Sos Pellegrini: il gioiello di Totti non brilla più
LA REPUBBLICA - L'ultimo romano è in crisi quanto e più della squadra. Lorenzo Pellegrini aveva chiuso il 2019 lanciando assist e invenzioni, come se ogni partita fosse l’occasione per dimostrare al mondo che l’incoronazione di Totti a suo “erede” fosse ottimamente spesa. Poi è successo qualcosa. Bergamo è forse il punto più basso della sua giovane carriera, una collezione di orrori, di conclusioni lunari, di giocate sconclusionate, di palle perse, fino a quella che ha portato al gol di Pasalic.
Difetto di fase difensiva e di personalità, 7 palloni regalati all’Atalanta, a cui aggiungere tre tiri finiti lontanissimi dalla porta: uno, addirittura a porta vuota. Da segnalare che rima della partita, l’agente Pocetta e il ceo romanista Fienga si sono soffermati a scambiare due chiacchiere: c'è in ballo il prolungamento per cancellare dal suo contratto la clausola che gli permetterebbe a giugno di liberarsi per 30 milioni. Conte è alla finestra, ma per a parlarne servirà rivedere in campo il vero Pellegrini.
Gent, Thorup: "Giocheremo all'attacco. Dzeko è l'uomo più temuto"
Jess Thorup, allenatore del Gent, ha rilasciato un'interista al Corriere dello Sport in vista della doppia sfida ai sedicesimi di finale di Europa League contro la Roma. Queste alcune delle sue parole:
Sensazioni per il doppio confronto con la Roma?
«In Europa League abbiamo battuto squadre come Wolfsburg e Saint Etienne. Contro la Roma dobbiamo compiere un ulteriore step. Siamo stati molo sfortunati nel sorteggio, pur avendo vinto il girone ci troviamo a incontrare uno dei più grandi club in Europa. Non mi fido della sua crisi, il campionato italiano è difficile»
La sua filosofia?
«Attaccare senza paura»
Quanto credete nel passaggio del turno?
«È durissima. Ma posso promettere che non vedrete un Gent remissivo»
Non vi spaventa nemmeno l'Olimpico?
«A calcio si gioca sempre per segnare. in casa della Roma, davanti a un grande pubblico, non avremo sempre ii controllo della palla come piace a noi. Ce la giocheremo comunque, a testa alta»
Cosa pensa di Fonseca?
«Fa un bel calcio, abbiamo in comune il faro di far giocare molti giovani. Lo seguo con interesse»
Chi teme di più della Roma?
«Il nome che sento pronunciare nello spogliatoio è quello di Edin Dzeko»
Allenamento Roma, lavoro in palestra e sul campo. A parte gli infortunati
La Roma è tornata sul terreno di Trigoria per preparare il prossimo match di Europa League contro il Gent.
Lavoro dapprima in palestra e poi sul campo per i giallorossi. Ancora a parte gli infortunati Diawara, Mirante, Pastore, Zaniolo e Zappacosta.
Cafù: "Momento difficile, speriamo la Roma torni ad essere la squadra che piace a tutti noi"
Marcos Cafù, ex giocatore della Roma e della nazionale brasiliana, è a Berlino per partecipare come Ambassador ai Laureus Awards. A margine dell'evento ha parlato del momento della Roma ai microfoni di AdnKronos:
Sul momento
"Roma in un momento difficile dopo il ko con l'Atalanta? Noi facciamo sempre il tifo per la Roma affinché giochi bene. Purtroppo gli ultimi risultati non sono quelli che ci aspettavamo, però sarà sempre la grande Roma, ma i risultati devono arrivare altrimenti diventa difficile. Speriamo che le prossime partite la Roma le possa giocare da tale e tornare ad essere la squadra che piace a tutti noi".
Su Fonseca
"Le difficoltà sono normali, ce le aspettavamo tutti, non è facile arrivare in una piazza come Roma e fare subito il massimo, bisogna adattarsi e capire come funziona la città e la società e speriamo possa fare molto bene con la Roma".
Sulle voci societarie
"Le voci societarie possono avere influito sulla squadra? Io non credo, la squadra è una cosa e la società un'altra. Abbiamo dei grandissimi giocatori e loro devono giocare indipendentemente da quello che succede in società".
