Roma, esame da big contro la capolista
IL MESSAGGERO - TRANI - San Siro, ore 20,45: tocca all'Inter, da domenica nuova capolista del campionato, fare l'esame di maturità alla Roma. Che, in 14 gare del torneo, ha battuto solo le big decadute, il Milan ormai da anni e il Napoli dell'attuale stagione. Gli altri risultati in altalena: il pari sofferto contro la Lazio terza, il ko interno con l'Atalanta (adesso) sesta e il pari casalingo contro il Cagliari quarto (davanti ai giallorossi solo per la differenza reti: +1). Conte, rifiutata nella scorsa primavera l'offerta di Pallotta, pesa insomma il lavoro di Fonseca che, pur non essendo stato la prima scelta del management italiano della proprietà Usa, sta lasciando la sua impronta pure in serie A dopo aver festeggiato 7 titoli nei 3 anni in Ucraina con lo Shakhtar Donetsk. «È un onore se hanno parlato con lui e oggi il tecnico di questa squadra sono io» precisa il portoghese.
OLTRE L'EMERGENZA - La sfida, anche per il rendimento in rialzo della Roma (5 successi nelle ultime 6 partite), è da vertice. Entrambe le squadre, guardando al campionato scorso, hanno 8 punti in più. Non contano, dunque, i 9 che le separano in classifica. E, a sentire i diretti interessati, nemmeno chi è fuori per infortunio. L'allenatore nerazzurro non piange, e lo rimarca in pubblico, per le assenze. Gli mancano, oltre all'attaccante di lusso Sanchez, i centrocampisti azzurri Barella e Sensi. E Gagliardini. Nel bel mezzo del suo 3-5-2, userà i ricambi. Non sta messo meglio il collega giallorosso che, pur recuperando al fotofinish Dzeko (solo alla vigilia in campo dopo l'attacco influenzale), perde Fazio (risentimento all'adduttore: 22° infortunio stagionale) che si aggiunge a Zappacosta, Cristante, Pastore e Kluivert. Ma nemmeno il portoghese si lamenta. Anzi, avverte: «È il tipo di partita che noi vogliamo giocare. Contro queste squadre. Abbiamo la grande chance di dimostrare che siamo in un buon momento».
SHOW OFFENSIVO - «Daje bomber, copriti!». Dzeko sale sul treno a Termini, coccolato e protetto dalla sua gente. E da Fonseca che se lo tiene stretto: «È pronto, gioca». Davanti il portoghese vuole andare sul sicuro. È quindi la notte per ripresentare l'ex nerazzurro Zaniolo da esterno offensivo a destra e rilanciare Mkhitaryan, provato da centravanti (soluzione in corsa), sulla corsia sinistra (ballottaggio con Perotti). Scontate le 2 novità in attacco e probabile il ritorno di Spinazzola da terzino destro. Così Florenzi, il capitano, rischia di non avere nuovamente spazio dall'inizio, anche se fino all'ultimo si augura di essere preso in considerazione dal tecnico, dietro o avanti, dove i posti sono ancora in palio. Conte, invece, interviene forzatamente a centrocampo per sostituire Gagliardini: l'unico play disponibile è Borja Valero. Possibile anche il rientro di Biraghi sulla fascia sinistra. L'Inter da record (12 successi nelle prime 14 gare, mai successo nella storia nerazzurra: solo la Juve, in 4 tornei, ha contato fino a 13 in 15) è soprattutto Lautaro e Lukaku: l'attacco, da 10 match (Champions compresa), segna minimo 2 reti a partita. Merito del tandem e del collettivo (11° marcatori diversi in campionato, come la Roma e il Cagliari). I giallorossi, però, sanno che proprio a San Siro la capolista si è già fermata (ha perso punti solo in casa), cadendo contro i campioni d'Italia e pareggiando con il Parma. Fonseca anticipa alla platea il menù per la serata di gala: «Useremo il solito nostro coraggio, ma anche il rigore difensivo».
