Totti lancia due società da procuratore
IL TEMPO - BIAFORA - Inizia la nuova vita di Francesco Totti a meno di un anno di distanza dal brusco addio alla carriera dirigenziale nella Roma dopo aver rifiutato l’incarico di direttore tecnico del club di Trigoria. La bandiera giallorossa, con alcuni post sui propri account social, ha annunciato ufficialmente che intraprenderà la carriera nel mondo dei procuratori sportivi e dello scouting: «Inizia una nuova avventura. Con orgoglio - le parole del Capitano accompagnate da un video in cui compare il logo "Totti Scouting and Management"- vi annuncio che ho fondato due società di consulenza e assistenza per club e calciatori che hanno sede a Roma, la CT10 e IT Scouting». Totti, che ha scelto come sede un ufficio all'Eur, sarà affiancato in questa nuova avventura dall'amico Carlo Cancellieri, allenatore della squadra di calcio ad otto di Totti ed ex membro dello staff di Roberto Mancini al Manchester City, Giovanni DeMontis, avvocato e agente iscritto nel nuovo albo della Federazione, Matteo Fittavolini, match analyst e talent scout, e Adolfo Leonardi, commercialista che da anni segue da vicino - compresi gli ultimi contratti da calciatore - l’ex numero 10 della Roma. L'agenzia di Totti dovrebbe essere indipendente dalla Stellar Group di Barnett e Manasseh, potenti procuratori inglesi. Manasseh aveva anche avuto un incontro a Londra con Totti, ma alla fine non è stato trovato un accordo per collaborare.
Roma, il rinnovo porta male
IL TEMPO - AUSTINI - Firma e scompari. Quasi una regola nella Roma di quest'anno, dove dall'estate ben sei giocatori hanno rinnovato il contratto ma, per un motivo o un altro, sono via via spariti dal campo. L'unica eccezione si chiama Edin Dzeko, che non sta certo brillando, ma è rimasto un punto di riferimento assoluto in attacco e talvolta un trascinatore nel deserto.
Detto che Zaniolo si è fermato per colpa della sfortuna sempre puntuale quando c’è da spezzare le ali a un talento giallorosso, i vari Under, Fazio, Cristante e persino Kolarov ad oggi rappresentano diverse facce di una delusione comune. Quella dei tifosi e di Fonseca, che nel 2020 non riconosce più la sua Roma.
L'attaccante turco è il caso più emblematico. Confermarlo in rosa è stata una precisa richiesta del tecnico, la società ha deciso di accontentare il ragazzo con un aumento di stipendio a cui aspirava da mesi, il gol al debutto stagionale col Genoa sembrava il preludio a un campionato da protagonista, poi tra nuovo infortunio muscolare, lunghissima riabilitazione, difficoltà ad apprendere le richieste tattiche di Fonseca e la concorrenza con Zaniolo fino a quando era disponibile, Under si è completamente perso. Derby a parte, un gol fortunoso col Genoa e uno inutile in coppa con la Juve, il turco è una delusione. Diciamolo chiaramente: se non si fosse infortunato Zaniolo, la Roma era pronto a sacrificarlo nel mercato di gennaio. Una cessione probabilmente solo rimandata, ma come questo ragazzo sia passato dall'essere un precoce protagonista anche in Champions a una sorta di comparsa rimane un mistero.
Per Cristante non può bastare il grave infortunio al tendine per spiegare la sua totale involuzione. Il centrocampista esplosivo e completo dell'Atalanta qui non si è mai visto, durante il lungo stop Petrachi ha deciso comunque di prolungargli il contratto fino al 2024 con largo anticipo rispetto alla scadenza per motivi di bilancio (diminuisce la quota annuale di ammortamento del cartellino pagato finora 27.6 milioni) ma, a parte un paio di buone partite, da quando è rientrato è un giocatore in chiara difficoltà.
Sabato sarà squalificato e non potrà giocare la sua gara da ex a Bergamo, probabile l'avanzamento di Mancini in mediana, con Fazio di nuovo al centro della difesa. L’ultima presenza dell'argentino è di due mesi fa contro la Spal, il contratto che ha firmato in estate fino al 2021 è addirittura il terzo da romanista, ma in realtà il club non punta più su di lui. E neppure Fonseca.
Il tecnico credeva invece che Kolarov fosse ancora un leader insostituibile. Lo ha fatto sempre giocare, fino alla comprensibile e giusta panchina al derby e poi col Sassuolo. Si è riaffidato a lui col Bologna ma si è rivisto un Kolarov in evidente sofferenza atletica. Un calo iniziato dopo il rinnovo. Ora è meglio nascondere le penne a Trigoria, almeno per un po’.
Sorpresa: fisicamente la squadra sta bene. Nei test brillano pure Mkhitaryan e Kalinic
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Dopo la prova con il Bologna, Fonseca aveva smentito categoricamente problemi fisici della sua Roma. Nei giorni scorsi, infatti, i risultati dei test non solo avevano dato dei risultati confortanti, ma avevano dimostrato come quei calciatori fin qui impiegati meno, e vittime a lungo di problemi fisici, stessero meglio.
