Zaniolo, la star mediatica all’ultimo sprint-recupero
CORRIERE DELLA SERA - PIACENTINI - I social network continua ad utilizzarli come un qualsiasi ragazzo di vent’anni, tanto che quando perde alla PlayStation per scommessa canta anche una canzone in dialetto napoletano. Presto, però, Nicolò Zaniolo raggiungerà il milione di followers su Instagram, un altro piccolo grande tassello del puzzle che lo vuole, oltre che calciatore di livello internazionale, anche personaggio mediatico. E allora anche sul web il suo approccio cambierà, inevitabilmente, crescendo. Adesso però il ragazzo non ci pensa, concentrato com’è sul campo. I test fatti a Trigoria hanno dato risposte confortanti e quindi può iniziare l’ultima fase del suo recupero. L’obiettivo è progredire giorno dopo giorno, con un occhio particolare anche alle date. Oggi sono quattro mesi dall’infortunio e lo stop del campionato lo ha in parte aiutato. Se si riprenderà a giocare Nicolò potrà aiutare la Roma nella lotta alla Champions League e potrà prepararsi per gli Europei spostati al prossimo anno.
Ripresa, avanti piano: protocolli da rifare, squadre in ritiri blindati
LA GAZZETTA DELLO SPORT - PICCIONI - Il sospirato via libera è arrivato. Da lunedì 18 maggio si potrà ricominciare con partitelle, schemi, contrasti. Ma attenzione, la possibilità degli allenamenti collettivi per il calcio dovrà rispettare le stringenti indicazioni firmate dal Comitato tecnico-scientifico e battezzate dal ministro della salute, Roberto Speranza, e da quello dello sport, Vincenzo Spadafora. Per entrare nella terra promessa delle partite, sarà necessario un altro punto della situazione: lo faranno gli scienziati, lo farà il governo, ma lo farà pure il calcio.
Nella strada verso la ripresa agonistica, comunque, non c’è un solo colle. Oltre all’obbligo di quarantena, nasce il dubbio su cosa accadrà dopo la prima fase, quella del ritiro chiuso a chiave, che gli scienziati hanno approvato. Spadafora ha deciso di raccogliere tutte le indicazioni degli scienziati senza se e senza ma, autorizzando la ripresa degli allenamenti ma con il rispetto delle regole. La pagina di indicazioni ha così cambiato veste, dal “parere” è diventato obbligo per le autorità sportive. La porta non è chiusa e ci sono le possibilità per aprirla di più. In questo senso, bisognerà vedere anche che cosa succederà nel vertice del calcio con il premier Conte.
Pallotta punta su Londra come ponte per l’Oriente
LA GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - È spietata la legge del mercato: se la tua controparte è in difficoltà, è il momento di spuntare le migliori condizioni possibili. In fondo, è quanto sta accadendo nella trattativa per la cessione della Roma al tempo del Coronavirus. Dan Friedkin è sceso parecchio rispetto ai 700 milioni di partenza, mentre Pallottavorrebbe mantenersi comunque in una forbice tra i 650 e i 550 milioni. Fare proposte più al ribasso avrebbe l’effetto di affondare tutto, il che non è da escludere. In ogni caso, la banca d’affari Goldman Sachs sta operando non solo attraverso le sedi statunitensi, ma sta anche lavorando su Londra, vero ponte con il Medio e l’Estremo Oriente. In ogni caso, infatti, per il club giallorosso, quelli sono i mercati dove è possibile fare affari per incrementare la redditività della società.
Smalling guru, Kalinic prova il finale sprint per il futuro
LA GAZZETTA DELLO SPORT - ZUCCHELLI - Zaniolo si allena anche a casa e documenta su Instagram i suoi 100 addominali in 45 secondi. Smalling e la moglie insegnano ai followers a meditare perché “ti porta ad essere più concentrato anche in campo“. Ha ripreso ad allenarsi ieri la Roma di Fonseca, sempre a gruppi e ben distanziata, ma con la certezza di ritrovare, a poco a poco, le giuste sensazioni. Uno di quelli che sta spingendo di più è Kalinic. L’attaccante è consapevole che la sua avventura nella Capitale è ai titoli di coda, ma, se dovesse ripartire il campionato, con le partite ravvicinate, vuole farsi trovare pronto. Per la Roma e per sé, visto che l’Atletico Madrid lo metterà nuovamente sul mercato.