«Black Friday»: giornalisti "daspati". Rappresaglia di Pallotta e del Milan
IL MESSAGGERO - CARINA - Nelle intenzioni voleva essere «un titolo innocente, peraltro perfettamente argomentato nell’articolo», come ha spiegato il direttore del Corriere dello Sport, Zazzaroni. S'è rivelato invece un boomerang. La Roma ha così deciso di condannare pubblicamente il titolo “Black Friday” (con le foto di Smalling e Lukaku), apparso ieri in prima pagina sul quotidiano, negando ai giornalisti che vi lavorano «l’accesso ai centri di allenamento per il resto dell'anno» e stabilendo che «i giocatori non svolgeranno alcuna attività mediatica con il giornale durante questo periodo».Il comunicato è stato congiunto: al club giallorosso s'è unito anche il Milan che adotterà la stessa disposizione per quanto riguarda le strutture rossonere. Non è un caso. Le due proprietà sono entrambe statunitensi e negli Usa la rigidità nell'affrontare determinate tematiche è netta.
IRA DEI GIOCATORI - Sulla vicenda sono intervenuti anche i calciatori interessati: «Quanto accaduto è sbagliato e insensibile. Spero che (...) si prendano le proprie responsabilità e capiscano il potere che hanno attraverso le parole e l'impatto che potrebbero avere», il giudizio di Smalling. Duro Lukaku: «Uno dei titoli più stupidi che abbia mai visto. Così si alimenta il razzismo».
Quegli intrecci diventati groviglio
IL MESSAGGERO - LIGUORI - Quella di stasera è una prova che va oltre la semplice partita, almeno per Paulo Fonseca. Perché di lui si dice molto bene in questi giorni a Roma e io non sono davvero il tipo di guastafeste che entra a piedi uniti per fare male. Mi limito ad osservare, come tutti, che il rientro di Pellegrini ha determinato un salto di qualità, ma Lorenzo era già fonte del gioco, quando si è fatto male al piede. Ora, Fonseca è chiamato a dimostrare, contro la prima in classifica, che è capace di imporre il suo gioco a chiunque.
Scrivono (anche a sproposito) che il tema della serata sarà lo scontro tra due amici e colleghi allo United, Lukaku e Smailing, ma non è così. Molto più protagonisti altri due in campo: Conte, che era desiderato e rifiutò la Roma e voleva ad ogni costo Dzeko. che sembrava già nerazzurro ed è stato fino ad oggi pilastro e capitano giallorosso. E quel Nicolò Zaniolo che arrivò alla Roma come conguaglio nella cessione di Nainggolan. Una serie di intrecci, un groviglio senza fine che rende la partita molto interessante, anche alla luce della classifica delle due squadre.
Conferenza stampa, Fonseca: "Perotti e Mkhitaryan? Sono entrambi in buona condizione fisica, sono pronti per giocare"
VIRGINIA RIFILATO - Paulo Fonseca, dopo la rifinitura di stamattina, ha rilasciato alcune dichiarazioni alla conferenza stampa di rito (in vista di Inter-Roma domani alle 20:45) tenutasi alle 13:45 . Alle 16:00 la partenza della squadra giallorossa in treno da Termini per Milano. Queste le sue dichiarazioni:
Dopo due giorni di influenza Dzeko ha svolto individuale, come sta? È pronto per giocare?
"Sì, si è allenato con noi, non si è allenato per diversi giorni. Oggi si è allenato con noi ed è pronto per giocare. Ma oggi non voglio parlare di chi giocherà."
Quale caratteristiche teme della squadra di Conte?
"È un grande allenatore, molto bravo. L’Inter è in un grande momento, ha un’idea di gioco molto caratteristica. Ha lavorato molto bene l’idea di Conte, sono in un gran momento e sarà una partita molto difficile."
Un aggiornamento su Kluivert e poi per lei chi è più in condizione tra Perotti e Mkhitaryan?
"Chi deve giocare domani? Sono entrambi in buona condizione fisica, sono pronti per giocare. Kluivert ha fatto gli esami e sono negativi, non ha nessun problema ma ha fastidio e non giocherà."
Santon ha dato risposte positive, può giocare tre partite in una settimana?
"Sta giocando molto bene, ha fatto due partite molto buone. Può giocare tre partite consecutive, ma in quella posizione abbiamo Santon, Spinazzola e Florenzi. Uno giocherà."
L’Inter gioca contro una difesa a tre, che ha dato difficoltà alla Roma.
