Ribery: "Il calcio italiano è un 'bon championnat', tutto il mondo lo conosce"
Franck Ribery ex Bayern Monaco, ha rilasciato un'intervista al Corriere Della Sera, dove ha parlato del calcio italiano. Queste le sue parole:
«Mi fa piacere perché è un 'bon championnat', tutto il mondo lo conosce. Ci sono tante ottime squadre come la Juve, l’Inter, il Milan, la Roma, la Lazio. E poi la gente vive per il calcio. Anche il Napoli ora è un club importante».
Garcia è il nuovo tecnico del Lione
Rudi Garcia ex allenatore giallorosso, fino alla scorsa stagione al Marsiglia, è il nuovo tecnico del Lione che pochi giorni fa ha esonerato Sylvinho.
L’Olympique Lyonnais informe de la nomination de Rudi Garcia au poste d’entraîneur à compter de ce jour.https://t.co/gtPd3YCgYB
— Olympique Lyonnais (@) 14 ottobre 2019
Allenamento Roma, lavoro in gruppo per Florenzi
La Roma questo pomeriggio è tornata sui prati di Trigoria in vista del match contro la Sampdoria. La seduta è iniziata con un lavoro incentrato su esercizi basati sulla rapidità, seguito dalla parte tecnica, con un torello ad alta intensità e possesso palla 3 contro 3. Florenzi, che ha svolto tutta la seduta in gruppo. Perotti ha eseguito parte dell'allenamento in gruppo, mentre per Mkhitaryan, Under, Diawara e Dzeko solo differenziato. La seduta pomeridiana si è svolta sotto gli occhi del direttore sportivo Gianluca Petrachi.
Inter-Roma, info biglietti. Settore ospiti 40€
Venerdì 6 dicembre, alle ore 20.45, si scontreranno Inter-Roma nella quindicesima giornata di campionato. Il club capitolino ha reso note tutte le informazioni riguardo l'acquisto dei biglietti del match sul sito ufficiale. Questo la nota della società:
L'AS Roma rende noto è iniziata la vendita dei biglietti riservati ai tifosi giallorossi per Inter-Roma. La sfida del 15° turno di Serie A si giocherà allo stadio Meazza venerdì 6 dicemre alle ore 20:45.
MODALITÀ DI VENDITA
In attesa della Determinazione dell’ONMS, vendita dei tagliandi ai residenti nella Regione Lazio solo se in possesso di Fidelity Card.
DATE DI VENDITA
Da lunedì 14 ottobre, alle ore 19:00 di giovedì 5 dicembre.
PREZZO BIGLIETTI
Settore Ospiti (Terno Anello Blu): € 40 + commissioni di servizio.
PUNTI VENDITA ABILITATI
Punti vendita Vivaticket abilitati sul territorio nazionale e online su www.vivaticket.it.
RACCOMANDAZIONI
Si ricorda che, in ottemperanza alle vigenti disposizioni di ordine pubblico, i biglietti del settore riservato agli ospiti non possono essere venduti il giorno della partita, ed è pertanto assolutamente sconsigliato recarsi a Milano per la gara senza aver preventivamente acquistato il biglietto d’ingresso per quel settore con le modalità sopra descritte.
Mancini: "Domani farò molti cambi di formazione. Zaniolo sarà titolare"
Roberto Mancini, tecnico della Nazionale, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match contro il Liechtenstein. Di seguito un estratto delle sue parole:
"Penso di cambiare molti giocatori. Qualcuno sicuro? Sirigu, Belotti, Zaniolo, Izzo o Di Lorenzo, Romagnoli dipende da come starà, uno tra Grifo ed El Shaarawy, più Biraghi. Non vorrei cambiarli tutti. Jorginho? Vediamo".
Lituania-Serbia, Kolarov titolare e capitano
Dopo l’amichevole vinta con il Paraguay (1-0), la Serbia di Aleksandar Kolarov scende nuovamente in campo per la partita contro la Lituania valida per le qualificazioni ai prossimi Europei 2020. Infatti questa sera la Nazionale serba, terza nella classifica del gruppo B a 7 punti dietro a Ucraina (16) e Portogallo (11), sarà impegnata all'LFF Stadionas di Vilnius proprio contro la squadra baltica, fanalino di coda del girone con un solo punto. Il terzino giallorosso, con la fascia di capitano al braccio, sarà schierato nella formazione titolare del ct Ljubiša Tumbaković.
