È arrivato il momento di Carles Perez

IL TEMPO - BIAFORA - Una chance per provare a diventare l'esterno destro d’attacco titolare. Per l'impegno europeo contro il Gent Fonseca è pronto a giocarsi la carta Carles Perez, arrivato nel mercato di gennaio dal Barcellona in prestito con un facile obbligo di riscatto (1+11 e altri 4,5 di bonus). Il classe 1998 - in lizza per partire titolare già con l’Atalanta - è subentrato in tutte le ultime tre partite, ma ora avrà l'occasione di guadagnarsi il posto fisso sulla fascia orfana di Zaniolo.

Perez, bacchettato dal ds Petrachi per l'atteggiamento avuto all'esordio con il Sassuolo, è chiamato a dare il proprio contributo di assist e gol, anche per mandare segnali di rivincita al Barcellona, società che lo ha scaricato a gennaio per scelta del neo-allenatore Setien. Il reparto offensivo, oltre allo spagnolo, vedrà la presenza di Pellegrini sulla trequarti alle spalle di Dzekoe di uno tra Kluivert e Perotti, con Mkhitaryan destinato ad un turno di riposo per non essere spremuto troppo dopo l'infortunio alla coscia.

Intanto è iniziata la settimana decisiva per il destino di Diawara: Fonseca si è mostrato più che fiducioso sul recupero del classe 1997, una pedina fondamentale per la formazione giallorossa. Ieri il centrocampista, così come Zaniolo, Zappacosta, Mirante e Pastore, ha svolto allenamento individuale, ma i segnali sono positivi.


Kolarov dalla lite alla multa

IL TEMPO - AUSTINI - Sparito all’improvviso. Come la Roma. C'era una volta l’inamovibile Kolarov, leader indiscutibile e padrone della fascia sinistra. Dopo aver giocato per intero tutte le partite del girone d'andata in campionato, tre più due spezzoni in Europa League e 90 minuti negli ottavi di Coppa Italia a Parma, il serbo è partito in panchina tre volte nelle ultime quattro sfide di Serie A.

E l’unica che ha giocato, contro il Bologna, è stata forse la serata peggiore da romanista: dominato sul campo da Orsolini e soci, fischiato dai tifosi, poi riempito di insulti dopo che lui stesso ha reagito facendo qualche gesto ironico verso la Tribuna Tevere durante la partita. Quella risposta, non all’altezza del professionista che ha dimostrato di essere da quando è a Roma, gli è costata la multa della società. I dirigenti hanno deciso di punirlo, dando l’esempio anche agli altri. Perché ci sta di reagire ai fischi, ma non certo mentre si gioca e, per giunta, si sta perdendo in casa contro un rivale modesto.

Kolarov non è nuovo agli scontri con i tifosi, che non hanno affatto gradito sentirsi dire in conferenza che «di calcio capiscono poco». Da quel momento giù critiche in tutte le salse, spesso acuite a causa del suo passato da laziale, e lui, che in queste situazioni ci prova quasi gusto come ha dichiarato in passato, rispose con un inchino provocatorio verso il settore  ospiti (che lo insultava durante il match) dopo un gol contro il Chievo al Bentegodi.  Stavolta è andato oltre e una volta appresa la decisione della società non ha battuto ciglio: ha accettato la sanzione così come le bocciature tecniche di Fonseca. Anzi, è stato lui stesso ad ammettere un calo fisico parlando con l'allenatore. Come se le fatiche accumulate negli anni si fossero fatte sentire tutte insieme, il serbo ha perso la condizione e le prestazioni ne hanno risentito.

Così il tecnico non ha fatto altro che applicare il suo principio: gioca chi sta meglio. Ne ha fatto le spese Florenzi, ora tocca a Kolarov, che deve dimostrare sul campo di star meglio di Spinazzola prima di riprendersi il posto in campo. Magari già giovedì, anche se l'esterno umbro parte favorito per giocare titolare contro il Gent.

E pensare che a gennaio la Roma aveva fatto una scelta precisa: rinnovo di contratto per Kolarov, sacrificio sul mercato di Spinazzola, scelto come pedina di scambio per avere Politano nell'affare poi saltato con l'Inter. Un mese dopo tutto si è ribaltato, mai giallorossi avrebbero bisogno di ritrovare quanto prima il veterano ex Manchester City, una colonna portante della squadra per due anni e mezzo. È vero che Kolarov fa il difensore, ma la sua produzione offensiva è decisiva per le sorti della Roma, tra punizioni, rigori, cross e non solo: nella prima stagione in giallorosso 13 assist e 3 gol all’attivo, l’anno scorso è stato il terzo miglior marcatore della squadra con 9 reti più due assist, nella stagione in corso ha segnato 5 volte e servito 4 palloni decisivi ai compagni. Una risorsa da recuperare. Per il bene del la Roma.


