Il Manchester Utd non vuole tenere Smalling
Chris Smalling non sembra destinato a vestire di nuovo la maglia del Manchester United, club che detiene la proprietà del suo cartellino. Nonostante le sue possibilità di rimanere alla Roma nelle ultime settimane sembravano essere diminuite drasticamente, il futuro del giocatore potrebbe comunque essere lontano da Manchester: i Red Devils infatti hanno intenzione di monetizzare le cessioni di Smalling, De Gea e Phil Jones per incassare la liquidità necessaria per sferrare l'attacco per obiettivi ambiziosi come Sancho del Borussia Dortmund, Grealish dell' Aston Villa e Bellingham del Birmingham.
Roma, c'è meno Speranza sulla ripartenza a maggio
CORRIERE DELLA SERA - "Con più di 400 morti al giorno, con sincerità, e parlo anche da tifoso, la ripartenza del campionato è l’ultimo problema di cui possiamo occuparci. Le priorità del Paese sono altre”. Le dichiarazioni rilasciate a Radio Capital da Roberto Speranza, ministro della Salute, sono una doccia gelata sul calcio? Di sicuro non aiutano, ma oggi i presidenti di serie A si riuniranno in Lega per abbozzare un calendario di massima per portare a termine la stagione (ma 8 club sarebbero contrari) e per discutere di diritti tv e cercare di allontanare l’ipotesi di un taglio preteso per lo stop al campionato. La Roma, senza spingersi sulle posizioni assolutiste di Lotito, è tra le società che vogliono ripartire, sempre nel rispetto della salute dei calciatori. La parte dei controlli specifici sarà affidata al Campus Biomedico di Trigoria, tutta la parte cardiologica a Villa Stuart. Trigoria sarà sanificata e i controlli saranno rigorosi: per far dormire i calciatori in stanze singole verranno usate anche quelle del settore giovanile. I dirigenti giallorossi sperano di far partire gli allenamenti a inizio maggio anche per non far perdere troppo valore al gruppo dei calciatori.
Calciatori depressi, casi raddoppiati
IL TEMPO - Forme di depressione raddoppiate per i calciatori, le più colpite le donne. E'la denuncia lanciata da FifPro, il sindacato mondiale dei calciatori professionisti, che ha fotografato lo stato psicologico dei giocatori alla luce dell'emergenza coronavirus. La ricerca, sviluppata da FifPro, in collaborazione con l’ospedale universitario di Amsterdam, arrivata alla conclusione che in media soffrono di sintomi depressivi oltre il 10% degli atleti. Il sondaggio ha coinvolto 1.602 atleti di diversi paesi: 1.134 giocatori di sesso maschile, con un’età media di 26 anni, e 468 giocatori di sesso femminile, con un'età media di 23 anni. Guardando ai risultati «il 22% delle donne e il 13% degli uomini ha riportato sintomi compatibili con la diagnosi di depressione». Uno stato di «ansia generalizzata» è stato segnalato dal 18% delle giocatrici e dal 16% dei giocatori intervistati.
La Liga anticipa: via il 6 giugno. E dal 4 maggio sedute a gruppi
GAZZETTA DELLO SPORT - La Liga è pronta a tornare in campo. A dettare tempi e modi del ritorno in campo della Spagna saranno i responsabili della Sanità, però la federazione si è impegnata a non intralciare la lega, da sempre interessata alla ripresa. Il presidente della Liga vorrebbe che la prossima settimana tutte le squadre delle due massime serie si sottomettessero ai tamponi in cliniche private già contattate. Quella successiva, dal 4 maggio, dovrebbe prevedere il ritorno agli allenamenti, con l’idea di poter scendere in campo nel weekend del 6 giugno. Un'ipotesi ambiziosa che dovrà essere approvato dalla Sanità.
Dall'addio dei tre capitani a Pellegrini, ormai leader
GAZZETTA DELLO SPORT - Nell'ultimo anno la Roma ha perso tre dei suoi simboli più rappresentativi: De Rossi ha declinato l’offerta dirigenziale e ha optato per un'esperienza al Boca, Totti si è sentito incompreso e se ne è andato mentre Florenzi non ha trovato più spazio e ha scelto di andare al Valencia. La rivoluzione è stata comunque contenuta e gestita meglio di quanto in molti si sarebbero aspettati. Il gruppo ha trovato in Fonseca un vero leader e in Pellegrini un nuovo, futuro, capitano romano, e il trauma del cambiamento è stato subito assorbito.