Roma Femminile, Giugliano: "Le cose stanno cambiando, non mi aspettavo così tante persone a vedere la nostra partita con l’Empoli"
Manuela Giugliano, giocatrice della Roma Femminile, è intervenuta oggi ai microfoni di Radio Rai. Queste le sue parole:
"A Roma mi trovo bene, l’ambiente è sereno e tranquillo, la gente del sud è fantastica, l’aria e positiva e si sta bene. La mia famiglia è di origini napoletane, ma sono nata e cresciuta a Treviso. Il calcio femminile è molto simile al maschile: si prendono le botte, e ci sono i contrasti perché la fase difensiva è molto importante. C’è stato un cambiamento nel seguito del calcio femminile: non mi aspettavo così tante persone a vedere la nostra partita con l’Empoli, e col Milan il Tre Fontane era pieno. Mi fermano molte persone, non me lo aspettavo. Sono cresciuti anche i follower sui social. Nella Roma non c’è un bomber in particolare, segniamo tutte con frequenza: è difficile trovare una squadra come noi. Con l’Empoli, ad esempio, hanno segnato 4 giocatrici diverse. La Juventus resta la più forte sulla carta, ma alla fine decide sempre il campo. Non siamo ancora professioniste, ma si sta muovendo qualcosa, dobbiamo dimostrarlo noi sul campo: vogliamo una parità con i nostri colleghi uomini".
Sulla sua vita.
"Ho sempre detto alla mia famiglia che volevo giocare a calcio, ho iniziato con i maschi e venivo presa in giro perché non era uno sport per donne. Fino a 14 ho giocato con i maschi, poi sono andata a giocare con le donne. Mamma era un po’ contraria, infatti mi ha mandato a giocare a pallavolo, ma giocavo con i piedi. A Treviso giocavo col Barcon, squadra di Serie C, poi sono andata al Pordenone in A. Ho debuttato in A 15 anni, e non ho più smesso. Ho cambiato tante squadre, tante città e anche scuole. Sono arrivata al quinto superiore e non ho finito il percorso di studi, ma voglio prendere il diploma. Non ho accettato offerte dall'estero perché in questo momento non sarebbe giusto: credo in questo movimento e credo che non sia un segnale positivo per le bambine che mi hanno come esempio: vedermi andar via dall'Italia e non aiutare il movimento italiano non sarebbe bello. Ci sono molte bambine che vengono a vederci, cosa che prima non avveniva. Consigli? La prima cosa è credere nel proprio sogno, e seguire la passione che ti spinge ad arrivare in alto: credo che ognuno possa arrivare in alto con questi stimoli. Dopo la carriera da giocatrice ad oggi non abbiamo un lavoro fisso, bisognerà trovare un'occupazione. Mi piacerebbe restare nel mondo del calcio: potrei fare l'allenatrice dei bambini. Sono stata a Madrid a 17 anni: mi aveva preso l'Atletico ma non mi sentivo pronta ad un'esperienza del genere, cambiare abitudini e tradizioni era troppo grande per la mia realtà, ho auto un po’ di timore. Occasione sprecata? Quel giorno avrei detto sì, ma oggi credo che con il lavoro potrei arrivare ovunque. Da piccola il mio idolo era Del Piero, ed il secondo Pirlo, che ho avuto il piacere di incontrare e che mi ha fatto i complimenti per il Mondiale".
Sul mondiale.
"L’Olanda è stata più forti di noi sul punto fisico, ma tatticamente eravamo sullo stesso livello. Gli Stati Uniti invece sono i più forti su ogni aspetto, noi siamo un passetto indietro. In Europa, Francia, Spagna e Germania sono quelle che potrebbero tenere testa agli USA, hanno i campionati migliori. I momenti più belli del Mondiale? Il gol di Bonansea a fine partita con l’Australia, il cerchio finale dopo aver perso con l’Olanda e l’assist che ho fatto alla Galli con la Giamaica: partenza da dietro, passaggio a Cernoia, io mi sono inserita sulla trequarti, ho visto l’imbucata e ho servito la compagna. C’è un gruppo whatsapp tra di noi chiamato Francia 2019. La macarena? È nata dalle “vip” della squadra: era un balletto scaramantico che ci ha portato bene. Prima del Mondiale abbiamo fatto un mese di preparazione a Coverciano e poi un mese fuori. Non volevamo più tornare a casa, ma poi il ritorno fa sempre piacere. Siamo state bene ed è stato brutto salutarci. Non è facile affrontare in campionato le avversarie che conosci in Nazionale, in campo si gioca forte e si entra in contrasto, sempre con rispetto: poi, fuori, torna tutto normale".
Sulla Roma.