Roma, rivoluzione Friedkin: patto con l'Uefa per investire

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Una nuova rivoluzione. Il passaggio della Roma da Pallotta a Friedkin si carica di aspettative e di tanti possibili cambiamenti graduali. Virtualmente terminata la «due diligence» sulle 12 società che compongono la galassia As Roma, presto sarà convocato il board del GruppoFriedkin per l’assenso all’acquisto, con relativo placet all’offerta vincolante. A quel punto, se Pallotta accetterà, si apporranno le firme sui contratti preliminari - previste tra fine febbraio e primi di marzo – e partirà l’Opa in Borsa. Se tutto andrà per il verso giusto, il passaggio di proprietà avverrà a fine stagione.

Fonti legali assicurano come la famiglia Friedkin studierà le possibilità Uefa. La Roma, infatti, potrebbe essere il primo club italiano ad accedere al «voluntary agreement» concesso ai nuovi proprietari per investire più del lecito. Ovvero, invece di poter sforare di soli 30 milioni in un triennio (fatte salve le spese su infrastrutture e vivaio), si potrà andare oltre

Uno sviluppo così porterà a una ristrutturazione e, tra i nomi, si fa anche quello di Umberto Gandini, ex a.d. Se il destino di Fonseca è legato ai risultati, quello in bilico è Petrachi, di cui si parla di rescissione anche se a Trigoria smentiscono.


Tor di Valle: il passaggio a Vitek slitta a marzo

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Servirà ancora tempo per l'ingresso nell'operazione stadio di Radovan Vitek. Eurnova, la società di Luca Parnasi che detiene i diritti dell’area di Tor di Valle, sarà l’ultima a passare di mano. Al momento, infatti, si attende che UniCredit firmi l’acquisizione da parte di Vitek della Capital Dev per poi passare a soddisfare i creditori di Parsitalia. Soltanto a quel punto si passerà ad Eurnova, che rappresenta circa il venti per cento dell’investimento totale.

In ogni caso, fanno sapere esponenti del gruppo di Parnasi , il vero business non sarà legato allo stadio, ma ai beni immobili (centri commerciali su tutti) contenuti negli altri asset.


Nuova proprietà, sempre anno zero

IL MESSAGGERO - Discontinuità e continuità nello stesso club. La Roma, in piena crisi di risultati in questo 2020, accoglierà presto il nuovo proprietario Dan Friedkin e preparerà l'ennesima rifondazione.Cambieranno insomma l'organigramma societario e l'area tecnica. Tutti in bilico, a cominciare dall'allenatore e da gran parte dei giocatori.

Il passaggio di proprietà deve vivere le ultime quattro fasi: la due diligence, però virtualmente conclusa; entro fine febbraio si riunirà a Houston il cda del Friedkin Group per deliberare l'offerta vincolante. A meta aprile, se i tempi per le varie procedure saranno rispettati, è attesa la fumata bianca, anche se è probabile che Pallotta proceda in queste settimane a versare la seconda tranche dell'aumento di capitale approvato dall'assemblea dei soci a fine ottobre (altri 40 milioni, dopo i 50 già versati a inizio gennaio).

Lo staff di Friedkin sta già valutando alcuni profili per rimpiazzare alcune figure all'interno dell'azienda. Tra i profili valutati anche l'ex ad Umberto Gandini. Il destino di Petrachi sembra segnato, a prescindere dal contratto pluriennale che lo lega alla Roma. Tra i sostituti il sogno è Berta dell'Atletico che però non intende lasciare Madrid, l'outsider Faggiano del Parma. Fonseca, invece, conoscerà il suo futuro a maggio: decisivi saranno i risultati.


Altro giro, altra coppia di terzini

IL MESSAGGERO - Nuova coppia di terzini all’orizzonte. Giovedì con il Gent sarà out Bruno Peres, fuori dalla lista Uefa: spazio a Santon, con Kolarov sulla corsia opposta.

