Petrachi punta su uragano Tete, scelto da Fonseca

IL MESSAGGERO - CARINA - L’ultimo “Uragano” avvistato dalle parti di Trigoria fu un flop. Si tratta di Fabio Junior, centravanti che fece svenare Franco Sensi, senza lasciare il segno. Su Mateus Cardoso Lemos Martins, meglio conosciuto come Tete, garantisce invece Fonseca. Il soprannome – Furacao – è lo stesso dell’ex numero 9 del Cruzeiro, ma il ventenne brasiliano ha già dimostrato di essere un’altra cosa. Fonseca lo ha avuto a disposizione per tre mesi allo Shakhtar Donetsk e poi è diventato allenatore della Roma. In giallorosso il tecnico portoghese vorrebbe portare anche un altro paio di calciatori già allenati in Ucraina, tra i quali c’è di sicuro Marcos Antonio. L’obiettivo primario però è Tete: veloce, tecnico, abile nel dribbling e nei calci piazzati, è un mancino che parte da destra per accentrarsi e trovare la conclusione. Ha qualità da vendere, tanto che in Ucraina hanno provato a farlo giocare anche da trequartista.


Calcio svalutato, non giocare costa

IL MESSAGGERO - Il Cies, International Centre for Sports Studies, ha quantificato i danni del calcio nel caso in cui i campionati non dovessero riprendere entro giugno a causa dell'emergenza Coronavirus: il valore delle rose calerà di circa il 28%. Esaminando l'età dei giocatori, la carriera pregressa e la stagione in corso dei primi cinque campionati, è emerso il tracollo economico dei cartellini dei tesserati. Il prezzo di alcuni campioni si è quasi dimezzato, ad esempio l'ex centrocampista della Juventus Paul Pogba è passato da 65 a 35 milioni. Nella speciale classifica sulle maggiori perdite, l'Inter si piazza al secondo posto (-35,7%) con un calo di 276 milioni. Terzo il Verona (-34,3%), quarta la Spal (-34,2%), è della Lazio (-32,8%) l'ottava posizione. La nuova rosa della Roma(54esima con il -27,2%) sarebbe da 393 e non più da 540 milioni.

Senza calcio, il totale dei cartellini dei cinque campionati d'Europa (Liga, Serie A, Bundesliga, Premier e Ligue1) passerebbe quindi da 32,7 a 23,4 miliardi. La crisi coinvolgerà tutti e l'interesse sarà quello di valorizzare i giovani con rinnovi lunghi.


La Roma prende tempo sul taglio degli stipendi. Prima effettuare un'analisi dettaglia, poi uniformarsi con la Lega Serie A

La Roma, come le altre società di Serie A, sta valutando la possibilità di tagliare gli stipendi dei giocatori per sopperire alle perdite dovute all'inattività.
La società giallorossa, come ricordato qualche giorno fa dall'AD Fienga, sta valutando di effettuare dei tagli non solo per gli stipendi dei giocatori ma anche della classe dirigente. Ma prima di prendere qualsiasi decisione si vuole, in primis, effettuare un'analisi dettagalia con una stima il più possibile veritiera delle perdite che si subiranno ed in secondo luogo uniformarsi a tutte le decisioni che verranno prese in merito dalla Lega Serie A.


AIC: "Diverse esigenze per ogni categoria. L'obiettivo è fare squadra, ognuno per la sua parte"

L'AIC, tramite il propro sito ufficiale, ha diramato un comunicato stampa a seguito della riunione settimanale del Direttivo:

