Si ferma Mirante. Salta il menisco: già operato ieri
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Stavolta è toccato a Mirante andare sotto i ferri. Il secondo portiere giallorosso, nel corso dell'allenamento di lunedì, ha avvertito il riacutizzarsi di un vecchio problema al ginocchio sinistro e, dopo essersi sottoposto a una risonanza di controllo a Villa Stuart, il professor Mariani ha riscontrato una lesione del menisco mediale. Mirante è stato già operato ieri e oggi inizierà il protocollo riabilitativo. Nelle prossime ore, a un mese esatto dalla rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro, Zaniolo potrebbe essere sottoposto ad una visita di controllo.
Roma, ti presento Perez: «Qui per il salto in avanti»
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Viste le ultime prestazioni deludenti di Under Fonseca, contro l'Atalanta, è pronto a schierare dal primo minuto Carles Perez che ieri si è presentato alla stampa insieme a Ibanez e Villar. «Ho lasciato un grande club ma sono approdato in un altro - le dichiarazioni del classe 1998 arrivato dal Barcellona per 12 milioni (tra prestito e obbligo di riscatto) più 4,5 di eventuali bonus - Ho scelto Roma perché qui voglio crescere e diventare un giocatore importante. E la chiacchierata con Fonseca mi ha convito».
Prima della presentazione, però, a prendersi la scena è stato il d.s. Petrachi con un monologo di circa 20 minuti contro la stampa. «Ero abituato alle difficoltà, ma non alle calunnie. Ed invece ho letto e sentito tante cazzate: si è detto che Dzeko mi avrebbe bacchettato per la mancanza di qualità e che la possibile nuova proprietà mi avrebbe già messo alla prova» le parole del dirigente giallorosso rispettate dal club, ma non condivise. E sul passaggio di proprietà «Abbiamo fatto una rivoluzione iniziata sei mesi fa, ma non pensate che ora arrivi Paperon de’ Paperoni e compri chissà chi. Il progetto non cambia, con i giovani ci vuole tempo».
Mancini: «De Rossi in Nazionale? Ho parlato con lui prima che andasse al Boca, vediamo cosa farà in futuro»
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Ieri è stato presentato nella Sala Palumbo della Gazzetta dello Sport a Milano il torneo internazionale del Pulcino d'Oro, giunto alla sesta edizione, il cui testimonial è il c.t. della Nazionale Roberto Mancini il quale, a margine dell'evento, si è soffermato sui prossimi Europei: «Spero che gli avversari ci sottovalutino, questo aspetto potrebbe essere un’arma a nostro favore. Nel frattempo dobbiamo cercare di migliorare e crescere: abbiamo ancora qualche mese per lavorare. Le scelte sono ormai fatte: la rosa è quasi al completo». Nel frattempo Florenzi si è trasferito al Valencia ed Emerson Palmieri gioca poco nel Chelsea, ma l'ex tecnico interista non è per niente preoccupato per i suoi terzini: «La squadra è impostata, la considero solida: tutti i miei calciatori sanno bene quello che devono fare». E sull'intervista rilasciata da De Rossi a GQ riguardo a un possibile futuro in Nazionale al fianco di Mancini, il c.t. scherza: «Intende come calciatore?(sorride, ndr ). Scherzi a parte, abbiamo parlato prima che lui andasse a giocare al Boca: in quel momento poteva esserci una possibilità. Vedremo quello che lui farà in futuro».
Dall'Atalanta al Gent fino alla cessione: mese cruciale
LA GAZZETTA DELLO SPORT - «Restiamo uniti, la stagione è ancora lunga» è il messaggio trasmesso dai giocatori più esperti al resto della squadra nel pranzo organizzato martedì scorso dai leader Dzeko, Kolarov e Pellegrini. Infatti in questo mese la Roma si gioca molto del suo presente e futuro. In campionato è ancora in corsa per il 4° posto che passa per la sfida con l'Atalanta, ma anche dalle prossime gare casalinghe con il Lecce e la Samp e da quelle in trasferta con Cagliari e Milan. Ci sono anche gli ottavi di Europa League da conquistare contro il Gent. La partita di andata è in programma il 20 febbraio all'Olimpico, il ritorno invece si disputerà una settimana dopo in Belgio con la speranza che si giochi alla Ghelamco Arena dove però sono crollati parti di tetto per il maltempo. In caso si potrebbe giocare a Bruges.