Su Totti
"Totti procuratore? Totti... porta dei bravi ragazzi... Totti è un grande e parlare di lui è sempre molto piacevole. Io spero che lui possa avere successo nel suo nuovo ruolo di procuratore, ma non è facile essere procuratore anche se ti chiami Totti, mi raccomando. Arriveranno da lui tanti ragazzi, ma in bocca al lupo".
Uva, vice presidente Uefa: "Il Fair Play Finanziario va rispettato. Il protocollo VAR va uniformato"
Michele Uva, vice presidente dell'Uefa, ha parlato ai microfoni di Radio Rai del Fair Play Finanziario:
"Bisogna ipotizzare il rispetto delle regole da parte di tutti. Non voglio parlare del Manchester City: spetterà all'organo indipendente di giustizia esprimersi sul club inglese. Il fairplay finanziario ha portato grandi risultati e serve per mantenere l'equilibrio competitivo nelle nostre manifestazioni, non per punire. I club che partecipano ai tornei in Europa devono sottostare alle licenze Uefa e al fairplay, in equilibrio fra costi e ricavi. Chi viola le regole viene deferito. Perché al Paris Saint-Germain, rispetto al Manchester City, non sono state inflitte sanzioni? Non posso entrare nel merito di quello che viene deciso dalla camera giudicante. Però posso dire che si tratta di casi diversi, anche se non conosco le carte. Pure il Milan è stato escluso dalle coppe: le regole devono essere rispettate. Challenge al Var? Non sono molto d'accordo, anche se si potrebbe testare sui settori giovanili. In ogni caso se ne occupa l'Ifab, che è un organismo della Fifa. Personalmente, vengo da pallavolo e basket e non sono convintissimo. Lo vedo come un'interferenza che va contro l'indipendenza della scelta dell'arbitro sulla decisione finale. Ma è giusto che venga analizzato, venga provato, testato. Bisogna evolvere nel protocollo e non è semplice. In tutti i campionati si vede che c'è disomogeneità. Il protocollo va uniformato. Resta comunque una novità epocale per il calcio, un grande aiuto per gli arbitri".
La Roma punta Klostermann per rinforzare la corsia difensiva destra
La Roma vorrebbe sistemare le corsie difensive in vista della prossima stagione, soprattutto quella destra ad oggi orfana di Florenzi che è in prestito al Valencia.
Petrachi per quel ruolo, come riferito da calciomercato.com, ha individuato in Lukas Klostermann il giusto innesto.
Il 23enne del Lipsia, che ha un contratto in scadenza nel 2021, è stato proposto alla Roma dallo stesso mediatore che ha guidato la cessione di Schick al club tedesco. La formula potrebbe essere individuata in una valutazione simile a quella fatta per Schick in modo tale da effettuare (anche se non sulla carta) uno specie di scambio alla pari.
Perfetti sconosciuti
INSIDEROMA.COM - MASSIMO PAPITTO - Ho scelto il titolo di un noto film campione di incassi qualche anno fa per provare a raccontare la solita sparizione che coinvolge la Roma tra gennaio e febbraio da qualche stagione a questa parte.
Perfetti sconosciuti sono i giocatori della Roma che ora vediamo portare in campo, alcuni con demerito, la maglia della Roma addosso. La Roma è completamente evaporata dopo il 4-1 rifilato alla Fiorentina prima della sosta natalizia. Da lì in poi il buio. Pesto. La sparizione. L’ennesima. E la Roma di Fonseca che fin lì era stata non straordinaria ma convincente di colpo è diventata brutta e senz’anima. Dal 5 gennaio in poi solo quasi brutte figure intervallate soltanto dal passaggio di turno in Coppa Italia a Parma (poi persa contro la Juventus) e dal bel derby giocato contro la Lazio ma non vinto nonostante le tante occasioni da gol e il dominio del gioco. Questi gli unici due acuti di un gennaio e in parte un febbraio da incubo. Da psicanalisi. La completa sparizione di giocatori e di una compattezza di squadra che si era intravista e che un po’ addirittura piaceva. Il mercato di gennaio poi ha fatto il resto perché bisognava molto probabilmente potenziare una squadra in lotta per il quarto posto Champions e invece sono stati presi ragazzi (Ibanez, Villar e Carles Perez) non pronti a lottare da subito per un obiettivo importante, quasi imprescindibile.