Lovren, Mandragora e Kean: Roma, è mercato creativo
LA GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - La Roma è alla ricerca di strategie intelligenti per muoversi sul mercato. Per la retroguardia l’obiettivo numero 1 e Dejan Lovren, centrale del Liverpool che ha il contratto in scadenza nel 2021. Con 5 milioni potrebbe essere acquistato, anche se poi il croato dovrebbe accettare 3 milioni a stagione. Le alternative ci sono e si chiamano Vertonghen e Todibo. Discorso diverso per il centrocampo. Nonostante Fonseca stimi molto Cristante, non si opporrebbe a uno scambio con Mandragora con la Juventus, anche perché l’operazione potrebbe far ottenere plusvalenze a entrambe le società. Altra formula ancora poi per il reparto avanzato. Grazie all’opera di mediazione di Raiola infatti si opera intorno al prestito con obbligo di riscatto di Kean dall’Everton. Non impossibile, anche perché la squadra di Ancelotti è quella più calda sul fronte Under e non è escluso che si possa mettere in piedi un giro comodo per tutti. Non è da sottovalutare poi l’amicizia che lega lo stesso attaccante azzurro a Zaniolo, cementata in Nazionale.
Una cinquina di terzini senza futuro
IL MESSAGGERO - CARINA - A sorpresa, vista la quantità di interpreti del ruolo in rosa, uno degli obiettivi del prossimo mercato della Roma sarà un terzino destro. Né Bruno Peres, Santon e Zappacosta, ora in squadra, tantomeno Karsdorp e Florenzi, parcheggiati al PSV e al Valencia, rappresentano la tipologia ideali di calciatore richiesta dal tecnico portoghese. Già a gennaio i giallorossi avevano cercato, senza successo, Christie del Fulham e Faraoni del Verona. Nel frattempo si è fatta spazio l’ipotesi legata a Tomiyasu. Sabatini lo valuta circa 16 milioni, ma in un mercato che sarà caratterizzato dagli scambila Roma ha le sue pedine da muovere. In primis Riccardi, ma anche Juan Jesus. L’affondo dipenderà da come e quando il club di Trigoria riuscirà a smaltire l’overbooking sulla fascia. Non proprio una formalità.
Serie A, il futuro in sette giorni
IL MESSAGGERO - BERNARDINI - Sì agli allenamenti di gruppo dal 18. E questo era scontato. Il campionato? Il ministro Spadafora in diretta al Tg1 rinvia nuovamente la palla a centrocampo: “Serve ancora una settimana per vedere la curva dei contagi e poter poi decidere“.
La Federcalcio dovrà adeguare il proprio protocollo con le “indicazioni che sono da considerarsi stringenti e vincolanti” come recita un comunicato congiunto dei ministri della Salute e dello Sport, Speranza e Spadafora.
La parola d’ordine è prudenza. Quindi un passo alla volta. Per il campionato bisognerà aspettare un’altra settimana. Insomma si potrà ripartire ma non sarà così semplice. Questo perché la battaglia tra governo e calcio rimane senza esclusione di colpi. Non a caso Spadafora in diretta al Tg1 elenca tre punti fondamentali che vanno cambiati nel protocollo e che guarda caso sono i nodi più difficili da sciogliere. O quanto meno rappresentano tre criticità dall’inizio. Due superabili e una più complicata.
Per gli allenamenti di gruppo saranno necessarie due settimane di totale isolamento. Ossia il ritiro blindato che aveva proposto la Figc. Ottenuti gli allenamenti ora la serie A punta forte alla ripresa del campionato facendo leva anche sul vento dell’Europa che soffia solo sul sì. Il numero uno della Figc, Gravina, nel colloquio che avrà nei prossimi giorni con il premier Conte (sarà lui ad avere l’ultima parola) è intenzionato proprio a chiedere una data per la possibile ripresa (la speranza è il 12-14 giugno).
