Sos Pellegrini: il gioiello di Totti non brilla più

LA REPUBBLICA - L'ultimo romano è in crisi quanto e più della squadra. Lorenzo Pellegrini aveva chiuso il 2019 lanciando assist e invenzioni, come se ogni partita fosse l’occasione per dimostrare al mondo che l’incoronazione di Totti a suo “erede” fosse ottimamente spesa. Poi è successo qualcosa. Bergamo è forse il punto più basso della sua giovane carriera, una collezione di orrori, di conclusioni lunari, di giocate sconclusionate, di palle perse, fino a quella che ha portato al gol di Pasalic.

Difetto di fase difensiva e di personalità, 7 palloni regalati all’Atalanta, a cui aggiungere tre tiri finiti lontanissimi dalla porta: uno, addirittura a porta vuota. Da segnalare che rima della partita, l’agente Pocetta e il ceo romanista Fienga si sono soffermati a scambiare due chiacchiere: c'è in ballo il prolungamento per cancellare dal suo contratto la clausola che gli permetterebbe a giugno di liberarsi per 30 milioni. Conte è alla finestra, ma per a parlarne servirà rivedere in campo il vero Pellegrini.


Un mese per rinascere

IL TEMPO - BIAFORA - Serrare i ranghi e ritrovare subito compattezza dopo la terza sconfitta di fila. La Roma è chiamata ad uscire al più presto dal momento di crisi invernale e il calendario può dare una mano ai giallorossi, che a partire dalla sfida di andata contro il Gent si giocheranno tutto in trentuno giorni prima della sosta di fine marzo.  In caso di passaggio del turno coni belgi, attualmente secondi in classifica nel proprio campionato e qualificati come primi nel girone europeo, saranno ben nove le partite da disputare nell’arco di un mese: sul percorso della squadra Fonseca si affacceranno Gent (due volte), Lecce, Cagliari, Sampdoria, Milan e Udinese, sulla carta tutte avversarie non impossibili.

Di certo a Trigoria il momento è più che complicato dall'inizio del 2020 e ogni formazione da affrontare da qui in avanti non può essere di certo sottovalutata. La sosta natalizia ha interrotto il filotto di risultati utili consecutivi arrivati a cavallo di novembre e dicembre e ha tolto molte certezze all’intero gruppo e all'allenatore, che deve far fronte a ben sei sconfitte nelle nove gare disputate (vittorie con Genoa e Parma e pari nel derby) in questo nuovo anno da incubo. I problemi della Roma, vicina al passaggio di proprietà da Pallotta a Friedkin, riguardano sia la fase difensiva che quella offensiva, ma la società ha fiducia che il proprio allenatore riesca a dare una svolta positiva.

Con le reti al passivo contro l’Atalanta i giallorossi hanno di  subito almeno un gol per il  nono match di campionato consecutivo: l’unica volta in cui è stata mantenuta la porta inviolata inviolata in questo periodo nero è nella trasferta di coppa con il Parma, per una media  complessiva di due reti avversarie a partita nella fase più  buia della gestione Fonseca.  Il reparto sta pagando la mancanza di un pressing offensivo efficace che così espone la retroguardia a numerosi rischi e va segnalata inoltre una serie evidente di errori individuali in marcatura. Davanti le cose non vanno meglio e l’unico a salvarsi dal punto di vista realizzativo è Dzeko, a quota 14 marcature stagionali. Il reparto d’attacco non riesce a dare il giusto contributo sotto porta e il secondo migliore marcatore è Zaniolo (6 acuti), la cui assenza, unita a quella di Diawara, sta pesando e non poco sull'andamento della Roima.

Un altro elemento che sta incidendo in negativo su tutta la manovra offensiva è Pellegrini, che ha sbagliato tutto quello che poteva sbagliare nella sfida di Bergamo: il numero 7 è tra i calciatori maggiormente in difficoltà e da lui ci si aspetta molto di più da subito. Ieri prima dell'allenamento è andato in scena il consueto faccia a faccia tra squadra e allenatore per analizzare le criticità ed è emerso che non bisogna mollare nulla e, nonostante il pesante distacco dalla zona Champions e una profonda e ovvia preoccupazione, non è ancora finita.


Giovedì sera contro il Gent c’è Perez dal 1'

IL TEMPO - BIAFORA - Il primo allenamento dopo la sconfitta con l’Atalanta ha come di consueto previsto un lavoro di scarico in palestra per chi ha giocato con i nerazzurri, quindi soltanto da oggi Fonseca inizierà a lavorare sullo schieramento tattico da proporre con il Gent. Per i sedicesimi di Europa League il tecnico portoghese ritroverà Cristante a centrocampo e potrebbe tornare al consueto 4-2-3-1 visti i mancati esiti positivi anche se la difesa ha in parte trovato un maggiore equilibrio - del modulo sperimentale proposto contro gli uomini di Gasperini.