Il progetto stadio aspetta il lieto fine
GAZZETTA DELLO SPORT - Lo stadio della Roma è al vaglio del Campidoglio ma, a causa dell'emergenza sanitaria mondiale, è finito ovviamente finito in secondo piano rispetto ad altre priorità. Anche il magnate ceco Vitek, interessato all’area, aspetterà la fine della pandemia per rifarsi sotto. Ma è dal Comune che il club aspetta notizie. Se non ci sarà il via libera in tempi ragionevoli la strada che il club intraprenderà sarà solo una: l’azione legale. E lo stadio tornerà a essere una chimera.
Campagna abbonamenti rimandata
IL TEMPO - BIAFORA - La campagna abbonamenti per la stagione 2020/21 è rinviata a data da destinarsi. Dopo aver toccato quota 21.671 abbonati per l’attuale campionato la Roma è stata costretta a rivedere i piani per la prossima Serie A: a Trigoria era già tutto pronto tra motivo del lancio, prelazioni e prezzi, ma inevitabilmente è tutto rimandato. «Personalmente non vedo nel 2020 partite con pubblico» ha detto il vice-presidente della Fifa, un ulteriore danno per il bilancio di tutte le squadre, già alle prese con le problematiche relative ai diritti tv. Nell'ultimo bilancio - chiuso al 30 giugno 2019 - la società giallorossa ha incassato 33,67 milioni al botteghino, dato che comprende i biglietti venduti per le singole partite, gli abbonamenti per campionato e Champions e la quota per la partecipazione alla tournée estiva, inevitabilmente già cancellata. Oltre al danno dei mancati introiti futuri la Roma dovrà considerare quello per la stagione in corso, con gli abbonati che probabilmente avranno un voucher da spendere non appena si potranno riaprire le porte dell'Olimpico. Con il ritorno ad una semi-normalità ci sarà poi un grattacapo di difficile risoluzione: con la riduzione della capienza dei settori come si potranno gestire i diritti di prelazione dei possessori delle tessere stagionali della Curva Sud (esaurita in abbonamento)? Ci sarà tempo per trovare una via d’uscita.
Spadafora gela il calcio
IL TEMPO - PIERETTI - La politica buca il pallone, rischiando di affossare la terza industria Nazionale. In ballo c'è un indotto da 5 miliardi di euro e almeno 125 mila posti di lavoro. I dirigenti sportivi continuano a lavorare per evitare il crollo dell'intero sistema, i prossimi tre giorni saranno decisivi per il destino del calcio europeo, per quello nazionale bisognerà attendere le decisioni del Governo. L'agenda è ricca di appuntamenti; oggi è prevista l'Assemblea di Lega e l’incontro tra l’Uefa e le 55 federazioni affiliate, domani l’Uefa si misurerà con i Club e le maggiori Leghe continentali, mentre il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora avrà modo di confrontarsi con la Federcalcio e le maggiori Leghe sul protocollo di sicurezza. Giovedì sarà il giorno dell’esecutivo Uefa dal quale usciranno le linee guida per far fronte all'emergenza.
LEGA CALCIO - L'Assemblea dei presidenti della Serie A è spaccata, nonostante le apparenze: Torino, Spal, Brescia, Sampdoria, Udinese, Bologna e Fiorentina spingono per la chiusura anticipata, interrogandosi sulle eventuali ricadute giuridiche che graverebbero sui club in caso di eventuale altra sospensione. Il comunicato ufficiale tuttavia sottolinea «l'intenzione all'unanimità di portare a termine la stagione sportiva 2019-2020, qualora il Governo ne consenta lo svolgimento, nel pieno rispetto delle norme a tutela della salute e della sicurezza».
LA POLITICA - Soltanto il Governo ha facoltà di sospendere il campionato, al momento il fronte politico sembra essere disorientato. Ieri sera il Ministro dello Sport Spadafora non ha speso parole rassicuranti per la ripresa del campionato. «Al momento non do per certo né la ripresa degli allenamenti il 4 maggio, né del campionato - ha dichiarato al Tg2 Post il Ministro - dobbiamo capire se il calcio è pronto alla ripartenza con gli allenamenti. Riprendere gli allenamenti non per forza di cose vorrebbe dire riprendere il campionato». Anche il Ministro della Salute Speranza prende a calci il pallone retrocedendo il movimento calcistico in fondo alla classifica: «Sono un grande appassionato - ha dichiarato - ma con tutta sincerità il calcio è l'ultimo problema di cui possiamo occuparci».
