Siviglia protesta: non graditi i tifosi giallorossi

IL MESSAGGERO - LENGUA - Polemiche in casa Siviglia per il match di Europa League con la Roma che si giocherà in Spagna il 12 marzo. Mentre in Italia il campionato rimane blindato per le misure di contenimento del Coronavirus, il paradosso è che circa duemila tifosi giallorossi potranno andare in trasferta e assistere alla partita direttamente dallo stadio. L’attacco all’Uefa si basa sul fatto che Valencia-Atalanta del 10 marzo si giocherà a porte chiuse, stessa soluzione richiesta anche per il match che si disputerà in Andalusia.


Diawara, un test per la Coppa. Pellegrini, recupero in frenata

IL MESSAGGERO - CARINA - A Trigoria le buone notizie non viaggiano mai in coppia. E così, per un Diawara che oggi giocherà con la Primavera (ore 13 contro l’Inter), per testare il menisco, c’è un Pellegrini che frena. Giovedì il centrocampista si è sottoposto ad una risonanza magnetica per verificare la cicatrizzazione della lesione al flessore sinistro e il semaforo verde è arrivato. Il problema è che non coincide con le sensazioni di Lorenzo, che ancora non riesce ad aggregarsi al gruppo e dunque Fonseca gli ha lasciato carta bianca per fargli decidere quando forzare i carichi. A Siviglia dunque salgono le quotazioni di Villar, complice anche la squalifica di Veretout.


Besuijen: "Justin ed io abbiamo una buon rapporto. Ci conosciamo da un po' di tempo"

Vincente Besuijen, esterno offensivo della Primavera di Alberto De Rossi, si racconta in un'intervista rilasciata alla rivista sportiva ELFVOETBAL soffermandosi in particolare sull'amicizia che lo lega al suo connazionale Justin Kluivert e sull'obiettivo di esordire un giorno con la prima squadra giallorossa. Questo uno stralcio delle sue dichiarazioni:

"Justin ed io abbiamo una buon rapporto. Ci conosciamo da un po' di tempo. Nei Paesi Bassi frequentavamo la stessa scuola superiore. Conosce mio fratello e io conosco il suo, Ruben. Anche ai tempi dell'Ajax stavamo spesso insieme. A Trigoria ci vediamo a colazione e occasionalmente ci alleniamo insieme nella prima squadra. Oltre a essere un compagno di squadra è un grande amico."

Quindi ti sei già allenato più volte con la prima squadra. Com'è essere sul campo con giocatori esperti come Edin Dzeko e Chris Smalling?
"Molto speciale. Gioco spesso con Justin, ma anche gli altri giocatori mi danno consigli su come posizionarmi in campo e come correre meglio. C'è sempre un'atmosfera molto piacevole. Mi piace quando riesco ad allenarmi con loro."

Pensi di poter debuttare come protagonista in questa stagione?
"Mi sto allenando con la prima squadra da due anni ormai. La possibilità di giocare o meno dipende dall'allenatore che è attualmente alla guida della prima squadra. Con l'attuale tecnico Paulo Fonseca vedo certamente delle opportunità. Di solito nelle partite porta i giovani in panchina. Se mi chiama sicuramente non dirò di no."


Polemiche sulla stampa spagnola per l'arrivo dei tifosi giallorossi

Il Siviglia, prossimo rivale della Roma negli ottavi di Europa League ha reso noto in forma ufficiale che in occasione della partita di ritorno fra le due squadre, il 19 marzo, la squadra arriverà nella capitale italiana senza giornalisti al seguito. Il match, secondo quanto stabilito da autorità italiane e Uefa verrà giocato a porte chiuse e il Siviglia fa sapere che arriverà a Roma solo ed esclusivamente con giocatori, staff tecnico e medico e «alcuni dirigenti e funzionari del club».

