Serie A, da domani via libera ad allenamenti di gruppo nel rispetto del distanziamento sociale
Si è concluso il Consiglio di Lega Serie A in cui è emerso che da domani le società della massima serie potranno effettuare allenamenti di gruppo rispettando sempre il distanziamento sociale.
Eliminata la possibilità di far rimanere la squadra in ritiro, mentre non ci sono novità su un'eventuale quarantena della rosa in caso che un giocatore sia positivo al Covid.
Limitata, inoltre, la responsabilità dei medici sociali ai soli casi di solo o colpa grave. Ovvero in caso del mancato rispetto dei protocolli di sicurezza.
Prof. Castellacci: "Inammissibile che ci sia una responsabilità unica del medico sociale. Alcuni si sono già dimessi"
Il professor Enrico Castellacci, ex medico della nazionale ed oggi presidente dell'Associazione Medici del Calcio, ha parlato ai microfoni di Sport Mediaset esternando il suo disaccordo con il Comitato Tecnico Scientifico ed il Governo circa le responsabilità dei medici sociali dei club:
"Essere responsabili di tutto è paradossale anche pensarlo. Assunzione di responsabilità sì, ma serve anche condivisione del rischio. Da Spadafora avrei preferito un’altra linea per riprendere il campionato, un pochettino più aperta. La Figc? Mi ha sorpreso ancora di più, non ho accettato che abbia immediatamente avallato l’input governativo. Non è ipotizzabile che una federazione non si sia resa conto di quanto sia inammissibile che ci sia una responsabilità unica nel medico del calcio e non ci sia una condivisione del rischio. Due terzi dei medici di Serie B hanno mandato le lettere di eventuali dimissioni e alcuni si sono già dimessi. In B e C le cose sono drammatiche".
Mancini: "Bisogna stare attenti agli infortuni soprattutto adesso. Ci dobbiamo rimettere in forma"
Gianluca Mancini, difensore della Roma, ha rilasciato un'intervista per il programma La Domenica Sportiva che andrà in onda questa sera. Questo un estratto delle sue parole:
Cosa hai imparato a fare durante la quarantena?
“Ho scoperto tante cose nuove con mia moglie. Ho imparato a fare la pizza in casa e le lasagne. Mia moglie mi ha insegnato a fare questo, ma deve ancora aiutarmi perché da solo ancora non ci riesco”.
Sugli infortuni
“Gli infortuni fanno parte del mondo del calcio, sono sempre più costanti e bisogna stare attenti, soprattutto in questa fase visto che veniamo da due mesi non di inattività ma quasi, perché ci siamo allenati a casa e non è come allenarsi come facciamo al campo, o come tutte le cose che facciamo durante l’anno. In questo momento un po’ più di attenzione ci deve essere, però in questo momento ci dobbiamo rimettere in forma per un possibile ritorno al campionato. L’infortunio di Pau è stato un trauma alla mano, non ci si può fare niente, fanno parte del gioco, sono i più rognosi e speriamo che Pau si rimetta presto perché è importante per noi”.
Lati positivi durante questo stop?
“Lati positivi durante questo lungo stop sicuramente aver passato tempo con la famiglia, io con mia moglie. Noi calciatori siamo quasi sempre fuori a giocare e con loro passiamo poco tempo, quindi in questi mesi di quarantena ne ho approfittato per stare con lei e fare tante cose nuove con lei”.
Spadafora: "Ripresa il 13 giugno? Stiamo lavorando"
Vincenzo Spadafora, Ministro dello Sport, ha rilasciato alcune dichiarazioni a casanapoli.net, nel corso di una diretta Facebook. Queste le sue parole.
Sulla ripresa della Serie A...
Inviterei tutti a fare un po’ meno i fenomeni. Da fuori si è tutti scienziati, calciatori, arbitri. Mi dicono ‘non sei uno che viene dal mondo dello sport’, per fare il Ministro dello Sport non è vincolante essere uno sportivo. Bisogna ascoltare chi ne sa più di noi, però poi assumersi le responsabilità. Il mondo del calcio ci chiede di essere noi ad assumerci la responsabilità di bloccare, non decideranno in autonomia. Anche nel mondo del calcio ci sono posizioni diverse, anche tra i calciatori ricevo molti messaggi sui social, cercano di contattarmi per dirmi le loro preoccupazioni. C’è una differenza di posizioni che è frutto di una complessità generale.
Data per la ripresa del campionato...
Il campionato può ripartire il 13 giugno? Noi stiamo lavorando per fare in modo che dopo che sia ripartito il campionato, poi possa anche concludersi. La prudenza utilizzata è stata interpretata male. Sappiamo, o meglio, speriamo ripartano da lunedì gli allenamenti di gruppo. Il Governo ha dato il suo via libera, ora dipende dai club.