COMMISSIONE MEDICA - Un parere determinante - probabilmente decisivo - sarà quello della Commissione medica del Governo, ma anche qui i pareri sono divergenti. Le polemiche degli ultimi giorni non hanno aiutato; il professor Enrico Castellacci, presidente dell'Associazione Italiana Medici del Calcio, non ha fatto sconti sul protocollo di sicurezza stilato dalla Commissione Scientifica della Federazione dalla quale era stato precedentemente escluso. Ieri Rodolfo Tavana, medico sociale del Torino (club contrario alla ripresa ndr) ha rassegnato le dimissioni dalla Commissione medico scientifica della Figc: decisione inaspettata, mercoledì scorso - presente alla riunione decisiva - il medico aveva approvato insieme agli altri membri il protocollo scientifico di sicurezza. Domani è previsto in confronto tra il Ministro dello Sport Spadafora e la Figc su tale protocollo, poi il Ministro stesso dovrà attendere l'approvazione in sede governativa prima di autorizzare la ripresa degli allenamenti.
LE PAROLE DI MALAGÒ - «La Serie A ha il diritto di completare la stagione se lo ritiene opportuno - ha dichiarato ieri il Presidente del Coni - penso sia altrettanto importante prevedere un'alternativa, se per i motivi che conosciamo questo non dovesse accadere».
GLI ALTRI CAMPIONATI - La Liga spagnola e la Bundesgliga tedesca sono pronte a riprendere i propri campionati. L'intenzione della Liga è di riprendere ad allenarsi per il 9-10 maggio, al fine di essere pronti a riprendere la stagione che era stata interrotta per il 5-7 giugno. L'ipotesi per l’inizio della Bundesliga è il 9 maggio.
Comunicato ufficiale AIC, si punta a riprendere al più presto senza privilegi medico-sanitari
L'AIC, Associazione Italiana Calciatori, ha rilasciato sul proprio sito ufficiale un comunicato ufficiale in cui ha chiarito la posizione dell'associazione e soprattutto dei calciatori e delle calciatrici. Questo il comunicato:
“Il Consiglio Direttivo, alla presenza del dottor Della Frera (medico componente della Commissione Medico-Scientifica FIGC), ha analizzato e riflettuto sul protocollo predisposto per la ripresa degli allenamenti dei calciatori professionisti. Sono stati chiariti alcuni dubbi e richiesto ulteriori approfondimenti da sottoporre alla Commissione. Come già espresso in passate situazioni, l’AIC sottolinea l’importanza che a trattare la materia siano gli specialisti medici a garanzia delle misure precauzionali da mettere in atto per la ripresa.
La volontà dei calciatori e delle calciatrici è, e sarà sempre, quella di tornare al più presto in campo con le più ampie garanzie di sicurezza per tutti gli addetti ai lavori.
Un aspetto, molto sentito dall’intero Consiglio, riguarda l’attuale contesto del Paese che, seppur con intensità diversa da regione a regione, è ancora in una fase emergenziale. La volontà di tutti gli atleti e le atlete è di poter tornare a svolgere il proprio lavoro così come tante altre categorie professionali, senza apparire privilegiati o usufruire di corsie preferenziali sui controlli medico sanitari.
Si è sottolineato, nella lunga chiacchierata con il dottor Della Frera, come l’esigenza e la volontà di tornare ad allenarsi e poter ricominciare a svolgere il proprio lavoro in sicurezza rischia di dover superare lo scoglio strutturale di buona parte delle realtà professionistiche. L’auspicio è di poter avere il più alto numero di società in grado di ripartire, qualora le condizioni generali del Paese lo permettano.
Il Consiglio Direttivo ha fatto anche chiarezza sulla voce di bilancio della nostra Associazione “Fondo assistenza mutuo soccorso” che ha avuto l’attenzione di alcuni media nelle ultime settimane.
Il Fondo a bilancio è una voce che compone l’intero patrimonio netto associativo e serve per poter finanziare tutte le attività dell’Associazione. Sono compresi i risultati positivi di esercizio conseguiti di anno in anno, sin dalla costituzione dell’Associazione, per oltre 50 anni. Per questo è sicuramente un elemento di vanto e la dimostrazione della buona gestione economica. Sull’utilizzo di tali somme sarà come sempre il Direttivo a prendersi la responsabilità di garantire la giusta misura tra assistenza agli associati e continuità dell’Associazione.