Mese decisivo anche per le sorti della società: entro la prima metà di marzo è atteso il closing del passaggio di proprietà. Inoltre si attende che l'imprenditore ceco Vitek rilevi i terreni di Tor di Valle dove dovrebbe sorgere il nuovo Stadio della Roma e che quindi il testo della Convenzione urbanistica approdi in Aula in Campidoglio.
Roma, Petrachi barcolla
IL MESSAGGERO - Nel monologo che ha preceduto la conferenza stampa di presentazione di Ibanez, Villar e Perez, il d.s. Petrachi attacca i giornalisti (e non solo) utilizzando un linguaggio, diciamo così, da campo e inciampando sempre nella parola «cazzata» e parlando di «calunnie» e «falsità» sul suo conto. Ma scrivere che Petrachi avrebbe rischiato una squalifica, significa calunniare? No. Raccontare della sua irruzione nello spogliatoio è falsità? No. Lo ha ammesso anche Fonseca e lui stesso, rivendicando il diritto di poter entrare nello spogliatoio quando vuole.
Il dirigente giallorosso parla anche della nuova società, incappando in una gaffe: «Non arriva mica Paperon de Paperoni e compra chissà chi...». Il povero Friedkin ringrazia (ri)sentito, così come i tifosi, che possono serenamente perdere le speranze e buttare a mare i sogni di gloria. «Il progetto è partito sei mesi fa e non si modifica con il cambio societario. Il mercato di gennaio ha avuto delle criticità. Questa squadra deve solo ritrovare l'umiltà. Non siamo lontani anni luce dalla Champions».
A Bergamo 4-1-4-1, Mkhitaryan titolare
IL MESSAGGERO - A Trigoria si fanno i conti con l'ennesimo ko. Mirante, avvertito il riacutizzarsi di un vecchio problema al ginocchio sinistro, si è sottoposto ad una risonanza di controllo che ha evidenziato una lesione del menisco mediale con indicazione ad una meniscectomia mediale selettiva artroscopica. Il portiere è stato già operato ieri mattina e in giornata comincerà il protocollo riabilitativo: diagnosticati 20 giorni di stop. E a proposito di infortuni, nelle prossime 48 ore Zaniolosvolgerà una visita di controllo.
Conferenza Stampa: le presentazioni di Ibanez, Perez e Villar
La Roma ha ufficialmente presentato quest'oggi i neo acquisti Ibanez, Perez e Villar. Ad aprire la conferenza è stato il DS Petrachi:
PAROLE PETRACHI
"Siamo qui per presentare questi tre ragazzi. Prima però mi premeva puntualizzare alcuni aspetti ed alcune cose che da qualche settimana escono fuori. Ci tenevo a fare un po’ di chiarezza: a volte quando si scrive si dicono cazzate e se non fermi l’emorragia diventano vere. Alla mia prima presentazione ho detto che quest’anno con la Roma era l’anno zero. Sono stato chiamato dalla proprietà per provare a recuperare gli errori fatti negli anni precedenti, cercando di risolvere problemi che lo scorso anno e quello precedente erano in essere in questa società. Con tanta umiltà, voglia ed entusiasmo mi sono calato nella parte ed è stata fatta una grande mole di lavoro. Sto portando il credo che la società mi aveva imposto nel provare a trasformare qualcosa che lo scorso anno soprattutto non ha funzionato. La Roma ha fatto una vera e propria rivoluzione, magari qualcuno l’ha dimenticato. La Roma ha fatto uscire 20 giocatori e ne ha fatti uscire 14. Con 70 milioni ho comprato 7 giocatori. C’è bisogno che qualcuno capisca che per un progetto del genere serve pazienza e comprensione. Quando ci sono le rivoluzioni qualcosa può venire bene, qualcosa meno. Non amo le calunnie e le falsità, che spesso su qualche giornale o media esce da vigliacchi. Bisogna guardarci in faccia. Non faccio comunella, non rispondo ai vostri messaggi da quest’estate, la mia schiena è sempre dritta. Oggi sono la persona che volete attaccare, cercherò di non essere spappolato, cerco di fare bene nel mio obiettivo col massimo impegno. Finché sarò qua cercherò di fare la mia idea di calcio, ci riuscirò? Non lo so, ma ce la sto mettendo tutta. Se