Allenamenti rinviati
CORRIERE DELLA SERA - COLOMBO, DE CAROLIS - Il calcio resta nel limbo e non riapre, almeno per i prossimi giorni, poi forse a metà settimana qualcosa si muoverà. Oggi poteva essere il gran giorno della ripresa degli allenamenti collettivi: non sarà così. Il protocollo della Figc non è mai stato validato dopo le correzioni richieste dal Comitato tecnico scientifico. Non c’è ancora uno schema per ricominciare tutti insieme e si va avanti con le linee guida del governo per gli sport di squadra, che non prevedono partitelle e contatti. Ci si può allenare a gruppetti, mantenendo la distanza di sicurezza e così faranno quasi tutti i club.
Zaniolo e Pellegrini, Cristante e Diawara: tutti i gioielli a rischio
CORRIERE DELLA SERA - PIACENTINI - La Roma necessita di sistemare il bilancio. La strada più diretta per monetizzare è il calciomercato. C’è una lista di giocatori di cui Petrachi si libererebbe volentieri tra ingaggi pesanti (Pastore) e giocatori attualmente in prestito (Florenzi) , ma non sarà facile che tutti vadano via. Perciò sono a rischio anche i pezzi pregiati, due su tutti Zaniolo e Pellegrini. Rinunce dolorose sarebbero anche quelle a Cristante e Mancini che però, a causa delle modalità differite di pagamento stabilite con l’Atalanta, pesano ancora tanto sul bilancio e dunque andrebbero ceduti a cifre alteper evitare la minusvalenza. Stesso discorso vale per Diawara. I più “vendibili” sono Kluivert e Under, oltre al giovane Riccardi, ma anche in questo caso bisognerà vedere l’entità delle offerte che arriveranno.
Lo scatto della Lega: iter velocizzato, nuovo protocollo già da Spadafora. Oggi l’esame del CTS
LA GAZZETTA DELLO SPORT - GOZZINI, PICCIONI - La proposta del nuovo protocollo è partita di corsa. In un pomeriggio la Lega di serie A ha confezionato il documento poi condiviso con la Federcalcio e la sua commissione medica. Fatto sta che alle nove della sera di ieri, il ministro dello sport Vincenzo Spadafora ha ufficializzato di aver ricevuto il documento. Naturalmente non è che un’analisi del genere possa essere fatta in un attimo, quindi è da escludere una fumata bianca oggi. Però è chiaro che si procederà velocemente (3-4 giorni?).
Ma che cosa cambia nel nuovo protocollo rispetto al vecchio, quello del ritiro blindato senza contatti con l’esterno, fatto fuori dallo scetticismo di club e calciatori? Per cominciare: niente più bolla, niente più gruppo chiuso, si dorme a casa. A ogni sessione, ci sarà il termo scanner che misurerà la temperatura e chi ha più di 37,5 dovrà tornarsene a casa. Per arrivare però al dormire a casa, ci vogliono maggiori controlli. Più che altro, la frequenza. E quindi, si adottano in toto quelle indicazioni della Federazione Medico-Sportiva – una scelta “apprezzata” dal presidente Maurizio Casasco – che erano state messe da parte vista la “specificità” del calcio. Ma cambia anche la frequenza dei tamponi, che saranno effettuati ogni quattro giorni.
Ma la novità più grande riguarda il che cosa si farebbe (o si farà) in caso di positività. Dopo aver disposto l’immediato isolamento della persona, sarà tutta la squadra ad andarsene in isolamento per due settimane, ma all’interno del centro sportivo e proseguendo gli allenamenti.
Con la giornata tutta presa dalle vicende del nuovo protocollo, è finita in secondo piano la vicenda del passaggio degli allenamenti dalla forma “individuale” a quella “collettiva”. Il Dpcm, annunciato e poi firmato dal premier Conte, non basta. Anche oggi i calciatori dovranno allenarsi soltanto in forma individuale.
Roma, Napoli e Juve su Orsolini. Il Bologna dribbla: “Noi non svendiamo”
LA GAZZETTA DELLO SPORT - DALLA VITE - Tutti a caccia dell’Orso. Il Bologna per ora non vuole cederlo, secondo anche le parole del ds Bigon: “Noi non svenderemo i talenti. È una fortuna perché non abbiamo necessità di farlo e sicuramente non svenderemo, questo posso dirlo con certezza“. Sabatini, direttore delle aree tecniche, rinacara la dose: “La società è solida e il suo progetto non è la demolizione“. Orsolini però piace a tanti club: è inseguito in Italia da Napoli, Roma e Juventus (più defilata), con la Liga spagnola che gli fa l’occhiolino e il Chelsea che venne a vederlo già ad inizio campionato per Brescia-Bologna.
