As Roma con il Telefono Azzurro a sostegno del Safer Internet Day 2020
Tramite una nota ufficiale apparsa sul sito del club giallorosso, la Roma ha reso noto il suo sostegno al Safer Internet Day 2020:
"Martedì, l'AS Roma ha testimoniato il proprio sostegno al Safer Internet Day 2020 in una conferenza tenutasi presso la sede istituzionale della Presidenza del Consiglio. Il Club ha partecipato al fianco di Telefono Azzurro, presentando come case study il grande successo della campagna sui minori scomparsi avviata in estate e proseguita in occasione del mercato di gennaio. Nella conferenza si è discusso della sicurezza dei minori online, con un focus speciale su social media, cyberbullismo, pornografia e anoressia.
“Dopo l'incredibile successo della partnership con l'AS Roma avviata nel giugno 2019, ho voluto invitare il Club a partecipare al Safer Internet Day che si è tenuto a Roma, per presentare i risultati della campagna dedicata ai bambini scomparsi”, ha dichiarato il professor Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro. “Sono rimasto decisamente colpito dall’attenzione dimostrata dai giallorossi verso i minori di cui sono perse le tracce in Italia e nel resto del mondo e sono lieto di comunicare che la Società si è impegnata a incrementare il lavoro svolto finora insieme, attraverso la fondazione Roma Cares, su temi relativi alla protezione e al benessere dei bambini. Nei prossimi mesi, speriamo di poter rivelare maggiori dettagli su come Telefono Azzurro e AS Roma collaboreranno insieme sui nuovi progetti”.
Pipitone: "Cerco di dare equilibrio e consigli giusti alle ragazze più giovani"
Rosalia Pipitone portiere della Roma Femminile ha parlato ai microfoni dell'emittente radiofonica ROMA RADIO. Queste le sue parole:
"Cerco di dare equilibrio e consigli giusti alle più giovani. Ceasar è brava e umile, Casaroli dà sempre il 100%. In campo non rinunciamo mai alla manovra, ma dobbiamo migliorare nella gestione della gara".
"Ci tengo a fare i complimenti alla nostra Primavera che ha vinto la prima partita con l’Inter nella Viareggio Cup. Non era un’impresa facile", così sulla Primavera giallorossa.
De Rossi e la verità ristabilita
IL TEMPO - AUSTINI - Dall'estate di fuoco all'inverno mite. Daniele De Rossi rimette insieme i pezzi del caos, raccontando la verità sull'addio alla Roma. Che è molto più semplice e serena rispetto alle ricostruzioni tormentate, i ricami vari (e le note audio trafugate) di quei giorni caldissimi, seguiti poi dallo tsunami-Totti. "Non ho mai avuto alcun problema con Pallotta, per intenderci - racconta l'ex capitano giallorosso nella bella intervista concessa a GQ - mi è soltanto dispiaciuto per la decisione di non rinnovarmi il contratto, mi è spiaciuto molto. Ma questo mi pare ovvio". E poi: "Quando Fienga mi ha convocato per comunicarmi la decisione del club non ho detto mezza parola per provare a fargli cambiare idea. Solo che non condividevo, ma con la massima serenità".
Insomma De Rossi, superato il naturale dispiacere del momento, ha assorbito la botta e ha guardato avanti, concedendosi un'esperienza al Boca "breve e non molto fruttuosa dal punto di vista tecnico, ma umanamente mi ha dato moltissimo". E' finita presto, perché il centrocampista ha dovuto fare i conti con l'età e gli acciacchi: "Quando sto bene sarei ancora in grado di giocare nel Boca, nella Roma, in tutte le squadre migliori del mondo, perché quello che ho perso in esplosività fisica l'ho guadagnato, e alla grande, in esperienza. Però ho avuto l'onestà di aggiungere una domanda all'asserzione di partenza. Quando sto bene? La risposta è quasi mai".
Ecco, la Roma non gli ha rinnovato il contratto da calciatore partendo da quella risposta. I dirigenti hanno sbagliato totalmente tempi e modi della decisione, la gestione di un campione così importante meritava ben altra delicatezza. E non basta l'alibi di una stagione disastrosa, dove i problemi - da Di Francesco a Monchi fino a Totti - sono esplosi uno dietro l'altro. Ma alla fine quella decisione, durissima da accettare per i tifosi, aveva un senso, perché a mente fredda la condivide anche lo stesso protagonista. Mese più, mese meno, era ormai giunto il momento giusto per fermarsi e iniziare una nuova storia insieme a De Rossi in versione allenatore. Nulla impedisce di farlo adesso. Perché ogni tanto, un lieto fine, se lo merita anche la Roma.