"Nella giornata di oggi si è tenuta la settimanale riunione del Direttivo dell'AIC e, di seguito, con i rappresentanti e capitani di Serie A. Il momento è delicato e le recenti dichiarazioni del Ministro Spadafora lasciano presumere ancora qualche settimana di chiusura attività. In quest’ottica, e alla luce dell’accordo tra i calciatori della Juventus e la società, si è discusso della conclusione giocata dei campionati e delle eventuali tempistiche.
Dalla Serie A ai Dilettanti l'auspicio è quello di, avendone le condizioni di sicurezza, poter portare a termine la stagione, fosse anche superando la data del 30 giugno. Le condizioni di ripresa dell’attività dovranno avvenire in condizioni di approfondito controllo medico e rispettando tutte le indicazioni che verranno fornite dai medici e dalla FMSI.
Nella purtroppo malaugurata ipotesi di chiusura anticipata della stagione lo scenario ci vedrà senz’altro partecipi della situazione e per questo i calciatori sanno di dover svolgere la loro parte. In questo senso è stata evidenziata come nelle diverse categorie siano diverse le esigenze ma si è stati tutti concordi nell’obiettivo di tutelare le posizioni delle categorie più in difficoltà. Il mondo dilettante, il calcio femminile e i redditi più bassi delle categorie professionistiche dovranno essere tutelati, anche attraverso il ricorso a risorse interne al mondo del calcio e aiuti che dovessero venire dal sistema mutualistico generale.
La costituzione di un fondo assistenziale destinato al sostentamento di queste situazioni di precarietà dovrà coinvolgere tutte le parti in causa. I calciatori sono già sintonizzati su questo ma ad oggi non si è avuto ancora contezza di quale sia la parte che vorranno e dovranno fare le altre componenti del movimento. 
FIGC, Leghe, organizzazioni internazionali, quale sarà il loro apporto a questo scopo? Sarà uno degli argomenti sui tavoli di discussione che si stanno portando avanti ormai da qualche settimana e che dovranno avere come primo obbiettivo fare squadra, ognuno per la sua parte".


Pellegrini: "Io non sarò mai Totti, non ne nascerà un altro come lui. Io sono Lorenzo e cerco di essere il migliore me stesso da mettere a disposizione della Roma"

Lorenzo Pellegrini, giocatore della Roma, ha partecipato al format #ask in cui ha risposto ad alcune domande poste dai tifosi. Questa un'anticipazione pubblicata dalla società giallorossa sul proprio profilo Twitter:

Se avessi potuto scegliere uno sport diverso dal calcio, quale sarebbe stato?
“Il Tennis. è lo sport che seguo di più. È  molto diverso dal calcio, essendo un sport individuale si conta solo sulle proprie forze. Da piccolo l’ho praticato ma non sono molto forte, mi piace più guardarlo. I miei tennisti preferiti sono Federer e Djokovic”.

Qual è la tua routine quotidiana in questi giorni?
“Mi sveglio presto per portare fuori i miei due cani. Passo molto tempo con mia figlia Camilla e mia moglie. Poi pranzo e nel pomeriggio svolgo il programma di allenamento che ricevo giornalmente dallo staff. Poi passo ancora del tempo con Camilla e con mia moglie, magari vediamo un film e una Serie TV”.

Che genere di film preferisci?
“Mi piace il genere crime, in particolare i film ispirati a storie vere. Un film che posso consigliare a tutti è Giustizia Privata. Se avete modo, vedetelo”.

Che serie TV ci consigli?                                                          
“Ho appena finito di vedere The Following. È una serie crime e con il tempo in più a disposizione in questo periodo ho già visto tutte e tre le stagioni. È stata molto intrigante”.

Ti stai annoiando in questo periodo? Quanto ti manca il calcio?
“Mi manca tanto la normalità ma sto sfruttando questo tempo per stare con la mia famiglia. Però non vedo l’ora di tornare alle mie abitudini, agli allenamenti a Trigoria, alle partite. Ma spero che la normalità torni presto per tutti e che tutta questa situazione si risolva per il meglio”.

Cosa ricordi del tuo esordio a Cesena? Cosa ti disse Rudi Garcia prima della partita e prima di entrare? Sapevi già che ti avrebbe utilizzato?
“Rudi Garcia prima di ogni partita bussava alla porta di tutti i giocatori per fare l’in bocca al lupo e per dare le ultime direttive. Quel giorno mi disse di tenermi pronto. Io fremevo dalla voglia di giocare. Quando mi mandò a fare il riscaldamento capii che forse era arrivato il momento di esordire. Non lo ringrazierò mai abbastanza per questo, abbiamo un bellissimo rapporto. Una volta entrato po’ di paura c’era. Era un periodo difficile e stavamo vincendo 1-0 con un gol di Daniele. Mancavano 25 minuti e sono entrato subito in clima partita, volevo che la Roma vincesse. La tensione era forte ma una volta in campo tutto è diventato più facile. Sono stati più emozionanti il prima e il dopo piuttosto che la partita in sé”.

Che sensazioni si provano a segnare di tacco in un derby?
“Quella è una partita che ricordo con più piacere della scorsa stagione. Venivamo da un momento complicato, il Derby poteva essere la svolta e in parte lo è stata, anche per me personalmente. Pensate cosa significa per un ragazzo di Roma, con tutta la famiglia romanista, entrare a partita in corso in un Derby e segnare così in un momento di difficoltà per la squadra, nella quale alla squadra non riusciva nulla. Allo stadio c’era anche mio padre mi hanno raccontato che è dovuto entrare a bere un bicchiere d’acqua perché si sentiva di svenire”.