In merito al protocollo medico...
Il protocollo la Federazione lo aveva accettato, poi qualcosa non è andato bene al mondo del calcio. Evidentemente tra Figc e Lega non c’era uniformità perché quella dell’isolamento è stata una proposta spontanea dei presidenti Dal Pino e Gravina, quasi un mese fa. Sulla responsabilità penale l’Inail ha chiarito bene e ricade solo se non c’è attuazione dei protocolli. Il tema vero è quello della quarantena perché rimanendo così, con l’inizio del campionato c’è il rischio che una squadra possa restare ferma 14 giorni. Potremo riparlarne, ma prima bisognerà vedere la curva dei contagi.
Sabatini: "Tomiyasu resta. Non faremo svendite a Roma, Inter o Juve"
Walter Sabatini, coordinatore delle aree tecniche del Bologna e del Montréal Impact ed ex direttore sportivo della Roma, è stato intervistato da Sky Sport ed ha parlato anche della sua avventura in giallorosso e di alcune operazioni di mercato. Queste le sue parole:
Gli scambi si possono fare tra club di pari livello. Io non posso fare scambi con l’Inter, con la Juventus o con la Roma stessa.
Sul mercato…
Vorrei il mercato aperto tutto l’anno, almeno se un terzino sbaglia un cross posso sondarne la sera stessa un altro. Ma so di essere eretico io. Se Tomiyasu sbagliasse un cross, invece, non lo cambierei, perché so che è un grande giocatore.
Tomiyasu non si vende in questa sessione?
No, perché la cifra non sarebbe colmerebbe comunque il valore del giocatore. Non sarebbe una cifra sufficiente. Oggi nessuno ha avuto la capacità e possibilità di valutare veramente Tomiyasu.
Pallotta: “Non ci sono sempre stato a supporto della Roma?”
La trimestrale della Roma ha evidenziato un debito di 278,5 milioni e, in attesa del ritorno alla normalità e di capire quale sarà il futuro della società, il club adesso ha bisogno di una boccata d’ossigeno per i conti. Secondo quanto riporta La Gazzetta Dello Sport, James Pallotta è pronto a versare 20 milioni subito, 50 in totale, nelle casse dei giallorossi. Queste le dichiarazioni del presidente:
“Non ci sono sempre stato a supporto della Roma?”.
Roma e Lazio restano in attesa
IL TEMPO - I giocatori di Roma e Lazio, mentre attendono l’ok definitivo per tornare ad allenarsi in maniera collettiva, sono già tornati nei rispettivi centri sportivi. I calciatori, seguendo tutte le rigide norme del caso e dopo aver effettuato il tampone ed essere risultati negativi, hanno ricominciato ad allenarsi in maniera individuale. Corsa, scatti, lavoro aerobico, tecnica individuale col pallone e niente più per il momento. La normalità è lontana, ma gli addetti ai lavori sono fiduciosi e attendono la data di lunedì, che sembrerebbe rappresentare l’inizio degli allenamenti di gruppo. Nel frattempo a Trigoria si è registrato il primo infortunato, è il portiere Pau Lopez, che ha rimediato una microfrattura al polso sinistro.
Zaniolo a rischio cessione
IL TEMPO - AUSTINI - Da incedibile a sacrificio necessario il passo è breve. La Roma dai conti in rosso non può più permettersi di lasciare Zaniolo fuori dal mercato, né lui né Lorenzo Pellegrini. Uno scenario amaro: sono già partiti i primi segnali agli agenti per scandagliare le possibili offerte. Ad oggi sul calciatore c’è sicuramente la Juventus, intenzionata però a proporre uno scambio inserendo contropartite (come Bernardeschi), mentre in Inghilterra aveva mosso qualche passo il Liverpool. Il prezzo pre-Coronavirus per Zaniolo era di 80 milioni, cifra che pochi club potrebbero spendere, ma oltre ai reds non si registra altro interesse da parte delle big finora. Discorso diverso per Lorenzo Pellegrini, che ha una clausola rescissoria da 30 milioni circa e che piace al Psg. L’obiettivo di Petrachi è di salvare almeno uno dei due calciatori, ma sarà il mercato a dettare le regole. Zaniolo sarebbe felice di restare e Pellegrini è ancora più restio a partire. In lista di uscita ci sono anche Florenzi, Under e il baby Riccardi. Bisogna poi piazzare Schick, Olsen, Nzonzi, Karsdorp e Coric, mentre Pastore, Perotti, Fazio e Juan Jesusnon rientrano più nei programmi.