Intanto sui giornali andalusi 'Diaro de Sevilla' e 'Estadio Deportivo' divampa la polemica sul fatto che per la partita di andata del 12 marzo, che secondo quanto stabilito finora verrà giocata a porte aperte, la Roma stia vendendo i biglietti a disposizione della sua tifoseria. Secondo quanto riferisce il 'Diario de Sevilla', il club giallorosso ha richiesto il 5% della capienza dello stadio Sanchez-Pizjuan ottenendo quindi 2200 tagliandi che costano 40 euro l'uno. Finora ne sarebbero già stati venduti, sempre secondo la stampa locale, «già 400». «Ciò obbliga le autorità - scrive il 'Diario de Sevilla' - all'attivazione di particolari misure di sicurezza per il carattere violento di questi tifosi, e a ciò si aggiunge la psicosi creata ogni giorno dai mezzi d'informazione riguardo al contagio del Coronavirus. Bisogna ricordare che negli aeroporti spagnoli non si sta effettuando alcun tipo di controllo (temperatura e altro) come invece si fa in altri paesi». «Siviglia-Roma si gioca a porte aperte - scrive invece 'Estadio Deportivo' -, con la sorprendente presenza sugli spalti di duemila sostenitori italiani. Non sembra logico: si chiude l'Italia, gran focolaio del contagio, ai sostenitori sivigliani e si apre Siviglia, praticamente pulita, agli italiani».

(ansa)


Il club giallorosso dona migliaia di mascherine all'Ospedale Spallanzani per l'emergenza Coronavirus

Anche la Roma in campo. Il club giallorosso ha annunciato in un comunicato il suo impegno nell'ambito di una serie di iniziative legate all'emergenza Coronavirus:

"L’AS Roma donerà migliaia di mascherine all’Ospedale Lazzaro Spallanzani, su indicazione della Protezione Civile Nazionale, nell’ambito di una serie di iniziative legate all’emergenza COVID-19 che ha colpito l’Italia. L'ospedale della Capitale è uno dei centri che nel nostro Paese sta combattendo la battaglia per salvare la vita alle persone che sono state infettate.

Il Club, attraverso la propria fondazione Roma Cares, intende sostenere la comunità di Roma, in queste ore che vedono la città impegnata nel contrasto all’epidemia. Dal 10 marzo, inoltre, inizierà il processo di distribuzione di 2000 flaconi di gel igienizzante ai clienti del Roma Store di Piazza Colonna.

Contestualmente, la Società ha realizzato un video con una serie di consigli per contenere la diffusione del Coronavirus. Al filmato hanno partecipato Paulo Fonseca, Nicolò Zaniolo, Leonardo Spinazzola, Henrikh Mkhitaryan, Tecla Pettenuzzo e Camelia Ceasar. AS Roma e Roma Cares desiderano esprimere la loro vicinanza a tutti gli operatori sanitari e ai malati impegnati nella sfida al Coronavirus".

asroma.com


Casasco (pres. Federazione Medico Sportiva Italiana): "La salute dei calciatori e degli atleti oggi è doppiamente garantita rispetto a quella dei cittadini normali"

Il Presidente della Federazione Medico Sportiva Italiana, Maurizio Casasco, ha rilasciato alcune dichiarazioni all'Adnkronos. Queste le sue parole:

«La salute dei calciatori e degli atleti oggi è doppiamente garantita rispetto a quella dei cittadini normali. Oltre al fatto che lo sport colpisce la trasmissibilità, c'è una azione di monitoraggio dei medici sociali, parlo soprattutto della Serie A, c'è un monitoraggio di buona prassi e controllo che mettono a garanzia teoricamente il giocatore 2 volte, sia per l'età che per la prevenzione che i sistemi creati danno. Lo sportivo si trova nella condizione uguale agli altri con una doppia protezione. Poi ovviamente non è immune perché vive nella società civile ma non si contagia durante la partita ma più facilmente con un evento fortuito come camminare per la strada -prosegue il n.1 Fmsi che replica alla richiesta di coinvolgimento da parte dei calciatori nella lotta all'emergenza coronavirus-. La Lega di Serie A, di cui sono consigliere indipendente con delega alla salute, si è sempre molto occupata della salute dei calciatori anche a livello di consiglio di amministrazione. La Lega ancor prima ma anche nel consiglio direttivo, si è posta il problema della salute dei calciatori».