qui c’è un po’ di intelligenza e buona fede, venti giorni fa si decantava una Roma importante, che giocava forse il miglior calcio in Italia. Ora è in difficoltà, io ero preparato a questo, ma non alle calunnie ed alla falsità. Ho tanti articoli: Gazzetta dello Sport, Corriere dello Sport o Il Tempo. Si dice “Petrachi bacchettato da Dzeko che vuole qualità”. E’ falso. Dzeko deve fare il calciatore e non spetta a lui, ma è intelligente e non avrebbe mai fatto una cosa del genere. Lui è un leader e lo fa nello spogliatoio. Prima cazzata. Si dice che sono stato convocato per essere messo alla prova dalla nuova società: io ho detto i programmi futuri e la programmazione con gli investimenti. E’ stata scritta una inesattezza totale. Con i nuovi acquirenti che volevano sapere le possibili nuove spese. Un’altra cazzata detta. Mi hanno censurato, sembravo un killer non il direttore sportivo. Sembrava potessi essere squalificato, ci avete marciato, ma mi hanno assolto. Sono stato ripagato e sono stati smentiti i fatti. Non parlo solamente a livello cartaceo, ma anche televisivo. Sono consapevole che è un momento difficile, forse abbiamo smarrito un po’ d’umiltà. La prestazione nel derby ci ha fatto volare troppo alti, abbiamo dimostrato di poter mettere in difficoltà chiunque, senza determinazione fai fatica nel gioco di Fonseca, che si sposta molto sull’aggressione della palla. Se non fai un pressing asfissiante, così come contro la Lazio, che ha fatto la partita più brutta, non va. Abbiamo sbagliato partite contro la Sampdoria, con il Torino, con il Sassuolo e col Bologna. Deve farci riflettere. Noi lo sappiamo. Dobbiamo fare molto di più, crederci di più, mettere più cattiveria. Abbiamo investito su tanti giovani, ma i frutti vengono dopo un po’. Questa squadra gioca con 6/11esimi di nuovi acquisti, nessun altro lo fa. Sta a testimoniare che ci vuole del tempo: è una squadra giovane, con tanti ragazzi che si stanno conoscendo. Le difficoltà sono arrivate e dobbiamo affrontarle con lo spirito e l’umiltà che ci ha contraddistinto. Nei momenti di difficoltà siamo venuti fuori, ricordo i 10 infortunati, ci siamo rialzati. La più bella Roma è stata in quel periodo. Questo gruppo mi identifica, ha il mio stesso carattere. In questi giorni questo è venuto meno".
Su Ibanez…
"Il mio amico ed il vostro ex direttore Sabatini ha detto che gli abbiamo dato più soldi per questo è qui. Ibanez non ha avuto un contratto doppio rispetto a quello che garantiva il Bologna. Qui prende gli stessi soldi, non è una questione economica, ma una scelta. A precisazione dell’uomo: nessuno deve mettere in discussione l’uomo, che ha fatto una scelta tattica e per il suo futuro. Il tempo dirà se sarà giusta, ma non è economica".
Può chiarire cos’è successo a Reggio Emilia?
"Dopo il tre a zero dopo 45 minuti mi è venuto spontaneo andare nello spogliatoio e dire che c’era da vergognarsi per una prestazione penosa. Non vedevo la stessa squadra vista contro la Lazio. Dopo ha parlato il mister ed ha preso la parola per dire quello che voleva di tattica. Dopo ho ascoltato la ramanzina del mister. Io vado sempre negli spogliatoi, sempre a contatto con la squadra e trovo legittimo che se c’è qualcosa, come essere sotto di tre gol, devo far sentire la mia voce e quella della società. C’era da vergognarsi, forse voi siete bravi ad avere degli spifferi. Io sono omertoso e sono attento agli sciacalli che fanno uscire le cose. Questo non è sano giornalismo, questo è gossip. Se uno entra in casa tua e la vicina di balcone spiffera mi girano le scatole. Non c’è alcun tipo di discrepanza, l’allenatore parla ed è il gestore del gruppo. Io ho tutto il diritto di dire quello che penso e lo farò finché sarò qui a fare il mio lavoro, questo è il mio. Può piacere meno, ma l’importante è trovare la coesione e che si lavora tutti nella stessa direzione".