Roma, via vai sulle fasce. Santon e Kolarov i soli certi di restare
LA GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE - Potrebbe essere una rivoluzione vera. Dei sette terzini che la Roma ha attualmente a busta paga, il prossimo anno sono certi di restare solo in due: Kolarov e Santon. Il serbo rimarebbe dunque il titolare a sinistra, mentre l’italiano sarà il numero due a destra. Gli altri possono partire, due su tutti, che sono già in prestito, ovvero Florenzi e Karsdorp. Per l’ex capitano potrebbe farsi avanti il Siviglia di Monchi, ma anche in Italia è apprezzato dalla Fiorentina. L’olandese vuol rimanere al Feyenoord e la formula per una permanenza potrebbe essere quella di rinnovare il prestito onerosoabbassando il diritto di riscatto e spostandolo alla prossima stagione. Lascerà Trigoria Bruno Peres, il cui ritorno non era neanche previsto, e lo stesso Spinazzola può entrare in qualche scambio di mercato. Infine Zappacosta: la Roma, prima di chiedere al Chelsea il rinnovo del prestito o meno, vuole vederlo all’opera in qualche partita vera. In entrata i due nomi in cima alla lista di Petrachi sono invece Biraghi e Faraoni. L’interista, in prestito dalla Fiorentina, farebbe da secondo a Kolarov, menter l’ex laziale si prenderebbe il posto da titolare sulla destra. In quella posizione piace anche Tomiyasu, che però costa almeno 20 milioni, troppo per le casse della Roma. Altri due giocatori nel mirino del ds romanista per le fasce sono Acuna e Mazraoui.
Serie A, stato di confusione
IL MESSAGGERO - BERNARDINI - Niente ritiro blindato ma se c’è un positivo tutta la squadra si chiude in ritiro. O meglio come espressamente scritto nel nuovo protocollo “da quel momento, tutti gli altri componenti del gruppo squadra verranno sottoposti ad isolamento fiduciario presso una struttura concordata“.
Ecco come la serie A cerca di uscire dal pantano del protocollo beffando la clausura che proprio non piace ai club. Un escamotage che cozza con le misure stringenti chieste dal Cts. E soprattutto non si capisce cosa significhi fiduciario. Il nuovo testo del protocollo è stato inviato al presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, che l’ha inoltrato al Governo. C’è stato anche un litigio tra Lotito e il numero uno di Lega Dal Pino perché il patron della Lazio voleva rivedere ancora il documento prima di spedirlo a via Allegri. Oggi il fascicolo sarà studiato dal Cts. Si attende una risposta. Questione di giorni. Mercoledì, giorno del Consiglio Federale, potrebbe andare in scena anche la famosa chiamata tra il premier Conte e il numero uno della Figc, Gravina.Entro il fine settimana o al massimo da lunedì prossimo le sedute dovrebbero andare a regime.
E oggi cosa succede? Via agli allenamenti di gruppo. Anzi no. Si ricomincia da capo. Solo sedute individuali. Ma dalle 15 in poi, invece, si potrà. Insomma un gran caos. Andiamo con ordine.
I medici sono furibondi perché si sentono poco considerati. Ecco perché in attesa di capire, più quando che se, il governo accetterà le modifiche fatte dai dottori le squadre si arrangeranno. Allenamenti individuali facoltativi per non innescare il meccanismo stipendiale e per non essere in difetto. Le squadre di 007 federali stanno facendo il giro dei centri sportivi. Sbagliare adesso vorrebbe dire far fare una inversione a U al governo che al momento è in posizione d’attesa. Vuole garanzie. Che non sono solo quelle legate alla curva dei contagi ma anche quelle dei comportamenti dei presidenti. Niente più scatti in avanti.