Qual è l’emozione più grande provata finora con la maglia della Roma?
“Potrei dire Roma-Barcellona, ma personalmente il ricordo per il quale sento ancora i brividi è l’arrivo allo stadio per Roma-Liverpool. Nonostante avessimo perso 5-2 in casa loro, centinaia di tifosi hanno accolto il pullman incitandoci. Abbiamo impiegato 15 minuti per percorrere gli ultimi 500 metri. Non pensavo mai di poter vivere una cosa del genere”.

Ciao dalla Florida: ci descriveresti il tuo ultimo tatuaggio? È per Camilla?
“Sì, è una C con una stella sul collo dedicata a lei”.

Quanto ti ha cambiato la nascita di Camilla?
“Tanto. Quando sei di cattivo umore o arrabbiato, qualsiasi sentimento negativo passa quando la vedo. È una fonte di ispirazione continua. Sapere di avere la responsabilità di provare a trasmetterle l’educazione che ho ricevuto, di provare a farle capire la vita è un orgoglio. La mia famiglia è fondamentale per me. Anche i miei genitori, i miei fratelli, i miei cugini. Sono tutti importanti per me”.

C’è un momento della tua esperienza nella Primavera che ricordi con maggiore affetto?
“Ogni volta che ripenso al periodo in Primavera mi ribolle il sangue per il fatto di non essere riusciti a vincere un trofeo. Su quattro competizioni nel 2014-15 abbiamo giocato due semifinali e due finali ma ci è sempre mancato qualcosa per vincere. Però sono molto legato ai compagni di quella squadra. Un ricordo in particolare è il gol segnato a Latina in Youth League contro il Manchester City. Era il 2-0 e dopo quella rete capimmo che stavamo riuscendo ad arrivare alla final four di Nyon. C’erano tanti tifosi allo stadio, è stato bellissimo”.

Spesso fai passaggi lunghi e precisi senza guardare, fai assist spettacolari che possono ricordarci Totti. Tu a chi ti senti di assomigliare calcisticamente?
“Su questo è giusto spendere due parole: io non sarò mai Francesco, lui è una leggenda, un campione, un punto di riferimento. Ovviamente sentire dire queste cose mi fa molto piacere, ma Francesco è Francesco e come lui non ne nascerà un altro. Totti è Totti, io sono Lorenzo. Non saprei dire a chi somiglio, non mi piace fare paragoni, cerco solo di essere il miglior Lorenzo da mettere a disposizione della Roma”.

Quali erano i tuoi idoli da bambino?
"Da romano e romanista i due punti di riferimento sono sempre stati Francesco e Daniele, lo stesso valeva per i miei cugini, per mio padre, per tutta la famiglia. Tralasciando loro due, un calciatore che ho sempre ammirato è Ronaldinho. Era capace di trasportarti con la sua classe. Faceva divertire perché per prima cosa si divertiva lui giocando. Oltre alla tecnica e alla qualità lo ammiravo tanto anche per questo".

Qual è l’infortunio che hai trovato più difficile da superare?
"La microfrattura del quinto metatarso dopo la partita di Lecce è stata dura perché ero in un buon momento e non mi aspettavo di ritrovarmi a dover subire un’operazione. Ma appena ho potuto sono tornato a lavorare mattina e pomeriggio per ritrovare la condizione. E sono contento di come sono riuscito a tornare".

Sai che in indonesia ci sono tanti tifosi della Roma?
"Ho visto diversi video, anche di quando la Roma è venuta giocare un’amichevole a Jakarta. È impressionante e inaspettato, sicuramente un motivo di orgoglio per noi".

Qual è stato il tuo gol più bello finora in maglia giallorossa?
"Il più bello forse è quello con la Fiorentina di dicembre, per l’azione che mi ha portato alla conclusione. Anche il primo con la SPAL sotto la Curva Sud lo ricordo con affetto. Però spero di segnarne presto di nuovi ancora più belli".

Qual è il tuo sogno più grande da calciatore?
"È vincere. Cerco di imparare il massimo da chi ha già vinto, di assorbire la giusta mentalità. So che per riuscirci non bisogna mai mollare di un centimetro ed è questo ciò che provo a fare. Poi ci sono momenti negativi e positivi. La differenza la fa come si affrontano e io cerco sempre di essere sereno di pensare solo a lavorare. Cerco sempre di immaginarmi come un treno che segue i suoi binari senza fermarsi mai qualunque sia l’ostacolo. Questo è quello che mi auguro, per me e per la mia squadra: tornare a vincere".