Allenamento Atalanta, palestra e tattica in vista della Roma
L'Atalanta, prossima avversaria della Roma, si è allenata in vista del prossimo match di campionato. Ecco il resoconto della seduta pubblicato sul sito atalanta.it:
"Continua la preparazione alla prossima sfida che vedrà i nerazzurri affrontare la Roma sabato sera al Gewiss Stadium.
Dopo la partita d’allenamento di ieri contro i polacchi dell’RKS Radomiak Radom, oggi mister Gasperini ha diretto una seduta di lavoro al mattino al Centro Bortolotti di Zingonia: palestra, tattica ed esercitazioni con la palla sul campo per Gomez e compagni.
Domani, sempre a Zingonia, è in programma un altro allenamento al mattino a porte chiuse".
De Rossi: "L'addio alla Roma il mio vero ritiro, la Nazionale una porta socchiusa"
Daniele De Rossi, da poco ritirato dal calcio giocato, ha rilasciato un'intervista a GQ. Queste le sue parole:
«Quelli dell'addio a Buenos Aires sono stati giorni tristi ma la vera batosta è stato l’ultimo giorno a Trigoria. Uscendo dalla mia camera per andare allo stadio Olimpico ho pensato: è l’ultima volta che chiudi questa porta. E lì mi è parso di tremare. Devastante», le parole dell'ex capitano giallorosso al mensile, che gli dedica la copertina del numero di febbraio. Dopo la Roma, appunto, la suggestiva esperienza in Argentina: «Di offerte per continuare a giocare in serie A ne avevo parecchie, ma non ho voluto aggiungere un'altra maglia italiana a quella della Roma, mi pareva di sprecare una storia bellissima. Il Boca è sempre stato un sogno per me è stato un onore».
De Rossi svela anche le vere ragioni per le quali ha scelto di appendere poi le scarpette al chiodo: «Quando sto bene sarei ancora in grado di giocare nella Roma, nel Boca, ma non succede quasi mai. Ho 36 anni, il fisico è logoro, di soldi ne ho abbastanza: meglio tornare. Si è parlato di gravi problemi di mia figlia Gaia. Non c’è nulla di particolare. Semplicemente ha 14 anni ed è normale che abbia bisogno di avere il papà vicino. Siccome si sa che il rapporto fra me e sua madre ha vissuto momenti faticosi, qualcuno si è immaginato chissà che».
Poi il rapporto con Totti: «Abbiamo giocato vent'anni assieme, ci siamo abbracciati dopo i gol, ci siamo frequentati fuori dal campo, abbiamo avuto anche delle sonore litigate, è capitato di non parlarci per un mese, pure l'anno scorso, ma poi è sempre finita a risate. Vita vera, non recitata». E sul tormentato addio dell'ex numero 10, De Rossi rivela: «È un periodo che ricordo come un incubo. Mi sentivo come il bambino che assiste ai litigi tra mamma e papà. Di Totti le ho detto, con Spalletti ho condiviso tanto, ci siamo pure scannati ma conservo grande stima per lui. Mi infastidiva l'assurdità della situazione: la squadra vinceva eppure Spalletti veniva fischiato, dall'altro lato qualcuno si azzardava a dire che Totti non volesse il bene della Roma».
De Rossi parla anche di un possibile futuro da allenatore e dell'ipotesi di iniziare proprio dal settore giovanile della Roma: «Qui il discorso è diverso perché al settore giovanile c'è mio padre, perché i rapporti col club comunque non li ho persi, perché al termine del corso che intendo fare potrò allenare in terza serie oppure una Primavera, vediamo. Un futuro da allenatore in prima squadra? Devi prima dimostrare di saperlo fare, se perdi tre partite di fila la gente si dimentica che eri il suo Capitan Futuro e pretende che tu ottenga risultati nel presente. E poi l'ultima cosa che voglio è creare problemi a Fonseca. I miei modelli? Luis Enrique e Antonio Conte: all'Europeo mi ha letteralmente conquistato». C'è anche chi aveva immaginato che il suo ritorno a Trigoria fosse imminente: «La tempistica della mia uscita dal Boca, unita alla trattativa per la cessione della Roma, ha fatto pensare a molti che il gruppo Friedkin mi avesse contattato. Non è successo, non li ho mai sentiti; ma non è che io sia in attesa di un nuovo proprietario per tornare a Trigoria su un cavallo bianco».
Infine De Rossi, che racconta di voler fare l'allenatore in futuro, lascia uno spiraglio aperto sulla possibilità di collaborare con il ct azzurro Roberto Mancini: «Abbiamo un rapporto eccellente. il fatto di non aver lavorato assieme non ha diminuito la stima reciproca, anzi. Fra i discorsi che abbiamo fatto tempo fa, non in gennaio intendo, una porta azzurra era socchiusa». Anche il presidente della Figc Gravina potrebbe presto chiamarlo per proporgli un posto al fianco del ct.