L’addio di Florenzi poi non è stato metabolizzato da tutti e alcuni ancora si chiedono il perché visto che al suo posto stanno giocando Santon e Bruno Peres e non Dani Alves. Tante sono state le domande senza risposta che ora anche il campo sta confermando visto che anche Kolarov sta deludendo, Smalling e Mancini sono tornati dei calciatori normali e Pellegrini anche lui sembra la brutta copia di se stesso. In pochi si stanno salvando e il gioco di Fonseca ne sta risentendo. Lui che prima sembrava un uomo fiero al comando ora sembra invece impaurito dalle difficoltà e sta palesando qualche normale limite. In più poi c’è la Lazio che vola e si sta giocando come non mai lo scudetto come prima rivale della Juventus. Il tutto tanto per aggravare la situazione.
Negli anni ci hanno detto di prendere esempio dalla cattiveria sportiva e aziendale della Juventus e ora c’è chi ci dice di prendere esempio anche dalla lungimiranza gestionale della Lazio che negli anni ha potenziato fino ad arrivare a giocarsi qualcosa di impensabile. Prendere esempio da queste due realtà da sempre odiate è l’ennesimo dolore che il vero tifoso romanista sta provando in questo momento vedendo la sua squadra che invece è una “perfetta sconosciuta”.
Terza sconfitta consecutiva per la Roma. Non succedeva dal 2014
Con la sconfitta di oggi contro l'Atalanta, che fa da seguito a quelle contro Bologna e Sassuolo, sono tre le partite di fila in cui la Roma è uscita dal campo sconfitta.
Non succedeva dal 2014, quando la Roma guidata all'epoca da Rudi Garcia perse consecutivamente le ultime tre partite di campionato.
Conferenza stampa, Gasperini: "La squadra si esprime al meglio quando deve fare gol e vincere la partita"
Gian Piero Gasperini, tecnico dell'Atalanta, ha parlato in conferenza stampa nel post partita. Queste le sue dichiarazioni:
È l'ennesima volta che andate in svantaggio...
"I numeri hanno un significato, vuol dire che quando siamo in svantaggio togliamo freni e calcoli. La squadra si esprime al meglio quando deve fare gol e vincere la partita. Diversamente… A volte c’è della casualità, nel primo tempo non meritavamo di andare in svantaggio, avevamo avuto molte occasioni. Era una partita più equilibrata, non arrembante come il secondo, ma averlo preso al 45’ del primo tempo lo fa vedere il tutto in maniera più negativa. Abbiamo fatto fatica nei disimpegni, soprattutto sulla parte destra quando dovevamo uscire. Quando siamo andati là siamo stati pericolosi."
I tre attaccanti non sono stati poi così incisivi...
"La Roma dietro ha fatto bene, Smalling ha fatto una grande partita. Alle volte se sei meno veloce rischi di non avere così tante occasioni. Il fatto di avere tolto Zapata è stato quello di togliere un punto di riferimento a Smalling, perché il Papu lo portava più fuori. È una opportunità che abbiamo cresciuto, per necessità, perché non c'è stato il colombiano per tre mesi. Zapata è importante, poi ci sono letture e momenti, di partita in partita."
Palomino ha sbagliato e poi segnato subito...
"Noi abbiamo preso 32-33 gol in campionato, ma poi andiamo a segnare. È il modo di giocare che ci espone a qualche errore tecnico, ma non cambia il valore del giocatore. Sono contento che abbia fatto gol. C'è stato un calcio d'angolo nel primo tempo dove Djimsiti aveva tirato: lo abbiamo detto nell'intervallo, è stato bravo a non ingolosirsi."
Quanto è importante questa vittoria?
"Non è fondamentale per la corsa alla Champions, ma sicuramente mette un bel vantaggio sul settimo posto. Ai fini della Champions ci mette in condizione di arrivare davanti alla Roma, ma è un'ottima squadra, ha del valore. Da questo incontro noi veniamo fuori con una consapevolezza di potere arrivare davanti. Per noi arrivare in Champions è il traguardo massimo, è come vincere lo Scudetto."