Fonseca rivede il “gruppo” ma con la palla
IL MESSAGGERO - CARINA - La normalità può attendere anche se la politica dei piccoli passiè in atto. Mentre in giornata calciatori e staff verranno sottoposti al quarto ciclo di tamponi grazie alla collaborazione con il Campus Biomedico, ieri il consiglio di Lega svolto in videoconferenza ha dato il via libera alle squadre di Serie A per gli allenamenti di gruppo. Cosa cambia? In realtà poco. Senza il controverso ritiro, da domani Fonsecapotrà far svolgere qualche esercizio in più, magari effettuato in piccoli mini-raggruppamenti con la presenza più frequente del pallone, mantenendo tuttavia il distanziamento sociale, che per l’attività sportiva è fissato sempre in 2 metri.
Spalletti: "Dzeko gioca un calcio totale. Con Totti sono sempre stato lo stesso, era cambiata la situazione"
VIRGINIA RIFILATO - Luciano Spalletti, per due volte in carriera alla guida della Roma, ha parlato ai microfoni di Sky del suo passato giallorosso e del rapporto con Totti:
Videomessaggio di Walter Sabatini: "Luciano è un genio, ha fatto cose grandi in carriera. La sua genialità si vede nella qualità del suo gioco, nelle scelte, una su tutte è la trasformazione di Nainggolan, ma anche Emerson Palmieri, che lui ha lanciato e lo ha reso una delle più grandi plusvalenze della Roma".
"Lui è un vero genio e un grandissimo amico. All'inizio ci siamo un po' studiati, poi è nata un'amicizia totale fatta di stima e professionalità. Passavamo le notti intere a parlare di calcio e di calciatori. Lui sa dire le cose in un modo inimitabile, sa trovare sempre calciatori che sanno emozionare il pubblico. Nel 2015-2016 senza soldi mi portò Perotti ed El Shaarawy, due calciatori fondamentali per sterzare in quella stagione e far bene nelle successive".
Hai spesso cambiato ruolo a molti centrocampisti (Perrotta, Nainggolan ndr).
"Cerco sempre di rendere protagonisti i calciatori. Si difende ciò che riguarda il club, ma i calciatori devono essere i protagonisti assoluti. Dialogo con loro, sento quello che hanno da dire. Perrotta partiva mediano, ma vedevo che sapeva inserirsi nei momenti giusti della partita. Somiglia molto a Vecino, entrambi si inseriscono e finalizzano. Allo stesso modo Nainggolan, sono giocatori che hanno bisogno di inserirsi in area. Con Perrotta c'era Totti che sapeva sempre mettersi dove era difficile da marcare e apriva degli spazi per Perrotta che nell'inserimento era un maestro. Bisogna ascoltare i comportamenti dei giocatori in allenamento".
La tua prima avventura a Roma?
"Era una squadra baciata da sole di Roma, era fatta di calciatori che si passavano la palla senza mai mettere in difficoltà il compagno. Per fare ciò ci vuole tanta qualità e loro l'avevano, i passaggi facili che vanno a buon fine fanno la differenza per giocare bene a calcio come faceva quella Roma".
Pizarro?
"Lui mi ha dato una mano fondamentale in carriera. Lui è il calciatore che tiene continuamente la squadra connessa. La prima volta l'ho conosciuto ad Udine, era sul lettino dei massaggi, ho visto che era molto basso e sono rimasto perplesso. Poi alla prima partitina è stato incredibile, sembrava che giocasse da sempre in squadra, ha toccato un'infinità di palloni. Anche a Roma ha fatto partite di un livello incredibile, per certi versi era fin troppo generoso. Gli somiglia molto Brozovic, entrambi vogliono toccare tutti i palloni e spesso spendono troppe energie. Pizarro era eccezionale anche nello spogliatoio, un amico unico per tutti i compagni. In più canta benissimo, quando si pesava, siccome ogni tanto prendeva qualche chilo in più, tentennava molto, cercava di perdere tempo, ci voleva un'ora per farlo salire sulla bilancia. Poi quando si scopriva che il suo peso era nella norma, lui iniziava a cantare. Poi andava nell'armadietto, prendeva un vassoio di pastarelle e le offriva a tutti".
Roma 2016/2017 la più completa che hai mai avuto?
"A Roma avevo una squadra piena di campioni, Nainggolan, Strootman, Manolas, Rudiger, Salah. Poi Dzeko, con lui puoi giocare in ogni modo. Dzeko sa segnare e fare assist, gioca un calcio totale, sa segnare, sa venire incontro a fare il regista, sa giocare in profondità. È completo, si trova in ogni calcio che si gioca. Forse il suo limite è che ogni tanto si accontentava delle grandi giocate che faceva. Ricordo che una volta fece due gol, poi nella riunione di inizio settimana ho cercato di stimolarlo, anche perché le cose di solito a un calciatore le dico quando fa bene, e lui mi rispose in maniera seria. Lui ha un grande carattere, ma in dei momenti tende ad accontentarsi, magari ha fatto due gol, senza pensare che poteva farne altri due".