Le maggiori difficoltà hanno riguardato la produzione in fase offensiva e, anche in considerazione delle tre partite da giocare in otto giorni, ci potrà essere qualche stravolgimento negli uomini che andranno a comporre il tridente alle spalle di Dzeko, destinato a giocarle praticamente tutte fino al termine della stagione a causa dello scarso rendimento di Kalinic, che non sarà riscattato e in estate tornerà all’Atletico Madrid. Mkhitaryan è reduce da un infortunio e difficilmente giocherà sia con i belgi - Perez spera di avere la prima chance dall'inizio che con il Lecce. In difesa ritornerà la coppia centrale Mancini-Smalling, mentre sulle fasce agiranno Santon (Bruno Peres non è inserito nella lista Uefa) e Spinazzola, che nonostante l'errore sul gol di Palomino garantisce una migliore forma fisica rispetto a Kolarov, consapevole di essere in affanno in questo momento della stagione.


Pallotta: «La Roma ha tutto per fare bene, la trattativa per il cambio di proprietà non c'entra nulla»

LA GAZZETTA DELLO SPORT - James Pallotta torna a parlare dagli States. Il presidente della Roma prende la parola per commentare il momento no della formazione giallorossa, reduce dal ko con l'Atalanta di sabato scorso. Di fatto, ammettendo per la prima volta la trattativa in corso con Dan Friedkin per la cessione del club. «Il fatto che ci sia una trattativa in corso non può condizionare. Questa squadra ha tutto per fare bene. Deve solo giocare».


Smalling non basta: è una difesa da ultimi della classe

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Sette partite in cui la Roma ha preso puntualmente gol: 4 quelli subiti con il Sassuolo, 3 dal Bologna e poi 2 da Torino, Juventus e Atalanta e 1 da Lazio e Genoa. 15 gol incassati, una media di 2,14 a gara. Media da zona retrocessione, esattamente come i punti accumulati (appena 4). Una media su cui nulla può neanche uno come Chris Smalling, probabilmente l’ultimo vero raggio di luce di una difesa che in questo 2020 ha fatto acqua un po’ da tutte le parti.

In queste prime sette partite peggio della Roma hanno fatto solo tre squadre: Torino, Spal e Sampdoria con 16 gol subiti a testa. C'è però da fare un discorso più generale legato agli equilibri difensivi, in particolare al pressing alto chiesto da Fonseca. Idea che comporta un lavoro supplementare dei centrocampisti, a copertura anche delle possibili linee di passaggio. Se questa pressione invece salta, è inevitabile che poi salti un po’ tutto e che la difesa vada ancora più in difficoltà. E con i due esterni di difesa tornati a giocare spesso alti, ci sono state circostanze in cui la Roma si è ritrovata a difendere due contro due, con i soli centrali ad opporsi agli attaccanti avversari.


Fonseca prova a compattare il gruppo: «Non si può mollare ora»

LA GAZZETTA DELLO SPORT - La Roma del 2020 ha perso 5 partite su 7 di campionato, collezionando 4 punti sui 21 disponibili. Fuori dalla Coppa Italia, lontana 6 punti - con doppio scontro diretto e la differenza reti che premia l’Atalanta – dalla zona Champions. E il confronto col passato brucia: due punti in meno rispetto alla gestione Di Francesco pre-esonero.

Il presidente Pallotta non dà alibi: «Il fatto che ci sia una trattativa in corso (per la cessione del pacchetto di maggioranza a Dan Friedkin, ndr) non può condizionare – spiega –. Questa squadra ha tutto per fare bene. Deve solo giocare». Che il d.s. Petrachi sia in bilico ormai è noto, tant’è che potrebbe anche rescindere prima di fine stagione, visto che ora non sono più idilliaci neppure i suoi rapporti con Pantaleo Longo, giunto con lui dal Torino. In ogni caso, sul volo che ha riportato la squadra da Bergamo, Petrachi non ha parlato con i calciatori, rispettando le volontà dell’allenatore e della dirigenza, ancora seccata per lo sfogo non autorizzato della scorsa settimana.

L’allenatore, comunque, sente ancora sua la squadra e ieri lo ha ribadito in un breve faccia a faccia col gruppo. Questo il senso del suo discorso: con l’Atalanta siete andati meglio che contro Sassuolo e Bologna. Continuiamo così, non molliamo, perché ci aspetta l’Europa League. Subiamo ancora troppi gol, ma sono convinto che possiamo vincere le prossime due partite (Gent e Lecce, ndr) e rimetterci in carreggiata, perché la stagione non è ancora finita.