"Le difficoltà sono tante, l’Inter è forte in tutti i momenti di gioco. Iniziano la costruzione con tre, ma hanno una dinamica molto interessante. Abbiamo giocato molte volte contro tre centrali, non è una cosa nuova per noi."
Venerdì Inter-Roma, sabato Lazio-Juve. C’è una possibilità di inserirsi in un discorso più importante di classifica?
"L’unica possibilità che vedo è giocare contro una squadra molto forte. Dico sempre le stesse cose, ma è la verità. La cosa più importante è la partita contro l’Inter domani, non voglio sapere cosa può succedere nelle altre partite."
Dal punto di vista personale, contro la prima in classifica contro uno dei prime cinque allenatori al mondo sarà un esame importante anche per lei? Sarebbe definitivamente consacrato?
"È il tipo di partita che noi vogliamo giocare, contro queste squadre. Per me è una grande opportunità per la nostra squadra di dimostrare che siamo in un buon momento, è un’opportunità per noi. Dal punto di vista personale no, è vero che giochiamo contro una delle migliori squadre italiane in un grande stadio con tanti tifosi, ma non è speciale per me."
Dzeko è pronto per giocare o giocherà? Florenzi l’ha citato come alternativa, lo è anche per il posto di Kluivert? Si sente di ringraziare Conte per aver rifiutato la panchina della Roma?
"Sì, lo è anche per Kluivert. Dzeko? Non giocherà domani (ride, ndc). Su Conte non parlo del passato, ma per me è un onore se hanno parlato di Conte per la Roma e oggi sono io qui ad allenare."
Acquirente per Eurnova, stadio più vicino
IL TEMPO - MAGLIARO - Mentre appare sempre più prossimo l’arrivo di Friedkin nella compagine societaria della As Roma, anche per l’altro pilastro dell’affaire Stadio di Tor di Valle, la Eurnova di Luca Parnasi, sembra approssimarsi un cambiamento nella proprietà. Ormai non si tratta più solo delle voci già anticipate da Milano Finanza e Il Sole 24 Ore, ma per il nuovo proprietario di Eurnova siamo alla stretta finale: a rilevarla dovrebbe essere Radovan Vitek, immobiliarista nato a Brno nella Repubblica Ceca, e azionista di maggioranza della CPI Property Group - con un patrimonio, stimato da da Forbes, in 3,4 miliardi di dollari, 617esimo posto nella classifica degli uomini più ricchi del pianeta. In casa giallorossa si vede con favore l'eventuale ingresso di Vitek. Gli accordi iniziali fra la As Roma e Eurnova prevede vano una sorta di «spartizione» dell’investimento: l’area sportiva (Stadio e Nuova Trigoria più le pertinenze) e quella commerciale per la Roma. A Eurnova il Business Park. La successiva crisi di liquidità di Eurnova e i problemi con la giustizia del suo proprietario, Parnasi, avevano spinto la Roma a prepararsi ad acquistare, per circa 110 milioni, l’intero pacchetto cioè tutti i terreni e la globalità del progetto. Se Vitek realmente rilevasse Eurnova quindi sarebbe un bel risparmio per le casse della Roma. Paradossalmente, quindi, mentre proseguono le trattative tecniche sul testo della Convenzione, con la segreta speranza di chiudere l'accordo entro fine anno, sia la Roma che Eurnova potrebbero cambiare assetti societari proprio alla fine di questo lungo percorso. Anche se in Campidoglio, versante politico, i 5 Stelle sperano di continuare a classificare come «caso freddo» il dossier Stadio sperando di non doversene occupare in tempi brevi per non aumentare i problemi della disastrata Amministrazione Raggi ormai al crepuscolo.