Hai parlato della strategia di puntare sui giovani. Come si coniuga questa filosofia con la necessità di raggiungere il quarto posto e con gli infortuni di Diawara e Zaniolo?
"Io credo che i giovani siano linfa per l’immediato e per il futuro. Le difficoltà nel mercato di gennaio sono state importanti. Lo sanno anche i muri in un cambio di proprietà crea scompensi e problematiche. Non sei padrone e libero di fare quello che vuoi. Gennaio è complicato, non è facile sostituire Diawara e Zaniolo, si è anche sfortunati, ma nessuno lo dice. L’idea del direttore sportivo è quella di prendere due giocatori giovani forti, nei quali credo molto, anziché prendere altri giocatori perché c’è un closing in atto. Se hai 100 milioni prendo Tizio e Caio, ma c’è un closing in atto. Difficoltà dettate da un passaggio di proprietà che ancora non è avvenuto. Ho spiegato ai calciatori: potrebbe succedere qualcosa, come non. Non pensate che arriva Paperon de Paperoni e compra chissà chi. Se poi ci sarà da fare dei correttivi si fanno. Il progetto è partito 6 mesi fa e non cambia con il cambio societario. Se continuerà Pallotta o meno si vedrà. Il mercato di gennaio ha avuto delle criticità che ho affrontato. Non siamo distanti anni luce dalla qualificazione in Champions. Domenica è una finale, siamo a tre punti, dobbiamo tirare fuori la sana cattiveria e sono convinto che ne usciremo anche più forti".
Lei ha parlato di inesattezze da parte dei media. Non sarebbe più opportuno stabilire una comunicazione più costante per rendere più chiaro il quadro generale?
"Se devo ricevere tante telefonate non faccio figli e figliastri. Io se rispondo devo farlo a tutti. Non è semplice parlare con chiunque e dire le cose. Più sei in silenzio ed è meglio. Io preferisco star zitto, ma come oggi è successo, io sono pronto a confrontarmi, ma non mi sono mai sottratto ad una domanda o detto che non voglio rispondere. Sono sempre stato onesto e leale. Io non posso modificare. Se mi si chiede una conferenza pubblica io non mi tiro indietro: posso comunicare i pensieri e le strategie future. Se uno però mi chiede di prendere un caffè non lo faccio per il rispetto di tutti. Io non faccio mangiare nessuno dei pesci, sono leale e corretto con tutti. Questo è Petrachi".
Quali sono le calunnie scritte da Il Tempo su di lei? Non abbiamo scritto nulla di quello che ha detto e calunnie è un termine forte. Non so a cosa si riferisca…
"Mi sarà sfuggito. Sono uno che non legge per star fuori da queste dinamiche, ho un meraviglioso servizio stampa che mi dice cose. Se ho detto Il Tempo chiedo scusa, mi è scappato e non era mia intenzione".
PAROLE PEREZ
Hai già notato differenze nelle marcature con la Liga?
"Sì è vero. Ne avevo già parlato al telefono con Fonseca e l’ho vista nella prima partita. C’è più aggressività ed ho trovato difficoltà, già ora le cose vanno meglio".
L’arrivo alla Roma è un punto di arrivo o nella tua testa c’è già quello di tornare al Barcellona?
"Se ho deciso di venire alla Roma è perché voglio crescere e diventare importante qui. Il Barcellona è il passato, la Roma è il presente. Ho firmato un contratto di 4 anni e mezzo e farò di tutto per crescere qui".
Che percezione avevi della Roma dalla Spagna? Cosa ti ha convinto a venire qui?