L’ennesima fotografia, però, di come la Roma del futuro (di ieri la notizia dell’interesse per Klostermann del Lipsia) dovrà ripartire proprio dalle fasce. Ad inizio anno i titolari erano Florenzi e Kolarov. Poi avanti con Spinazzola a destra e il serbo a sinistra, per poi veder risalire a dicembre le quotazioni di Florenzi con Santon pronto ad alternarsi. A gennaio Spinazzola è messo sul mercato e ceduto all’Inter, prima del clamoroso dietrofront del club nerazzurro.


Perfetti sconosciuti

INSIDEROMA.COM - MASSIMO PAPITTO - Ho scelto il titolo di un noto film campione di incassi qualche anno fa per provare a raccontare la solita sparizione che coinvolge la Roma tra gennaio e febbraio da qualche stagione a questa parte.
Perfetti sconosciuti sono i giocatori della Roma che ora vediamo portare in campo, alcuni con demerito, la maglia della Roma addosso. La Roma è completamente evaporata dopo il 4-1 rifilato alla Fiorentina prima della sosta natalizia. Da lì in poi il buio. Pesto. La sparizione. L’ennesima. E la Roma di Fonseca che fin lì era stata non straordinaria ma convincente di colpo è diventata brutta e senz’anima. Dal 5 gennaio in poi solo quasi brutte figure intervallate soltanto dal passaggio di turno in Coppa Italia a Parma (poi persa contro la Juventus) e dal bel derby giocato contro la Lazio ma non vinto nonostante le tante occasioni da gol e il dominio del gioco. Questi gli unici due acuti di un gennaio e in parte un febbraio da incubo. Da psicanalisi. La completa sparizione di giocatori e di una compattezza di squadra che si era intravista e che un po’ addirittura piaceva. Il mercato di gennaio poi ha fatto il resto perché bisognava molto probabilmente potenziare una squadra in lotta per il quarto posto Champions e invece sono stati presi ragazzi (Ibanez, Villar e Carles Perez) non pronti a lottare da subito per un obiettivo importante, quasi imprescindibile.
L’addio di Florenzi poi non è stato metabolizzato da tutti e alcuni ancora si chiedono il perché visto che al suo posto stanno giocando Santon e Bruno Peres e non Dani Alves. Tante sono state le domande senza risposta che ora anche il campo sta confermando visto che anche Kolarov sta deludendo, Smalling e Mancini sono tornati dei calciatori normali e Pellegrini anche lui sembra la brutta copia di se stesso. In pochi si stanno salvando e il gioco di Fonseca ne sta risentendo. Lui che prima sembrava un uomo fiero al comando ora sembra invece impaurito dalle difficoltà e sta palesando qualche normale limite. In più poi c’è la Lazio che vola e si sta giocando come non mai lo scudetto come prima rivale della Juventus. Il tutto tanto per aggravare la situazione.
Negli anni ci hanno detto di prendere esempio dalla cattiveria sportiva e aziendale della Juventus e ora c’è chi ci dice di prendere esempio anche dalla lungimiranza gestionale della Lazio che negli anni ha potenziato fino ad arrivare a giocarsi qualcosa di impensabile. Prendere esempio da queste due realtà da sempre odiate è l’ennesimo dolore che il vero tifoso romanista sta provando in questo momento vedendo la sua squadra che invece è una “perfetta sconosciuta”.


La Roma punta Klostermann per rinforzare la corsia difensiva destra

La Roma vorrebbe sistemare le corsie difensive in vista della prossima stagione, soprattutto quella destra ad oggi orfana di Florenzi che è in prestito al Valencia.
Petrachi per quel ruolo, come riferito da calciomercato.com, ha individuato in Lukas Klostermann il giusto innesto.
Il 23enne del Lipsia, che ha un contratto in scadenza nel 2021, è stato proposto alla Roma dallo stesso mediatore che ha guidato la cessione di Schick al club tedesco. La formula potrebbe essere individuata in una valutazione simile a quella fatta per Schick in modo tale da effettuare (anche se non sulla carta) uno specie di scambio alla pari.