Contro il Gent tornano Cristante e Kolarov

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Settimana di super lavoro per la Roma, che giovedì sarà impegnata in Europa League contro il Gent nell’andata dei sedicesimi di finale. Quasi certamente, comunque, Paulo Fonseca opererà dei cambiamenti rispetto alla squadra vista a Bergamo. In difesa possibile il ritorno di Kolarov nel ruolo di terzino sinistro. Mancini dovrebbe ritornare in difesa, Veretout è pronto a riprendersi un posto da titolare, così come Cristante e Under.


Dal ruolo alla personalità: Pellegrini, dibattito aperto

IL MESSAGGERO - L'anno che doveva portarlo in pompa magna all’Europeo è cominciato come peggio non si poteva. L’unico exploit in Coppa Italia, a Parma, con quella doppietta che sembrava l’inizio della resurrezione, sua e della Roma. Poi, il nulla.

Lorenzo Pellegrini è il simbolo del momento negativo della Roma. In questo momento non è al meglio fisicamente e psicologicamente. E le sue prestazioni sono spesso anonime, altre volte decisamente negative, vedi l’ultima con l’Atalanta: 52 palloni giocati, di cui solo 24 sono diventati passaggi riusciti.

C’è poi la questione del ruolo da trequartista. Se i numeri dimostrano che può interpretarlo, alla tabella mancano i gol: uno solo (in campionato a Firenze, tre in totale contando laCoppa Italia).


Schick, il risveglio del talento che segna con due anni di ritardo

IL MESSAGGERO - La Roma continua a non tirare in porta. A Bergamo una sola conclusione, quella dell'1-0 di Dzeko. E neanche una parata di Gollini. Ora le due gare ravvicinate con Gent e Lecce indurranno Fonseca ad effettuare un minimo di turnover. Contro i belgi probabile il rientro di Kolarov in difesa, con il ritorno di Mancini al fianco di Smalling, oltre che di Cristante e Veretout a centrocampo con Pellegrini (che sta giocando nonostante la microfrattura al quinto metatarso, riportata a metà dicembre dopo uno scontro con Smalling in allenamento, gli stia creando problemi) nuovamente nella veste di trequartista.

Intanto prosegue il ruolino di marcia di Schick: 6 reti in 632 minuti (una ogni 105) al Lipsia. «Se mi piace di più lo stile di gioco del Lipsia rispetto a quello della Roma? Beh, lo dicono i numeri. Giochiamo a calcio a un tocco solo, siamo veloci e la gente quando ci vede si diverte».


Serie A, vincono Juverntus e Parma. Crolla la Samp in casa sotto i colpi della Fiorentina

Sono terminate le gare pomeridiane della Serie A.
La Juventus vince 2-0 contro il Brescia grazie a Dybala e Cuadrado.
Crolla in casa la Sampdoria, sconfitta 1-5 dalla Fiorentina. Apre le danze il blucerchiato Thorsby con un autogol, seguito dal gol di Vlahovic e dal rigore di Chiesa. Nella ripresa segnano ancora Vlahovic e Chiesa che chiudono la pratica prima della rete della bandiera di Gabbiadini.
Successo esterno per 1-0 per il Parma sul campo del Sassuolo. Decide il rientrante Gervinho al 25'.


Allenamento Roma, palestra per chi ha giocato ieri. Tecnica e tattica per gli altri

Dopo la sconfita di ieri contro l'Atalanta, la Roma è tornata in campo per preparare la sfida di Europa League contro il Gent.
Solo lavoro in palestra per chi ha giocato ieri, mentre il resto della squadra ha lavorato sul campo per effettuare esercizi di tecnica e di tattica.
Differenziato per gli infortunati Diawara, Pastore, Mirante, Zaniolo e Zappacosta.


Schick: "Meglio al Lipsia che alla Roma? Lo dicono i numeri"

Patrick Shick, ex Roma ora al Lipsia, ha rilasciato alcune dichiarazioni al portale idness.cz. Queste le sue parole:

"Vogliamo vincere il campionato, questa squadra ha fame di titoli. Siamo davanti a tutti, è vero, ma la strada è ancora lunga. Non dobbiamo dimostrare che vogliamo il titolo. Vogliamo vincere tutte le partite, questo è ovvio, ma non abbiamo il dovere di farlo e questo è un bene per noi Adesso dobbiamo continuare a spingere e guadagnare punti sulle squadre che sono vicine. Se mi piace di più lo stile di gioco del Lipsia rispetto a quello della Roma? Beh, lo dicono i numeri (sorride, ndr). Giochiamo a calcio a un tocco solo, siamo veloci e la gente quando ci vede si diverte. Vogliamo sempre mostrare a tutti un gioco spettacolare”.