"Gesto scaramantico? Ce l'ho ma non lo dico. Il lunedì ci alleniamo alle 14:30, facciamo parte fisica e aerobica. Se giochiamo domenica il lunedì è libero. Alimentazione? Noi siamo fortunate, al centro sportivo abbiamo la mensa dedicata a noi. A cena di solito mangiamo un secondo, ci segue il nutrizionista, abbiamo un solo pasto libero a settimana. Fidanzato? È il pallone, mi dedico a lui. Con coach Bavagnoli ci prepariamo bene in settimana per le cose da portare in partita. Lei ci dà un mano per capire dove migliore tatticamente e noi lavoriamo sulla tecnica. Le punizioni sono la cosa che mi vengono meglio: da piccola copiavo Pirlo. Di solito sono io che vado a prendermi la palla per calciare. Sui luoghi comuni sul calcio femminile la penso così: non ci devono essere differenze, siamo preparate come gli uomini, possiamo reggere le stesse grandezze di campo e porta".
Pallotta accelera. Risorse, sponsor e nuovo stadio
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Il vertice dirigenziale della Roma andato in scena a Boston tra il presidente James Pallotta, il ceo Guido Fienga ed il direttore commerciale Francesco Calvo è stato soddisfacente. Si è messo a punto l'aumento di capitale per 150 milioni di euro, e si è fatto il quadro dei ricavi in arrivo tenendo conto dei mancati introiti della Champions League. Si parte con un 'rosso' di 24,9 milioni di euro ed un calo di circa 18. Si è sempre alla ricerca di nuovi sponsor: la Roma ha già trovato una partnership regionale con l'asiatica Awcbet.com, ma non sarà l'unica. Le spese complessive del club ammontano al momento a 264,5 milioni di euro, e solo quelle relative al personale sono di 184,4. Nel prossimo esercizio i quadri dirigenziali vorrebbero abbatterle del 20% circa.
Fronte stadio: la bozza della Convenzione Urbanistica perverrà alla Roma nei primi giorni della prossima settimana. Se risulterà conveniente per il club giallorosso, l'amministrazione dovrà assumersi la responsabilità politica di portarla in aula per la votazione. Questa, se avesse esito negativo, costituirebbe il presupposto per un'azione legale risarcitoria. Ipotesi, al momento, remota, che aprirebbe lo scenario di uno stadio a Fiumicino.
La Roma su Hysaj: tentativo a gennaio, altrimenti in estate
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Non sorprende che la Roma, in attesa del mercato che verrà, lavori già su un doppio fronte: la cessione dei giocatori dati in prestito in estate per creare un tesoretto e poi, contestualmente, l’individuazione di alcuni profili utili. In questo senso, il primo nome sul taccuino del ds Petrachi da tempo è quello di Elseid Hysaj. A confermarlo, infatti, solo pochi giorni fa è stato il suo agente Mario Giuffredi. «Probabile che il ragazzo possa andare via dal Napoli - ha detto a Rete Sport -. Ha un contratto in scadenza nel 2021 ma a gennaio potrebbe accadere. La Roma è una situazione gradita, se non la prima. La valutazione del Napoli è di 25-30 milioni, ma più passa il tempo e più si svaluterà». (...) Occorre che si verifichino un paio di situazioni alternative. La prima potrebbe essere quella di un ritorno alla base di Zappacosta, dopo il grave infortunio al ginocchio subito un paio di settimane fa. (...) La seconda soluzione sarebbe quella di cedere a gennaio Santon, autore peraltro di buone prestazioni.
(...) Occhio ai prestiti giallorossi. Tre di questi infatti - Olsen, Nzonzi e Karsdorp - si stanno ben comportando e il riscatto non è affatto impossibile, dando ai giallorossi un potenziale tesoretto (senza minusvalenze) di una trentina di milioni. (...) Ma c’è una brutta notizia, quella che viene dal Lipsia, dove Schick non riesce a ingranare. Se il trend venisse confermato, possibile che l’attaccante ceco torni alla base. Ma la stagione è ancora lunga. Spazio per le resurrezioni e innamoramenti, ce n’è senz’altro.
Veretout, regia da oscar per la Roma e... la Francia
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Non rientrando nel giro della sua Nazionale è rimasto a Roma, per la pausa del campionato, Jordan Veretout: Fonseca se lo tiene stretto, viste anche le defezioni di Diawara e Pellegrini, senza contare la chiamata in azzurro per Bryan Cristante. Dopo un inizio difficile a causa di un problema fisico, l'ex Fiorentina è ora al top della forma, e dalla partita contro il Sassuolo, in campionato non ha saltato nemmeno un minuto. Non ha sempre garantito prestazioni da incorniciare ma, ad esempio, ha dato il la alla vittoria contro il Bologna. Nella scorsa stagione è stato il centrocampista con il maggior numero di passaggi chiave effettuati dopo Pjanic. Fonseca gli chiede linee di passaggio verticali ed un lavoro di corsa 'box to box'. Obiettivi a medio termine: giocare la Champions e guadagnarsi la maglia della Nazionale francese.