Fienga sentito per 90 minuti in Procura
IL TEMPO - BIAFORA - Continuano le indagini sul caso Petrachi. Ieri la Procura Federale ha ascoltato in qualità di testimoni l’ad della Roma Fienga e il segretario generale Longo sulle presunte irregolarità commesse dal dirigente salentino, a rischio deferimento e squalifica per aver iniziato a lavorare con il club di Pallotta quando era ancora sotto contratto con il Torino. La Procura la scorsa settimana ha chiesto la proroga delle indagini e, su richiesta dell'avvocato Conte, difensore della Roma, ha svolto un’audizione ai due teste, dopo quella andata in scena il 21 ottobre con lo stesso Petrachi. Fienga è stato interrogato per un'ora e mezza, mentre Longo, anche lui trasferitosi a Trigoria dal Toro, è stato sentito per mezz'ora: entrambi, rispondendo alle domande lunghe e articolate della Procura, hanno ribadito che la condotta di Petrachi è stata conforme ai regolamenti. Intanto stamattina, sempre a via Campania, sarà ascoltato Calvo, Coo della Roma, in merito ai cori razzisti effettuati dai tifosi giallorossi nei confronti di Vieira della Sampdoria. Il dirigente spiegherà come vengono gestiti i tifosi in trasferta, ricordando che il club, sempre in prima linea
contro il razzismo, già si è messo a disposizione per individuare i responsabili.
Zaniolo vuole punire l'Inter
IL TEMPO - BIAFORA - Continuare a mettere il dito in una piaga formatasi il 26 giugno del 2018. Domani sera Nicolò Zaniolo tornerà ad essere il padrone della fascia destra dell’attacco della Roma e lo farà contro la squadra che lo ha trattato come una semplice pedina di scambio per arrivare a Nainggolan, un calciatore scaricato al Cagliari dopo appena una stagione. Un anno e mezzo fa il classe 1999 si è trasferito alla Roma - in compagnia di Santon, in lizza con Spinazzola e Florenzi per un posto da terzino - per un valore di 4,5 milioni, a cui aggiungere il 15% del prezzo di una futura rivendita da versare nelle casse dell'Inter. Il talento di Massa nel suo primo anno e mezzo in giallorosso ha dimostrato di essere uno dei migliori prospetti sul panorama mondiale: ha già collezionato 54 presenze condite da 11 reti, guadagnandosi anche la fiducia del ct dell’Italia Mancini, che lo ha mandato in campo in 5 occasioni e punta fortemente su di lui per l'Europeo. L'obiettivo di Zaniolo, al 100% della condizione fisica dopo aver saltato la squalifica, è quello di far rimpiangere ancora di più ai dirigenti dell'Inter la cessione, magari siglando il primo gol a San Siro con la Roma. Esattamente un anno fa Zaniolo ha affrontato per la prima volta (all'Olimpico) la squadra del suo passato, sfoderando una prestazione più che buona, guadagnandosi anche un netto rigore non fischiato da Rocchi. Nella gara di ritorno il numero 22 era invece partito dalla panchina, non lasciando molte tracce nel subentrare ad Under. L’auspicio di Fonseca è che ritrovi la sua
vena realizzativa - Zaniolo con la Roma non segna dal match con il Napoli - in modo da rovinare la festa per il primato a Conte e i suoi. Nel frattempo dai campi di Trigoria non è arrivata alcuna buona notizia per Fonseca. Kluivert ha continuato a lavorare a parte (individuale anche per Pastore e Fazio) tra fisioterapia e piscina per smaltire in tempi record il versamento presente sul flessore: al massimo andrà in panchina. Al suo posto si contendono una maglia Perotti e Mkhitaryan. La situazione più delicata riguarda Dzeko, ancora una volta assente per l'influenza. Se martedì c’era un’ampia fiducia sulla presenza del bosniaco dal primo minuto, ieri tra lo staff giallorosso si è iniziato a diffondere un leggero pessimismo. Sarà fondamentale la rifinitura odierna, allenamento in
cui Fonseca, che ha il solo Kalinic come alternativa, dovrà prendere una decisione prima della partenza delle 16 verso la Lombardia. Intanto Veretout, intervistato da Sky Sport, promette battaglia ai nerazzurti: «Abbiamo vinto tre partite di fila e andiamo a Milano per fare una grande prestazione».