 «Ieri ho avuto delega dalla Lega di organizzare un meeting con i 20 responsabili sanitari e medici sociali di Serie A, siamo stati in conference call per 3 ore ampliando da 18 a 28 i punti già indicati di buone prassi di intervento con particolare attenzione allo sport professionistico, indicazioni fatte assieme ai 44 medici federali e attraverso un panel con i più grandi esperti a partire dal professor Massimo Galli, direttore del reparto malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano». 

«Ieri oltre alla Lega che ha discusso della situazione con i 20 club, di buon mattino ho parlato telefonicamente col presidente dell'Assocalciatori, Damiano Tommasi, e la sera l'Aic ha ricevuto le indicazioni della Fmsi che ha condiviso anche coi 20 medici professionisti di A- prosegue Casasco-. La Lega calcio si è presa per prima, quando ancora non ne parlava nessuno, cura con buone prassi della salute degli atleti». «Dall'Aic ci deve essere un'ottima condivisione collaborazione perché questo è importante e giusto, ritengo corretto che siano anche loro coinvolti, fermo restando che in questo momento devono essere soprattutto i medici a guidare e assumersi la responsabilità di quelli che sono gli indirizzi».

E tornando sulle percentuali di possibilità di contagio per gli sportivi rassicura: «Oggi l'Istituto superiore di sanità dice che l'età media della mortalità è di 81 anni e i 2/3 dei soggetti deceduti avevano una o più patologie. Noi abbiamo un basso rischio di letalità, in particolare nello sport dove sono più giovani, e un alto rischio di contagio: dobbiamo intervenire sull'interruzione della linea di contagio attraverso tutta una serie di interventi e portare il rapporto di 1 contro 2.6 di oggi a 1.1 e questo avviene attraverso le buone prassi, attraverso un sistema di igiene e di controllo degli ambienti di lavoro e degli spogliatoi, ed è quanto i medici sportivi hanno fatto per lo sport».

 


Fonseca e i tifosi fanno rotta su Siviglia

IL TEMPO - BIAFORA - Rotta su Siviglia. La Lega di Serie A ha ufficialmente annunciato il nuovo calendario del campionato e quindi il prossimo impegno in programma per la Roma sarà quello contro gli andalusi di Monchi e Lopetegui. 

Negli scorsi giorni si è ventilata l'ipotesi di giocare l’andata degli ottavi di Europa League a porte chiuse, ma nel comunicato apparso sul sito della Uefa si fa menzione di limitazioni soltanto perle sfide che vedranno coinvolte Intere Atalanta, con la gara dei giallorossi che sarà quindi disputata - a meno di altri cambiamenti al momento non prevedibili - con il pubblico sugli spalti.

Ieri è quindi regolarmente partita la vendita dei tagliandi per il settore ospiti, che può ospitare fino a duemila tifosi romanisti: oggi terminerà la seconda fase di prelazione e sarà più chiaro il numero dei presenti. Intanto ieri mattina la Roma ha continuato ad allenarsi a Trigoria, con Pellegrini che si è ancora una volta limitato a svolgere una seduta individuale così come gli altri infortunati. Allenamento personalizzato programmato per Veretout, Peres e Smalling, avvistato a Villa Stuart: soltanto questioni personali e nessun infortunio.


La Roma è di Friedkin

IL TEMPO - AUSTINI E BIAFORA - Al civico 401 ovest della quattordicesima strada di New York è stato posato un altro tassello della storia della Roma. Non lo è ancora diventato formalmente, ma da ieri si può dire che Dan Friedkin sarà di certo il nuovo proprietario del club giallorosso. 

Negli uffici situati al quarto piano del palazzo di Manatthan, quartiere Chelsea, è andata in scena la fase finale della trattativa tra James Pallotta e l’imprenditore texano, che la scorsa estate ha deciso di investire nel mondo del calcio italiano e in pochi mesi è riuscito ad arrivare a dama, accompagnato nella sua avventura dai banchieri di Jp Morgan - in particolare è stata fondamentale la figura del romano Alessandro Barnaba e dallo Studio Chiomenti, con Salvo Arena e Marco Nicolini, lo specialista dei dossier calcistici dell’organizzazione di avvocati, in prima linea nella fase di due diligence.