Videomessaggio di Aquilani: "Quella sera che all'una di notte mi hai bussato a casa, che volevi?"
"In alcune società ho acquisito una confidenza molto profonda. Lui era un ragazzino al tempo, lo minacciavo che lo sarei andato a trovare a casa per controllarlo e allora una sera ci sono andato. Serviva per tenere alta la guardia".
Totti?
"Penso di essere stato sempre lo stesso con Francesco. Lui ha parlato di fase 1 e fase 2, io sono stato sempre lo stesso, ma queste due fasi richiedevano un atteggiamento diverso. Con Francesco ho avuto un buon rapporto, poi per me contano i risultati della squadra e devo per forza pensare a quello. La Roma meritava di stare in Champions, dovevo portarcela. Io sono sempre stato lo stesso, ciò che cambiava era la situazione. Ho dovuto adottare due comportamenti diversi, ma solo per mettere al primo posto i risultati della squadra. Auguro a Francesco una grande carriera da procuratore".
La citazione "Uomini forti destini forti, uomini deboli destini deboli" com'è nata?
"È nata casualmente. Mi ha fatto piacere vedere in questi giorni un medico che ha scritto questa frase sul proprio camice. È una frase sintetica, che fa arrivare subito il messaggio. È venuta come vengono altre frasi, cercando di stimolare i calciatori".
Un calciatore che avresti voluto allenare?
"Ce ne sono tanti, Drogba, Rooney, Kaka, Cannavaro. Però ne ho allenati tantissimi che mai avrei pensato di allenare. Mi bastano quelli che ho allenato".
Sabatini: "Tomiyasu resta. Non faremo svendite a Roma, Inter o Juve"
Walter Sabatini, coordinatore delle aree tecniche del Bologna e del Montréal Impact ed ex direttore sportivo della Roma, è stato intervistato da Sky Sport ed ha parlato anche della sua avventura in giallorosso e di alcune operazioni di mercato. Queste le sue parole:
Gli scambi si possono fare tra club di pari livello. Io non posso fare scambi con l’Inter, con la Juventus o con la Roma stessa.
Sul mercato…
Vorrei il mercato aperto tutto l’anno, almeno se un terzino sbaglia un cross posso sondarne la sera stessa un altro. Ma so di essere eretico io. Se Tomiyasu sbagliasse un cross, invece, non lo cambierei, perché so che è un grande giocatore.
Tomiyasu non si vende in questa sessione?
No, perché la cifra non sarebbe colmerebbe comunque il valore del giocatore. Non sarebbe una cifra sufficiente. Oggi nessuno ha avuto la capacità e possibilità di valutare veramente Tomiyasu.
Pallotta: “Non ci sono sempre stato a supporto della Roma?”
La trimestrale della Roma ha evidenziato un debito di 278,5 milioni e, in attesa del ritorno alla normalità e di capire quale sarà il futuro della società, il club adesso ha bisogno di una boccata d’ossigeno per i conti. Secondo quanto riporta La Gazzetta Dello Sport, James Pallotta è pronto a versare 20 milioni subito, 50 in totale, nelle casse dei giallorossi. Queste le dichiarazioni del presidente:
“Non ci sono sempre stato a supporto della Roma?”.
Roma e Lazio restano in attesa
IL TEMPO - I giocatori di Roma e Lazio, mentre attendono l’ok definitivo per tornare ad allenarsi in maniera collettiva, sono già tornati nei rispettivi centri sportivi. I calciatori, seguendo tutte le rigide norme del caso e dopo aver effettuato il tampone ed essere risultati negativi, hanno ricominciato ad allenarsi in maniera individuale. Corsa, scatti, lavoro aerobico, tecnica individuale col pallone e niente più per il momento. La normalità è lontana, ma gli addetti ai lavori sono fiduciosi e attendono la data di lunedì, che sembrerebbe rappresentare l’inizio degli allenamenti di gruppo. Nel frattempo a Trigoria si è registrato il primo infortunato, è il portiere Pau Lopez, che ha rimediato una microfrattura al polso sinistro.