Ma ora Edin tiene in ansia Fonseca
LEGGO - La grande febbre del venerdì sera preoccupa la Roma e Fonseca. Stiamo parlando dell’influenza di Dzeko che nemme- no ieri si è allena- to a causa dello sta- to febbrile che lo ha colpito da un paio di giorni e che ne mette in dubbio la presenza domani contro l’In- ter. Trapela co- munque ottimi- smo da Trigoria. Già oggi il bosnia- co dovrebbe torna- re in gruppo per la rifinitura. In caso di assenza è proba- bile lo spostamen- to di Zaniolo al centro dell’attacco con Perotti e Mkhi- taryan sulle fasce. In difesa dovrebbe tornare Spinazzola mentre al centro sarà confermata la coppia Smal- ling-Mancini. Infi- ne una nota sul fu- turo societario: Friedkin e Pallotta tratteranno a bre- ve negli Usa di per- sona. Il passaggio della maggioranza delle quote del club potrebbe avve- nire già a gennaio a prescindere dalla questione stadio. A proposito: l’im- prenditore immo- biliare ceco Vitek è pronto a rilevare il debito di Eurnova con Unicredit.
Branca: «Attenta Roma: Conte non sbaglia i big match»
LEGGO - BALZANI - Sono tanti i giocatori che hanno preso la strada da Roma a Milano e viceversa. Il caso più emblematico è quello di Marco Branca rimasto nella capitale appena sei mesi prima di entrare nello scambio (vincente) con Delvecchio nel 1995. L'ex attaccante segnerà 25 gol in 69 partite in maglia nerazzura e a fine carriera ricoprirà per anni il ruolo di responsabile dell'area tecnica.
«Il cuore dice più Inter, ma sarà un gran match tra due allenatori molto preparati. Può uscire qualsiasi risultato anche se Conte difficilmente fallisce partite del genere», le parole di Branca in vista di Inter-Roma di domani sera a Trs. «Non sono sorpreso dal primo posto dall'Inter. E' nelle caratteristiche di Conte tirare fuori il massimo dai giocatori e dall'ambiente. Auguro che possano mantenere questo ritmo fino alla fine del campionato anche per rompere il monopolio Juve. Mi aspettavo pure il Napoli nella corsa, ma poi è successo quello che sappiamo. Loro come l'Inter post triplete? Sì, ma noi avevamo vinto 15 titoli. Per quanto riguarda la Roma c'è un feeling molto alto dell'allenatore e i risultati si vedono. E' già a metà dell'opera. Fonseca ha idee chiare ed è molto diretto. Cerca di fare un gioco coraggioso come dicono i giocatori della Roma». Sulla leggerezza nel cedere Zaniolo da parte dell'Inter: «Un bravo ds deve avere la capacità di intravedere quello che non si vede con continuità, è una caratteristica e capacità che deve avere nella costruzione della squadra». Ergo: è stato un grave errore. Infine su Ibra e Mourinho: «Zlatan è un cavallo pazzo, attenzione a darlo per certo a Milan o Bologna. Josè ha fatto bene a scegliere il Tottenham».
Dzeko e Zaniolo stelle della nuova Roma. E l'Inter in un anno li ha persi entrambi
LEGGO - BALZANI - Quattro milioni e mezzo. Oggi, forse, non basterebbero nemmeno a pagare la commissione ai suoi procuratori. La Roma domani sera sfoggerà a San Siro l'ultimo regalo dell'Inter: Nicolò Zaniolo. Uno dei talenti più luminosi del panorama internazionale, infatti, appena 16 mesi fa era ancora un giocatore nerazzuro. O meglio della Primavera nerazzura visto che Spalletti decise di non impiegarlo mai in prima squadra. Ironia della sorte i protagonisti della sera di San Siro saranno proprio i due bocciati Lautaro e Zaniolo. Ancora peggio faranno i dirigenti che in estate lo metteranno nel pacchetto per acquistare Nainggolan poi svenduto pure lui al Cagliari. Oggi Zaniolo vale almeno venti volte di più, giocherà l'Europeo da protagonista e in meno di un anno e mezzo ha messo a segno 13 gol tra i professionisti compresa la doppietta all'esordio in azzurro. E a Conte avrebbe fatto comodo nella corsa allo scudetto alla Juve che passa proprio per la sfida all'ex gioiello. Così come avrebbe fatto comodo Dzeko, pure lui snobbato da Marotta nonostante l'apertura della Roma. Come ha confidato (maldestramente) Petrachi, infatti, l'Inter poteva prendere il bosniaco a luglio presentando un'offerta di soli 18 milioni. Il club nerazzuro la riteneva una spesa eccessiva per un 33 enne anche se Conte la pensava in modo decisamente diverso. Un atteggiamento che a Dzeko non è piaciuto. Qualche settimana dopo è arrivato il rinnovo con la Roma e la rinascita di Edin che (febbre permettendo) cercherà il suo primo gol a San Siro contro l'Inter. Zaniolo e Dzeko, quindi, proveranno a prendersi una bella rivincita e piegare il club dove avrebbero potuto giocare insieme.. Ma la storia è ricca di regali interisti alla Roma e di sòle (per dirla alla romana) rifilate, invece, dai giallorossi. Da Milano alla capitale sono passati per pochi milioni giocatori del calibro di Peirò, Prohaska, Delvecchio, Pizarro, Burdisso e Cristiano Zanetti (in prestito). Tre di loro hanno vinto uno scudetto, gli altri due lo hanno sfiorato.