Conferenza Stampa Fonseca: " Non mi sento in discussione. La Champions è ancora possibile"
Paulo Fonseca, tecnico della Roma, ha parlato in conferenza stampa dopo la sconfitta contro l'Atalanta:
L’impressione è che la Roma fosse più forte il 31 dicembre 2019 con Zaniolo, Florenzi e Diawara.
"È difficile dire se siamo una squadra meno forte, è vero che abbiamo infortuni di giocatori importantissimi. Quando non vinciamo è normale che si pensi che non siamo forti, capisco perfettamente. La verità è che in questi mesi, con questa sconfitta, anche la fiducia dei giocatori non è la stessa. Penso che oggi non sia stata una questione di fiducia. Sono dettagli nella partita, abbiamo fatto molte cose positive, di solito creano tante occasioni da gol. Difensivamente nel primo tempo sempre bene, ma sono due dettagli che decidono la partita. Quando sbagliamo succede sempre il gol, le altre squadre hanno fatto sempre gol all’incrocio dei pali".
Qualcuno ha presentato questa partita come una finale. È stata una gara importante da cui è difficile ritornare?
"Sono tutte finali per i giocatori della Roma. Mancano quattordici partite, credo che sia possibile".
Lei si sente in discussione?
"Mai".
Parla di dettagli, ma Gollini non ha fatto una parata.
"Vero, non ha fatto una parata, c’è stata un’occasione per Pellegrini, in una gara avara di emozioni. Per concludere in bocca al lupo per l’Atalanta per la gara contro il Valencia".
Fonseca è impotente e confuso in una notte che non finisce più
IL MESSAGGERO - L’inizio del 2020 è disastroso: Torino, Juventus, Genoa, Lazio, Sassuolo, Bologna e Atalanta, sette partite, quattro punti (più le due apparizioni in Coppa Italia, vittoria a Parma e sconfitta con la Juve). Una roba da retrocessione, che stona con le ambizioni faraoniche della Roma, che puntava e – stando a quanto sostiene lo stesso allenatore – punta ancora a un posto in Champions, nonostante la distanza preoccupante dal quarto posto, sei punti (che sono sette in virtù degli scontri diretti svantaggiosi con l’Atalanta). La squadra di Fonseca si è spenta, ha perso se stessa. Dalla trasferta di Firenze a oggi sembrano passati dieci anni, non due mesi. Che succede? Il tecnico non riesce a incidere. E’ impotente, confuso. Lo sbilanciamento è evidente e non può essere solo “un problema mentale”, come dice Fonseca. La Roma – con il mercato – non è riuscita a superare le difficoltà contingenti. E se oggi è in discussione Petrachi, lo è anche Fonseca.
Roma, Champions ai saluti
IL MESSAGGERO - La Roma si è ufficialmente persa in questo 2020. I giallorossi, nel decisivo scontro diretto contro l'Atalanta, hanno raccolto la terza sconfitta consecutiva, la sesta in 9 partite nell'anno nuovo. Contro la squadra di Gasperini, Fonseca torna ad affidarsi a Mancini a centrocampo in una sorta di 4-1-4-1, con Mkhitaryan mezza'ala al posto di Veretout e Pellegrini dall'altra parte. In difesa si rivede Fazio in coppia con Smalling. L'Atalanta entra in campo subiti aggressiva, la Roma prova a tenere il pallino col possesso palla di Mkhitaryan e Pellegrini. Una l'occasione per la Dea, con Gomez, su cui è bravo Pau Lopez in uscita bassa. Allo scadere del primo tempo il vantaggio di Dzeko grazie ad un errore di Palomino su un retropassaggi di Hateboer, col bosniaco freddo in area. Nella ripresa, come spesso accaduto, il blackout. Il difensore nerazzurro si riscatta trovando il pareggio, seguito dalla rete del neo entrato Pasalic. Fonseca prova le mosse Perez, Veretout e Villar, ma non incidono. Vince l'Atalanta, che in attesa della sfida di mercoledì contro il Valencia, ipoteca il quarto posto.