugno 2001 il capitano della Roma, Francesco Totti, correva negli spogliatoi a festeggiare lo scudetto, il terzo – e finora ultimo – della storia romanista. Alle 12.41 del 17 giugno 2019, diciotto anni dopo quel pomeriggio, Francesco Totti inviava una mail al Ceo della Roma, Guido Fienga, con cui si dimetteva da dirigente del club. La storia d’amore iniziata nel 1989 si è chiusa poi nel salone del Coni, dove Totti ha parlato con amarezza della fine del rapporto con la Roma: “Non è un addio, ma un arrivederci. Per me è impensabile vedere Totti fuori dalla Roma“, disse quel giorno. Chissà se nel 2001 avrebbe mai immaginato un finale così doloroso.

 


Caso Petrachi. Il gruppo è blindato: ci pensa Fonseca

LA GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - Il caso Petrachi era davvero l’ultima cosa che occorreva alla Roma, ma la realtà a volte non si può modificare. Allora tocca a Fonseca il compito di preservare la squadra da qualsiasi sussulto emotivo esterno. Perché davvero in questo finale di stagione il club giallorosso si gioca molto del proprio futuro. La delusione umana però è palpabile all’interno della Roma. Nessuno si aspettava che Petrachi, arrivato alla prima vera (e assai ricca) occasione della carriera, perdesse il controllo. Si conoscevano i suoi limiti dialettici, ma nessuno si aspettava modi tanto rudi o un’autoreferenzialità che gli facesse utilizzare sempre il termine “io“, accusando la dirigenza di non volergli far fare “il Petrachi“, come se esistesse una figura codificata.


Pedro, Pallotta ricomincia dall’attacco: carica spagnola per la nuova Roma

LA GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI, LAUDISA - Difficile pensare che possa essere l’ultimo regalo della gestione Pallotta, ma l’arrivo ormai sicuro di Pedro è di quelli che fanno vetrina. L’attaccante spagnolo firmerà un biennale (con opzione per il terzo) da circa 3,5 milioni a stagione, grazie al decreto governativo post-Covid che consente, a chi viene in Italia per almeno due anni, di vedere la tassazione non sul totale del proprio reddito, ma solo sul 30%. I giallorossi per arrivare al giocatore hanno dovuto battere la concorrenza dell’Al-Sadd di Xavi e questo è stato possibile anche grazie a Fonseca, che lo ha voluto fortemente e lo ha chiamato per comunicargli la sua stima e spiegargli come vorrebbe utilizzarlo. Ovvero, sia da esterno, sia da centravanti atipico in coppia o in sostituzione di Dzeko.


Zappacosta, via agli esami

IL MESSAGGERO - Davide Zappacosta si gioca il suo futuro nella Roma nelle prossime 12 partite di campionato in cui è chiamato a dare il massimo per conquistarsi la fiducia di Fonseca e strappare un altro anno di prestito nella Capitale. Il terzino è reduce dalla rottura del legamento crociato anteriore e fino ad ora ha messo insieme solo 12 minuti in campionato alla prima giornata contro il Genoa. Un’annata sfortunata, ma che potrebbe cambiare volto e trasformarsi nell’opportunità di diventare il terzino destro titolare della prossima stagione. La sua situazione dunque sarà da valutare in questi due mesi, con il Chelsea che è pronto a lasciarlo nella Capitale per un altro anno, a patto che venga sottoscritto un contratto con obbligo di riscatto legato alle presenze. Gli allenamenti finora fanno ben sperare sul fatto che il terzino abbia intrapreso la strada giusta: è il calciatore che ha dato i migliori risultati durante i test fisici e il tecnico lo ha sempre inserito tra i titolari durante le partitelle.