Che emozione è giocare per la squadra per cui fai il tifo sin da bambino?
"È un’emozione infinita. Mi sento come tutti i ragazzi che giocavano con me da piccoli e che ora vengono allo stadio a tifare la Roma. Mi sento come se tutti questi ragazzi fossero me e come se io fossi loro. È un’emozione grande. È un’emozione quasi inspiegabile, tra le più belle che si possono provare, non solo per me ma anche per la mia famiglia. Io vedo mio padre come un eroe e sapere che si emoziona vedendo me scendere in campo  con la maglia della Roma mi rende ancora più orgoglioso".


Cairo: "L'abbonato ha diritto a essere rimborsato, dobbiamo studiare le forme"

Urbano Cairo, ha risposto a 'Un giorno da pecora' , in onda su RADIO 1, a una domanda sulle possibilità che, come accaduto alla Juve, vengano ridotti gli ingaggi dei giocatori granata. Queste le sue parole:

 «Ieri ho parlato con alcuni giocatori che mi hanno chiamato responsabilmente. Dobbiamo trovare un punto di incontro perché ognuno deve fare sacrifici. Il Torino in questo momento non incassa nulla, ci deve essere un sacrificio da parte di tutti per uscire da questa situazione e ripartire bene. Io sono fiducioso. L'abbonato ha diritto a essere rimborsato, dobbiamo studiare le forme. Una soluzione potrebbe essere che si possa consentire nella prossima stagione l'ingresso allo stadio gratuitamente per un numero di partite corrispondente a quelle non disputate nel campionato in corso. Potrebbe essere una cosa da fare. L'ho detto già detto, secondo me il campionato è finito. A Wuhan hanno cominciato le misure restrittive il 25 gennaio e le toglieranno credo l'8 aprile, sono due mesi e mezzo di stop. Per noi, con due mesi di stop, si ripartirebbe a fine maggio, sempre che non serva più tempo. Per le squadre vorrebbe dire cominciare ad allenarsi a fine maggio e quindi iniziare le partite a fine giugno, giocare a luglio e agosto. Poi dare un mese di vacanza, un mese per allenarsi e ripartire per il prossimo campionato non prima di novembre. Non si può fare». «Lo scudetto non andrebbe assegnato perché il campionato non è finito e ci sono tre squadre in fazzoletto - ha detto ancora -. Non ho sentito neanche Andrea Agnelli dire che andrebbe assegnato».


Videoconferenza UEFA, appuntamento mercoledì a mezzogiorno

La Uefa ha convocato per mercoledì a mezzogiorno una videoconferenza con i segretari generali delle 55 federazioni affiliate per fare il punto della situazione dopo lo stop generale imposto dall'emergenza Coronavirus. Come si legge nella nota ufficiale "l'ordine del giorno prevede un aggiornamento sui progressi compiuti dai due gruppi di lavoro creati due settimane fa e il vaglio delle potenziali opzioni per quanto riguarda la riprogrammazione delle partite. Il vertice esaminerà anche gli sviluppi in tutte le competizioni UEFA per club e per nazionali e valuterà i progressi a livello FIFA ed europeo in ambiti quali i contratti dei giocatori e il sistema di trasferimenti".

 


E intanto piace anche Gotze: a giugno sarà libero a zero

LA GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE - In Germania nella giornata di ieri ha iniziato a circolare la voce di un interessamento della Roma per Mario Gotze. Il tedesco è un giocatore diametralmente opposto rispetto all’altro obiettivo per l’attacco, ovvero Tiquinho Soares. Il giocatore del Borussia Dortmund però vedrà scadere il suo contratto a giugno e dunque potrebbe lasciare i gialloneri a zero: la concorrenza(anche di Napoli e Inter) è forte, ma i giallorossi hanno già contattato gli agenti.