Venerdì scorso le parti hanno scambiato tra di loro i documenti dei contratti preliminari ed è iniziata la procedura del signing, che - al momento di andare in stampa - era pressoché conclusa, con le ultime firme apposte intorno alle 17 nell’East Cost americana, sei ore indietro nel fuso rispetto all'Italia.  Senza timore di smentita si può affermare che l'affare è praticamente fatto, con l'ufficialità accompagnata dalla pubblicazione di un comunicato congiunto tra acquirente e venditore.

Una nota necessaria - il club giallorosso è quotato in Borsa e deve sottostare ai regolamenti Consob - attesa al più tardi stamattina prima dell'apertura dei mercati e che farà chiarezza su cifre e clausole dell'affare.  James Pallotta stesso ieri ha fatto un rapido blitz nella sede della Raptor nella Grande Mela, per poi far rotta verso le Bahamas con il suo aereo privato che porta sulla livrea il logo di un Velociraptor. Il presidente uscente è riuscito a schivare i pochi presenti sotto gli uffici e ha lasciato agli avvocati il compito di chiudere i lavori. A seguire per conto del presidente bostoniano il «deal» è stato Bob Needham, suo braccio destro e amico fidato da anni. Friedkin, non presente a New York, ha lasciato la procura della firma ai suoi manager e si è in sostanza preso la Roma, che entrerà a far parte del consorzio The Friedkin Group che prende il nome dal padre del tycoon texano, fondatore della prima società, la Gulf States Toyota, nel lontano 1969.

Il passaggio formale delle azioni della società capitolina dalle mani di Pallotta e soci a quelle dell’imprenditore che ha a Houston il suo quartier generale arriverà soltanto dopo il closing definitivo, per il quale saranno necessari almeno altri due me ma dovrà avvenire in Italia davanti a un notaio. Il cda giallorosso sarà chiamato a convocare l’assemblea degli azionisti che dovrà rinnovare le cariche sociali e sol tanto per questo pas saggio formale saranno necessari 40 giorni. Oltre all’assemblea verrà formato il nuovo consiglio, di cui faranno sicuramente parte anche Ryan Friedkin, il figlio di Dan incaricato di esse re il futuro braccio operativo in Italia della nuova proprietà, e Marc Watts, presidente del Gruppo Friedkin già transitato a febbraio nella sede giallorossa dell’Eur. Altro passaggio necessario e probabilmente il primo ad essere espletato sarà quello con la Consob, che dovrà dare il via libera all’operazione. Ci saranno poi le procedure legate all’ Antitrust, e quelle relative al lancio dell’OPA, necessaria in quanto cambierà il controllo di una società quotata.  Mail secondo capitolo della Roma americana è ormai iniziato.


E Friedkin resta in attesa, ma la fumata bianca ci sarà

GAZZETTA DELLO SPORT - Una questione di soldi. O meglio, di «fair value», di giusto valore. Il signing tra Pallotta e Friedkin per il passaggio di mano della Roma arriverà nei prossimi giorni, ma forse bisognerà aspettare addirittura fino alla metà di marzo o giù di lì.

Ieri a un certo punto si era addirittura sparsa la notizia che Pallotta e Friedkin fossero entrambi a New York, negli uffici della Raptor, pronti per firmare l’atteso contratto preliminare. Invece né James Pallotta né alcun membro della famiglia Friedkin (Dan e Ryan, ma neanche il presidente del gruppo Marc Watts) erano lì. Le trattative tra gli avvocati e gli advisor vanno ovviamente avanti, ma ieri non c’è stata alcuna accelerata.

Resta chiaramente l’intenzione di Pallotta di vendere e quella di Friedkin di poter comprare. Ma tutto quello che sta succedendo nel mondo intorno al coronavirus ha cambiato anche alcune carte in tavola nella trattativa. Gli uffici legali stanno infatti rivedendo i contratti su alcuni aspetti specifici, considerando proprio due scenari: l’immagine internazionale che ha dato di sé il calcio italiano a livello di sistema (con tanto di incertezza strutturale) e la situazione economica mondiale.