Uva, vice presidente Uefa: "Il Fair Play Finanziario va rispettato. Il protocollo VAR va uniformato"

Michele Uva, vice presidente dell'Uefa, ha parlato ai microfoni di Radio Rai del Fair Play Finanziario:

"Bisogna ipotizzare il rispetto delle regole da parte di tutti. Non voglio parlare del Manchester City: spetterà all'organo indipendente di giustizia esprimersi sul club inglese. Il fairplay finanziario ha portato grandi risultati e serve per mantenere l'equilibrio competitivo nelle nostre manifestazioni, non per punire. I club che partecipano ai tornei in Europa devono sottostare alle licenze Uefa e al fairplay, in equilibrio fra costi e ricavi. Chi viola le regole viene deferito. Perché al Paris Saint-Germain, rispetto al Manchester City, non sono state inflitte sanzioni? Non posso entrare nel merito di quello che viene deciso dalla camera giudicante. Però posso dire che si tratta di casi diversi, anche se non conosco le carte. Pure il Milan è stato escluso dalle coppe: le regole devono essere rispettate. Challenge al Var? Non sono molto d'accordo, anche se si potrebbe testare sui settori giovanili. In ogni caso se ne occupa l'Ifab, che è un organismo della Fifa. Personalmente, vengo da pallavolo e basket e non sono convintissimo. Lo vedo come un'interferenza che va contro l'indipendenza della scelta dell'arbitro sulla decisione finale. Ma è giusto che venga analizzato, venga provato, testato. Bisogna evolvere nel protocollo e non è semplice. In tutti i campionati si vede che c'è disomogeneità. Il protocollo va uniformato. Resta comunque una novità epocale per il calcio, un grande aiuto per gli arbitri".


Allenamento Roma, lavoro in palestra e sul campo. A parte gli infortunati

La Roma è tornata sul terreno di Trigoria per preparare il prossimo match di Europa League contro il Gent.
Lavoro dapprima in palestra e poi sul campo per i giallorossi. Ancora a parte gli infortunati Diawara, Mirante, Pastore, Zaniolo e Zappacosta.


Smalling non basta: è una difesa da ultimi della classe

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Sette partite in cui la Roma ha preso puntualmente gol: 4 quelli subiti con il Sassuolo, 3 dal Bologna e poi 2 da Torino, Juventus e Atalanta e 1 da Lazio e Genoa. 15 gol incassati, una media di 2,14 a gara. Media da zona retrocessione, esattamente come i punti accumulati (appena 4). Una media su cui nulla può neanche uno come Chris Smalling, probabilmente l’ultimo vero raggio di luce di una difesa che in questo 2020 ha fatto acqua un po’ da tutte le parti.

In queste prime sette partite peggio della Roma hanno fatto solo tre squadre: Torino, Spal e Sampdoria con 16 gol subiti a testa. C'è però da fare un discorso più generale legato agli equilibri difensivi, in particolare al pressing alto chiesto da Fonseca. Idea che comporta un lavoro supplementare dei centrocampisti, a copertura anche delle possibili linee di passaggio. Se questa pressione invece salta, è inevitabile che poi salti un po’ tutto e che la difesa vada ancora più in difficoltà. E con i due esterni di difesa tornati a giocare spesso alti, ci sono state circostanze in cui la Roma si è ritrovata a difendere due contro due, con i soli centrali ad opporsi agli attaccanti avversari.


Fonseca prova a compattare il gruppo: «Non si può mollare ora»

LA GAZZETTA DELLO SPORT - La Roma del 2020 ha perso 5 partite su 7 di campionato, collezionando 4 punti sui 21 disponibili. Fuori dalla Coppa Italia, lontana 6 punti - con doppio scontro diretto e la differenza reti che premia l’Atalanta – dalla zona Champions. E il confronto col passato brucia: due punti in meno rispetto alla gestione Di Francesco pre-esonero.

Il presidente Pallotta non dà alibi: «Il fatto che ci sia una trattativa in corso (per la cessione del pacchetto di maggioranza a Dan Friedkin, ndr) non può condizionare – spiega –. Questa squadra ha tutto per fare bene. Deve solo giocare». Che il d.s. Petrachi sia in bilico ormai è noto, tant’è che potrebbe anche rescindere prima di fine stagione, visto che ora non sono più idilliaci neppure i suoi rapporti con Pantaleo Longo, giunto con lui dal Torino. In ogni caso, sul volo che ha riportato la squadra da Bergamo, Petrachi non ha parlato con i calciatori, rispettando le volontà dell’allenatore e della dirigenza, ancora seccata per lo sfogo non autorizzato della scorsa settimana.

L’allenatore, comunque, sente ancora sua la squadra e ieri lo ha ribadito in un breve faccia a faccia col gruppo. Questo il senso del suo discorso: con l’Atalanta siete andati meglio che contro Sassuolo e Bologna. Continuiamo così, non molliamo, perché ci aspetta l’Europa League. Subiamo ancora troppi gol, ma sono convinto che possiamo vincere le prossime due partite (Gent e Lecce, ndr) e rimetterci in carreggiata, perché la stagione non è ancora finita.