Santon: "Penso che il campionato si deve portare a termine. Non sarà come prima, ma significherebbe tanto per molte persone"
Davide Santon, giocatore della Roma, ha parlato ai microfoni di Sport Mediaset della ripresa del campionato:
"Io sono d’accordo con Germania e Inghilterra. Da uomo di calcio, penso che questo campionato si deve portare a termine. Il consiglio che posso dare a quelli che devono prendere una decisione importante per tutti e’ che almeno noi giocatori siamo controllati 24 ore su 24. Da questa vicenda, più che cambiato mi sento di dire che da qui in futuro sarò sempre più attento: da dove si va a chi si frequenta. Un po’ di paura ce l’ho avuta, specialmente nelle prime due settimane di quarantena. Persone che stavano male, ospedali in difficoltà. Adesso ovviamente siamo ancora tutti a rischio pero’ con le giuste precauzioni, usando sempre la mascherina, penso si possa andare avanti. Tutto, per un periodo di tempo, non sarà come prima; però giocare significherebbe tanto per molte persone, porterebbe comunque gioia , coraggio, divertimento. Sappiamo che saremo per un po’ di tempo senza tifosi; però il calcio rimane il calcio. Le iniziative della Roma? Sono stati veramente dei gesti fantastici, mi sono proprio sentito parte di questa città, una città che si e’ aiutata a vicenda e che mi ha fatto capire veramente che tutti insieme si può superare qualsiasi cosa".
Simplicio: "All'inizio con Ranieri non c'erano rapporti eccezionali, poi mi ha rivalutato"
Fabio Simplicio, ex giocatore della Roma dal 2010 al 2012, ha parlato ai microfoni di Radio Musica Television del suo trascorso in Serie A della ripresa del campionato:
La ripresa del campionato?
"È difficile fare previsioni basandosi anche su quello che sta accadendo in Brasile. Bisogna fare molta attenzione nell'eventualità di una ripartenza, non a caso qui ci sono squadre che si rifiutano di tornare in campo. Bisogna fermarsi ed aspettare che la situazione si calmi, il calcio ha ancora paura del virus".
L'avventura al Parma?
"Il mio contratto con il Sao Paulo era in scadenza e c'era una trattativa con Sacchi per portarmi in Italia, il mio procuratore era lo stesso di Adriano che già giocava con i ducali. Il mio approdo in Italia è andato molto bene, sono molto contento della mia avventura con la maglia del club emiliano".
I derby?
"Ho avuto sensazioni bellissime in ogni derby giocato in Italia o in Brasile. Nel mio paese ci sono più stracittadine rispetto al campionato italiano. Ho avuto la fortuna di segnare nei derby sia italiani che brasiliani e sono state delle sensazioni fantastiche".
Il presidente Zamparini?
"Con Zamparini ho avuto sempre un ottimo rapporto, ma ci sono stati degli screzi solo quando dovevo andare via, prima di approdare alla Roma, visto che non aveva preso bene la mia decisione. Con i calciatori era molto tranquillo e pacato, invece dinanzi al pubblico era tutta un'altra persona".
Le voci su Everton Ribeiro al Napoli?
"È un ottimo calciatore e l'ho visto diverse volte da quando era molto giovane. In Brasile è abituato a giocare in un certo modo, invece quando si arriva in Italia cambia tutto, in una sua eventuale esperienza a Napoli potrebbe fare benissimo, anche perché parliamo di una piazza fantastica molto simile a quelle brasiliane. La città partenopea mi è sempre piaciuta, difatti quando potevo mi recavo nel capoluogo campano per incontrare il mio amico Montezine, poi mi sono innamorato della città".
Sei stato vicino a qualche altra squadra italiana?
"La squadra che ha avuto la possibilità di prendermi fu l'Inter, quando ero a Palermo, ma non se ne fece niente, visto che le contropartite tecniche, due giovani, non trovarono l'accordo con i rosanero".
Un giudizio su Kaio Jorge?
"Potrebbe fare lo stesso percorso di Pato. Arrivare in Italia da giovanissimi non è mai semplice e c'è bisogno di tempo per ambientarsi. Le squadre brasiliane sono in difficoltà economiche e per salvarsi necessitano di vendere i giovani prospetti, quindi non mi sorprenderei se lo vedessimo in Europa".
Futuro in Italia per Arthur?
"Ha già dimostrato le sue qualità sebbene in Spagna non si è espresso al massimo. È uno dei titolari della nazionale carioca e in Italia potrebbe fare benissimo. Ha tanta personalità, inoltre è molto tecnico e dinamico, un misto tra Pirlo e Cambiasso".
Che rapporto avevi con Ranieri?
"All'inizio i rapporti non erano eccezionali e non ero l'acquisto che lui voleva, poi mi ha conosciuto e mi ha rivalutato. Mi piace molto come allena ed è davvero bravo, parliamo di una persona umile e lo dimostra il mio caso".