"Ho sempre visto la Roma come un grande Club. La chiacchierata col mister, la fiducia e le spiegazioni sono state decisive. Sono felice di essere qui, sono uscito da un grande club ma sono arrivato in uno altrettanto grande".
Il passaggio dall’Italia alla Spagna è stato molto forte. Già sapevate o vi ha colto di sorpresa?
"Io vengo dal Barcellona, un grande club così come questo. E’ un passo in avanti della mia carriera, esco da una zona di confort, cambiando paese e cultura. E’ una sfida importante. Quando si cambia squadra non ti regala niente nessuno, non parti titolare. Devi lavorare e sudare per guadagnare il posto".
PAROLE IBANEZ
Quali sono le tue caratteristiche? Che tipo di giocatore sei?
"Ho velocità, mi piace avere la palla tra i piedi. Sono solamente parole, perché spetterà a me sul campo dimostrare quello che sono".
Hai un suggerimento da dare al mister per poter far bene contro l’Atalanta sabato?
"L’Atalanta la conosco bene, sono stato lì un anno. Non ho avuto modo di parlare del mister, ma fino ad ora ci ha spiegato delle cose e mi trova d’accordo. E’ una partita difficile, uno scontro diretto e ci stiamo preparando".
Ti senti pronto per questa avventura?
"Siamo tutti e tre pronti per fare il meglio della squadra e pronti per giocare".
Ci sono 6 centrali alla Roma. Preoccupato di trovare poco spazio?
"So che c’è molta concorrenza, dovrò lavorare molto. Potrò ritagliarmi e conquistare uno spazio, non solamente da qui a giugno ma anche oltre, sono sicuro che potrò".
Negli ultimi anni i giocatori hanno dato l’impressione di non conoscere il passato della Roma. Avete già pensato ad un ex giocatore della Roma nel vostro ruolo?
"Io penso di poter parlare a nome di tutti e tre. Conosciamo la storia del club da prima di firmare, la sua storia. Rispetto ai campioni del passato: ciascuno ha la propria identità, siamo qui per fare il nostro meglio per ambientarci il prima possibile. Sappiamo che la storia di questo club è grande".
Ieri siete andati a pranzo insieme. Non ti chiedo cosa vi siete detti, ma come hai visto il gruppo?
"Sì è vero, al termine dell’allenamento siamo andati a pranzo tutti insieme. E’ un bel gruppo, eccezionale. Ci hanno accolto benissimo, ci sentiamo già legati. Sono occasioni per unirci e già siamo concentrati sulla prossima partita".
PAROLE VILLAR
Come procede l’ambientamento alla Roma?
"Vorrei ringraziarvi per l’accoglienza che abbiamo ricevuto, del direttore sportivo, dell’allenatore e dei compagni. L’ambientamento procede bene ed ho molta voglia di lavorare".
Dove pensi di poter giocare meglio? Puoi sostituire Diawara?
"Diawara è un grande calciatori e siamo dispiaciuti del suo infortunio, speriamo di vederlo presto. Mi sento più a mio agio col numero 8 con un mediano difensivo accanto. Ho giocato anche mezzala e sono pronto a giocare in qualsiasi posizione del centrocampo quando il mister mi chiederà di giocare".
Ti senti pronto per questa avventura?
"La pressione c’è in una piazza come Roma, ma in ogni grande club. Noi siamo pronti a questa pressione ed è giusto che chi non la regge si dedichi ad altro".
Il tuo ex allenatore ha detto che hai perso due kg per lo stress. Puoi spiegarci meglio?
"Sì è vero. Nel periodo dal 20 al 30 di gennaio sono stati giorni frenetici, è stato tutto un po’ strano. Molto è dipeso dalla mia voglia di venire alla Roma e che non si riusciva a chiudere, per fortuna tutto è andato bene. Ho recuperato la serenità e sono tornato alla mia vita".
Il passaggio dall’Italia alla Spagna è stato molto forte. Già sapevate o vi ha colto di sorpresa?