Roma, Agnelli tira la volata a Friedkin

IL MESSAGGERO - Un assist inaspettato, arrivato nel momento clou del passaggio di proprietà tra James Pallotta e Dan Friedkin. Una sorta di benvenuto da parte di Andrea Agnelli: “Si può discutere sul fatto che solo perché sei in un grande paese devi avere accesso automatico alle competizioni – ha spiegato il presidente della Juve intervenendo al Business of Football Summit – Ho grande rispetto per quello che sta facendo l’Atalanta, ma senza storia internazionale e con una grande prestazione sportiva ha avuto accesso diretto alla massima competizione europea per club. È giusto o no? Poi penso alla Roma, che ha contribuito negli ultimi anni a mantenere il ranking dell’Italia, ha avuto una brutta stagione ed è fuori, con quello che ne consegue a livello economico. Bisogna anche proteggere gli investimenti e i costi“.

Il fatto che ieri Agnelli abbia citato il caso della Roma lascia intendere come il club giallorosso rientri nella cerchia delle squadre che farà parte del format iniziale della Super Champions. Rassicurazione che non può non far piacere a Friedkin che dopo la doccia gelata della semestrale (-87 milioni) si appresta a vivere la scadenza del 30 di giugno (se non arriveranno sponsorizzazioni o la vittoria dell’Europa League la previsione è almeno -110 milioni) con un minimo di apprensione. I legali di Pallotta sono a New York (non il presidente) a preparare gli ultimi documenti per il signing.


Auguri Fonseca: Pellegrini e Dzeko, il tecnico sceglie i suoi regali

GAZZETTA DELLO SPORT - Ieri ha spento 47 candeline e si è dedicato soprattutto alla partita di Siviglia di giovedì prossimo. A Trigoria sono arrivati tanti auguri per Paulo Fonseca. Ovviamente sono arrivati anche i regali, anche se poi proprio in vista di Siviglia i più graditi sarebbero due: ritrovare Pellegrini e avere il miglior Dzeko possibile.

Pellegrini anche ieri ha svolto lavoro individuale, dopo l’edema muscolare al bicipite femorale della coscia sinistra successivo alla sfida con il Lecce. Possibile che Lorenzo possa accelerare a partire già da domani o, al massimo, ad inizio della prossima settimana. Dzeko, a riposo con il Cagliari, in questa settimana potrà allenarsi senza giocare e preparare al meglio la sfida di Europa League.


Roma: Smalling e l’Inghilterra hanno fatto pace

LEGGO - BALZANI - «Ho sbagliato. Per Smalling le porte della nazionale sono aperte». Chiedere scusa, soprattutto nel calcio, è esercizio più unico che raro. Se a farlo è un ct importante come Southgate poi fa ancora più rumore. Le parole dell’allenatore della nazionale inglese hanno fatto sicuramente piacere al difensore che nella Roma ha assunto sin da subito il ruolo di leader facendo ricredere molti in Gran Bretagna. A partire dal Manchester United, che difficilmente lo lascerà andare per meno di 20 milioni in estate, passando per Everton e Tottenham che hanno già mosso qualche passo.

Un prezzo di riscatto che potrebbe lievitare in caso di convocazione per il prossimo Europeo, obiettivo dichiarato più volte dallo stesso Smalling e ora a un passo dal traguardo. Qualche mese fa la situazione era diversa. «Non mi serve un giocatore come lui, voglio uno che imposti l’azione da dietro», aveva tuonato Southgate. L’impatto col calcio italiano del gigante vegano lo ha fatto ricredere. «Non ho mai escluso nessuno, sarebbe sbagliato. Mi dispiace di come il messaggio sia passato, perché il mio elogio ad alcuni giocatori si è trasformato in una critica a Chris – ha detto ieri il ct alla ‘BBC’ -. È stato un mio errore e non è stato carino nei suoi confronti. Sta facendo bene in Italia, gioca in un grande club, stiamo osservando tutti perché dobbiamo essere certi di prendere la decisione giusta. Gli ho parlato quando l’ho tenuto fuori dai convocati e gli ho spiegato quello che ho spiegato a tutti gli altri. Potremo contare su di lui».

Porte più che aperte anche perché l’esperienza di un calcio difensivo come quello italiano potrebbe fare la differenza in una competizione internazionale. Smalling - che non gioca una gara con l’Inghilterra dal 10 giugno 2017 - sorride, ma per essere sicuro di un posto in un Europeo serve un gran finale di stagione in giallorosso