Pastore, l’Argentina e quel futuro diviso a metà

LA GAZZETTA DELLO SPORT - ZUCCHELLI - Basterebbe vedere soltanto le immagini pubblicate ieri per la capire come mai Javier Pastore e la sua famiglia a Roma si trovino benissimo. Una casa in pieno centro, con vista sulle rovine della Roma che fu, un appartamento scelto due anni fa e che adesso fa da cornice a questi giorni difficile che la Capitale, come l’Italia tutta, sta vivendo. Non è solo questione di casa, però: Javier Pastore non ha voglia di andar via da Roma perché non ha voglia di lasciare da sconfitto. È convinto che Paulo Fonseca sia l’allenatore giusto per tornare a sentirsi importante, ma il club vorrebbe cederlo e sarebbe disposto anche a fare una minusvalenza pur di liberarsi del suo pesante ingaggio. Nonostante le parole dell’amico Buffarini, difensore del Boca, che ha detto “Il mio sogno è tornare al Talleres anche con Pastore, ci piace l’idea di farlo insieme“, l’ipotesi argentina a breve termine non pare percorribile.


Quanto si taglia? Sugli ingaggi da ridurre la Serie A è in attesa

LA GAZZETTA DELLO SPORT - ANGIONI - La Juve ha servito l’assist, ora è il momento di vedere che cosa fanno le altre società. I 90 milioni di stipendi tagliati dai bianconerispingeranno le rivali ha fare la stessa cosa? Al momento sembra che il resto della Serie A preferisca stare su posizioni attendiste: non si sa ancora bene come andrà a finire la stagione, meglio non fare passi in avanti con giocatori e staff tecnici per poi essere costretti a un eventuale retromarcia. Oggi, comunque, alle 18.45 c’è un vertice Lega-Aic: i club presenteranno al sindacato dei calciatori le proposte per abbassare un bel po’ quota 1,2 miliardi (ovvero il monte stipendi della A depurato del taglio bianconero)? Sul tavolo ci sono la sospensione degli stipendi per il periodo di tempo non lavorato, oppure la richiesta di uno “sconto” proporzionato all’entità dell’ingaggio del giocatore. Inter e Roma sono le società che seguono i bianconeri nella classifica delle rose con gli stipendi più ricchi e potrebbero avere dunque più interesse in un taglio. Al momento in casa giallorossa è tutto fermo: i capitolini sono quotati in Borsa come il club di Agnelli e devono ancora parlare con giocatori e agenti, ma ovviamente puntano a tagliare i 134 milioni di ingaggi stagionali.


Roma, da Pellegrini a Dzeko: la doppia faccia dei rinnovi

IL MESSAGGERO - CARINA - Ci sono rinnovi e rinnovi. In tempi recenti, a quelli meritati sul campo (Zaniolo), si contrappongono quelli obbligati da dinamiche di mercato (Dzeko). Ci sono poi quelli attesi dalla tifoseria (Pellegrini) mentre altri, effettuati in tempi recenti, sono legati anche a discorsi futuribili in ottica plusvalenze (Under e Cristante). Senza dimenticare i contratti in scadenza nel 2021 (Kolarov, Mirante, Perotti o Juan Jesus) o gli accordi che pesano autonomamente sulle casse del club (Pastore). Nel panorama giallorosso c’è un po’ di tutto ed è chiaro che lo tsunami Coronavirus non potrà che avere degli effetti su questo aspetto, anche se molto dipende dalla decisione della Uefa sul Fair Play Finanziario. Il discorso dunque si focalizza sì sui rinnovi effettuati e che pesano sul bilancio (come quello di Dzeko, che nel 2022 prenderà 6 milioni, 12 a lordo, e avrà 36 anni), ma anche e soprattutto su quelli che dovranno essere effettuati. Al centro dell’attenzione c’è il contratto di Pellegrini, per il quale si attendeva l’approdo di Friedkin; il rallentamento della trattativa per la cessione del club non preoccupa le parti, visto che la volontà di andare avanti insieme c’è.

 


Kluivert diventa maestro di “atletica”

IL MESSAGGERO - L’ultimo viaggio in Olanda Justin Kluivert se l’è concesso l’8 marzo quando ancora l’emergenza sanitaria in Italia e in Europa non era scoppiata. Da quel giorno solo videochiamate con chi è rimasto ad Amsterdam, ma tra le tante ce n’è una particolarmente commovente: mercoledì scorso Justin è entrato in contatto con otto bambini in diversi ospedali olandesi che non possono ricevere la visita dei genitori a causa del pericolo di contagio del Coronavirus. Il giocatore ha cercato di portare il sorriso: “Anche voi potete fare degli esercizi per tenervi in forma: lavorare con gli addominali oppure facendo corsa sul posto. Tornare all’Ajax? Al momento non è un pensiero che ho in testa, ma è un club che è nel mio cuore“.