Due esempi su tutti: in alcuni esercizi sulla resistenza Kalinic era stato tra i migliori, in altri sulla rapidità si era messo in mostra Mkhitaryan. E i numeri dell’armeno contro il Bologna lo hanno confermato: è lui il giocatore ad aver corso più di tutti (12,964 km di media).
Staffetta in fascia. Kolarov in discesa, Spinazzola risale: a sinistra si cambia
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Fa fatica, è discusso. Ma, soprattutto, in campo non rende più come dovrebbe. Aleksandar Kolarov vive un momento di difficoltà. E c'è anche il recente battibecco con i tifosi della tribuna Tevere, solo uno dei tanti episodi che a molti romanisti non sono andati giù.
Dopo le panchine con Lazio e Sassuolo e la brutta prestazione con il Bologna, Kolarov sembra destinato a lasciare nuovamente il posto da titolare a Spinazzola, che quando è stato chiamato in causa dopo la cessione-non cessione all’Inter ha sempre risposto presente.
Chi è Watts, l'uomo dei conti: sarà lui a riferire a Friedkin
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Non c'era Friedkin in prima persona, nemmeno il figlio Ryan. A condurre le danze nella varie trattative tenutesi all’Eur nella sede della Roma c'era Marc Watts, uomo di fiducia del magnate texano e dal 2011 il presidente di The Friedkin Group, prossimo proprietario della Roma.
Curriculum di tutto rispetto: laureato in legge ad Harvard nel 1984, esperto di diritto societario, prima di iniziare a lavorare per Friedkin è stato vicepresidente di Locke Lord, uno degli studi legali internazionali più famosi negli Usa. Dal 2017 al 2019 è stato anche presidente del Consiglio di Amministrazione della Federal Reserve Bank di Dallas. Sarà lui a riferire direttamente a Friedkin. E, probabilmente, ad indirizzarlo verso l’eventuale offerta finale.
Roma, testa alla Champions o sarà ancora rivoluzione
LA GAZZETTA DELLO SPORT - La partita di sabato prossimo contro l’Atalanta rappresenta uno spartiacque per la Roma: o si resta in corsa per il posto in Champions oppure si affonda. Da questo punto di vista, nel discorso alla squadra fatto sabato dalla dirigenza, il concetto è stato chiaro: tutti sono sotto esame.
Il ceo Fienga può godere della franchigia dovuta al fatto che il suo piano industriale è stato approvato dallo stesso Friedkin. Quella del d.s. Petrachi al momento pare la posizione più fragile: il mercato è stato poco convincente e il «modus operandi» a Trigoria è stato finora inutilmente muscolare, tanto da rimanere inviso ai calciatori.
In bilico anche l'area tecnica. Fonseca ha in mano il gruppo, però deve dimostrare di essere capace di saper uscire dal momento difficile. Due giorni fa il tecnico portoghese ha portato tutto il suo staff a pranzo a Siena per fare il punto della situazione e trovare nuove soluzioni. L’ultimo avviso della dirigenza è per i calciatori. Da Trigoria fanno sapere che, se si postassero meno foto conviviali sui social nei momenti difficili (come questo), tutti vivrebbero meglio.
Giallorossi con le vertigini: solo 3 punti con chi sta lassù
IL MESSAGGERO - l destino della Roma passa per Bergamo. Il confronto di sabato con l'Atalanta sulla carta è difficilissimo, anche se la squadra di Gasperini proprio in casa ha dimostrato di perdere qualche colpo: 4 sconfitte nelle 11 gare disputate e appena un punto racimolato contro le ultime della classe nelle ultime due uscite stagionali (1-2 contro la Spal e 2-2 con il Genoa).
Il ruolino di marcia della Roma contro le prime quattro della classe lascia alquanto a desiderare: su 5 gare, con 15 punti a disposizione, i giallorossi ne hanno ottenuti appena 3 (0,6 a partita). Sconfitta con la Juventus, pareggio con l'Inter, doppio pari con la Lazio e ko all'Olimpico con l'Atalanta.
Roma, la Champions appesa ai fedelissimi
IL MESSAGGERO - «Tutti sotto esame». Virgolettato del ceo Fienga durante il confronto di sabato mattina a Trigoria che sintetizza il momento della Roma, chiamata a risalire la classifica. Fallire l'obiettivo dichiarato della Champions per il 2° anno consecutivo porterebbe automaticamente al ridimensionamento. Il piazzamento in campionato avrà l'effetto di una sentenza: conferma o piazza pulita.
Anche Fonseca si gioca il posto da qui alla fine del torneo, proprio come gran parte dei suoi giocatori. L'allenatore, però, ha ancora la fiducia del management di Pallotta. Il tecnico, contando pure sulla risposta avuta dai test fisici, ha impostato la stagione proprio sul suo forte legame con il gruppo. Oltre a Dzeko, suo interlocutore privilegiato già dalla scorsa estate, piena sintonia pure conSmalling, Mancini, Cristante, Pellegrini, Veretout e Mkhitaryan. E anche con lo stessoKolarov, nonostante il calo di rendimento del mancino che rimane leader puro e sponda autorevole anche per la dirigenza.