James apre e chiude: “Lascerò la Roma, ma in mani sicure. Per farla vincere”

LA GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE - La voglia di lasciare la Roma, la trattativa con Friedkine il futuro prossimo del club. Il suo pensiero James Pallotta l’ha espresso ieri, affidandolo al sito della Roma. Con parole che hanno creato polemiche e divisioni. “Invecchiando sto pensando al futuro e vorrei lasciare il club in mani ottime, solide – ha detto il presidente giallorosso -. Vorrei qualcuno che sia una buona guida e che permetta alla Roma di poter competere come a tutti noi piacerebbe. Fino a quel momento, io e i miei investitori continueremo a sostenere il club in ogni modo e a investirci denaro, per assicurare la competitività ad alti livelli“. Poi Pallotta è entrato a gamba tesa sull’esito della trattativa sfumata con Friedkin, chiarendo perché l’offerta del tycoon texano era stata valutata irricevibile: “Dopo le modifiche apportate dagli avvocati e dai banchieri del gruppo Friedkin, l’offerta ha iniziato ad essere meno appetibile. L’ultima proposta semiconcreta non era minimamente accettabile. Un accordo del genere non funziona con il seller-financing. Se voglio comprare una casa non mi aspetto che il venditore riduca il prezzo per coprire i costi delle ristrutturazioni che voglio fare. Non è così che funziona. Se Friedkin ha i soldi e vuole avanzare un’offerta accettabile, lo ascolteremo“.


Per Schick opzione scaduta: oltre al Lipsia ora c’è la Premier

LA GAZZETTA DELLO SPORT - ZUCCHELLI - L’opzione è scaduta, da oggi se Patrik Schickdiventerà a titolo definitivo un giocatore del Lipsia sarà soltanto perché il club tedesco avrà trovato un accordo con la Roma. Accordo che, nelle intenzioni del Lipsia, dovrà essere al ribasso rispetto ai 29 milioni previsti un anno fa. Schick vorrebbe restare in Germania, ma sa che non sarà facile. La Roma non vuole venderlo a meno di 25 milionie il Lipsia non sembra avere intenzione di spendere quella cifra. Ecco allora che i giallorossi, con il supporto di Baldini, stanno sondando il mercato inglese per la punta ceca. La speranza rimane che il Lipsia si qualifichi alla prossima Champions League e vada il più avanti possibile in quella attuale, in modo tale da rendere più agevole l’acquisto del giocatore.


Con Petrachi è guerra fredda. Il d.s. vive da separato in casa

LA GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE -  Separati in casa. Almeno per ora, almeno fino a che uno dei due non farà un nuovo passo. Che, allo stato attuale, sembra indispensabile per il bene della Roma. Il d.s. Petrachi ieri si è recato a Trigoria e ha avuto un lungo colloquio con il Ceo Guido Fienga. Un colloquio dai toni piuttosto accesi, anche duri, durato circa un’ora e mezza. Per capire e chiarirsi. La posizione del dirigente leccese è oramai quella di un uomo isolato, ai margini, che ha anche pochi appoggi nel club. Ora, però, il problema è capire come andare avanti. Petrachi non si vuole dimettere e anche di questo ha parlato ieri con Fienga. In caso, vuole una buonuscita. Se non tutti e due gli anni che gli restano, giù di lì. Se dovesse lasciare, il prossimo mercato sarà condotto da Morgan De Sanctis.


E Fonseca si coccola Kluivert: “Ci puntiamo anche per il futuro”

LA GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE -  Il futuro di Justin Kluivert sembra essere destinato lontano dalla Roma, ma nonostante ciò le parole di Fonseca vanno in direzione opposta: “Justin è diverso dal padre, che era un grande attaccante. Ma ha le qualità per diventare dello stesso livello, è uno dei giovani su cui la Roma conta per il futuro“. Il mercato ci dirà se poi alla fine l’olandese farà davvero parte della Roma della prossima stagione o meno. Di certo ne farà parte Paulo Fonseca, che riscuote sempre più successo dentro e fuori Trigoria, all’interno dell’universo giallorosso. “Qui sono estremamente felice: amo il club, i tifosi, la città. Mi piacerebbe restare per molti anni, non è facile trovare una passione così grande“. Passione che Fonseca potrà ritrovare già dal 24, quando riprenderà il campionato e con questo la rincorsa al quarto posto: “L’Atalanta è molto forte, ma noi non ci siamo arresi. Il campionato italiano è imprevedibile, ora più che in passato. Una cosa è certa: la Roma giocherà sempre con la palla e non si chiuderà mai in difesa“.