Amra Dzeko: “Edin pensa ai gol, io di più alla Roma”
IL TEMPO - SONNINO - Dietro a un'immagine patinata da top model internazionale, la bellissima moglie di Edin Dzejko, nasconde «un animo da vero maschiaccio». Amra Silajdzi, attrice e modella bosniaca da oltre dieci anni al fianco del capitano della Roma, non vede l’ora di tornare a strillare allo stadio: «A volte perdo talmente il controllo, che mi vergogno per gli urli che lancio, ma in tribuna va bene così». Risponde al telefono mentre è in cucina a preparare il pesce per cena. A interromperci, di tanto in tanto, le voci dei bambini e l’abbaiare di Rio, il loro cane Corso.
Amra, dica la verità: è tifosa di suo marito o della Roma?
«Sono una tifosa vera. Per Edin è importante fare gol, per me conta solo che vinca la Roma, anche se non è lui a segnare».
Era appassionata di calcio prima di conoscere Dzeko?
«No, prima il pallone non mi interessava, ma da quando è entrato nella mia vita ho imparato ad amarlo. D'estate mi mancano le partite, non ne perdo una durante la stagione».
A Trigoria hanno ripreso gli allenamenti, Edin è felice?
«Sì, è felicissimo, anche se ancora non possono allenarsi in squadra. A lui il calcio manca davvero molto. Fin da quando era ragazzino ha sempre seguito tutti i campionati, conosce tutti i calciatori. Vive il calcio con una passione enorme: per lui non è solo lavoro».
E lei è contenta della ripresa o ha qualche timore?
«Penso che la società abbia predisposto tutte le condizioni per garantire la sicurezza».
Come avete affrontato il lock down?
«Da piccoli abbiamo vissuto la guerra in Bosnia e le nostre vite non sono state facili. Quindi all’inizio questa situazione mi sembrava esagerata, ma poi ne abbiamo capito la gravità, sono arrivati la paurae il senso di responsabilità. I bambini non si rendono conto: loro sono felicissimi di questa quarantena, perché di solito non riescono a passare tanto tempo con il padre. Stiamo cercando di tenerli impegnati con mille attività, ci alleniamo tutti i giorni anche con loro e poi cuciniamo tanto. A dire la verità io cucino, Edin sbuccia le patate e taglia le cipolle... non è capace, ma ha buona volontà».
A proposito della guerra, cosa rappresenta per voi?
Un maschietto c’è già, Dani, quindi Edin è contento. Storceva un po’ il naso quando giocava con le bambole insieme alla sorellina. Ma poi un giorno Dani ha scoperto il pallone ed è stato amore: è pazzo per il calcio, ama la Roma ed è talentuoso. Sono sicura che farà il calciatore.
Dopo cinque anni è ancora innamorata di questa città?
Mamma mia sì! Siamo venuti la prima volta quando Edin giocava nel Manchester City. In quattro giorni l’abbiamo girata tutta a piedi. Adesso sarebbe difficile: i tifosi lo riconoscono e lo abbracciano, gli chiedono un autografo o una foto insieme, i bambini lo guardano in un modo… piace persino alle vecchiette. Ha provato a camuffarsi, con il cappello e gli occhialoni, ma è troppo alto! In Germania o Inghilterra i tifosi non sono così.
Edin ha detto di no prima al Chelsea e poi all’Inter. C’è il suo zampino?
Quando si tratta di calcio valutiamo tutte le condizioni insieme, però è Edin a prendere la decisione. Ma lo ammetto, sono felice di essere rimasti: Roma è la nostra seconda casa.