Totti lancia due società da procuratore
IL TEMPO - BIAFORA - Inizia la nuova vita di Francesco Totti a meno di un anno di distanza dal brusco addio alla carriera dirigenziale nella Roma dopo aver rifiutato l’incarico di direttore tecnico del club di Trigoria. La bandiera giallorossa, con alcuni post sui propri account social, ha annunciato ufficialmente che intraprenderà la carriera nel mondo dei procuratori sportivi e dello scouting: «Inizia una nuova avventura. Con orgoglio - le parole del Capitano accompagnate da un video in cui compare il logo "Totti Scouting and Management"- vi annuncio che ho fondato due società di consulenza e assistenza per club e calciatori che hanno sede a Roma, la CT10 e IT Scouting». Totti, che ha scelto come sede un ufficio all'Eur, sarà affiancato in questa nuova avventura dall'amico Carlo Cancellieri, allenatore della squadra di calcio ad otto di Totti ed ex membro dello staff di Roberto Mancini al Manchester City, Giovanni DeMontis, avvocato e agente iscritto nel nuovo albo della Federazione, Matteo Fittavolini, match analyst e talent scout, e Adolfo Leonardi, commercialista che da anni segue da vicino - compresi gli ultimi contratti da calciatore - l’ex numero 10 della Roma. L'agenzia di Totti dovrebbe essere indipendente dalla Stellar Group di Barnett e Manasseh, potenti procuratori inglesi. Manasseh aveva anche avuto un incontro a Londra con Totti, ma alla fine non è stato trovato un accordo per collaborare.
Roma, il rinnovo porta male
IL TEMPO - AUSTINI - Firma e scompari. Quasi una regola nella Roma di quest'anno, dove dall'estate ben sei giocatori hanno rinnovato il contratto ma, per un motivo o un altro, sono via via spariti dal campo. L'unica eccezione si chiama Edin Dzeko, che non sta certo brillando, ma è rimasto un punto di riferimento assoluto in attacco e talvolta un trascinatore nel deserto.
Detto che Zaniolo si è fermato per colpa della sfortuna sempre puntuale quando c’è da spezzare le ali a un talento giallorosso, i vari Under, Fazio, Cristante e persino Kolarov ad oggi rappresentano diverse facce di una delusione comune. Quella dei tifosi e di Fonseca, che nel 2020 non riconosce più la sua Roma.
L'attaccante turco è il caso più emblematico. Confermarlo in rosa è stata una precisa richiesta del tecnico, la società ha deciso di accontentare il ragazzo con un aumento di stipendio a cui aspirava da mesi, il gol al debutto stagionale col Genoa sembrava il preludio a un campionato da protagonista, poi tra nuovo infortunio muscolare, lunghissima riabilitazione, difficoltà ad apprendere le richieste tattiche di Fonseca e la concorrenza con Zaniolo fino a quando era disponibile, Under si è completamente perso. Derby a parte, un gol fortunoso col Genoa e uno inutile in coppa con la Juve, il turco è una delusione. Diciamolo chiaramente: se non si fosse infortunato Zaniolo, la Roma era pronto a sacrificarlo nel mercato di gennaio. Una cessione probabilmente solo rimandata, ma come questo ragazzo sia passato dall'essere un precoce protagonista anche in Champions a una sorta di comparsa rimane un mistero.
Per Cristante non può bastare il grave infortunio al tendine per spiegare la sua totale involuzione. Il centrocampista esplosivo e completo dell'Atalanta qui non si è mai visto, durante il lungo stop Petrachi ha deciso comunque di prolungargli il contratto fino al 2024 con largo anticipo rispetto alla scadenza per motivi di bilancio (diminuisce la quota annuale di ammortamento del cartellino pagato finora 27.6 milioni) ma, a parte un paio di buone partite, da quando è rientrato è un giocatore in chiara difficoltà.
Sabato sarà squalificato e non potrà giocare la sua gara da ex a Bergamo, probabile l'avanzamento di Mancini in mediana, con Fazio di nuovo al centro della difesa. L’ultima presenza dell'argentino è di due mesi fa contro la Spal, il contratto che ha firmato in estate fino al 2021 è addirittura il terzo da romanista, ma in realtà il club non punta più su di lui. E neppure Fonseca.
Il tecnico credeva invece che Kolarov fosse ancora un leader insostituibile. Lo ha fatto sempre giocare, fino alla comprensibile e giusta panchina al derby e poi col Sassuolo. Si è riaffidato a lui col Bologna ma si è rivisto un Kolarov in evidente sofferenza atletica. Un calo iniziato dopo il rinnovo. Ora è meglio nascondere le penne a Trigoria, almeno per un po’.