Infine, si è discussa la possibilità di attivare alcuni corsi online di formazione anche con l’aiuto e il supporto del Settore Tecnico della FIGC. Alcuni di questi corsi sono già attivi, altri ne verranno istituiti nelle prossime settimane per poter contribuire, in questo momento di stop forzato, alla formazione personale degli associati e delle associate”.
Malagò: "Il calcio ha diritto e dovere di ricominciare da quello che ritiene più giusto"
Giovanni Malagò, presidente del Coni ha rilasciato un'intervista per la versione online del quotidiano il GAZZETTA.IT. Queste le sue parole:
"Il calcio ha diritto e dovere di ricominciare da quello che ritiene più giusto. Ma in questo caso mi sembra che si parli di Serie A. E' indispensabile prevedere un'alternativa se però non si dovesse riprendere. Lo dico senza polemica. Non mi permetto di interpretare le parole di Gravina, quando ci siamo parlati gli ho anche detto che ha delle responsabilità importanti in una situazione non facile. Conosce il mio pensiero e penso di essere stato molto corretto nei suoi riguardi quindi non ho altro da aggiungere".
Cosa pensa del fatto che siano stati fatti i tamponi ai calciatori e si progetta di farne a migliaia nonostante i test scarseggino?
"E' evidente che ci deve essere una situazione di offerta di tamponi che al momento non c'è. Non so se il paese in 15 o 20 giorni sarà in grado di garantirli".
Se la Serie A non ripartisse sarebbe giusto non assegnare lo scudetto?
"A mio parere sarebbe una scelta di buon senso. L'ho già detto riferendomi non solo alla Serie A ma a tutti gli sport. Solo una voce non ha compreso le mie parole. E' normale che se il campionato si finisce si assegna lo scudetto. Se, come in altri sport, non si finisse il campionato, penso sarebbe giusto non assegnare i titoli".
Mkhitaryan: “Mi sono trasferito allo Shakhtar per Mircea Lucescu"
Henrikh Mkhitaryan, ha rilasciato alcune dichiarazioni a proposito del suo trasferimento allo Shakhtar e alla sua opinione di Fonseca. Queste le sue parole:
"Mi sono trasferito allo Shakhtar per Mircea Lucescu. Grazie a lui ho giocato in Inghilterra, Italia e Germania. Ho imparato molto e sono grato per la possibilità che ho avuto. Con Lucescu ho fatto tante belle partite, ma la mia ultima con lo Shakhtar è la più memorabile. Paulo Fonseca? Ho visto il calcio che giocava allo Shakhtar quando lo allenava. Mi è piaciuto il suo stile del gioco, ha trovato un linguaggio comune con i giocatori. Paulo ha scovati giovani talenti e li ha fatti scoprire al mondo. Mi piace lavorare insieme a lui perché capisce bene il calcio. Ogni giorno imparo da lui".
Malagò: "Gravina conosce il mio pensiero. Se non si riuscisse a concludere non assegnerei lo scudetto"
Giovanni Malagò, presidente del Coni, ha rilasciato ai microfoni di Alanews un'intervista per parlare della possibilità che possa riprendere il campionato e della linea presa da FIGC e Lega Serie A:
"Il calcio ha diritto e dovere di fare ciò che ritiene fare più giusto, per la Serie A è un diritto/dovere completare la stagione se lo ritiene opportuno. Poi, però, penso che sia altrettanto importante se non indispensabile una strategia diversa qualora questo non fosse possibile. Ma lo dico senza nessun tipo di polemica. Non interpreto le parole di Gravina, ho visto la sua intervista da Fazio. Quando ci siamo parlati gli ho detto che è al centro di una situazione non facile e lui conosce il mio pensiero. Penso di esser stato molto corretto nei suoi riguardi e per questo non ho altro da aggiungere".
In Italia, mentre scarseggiavano i test, sono stati fatti anche a calciatori asintomatici. E per ripartire con la Serie A ne serviranno migliaia.
"E' evidente che soprattutto nelle prossime settimane ci dovrà essere una situazione di disponibilità e offerta che al momento mi sembra non esserci. Ma io non so se tra 15 o 20 giorni il sistema Paese sarà in grado di farlo".
Sarebbe giusto non assegnare lo Scudetto?
"Questa è l'unica cosa che ho detto e mi sembra una cosa di buon senso. Ma l'ho detta non riferendomi alla Serie A, ma a tutti gli sport perché io devo rappresentare tutti. Ovviamente, solo nel caso in cui non si riuscisse a concludere la stagione. E' una mia opinione".