Gerson?
"Mi ha sorpreso vederlo giocare a centrocampo visto che da giovanissimo veniva schierato come esterno offensivo, forse questo può essere uno dei motivi della sua esperienza negativa a Roma. Oggi al Flamengo è uno dei calciatori più importanti, mi piace molto come sta giocando, ha grande estro ma allo stesso tempo riesce ad abbinare qualità ma anche tanta quantità".
AIC, Tommasi: "La voce dei giocatori non ha il peso che necessita"
Il presidente AIC Damiano Tommasi, è stato intervistato dalla Gazzetta del Mezzogiorno oggi in edicola. Ecco uno stralcio delle sue parole, riportate dal sito ufficiale dell'AIC: “Sicuramente oggi la voce dei calciatori e delle calciatrici non ha il peso che necessita in una fase dove tornare ad allenarsi e a giocare significa non poter rispettare le norme di sicurezza.L'attenzione deve essere per tutte le persone che entreranno in contatto con gli atleti e le atlete ed è per questo che qualsiasi protocollo va pensato e condiviso con il più ampio consenso possibile”.
Riguardo il protocollo della Commissione Tecnico-Scientifica, “ad oggi” – ha proseguito – “non abbiamo contezza di quali sono le modifiche definitive. Il precedente protocollo era molto rigido e senz'altro complicato soprattutto in assenza di strutture adeguate. Ad oggi non possiamo permetterci fughe in avanti e azzardare atteggiamenti rischiosi che potrebbero diventare boomerang nel caso di positività. Non ha senso oggi rischiare di ripartire se la previsione di quarantena obbligatoria rimane quella attuale. Comunque un altro aspetto che è poco considerato è la preoccupazione per chi risulta positivo. Quali possono essere le conseguenze sul singolo? Cosa rischia veramente? Inquadrare bene i rischi aiuterebbe anche a prendere decisioni”.
“Le perplessità sono inevitabili in un momento tanto complicato” – ha aggiunto Tommasi. “A noi preme che le condizioni di sicurezza siano garantite a tutti. Sarà importante avere sotto controllo la sicurezza sanitaria di tutti quelli che dovranno mettersi in gioco per la ripresa. In questo i medici avranno un ruolo importante e a noi non resta che affidarci alla loro professionalità e competenza. Sulla blindatura dei ritiri va certamente fatta un'analisi attenta e realistica. L'attuale situazione cambia e cambierà inevitabilmente la modalità di fare sport. Non sappiamo ancora con quali rischi e quale incidenza sulle abitudini ma senz'altro finché ci saranno le condizioni di sicurezza nel fare uno sport di contatto dovremo pensare ad una nuova modalità”.
Calcio a porte chiuse: “Diciamo che è un effetto collaterale imprescindibile in questa emergenza. Sarà un calcio diverso e meno adrenalinico, almeno speriamo contribuisca a farci apprezzare ancora di più, a calciatori e tifosi, la bellezza di uno stadio in festa quando si tornerà a poterlo riempire”.
Dando uno sguardo ai campionati esteri (Germania e Inghilterra), Tommasi ha ricordato che “ad oggi ci sono programmi nel breve periodo che andranno testati. La situazione sanitaria e politica di ogni Paese è diversa e permette scelte diverse così come in Italia le differenze regionali determinano sensibilità diverse. Le scelte andranno fatte in base ai dati, agli effetti delle attuali aperture parziali e all'evoluzione della scienza che permetterà in futuro di poter controllare e testare con velocità e affidabilità il più alto numero di persone nel più breve tempo possibile”.
Questione stipendi: “Il taglio degli stipendi è sempre collegato ai due elementi sul tavolo ossia la riduzione drastica degli introiti e l'effettivo svolgimento dell'attività lavorativa. Non sapere se si ritorna in campo, con quali modalità, per quanto tempo e non avere dati certi, ad oggi, sulle effettive perdite rende qualsiasi decisione complessa e molto soggettiva. Calciatori o calciatrici che hanno accordi pluriennali” – ha concluso – “non sono nella stessa condizione di chi ha i contratti in scadenza così come le società che non sono certe della categoria nella quale saranno il prossimo anno faticano a programmare qualsiasi rimodulazione contrattuale”.
Ormai a un passo la cessione di Schick al Lipsia
La cessione di Patrik Schickal Lipsia a titolo definitivo è in dirittura d'arrivo. Il calciatore è attualmente in prestito al club della Red Bull, che vanta un riscatto a 28 milioni di euro più uno in caso di qualificazione alla Champions League e che, come emerso nei giorni scorsi ha chiesto uno sconto di 3 milioni, che i giallorossi sono disposti ad accettare in caso di versamento in un'unica soluzione della somma. Lo riporta Sky Sport.