Sorpresa: fisicamente la squadra sta bene. Nei test brillano pure Mkhitaryan e Kalinic
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Dopo la prova con il Bologna, Fonseca aveva smentito categoricamente problemi fisici della sua Roma. Nei giorni scorsi, infatti, i risultati dei test non solo avevano dato dei risultati confortanti, ma avevano dimostrato come quei calciatori fin qui impiegati meno, e vittime a lungo di problemi fisici, stessero meglio.
Due esempi su tutti: in alcuni esercizi sulla resistenza Kalinic era stato tra i migliori, in altri sulla rapidità si era messo in mostra Mkhitaryan. E i numeri dell’armeno contro il Bologna lo hanno confermato: è lui il giocatore ad aver corso più di tutti (12,964 km di media).
Staffetta in fascia. Kolarov in discesa, Spinazzola risale: a sinistra si cambia
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Fa fatica, è discusso. Ma, soprattutto, in campo non rende più come dovrebbe. Aleksandar Kolarov vive un momento di difficoltà. E c'è anche il recente battibecco con i tifosi della tribuna Tevere, solo uno dei tanti episodi che a molti romanisti non sono andati giù.
Dopo le panchine con Lazio e Sassuolo e la brutta prestazione con il Bologna, Kolarov sembra destinato a lasciare nuovamente il posto da titolare a Spinazzola, che quando è stato chiamato in causa dopo la cessione-non cessione all’Inter ha sempre risposto presente.
Chi è Watts, l'uomo dei conti: sarà lui a riferire a Friedkin
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Non c'era Friedkin in prima persona, nemmeno il figlio Ryan. A condurre le danze nella varie trattative tenutesi all’Eur nella sede della Roma c'era Marc Watts, uomo di fiducia del magnate texano e dal 2011 il presidente di The Friedkin Group, prossimo proprietario della Roma.
Curriculum di tutto rispetto: laureato in legge ad Harvard nel 1984, esperto di diritto societario, prima di iniziare a lavorare per Friedkin è stato vicepresidente di Locke Lord, uno degli studi legali internazionali più famosi negli Usa. Dal 2017 al 2019 è stato anche presidente del Consiglio di Amministrazione della Federal Reserve Bank di Dallas. Sarà lui a riferire direttamente a Friedkin. E, probabilmente, ad indirizzarlo verso l’eventuale offerta finale.
Roma, testa alla Champions o sarà ancora rivoluzione
LA GAZZETTA DELLO SPORT - La partita di sabato prossimo contro l’Atalanta rappresenta uno spartiacque per la Roma: o si resta in corsa per il posto in Champions oppure si affonda. Da questo punto di vista, nel discorso alla squadra fatto sabato dalla dirigenza, il concetto è stato chiaro: tutti sono sotto esame.
Il ceo Fienga può godere della franchigia dovuta al fatto che il suo piano industriale è stato approvato dallo stesso Friedkin. Quella del d.s. Petrachi al momento pare la posizione più fragile: il mercato è stato poco convincente e il «modus operandi» a Trigoria è stato finora inutilmente muscolare, tanto da rimanere inviso ai calciatori.
In bilico anche l'area tecnica. Fonseca ha in mano il gruppo, però deve dimostrare di essere capace di saper uscire dal momento difficile. Due giorni fa il tecnico portoghese ha portato tutto il suo staff a pranzo a Siena per fare il punto della situazione e trovare nuove soluzioni. L’ultimo avviso della dirigenza è per i calciatori. Da Trigoria fanno sapere che, se si postassero meno foto conviviali sui social nei momenti difficili (come questo), tutti vivrebbero meglio.
Giallorossi con le vertigini: solo 3 punti con chi sta lassù
IL MESSAGGERO - l destino della Roma passa per Bergamo. Il confronto di sabato con l'Atalanta sulla carta è difficilissimo, anche se la squadra di Gasperini proprio in casa ha dimostrato di perdere qualche colpo: 4 sconfitte nelle 11 gare disputate e appena un punto racimolato contro le ultime della classe nelle ultime due uscite stagionali (1-2 contro la Spal e 2-2 con il Genoa).
Il ruolino di marcia della Roma contro le prime quattro della classe lascia alquanto a desiderare: su 5 gare, con 15 punti a disposizione, i giallorossi ne hanno ottenuti appena 3 (0,6 a partita). Sconfitta con la Juventus, pareggio con l'Inter, doppio pari con la Lazio e ko all'Olimpico con l'Atalanta.