La Roma si trasforma per Kalinic
IL MESSAGGERO - CARINA - Sinora Dzeko è stato indispensabile. Lo si è visto a Graz, quando Fonseca ha voluto concedergli un turno di riposo. Adesso, gioco-forza, sarà costretto a farne a meno di nuovo. L'indicazione post-operatoria trapelata da Villa Stuart è chiara: out con la Sampdoria e possibilmente anche giovedì all'Olimpico contro il Monchegladbach per poi tornare a disposizione contro il Milan. Scocca dunque l'ora di Kalinic, che sta usufruendo della sosta per continuare ad allenarsi (non convocato dalla Croazia per una lite risalente al pre-Mondiale). Per il croato, 30 minuti disputati in campionato e 106 minuti in Europa League (16 con il Basaksehir e 90 contro il Wolfsberger), senza lasciare il segno anche se contro il Cagliari, prima della sosta, c'è andato molto vicino. Una spinta galeotta (al netto del disastro di Massa nel certificare la sanzione) lo ha privato del primo acuto in giallorosso. Tocca a lui non far rimpiangere almeno per un paio di partite Edin.
COSA CAMBIA - Non sarà semplice. E non solo perché il bosniaco è l'attaccante che in serie A gioca più palloni all'interno dell'area avversaria e ha già segnato 5 reti in 8 gare. La Roma con l'ex City è infatti abituata ad avere un attaccante che sa sdoppiarsi nel ruolo di rifinitore e di finalizzatore. Basta analizzare l'heatmap (la mappa che mostra la posizione dei palloni giocati dai calciatori durante le gare, rilasciata da Opta) di Dzeko per capire l'ampio raggio della sua azione con una prerogativa: anche quando si abbassa, Edin lo fa sempre guardando la porta avversaria. Kalinic è diverso. Anche lui ha il fisico per reggere l'urto con i difensori centrali, la voglia di sacrificarsi e la qualità per smistare i palloni come il più classico attaccante di manovra, ma lo fa in modo differente. In primis giocando spesso spalle alla porta. E questo fa sì che la manovra inevitabilmente necessiti di modifiche, magari sfruttando maggiormente gli inserimenti dei centrocampisti. Quello nel quale il croato eccelle, è il tempismo nei movimenti in profondità: Nikola è a suo agio tra le linee e dispone, tra l'altro, di una buona tecnica nello stretto. Negli anni però sembra aver perso un po' di killer instict che in realtà al di là della seconda stagione a Firenze - 15 reti - non ha mai avuto. Otto gol tra Milan e Atletico Madrid nelle ultime due stagioni ne sono la dimostrazione. E gli errori a tu per tu con il portiere avversario sia contro il Basaksehir che con l'Atalanta, al momento non hanno cambiato il trend. Alla Sampdoria ha già segnato: era l'8 novembre del 2015 e il suo gol , proprio al Ferraris', chiuse i conti per il 2-0 dei viola. Quattro anni dopo, tocca di nuovo a lui. Fonseca ci conta.
Totti e Tare: un "derby" in Nazionale
IL MESSAGGERO - ANGELONI - Certo, fa uno strano effetto vedere Igli Tare insieme con Francesco Totti in tribuna allo stadio Olimpico. Dirigente della Lazio uno, ex della Roma l'altro. Tutti e due giocatori “romani” in passato, più remoto l’albanese, più recente Checco. Sono gomito a gomito, parlottano, sorridono, ammirano la cornice di pubblico che, nella partite dei giallorossi e dei biancocelesti, solitamente non si vede. Scrutano i loro giocatori, da Zaniolo a Immobile. Totti c'è ma non rappresenta più la Roma - almeno ufficialmente - ma lui il giallorosso ce l’ha dentro al di là del ruolo. Di sicuro Francesco resta parte integrante della storia dell'Italia, perché con quella maglia ha vinto un mondiale 13 anni fa e in un futuro potrebbe tornare in Figc, perora è solo testimonial- ambasciatore di Euro 2020 del Mondiale in Qatar. Totti all'Olimpico, non succedeva dalla partita di addio di De Rossi, 5 mesi fa. Poco sopra Tare e Totti, due giallorossi doc, Bruno Conti e Picchio De Sisti. Un passato glorioso in azzurro per entrambi.