"Io venivo da una squadra in seconda divisione e lui dal Barcellona. Il salto per me è grande, sono pronto a dimostrare il mio valore. Stiamo cercando casa e ci stiamo ambientando. Abbiamo giocato pochi minuti, io solamente nella prima. Ora sta a noi lavorare duro per dimostrare di essere giocatori importanti per la squadra. Dobbiamo lavorare duro, essere scrupolosi e vivere il calcio come deve fare un professionista".
Allenamento Atalanta, seduta tecnico-tattica in vista della Roma
Allenamento mattutino per l'Atalanta Centro Bortolotti di Zingonia in preparazione alla prossima sfida che vedrà i nerazzurri affrontare la Roma sabato sera al Gewiss Stadium. Palestra, esercitazioni tecnico-tattiche sul campo, partitelle finali il programma di lavoro odierno dei nerazzurri di Gasperini che domani, sempre a Zingonia, si allenaranno ancora al mattino a porte chiuse. Lo riporta atalanta.it.
Lesione del menisco mediale per Mirante. Operato in mattinata
Antonio Mirante, portiere di riserva della Roma, lo scorso lunedì ha accusato il riacutizzarsi di un vecchio problema al ginocchio sinistro.
In mattinata il giocatore è stato sottoposto ad una risonanza di controllo ed è stato visitato dal professor Mariani che ha confermato una lesione del menisco mediale con indicazione ad una meniscectomia mediale selettiva artroscopica. Immediatamente operato, l'intervento è riuscito perfettamente con Mirante che già domani inizierà il percorso riabilitativo.
Ancora da verificare i tempi di recupero ed il rientro in campo.
La tempesta Ciara colpisce lo stadio del Gent. Crollati alcuni pannelli del tetto
Il Nord Europa da giorni è stato colpito dalla tempesta Ciara, che si è abbattuta anche sullo stadio del Gent. L'impianto Ghelamco Arena, come riferito dalla società belga sul sito ufficiale (kaagent.be), lo scorso lunedì ha subito danni al tetto con la caduta di alcuni pannelli. Sono in corso indagini per verificare l'entità dei danni e porvi riparo per non compromettere le future competizioni, ma la struttura portante dell'Arena sembra essere intatta.
Lo stadio, ricordiamo, ospiterà fra circa due settimane il match di Europa League tra i padroni di casa e la Roma.
Allenamento Roma: palestra, atletica e tattica. Individuale per Pastore
La Roma continua il suo percorso di avvicinamento alla sfida di campionato contro l'Atalanta.
I giallorossi si sono allenati a Trigoria cominciando con un riscaldamento in palestra ed un lavoro sulla forza. In seguito squadra in campo per esercizi di velocità ed atletica aumentando sempre di più l'intensità. In chiusura tecnica di trasmissione del pallone e focus tattico.
Come ieri Pastore ha svolto lavoro individuale programmato; mentre Diawara, Zaniolo e Zappacosta hanno continuato il percorso di recupero.
La squadra fa gruppo a pranzo
IL TEMPO - BIAFORA - Tutti insieme a pranzo per provare a compattare il gruppo in vista di un match fondamentale per la stagione giallorossa. I giocatori della Roma, guidati da capitan Dzeko, dopo l'allenamento di ieri mattina si sono ritrovati tutti intorno ad un tavolo per dimenticare insieme le ultime prestazioni negative con Sassuolo e Bologna. La squadra sta tentando di ritrovare in tutti i modi la giusta serenità a pochi giorni da uno snodo cruciale dell'annata calcistica, ovvero la partita con l'Atalanta di Gasperini e l'imminente sedicesimo di Europa League con il Gent. Prima del pranzo Fonseca ha diretto il secondo allenamento della settimana che porta alla sfida con i bergamaschi. Pastore, come accaduto sette giorni fa, ha svolto una seduta individuale programmata. Il trequartista argentino avverte ancora dolore a causa dell’edema osseo rimediato nella gara di novembre con il Parma e sarà gestito - ma sarà comunque convocato - fino a che il problema all’anca non sarà del tutto superato. A parte anche Zaniolo e Diawara: in questi giorni sono fissate le visite mediche di controllo per entrambi, che, come testimoniato da una storia Instagram in seguito cancellata, si sono recati insieme al pranzo di squadra