Solo con la partecipazione alla prossima Champions sarà evitata l'ennesima rivoluzione. Fienga inoltre ha chiesto di evitare di piangere in pubblico su arbitri, infortuni e sfortuna. Messaggio recepito dal gruppo che sabato ha rassicurato il tecnico, garantendo concentrazione e sacrificio.
La prima mossa di Friedkin: basta film horror
IL TEMPO - AUSTINI - Cade, anzi crolla. Poi quando tocca il fondo si rialza, reagisce, vince (pur perdendo un giocatore a settimana per infortunio), si illude e si risiede. Così all'infinito. La Roma da anni è la replica dello stesso film. Dell'orrore. Spalletti, Ranieri, Montella, Luis Enrique, Zeman, Garcia, Spalletti bis, Di Francesco, Ranieri bis e adesso Fonseca. Rosella Sensi, Pradè, i debiti, la banca, gli americani, Di Benedetto, Pallotta, Baldissoni, Baldini, Sabatini, Massara, Monchi, Gandini, Fienga fino a Petrachi. I romani, gli italiani, gli slavi, i brasiliani e gli argentini. Il bilancio, il fair play finanziario, le cessioni obblgatorie. I medici, i fisioterapisti, i campi, i crociati, le lesioni muscolari, gli allenamenti, i social, l'ambiente. E' sempre colpa di qualcuno o qualcosa. Che poi cambia, per far ritornare tutto al punto di partenza.
Ursino: "Florenzi penso sia andato via perché non sentiva la fiducia dell’allenatore"
Giuseppe Ursino, direttore sportivo del Crotone, è intervenuto all'emittente radiofonica del sito di calciomercato TMW RADIO dove ha commentato anche la recente cessione in prestito di Florenzi, passato proprio per il club attualmente in Serie B ad inizio carriera. Queste le sue parole:
Florenzi è stato un tuo giocatore, cosa pensi della sua scelta di andare in Spagna?
"Conoscendo Florenzi penso sia andato via perché non sentiva la fiducia dell’allenatore. È un ragazzo splendido e penso sia stata la scelta giusta andare a giocare in ottica europeo. Penso che comunque debba giocare più avanti e non da terzino".
Totti fonda due società di assistenza e consulenza per club e calciatori
Francesco Totti ha dichiarato sul proprio profilo Twitter di esser pronto a una nuova avventura. L'ex numero dieci giallorosso ha infatti fondato due nuove società di consulenza e di assistenza per club e calciatori. I due enti avranno sede nella Capitale e si chiameranno CT10 e IT Scouting. Questo il messaggio con cui lo storico capitano giallorosso ha annunciato questa sua nuova impresa: "Inizia una nuova avventura. Con orgoglio vi annuncio che ho fondato due società di consulenza e assistenza per club e calciatori che hanno sede a Roma: la CT10 e IT Scouting".
Inizia una nuova avventura. Con orgoglio vi annuncio che ho fondato due società di consulenza e assistenza per club e calciatori che hanno sede a Roma: la CT10 e IT Scouting. #totti #neverstop pic.twitter.com/xsN6A0V5b0
— Francesco Totti (@Totti) February 10, 2020
Petruzzi: "Gli errori di Sassuolo si sono rivisti con il Bologna. A Bergamo si vedrà di che pasta è fatta la Roma"
Fabio Petruzzi, ex difensore della Roma per un totale di otto anni in tre diverse esperienze, ha parlato della compagine giallorossa ai microfoni di TMW Radio:
Che sta succedendo alla Roma?
"E' un momento difficile, che nessuno si aspettava, soprattutto per come era finito il 2019. La vittoria di Firenze faceva bene sperare per lottare per più di un quarto posto. Cosa è successo? La società, come tutti gli anni, nel mercato invernale non dà mai una mano all'allenatore. Si dovevano prendere uno-due calciatori di un certo livello, con una mentalità che aiutasse la squadra. Si sono presi giovani di prospettiva ma ancora da valutare nel calcio italiano. La Roma lotterà dal quarto al sesto posto, l'ho detto da inizio stagione. I tanti infortunati di quest'anno hanno fatto sì che si è valutato troppo bene il lavoro di Fonseca. Ora sta facendo meno del suo. Fonseca è molto preparato, ma le dichiarazioni post-Sassuolo facevano credere che aveva capito gli errori. Ma li abbiamo rivisti con il Bologna".
Ora arriva l'Atalanta:
"Questa partita arriva al momento giusto. Qui si vedrà di che pasta è fatta la Roma. Devi andare a Bergamo e fare la grande prestazione".
Non hai visto nelle ultime partite una Roma imballata?
"La condizione fisica al momento non c'è, forse dipende dalla preparazione fatta a Natale. Ma al derby correva di più della Lazio. Per me è una questione mentale".
Dzeko è un leader?
"Non ha qualità da leader. Io speravo potesse arrivare Ibrahimovic. Lui ti dà quel qualcosa in più che serve in campo. E' sempre determinante, ha carisma, mentalità. Questo serve ad una squadra. Dzeko è un grandissimo calciatore, ma per essere leader ci vuole altro".