Pedro è la priorità. Pressing di Fonseca per l’uomo-record

LA GAZZETTA DELLO SPORT - ZUCCHELLI - Pedro è il primo nome sulla lista dei desideri di Paulo Fonseca. Il tecnico lo ha chiesto a Petrachi, lo ha chiesto a Fienga, il messaggio è arrivato forte e chiaro anche a Pallotta e Baldissoni: per lui lo spagnolo è la prima scelta. L’allenatore ha capito in fretta che a Roma in pochi hanno alzato trofei in carriera e questo nello spogliatoio si sente. Ha bisogno di gente esperta, forte, che sia sicura di sé e infonda questa fiducia ai compagni. Pedro in questo senso è una garanzia: a 33 da compiere a luglio ha finora in bacheca 4 campionati nazionali, 4 coppe nazionali, 4 supercoppe nazionali, 3 Champions, 3 supercoppe europee, 2 mondiali per club e un’Europa League. Con la Nazionale ha portato a casa un Mondiale e un Europeo. In tre parole, ha vinto tutto. La Roma dovrà fare un investimento importante a livello di stipendio per prenderlo ma ha fiducia di concludere l’operazione.


Friedkin, le verità di Jim

IL MESSAGGERO - CARINA - Pallotta esce allo scoperto: “Invecchiando sto pensando al futuro e vorrei lasciare il club in mani ottime, solide. Vorrei qualcuno che sia una buona guida per la Roma e che le permetta di poter competere come a tutti noi piacerebbe“. 

Per la prima volta l’azionista di maggioranza del club giallorosso ammette candidamente la volontà di cedere il club. E, fatto a dir poco inconsueto, parla apertamente del potenziale acquirente e della nuova offerta ricevuta non più tardi di 20 giorni fa: “Il gruppo Friedkin si è avvicinato a noi lo scorso autunno e verso la fine dell’anno stavamo iniziando a trovare un accordo. Abbiamo approfondito i dettagli, nei quali spesso si nascondono le difficoltà, ma dopo le modifiche apportate dai loro avvocati e banchieri, la proposta ha iniziato a trasformarsi in qualcosa di sempre meno appetibile sia per la Roma che per il nostro gruppo di investitori. L’ultima offerta semi-concreta che abbiamo ricevuto dal gruppo Friedkin non era minimamente accettabile“.

 

Dall’intervista, emergono altri punti chiave: 1) Fienga, chiamato per nome (Guido), gode ancora della sua massima fiducia 2) Jim rimarca come la pandemia abbia «gravemente colpito il club» alla voce ricavi 3) Quanto accadrà nel mercato estivo, “molto può dipendere da potenziali investimenti nel club“. Nessun riferimento a Petrachi che ingloba nel management quando dichiara”di aver apprezzato da Guido in giù, come il nostro management abbia fatto un passo avanti nel momento del bisogno, essendo presente non solo per i calciatori ma anche per le loro famiglie“.

Appare improbabile che si riferisse all’ex dirigente granata che ritiratosi in Salento dal primo giorno del lockdown, è stato l’ultimo a tornare a Roma. Come ieri Petrachi quando a Trigoria ha incontrato Fienga. Il ds è stato chiaro: non ha nessuna intenzione di dimettersi. Ergo, al momento, si va avanti da separati in casa.

Bisogna trovare un’intesa sulla buonuscita (guadagna 1,2 milioni a stagione sino al 2022) ma il ds ha già fatto presente a Fienga che non si accontenterà delle briciole. La palla passa a Pallotta.