Dietro Pau Lopez c'è spazio: Fuzato può partire, idea Rafael
GAZZETTA DELLO SPORT - Petrachi prepara la rivoluzione che avverrà alle spalle di Pau Lopez. Lo spagnolo è il titolare indiscusso tra i pali romanisti, ma il quadro delle riserve invece potrebbe essere stravolto durante la prossima sessione di mercato. Molto dipenderà dalla cessione di Olsen: dopo l'esperienza positiva a Cagliari lo svedese è seguito da alcuni club inglesi, ma la Roma vuole privarsene o a titolo definitivo o in prestito con obbligo di riscatto e in questo senso lo stipendio da più di due milioni a stagione non aiuta. Incerto anche il futuro di Fuzato e Mirante: il brasiliano infatti ha deciso di lasciare la capitale nel caso in cui non dovesse diventare il secondo di Pau Lopez durante la prossima stagione. Mirante a luglio compirà 38 anni e ha un contratto fino al 2021: l'ex Parma vorrebbe restare ma il club deve fare ancora le sue valutazioni. A gennaio infatti i giallorossi erano stati vicini a Rafael del Cagliari, che andrà in scadenza a fine stagione ed è un'ipotesi da non scartare anche per il prossimo mercato. Da tenere in considerazione anche l'opzione 'home made': si tratta di Cardinali, calsse 2001, della Primavera.
Diawara, Pastore e Zappacosta: i “nuovi” rinforzi
CORRIERE DELLA SERA - Alla luce di un mercato all'insegna del risparmio, caratterizzato dalla ricerca spasmodica di occasioni a parametro zero, la Roma può sorridere considerando che i primi tre acquisti se li troverà già in casa. Rispetto all'ultima gara disputata dalla squadra di Fonseca ormai più di due mesi fa, alla ripresa il tecnico potrà fare affidamento su tre elementi che prima di adesso non erano stati quasi mai a disposizione: si tratta di Davide Zappacosta, Amadou Diawara e Javier Pastore che possono essere considerati recuperati a tutti gli effetti. Buone notizie anche da Zaniolo: i test sulla stabilità e la resistenza del ginocchio infortunato hanno dato risultati positivi e dovrebbe ricominciare a lavorare in gruppo tra una quarantina di giorni.
Zaniolo: il predestinato pronto a luglio
GAZZETTA DELLO SPORT - Zaniolo si prepara a tornare pi forte di prima dall'infortunio al ginocchio. Il talento giallorosso infatti è già passato dalla corsa sul «tapis roulant» di casa sua al verde di Trigoria, pronto tornare, magari già a luglio. Preparatori e staff tecnico sono rimasti molto sorpresi dalle sua condizioni. Le prove di resistenza e quelle di stabilità del ginocchio operato sono state superate bene, tanto che il giocatore è stato dovuto frenare per evitare che la sua esuberanza fisica gli facesse correre dei rischi. Tutto procede per il meglio, in attesa del sua ritorno in campo.
Coric ritorna, niente riscatto
IL TEMPO - BIAFORA - Tra i giocatori che con ogni probabilità faranno ritorno a Trigoria dopo l'esperienza in prestito c'è anche Ante Coric. Il croato è stato ceduto alla fine di agosto all’Almeria, club della seconda divisione spagnola che lo ha prelevato dalla Roma in prestito per 400mila euro, con un riscatto fissato a 6 milioni e l'ingaggio da 1 milione netto pagato al 60% dai giallorossi. Nell’accordo era stata inserita una doppia condizione per far diventare obbligatorio il riscatto: la promozione in Liga degli andalusi e Coric doveva giocare almeno il 50% delle partite stagionali, con un minimo di 45 minuti in campo per conteggiare come valida la presenza. Il classe 1997 è però destinato a rientrare alla base visto che in ogni caso non raggiungerà la soglia del 50%, anche giocando tutti i restanti match. L'Almeria deve ancora disputare 11 partite (dall’acquisto ne sono state giocate 30) e Coric ha totalizzato appena 6 presenze sopra i 45 minuti, rendendo automaticamente impossibile l’obiettivo. La Roma lo ha pagato 9 milioni (8+1 di commissione) e anche volendo venire incontro all’Almeria con uno sconto non potrà scendere sotto i 5,4 milioni.