Fienga difende Petrachi davanti alla Procura
IL MESSAGGERO - L’amministratore della Roma Guido Fienga ieri è stato ascoltato dalla Procura federale per il caso legato al direttore sportivo Gianluca Petrachi e la sua presunta collaborazione con il club di Pallotta mentre vestiva ancora i panni del dirigente del Torino. L’ad giallorosso ha portato avanti la tesi difensiva della Roma definendo una scivolone linguistico e un modo per accreditarsi davanti a una nuova realtà calcistica, la frase di Petrachi relativa a Dzeko: «Quando a maggio ho incontrato l’Inter per l’attaccante ho fatto il mio prezzo». Assieme a Fienga c’era anche Pantaleo Longo (ex segretario generale del Torino, ora alla Roma) e l’avvocato Antonio Conte.
ARCHIVIAZIONE LUNGA - I tempi per passare all’archiviazione erano scaduti lo scorso 29 novembre e la procura federale presieduta da Giuseppe Pecoraro, ha scelto di procedere con un supplemento di indagini che possono durare 30, 60 o 90 giorni. Un periodo che sarà segmentato in base alla disponibilità di chi dovrà essere
ascoltato. E tra le persone che potranno essere convocate per un’audizione c’è anche il dirigente dell’Inter Giuseppe Marotta, il pre- sidente del Torino Urbano Cairo e alcuni procuratori come quello di Dzeko ma anche di Greco e Bucri ceduti a titolo gratuito ai granata. I tempi per una risoluzione della questione, dunque, appaiono ancora lunghi. La decisione della Corte di Giustizia potrebbe arrivare anche al termine del mercato invernale lasciando libero il ds di poter operare serenamente.
Zaniolo, da Milano alla Capitale la strada (giusta) del successo
IL MESSAGGERO - CARINA - No, non può essere una partita come le altre. C'è qualcosa in più, soprattutto in ottica nerazzurra quando si parla di Zaniolo che somiglia molto a un'occasione perduta. Sia a livello d'immagine per il colosso Suning che in campo per Conte, suo grande estimatore. Ma è un rimpianto, quasi a senso unico. Perché chi conosce bene Nicolò, assicura come il ragazzo stia vivendo l'avvicinamento alla gara di domani con grande serenità. Non è mosso da chissà quali rivincite. I numeri del resto, parlano per lui: a 20 anni e 126 giorni (al 2 novembre, giorno dell'ultima rete al Napoli) ha già segnato 11 gol in giallorosso. Meglio di lui soltanto Totti e Amadei, non gli ultimi arrivati. Cresciuto con il mito di Kakà, Zaniolo sta trovando spazio, conferme e consensi come esterno destro nel 4-2-3-1. Ruolo che inizialmente non digeriva, perché si vedeva trequartista. Gli sono bastate poche gare, però, per rendersi conto che Di Francesco non sbagliava. Anche con Fonseca, dopo il derby, è stato spostato in questa posizione più defilata ma comunque centrale nel gioco del portoghese. Nicolò può così sfruttare la sua fisicità: dirompente, imprendibile, quando riesce a prendere velocità.
UN CAPELLO POLEMICO - E letale, in questa stagione, anche nel gioco aereo: il gol di testa (al Moenchengladbach) arricchisce un bagaglio tecnico che già può vantare un tiro dalla distanza non indifferente. Per informazioni chiedere a Meret ma anche a Strakosha, salvato nell'ultima stracittadina soltanto da due clamorosi pali. Una crescita costante che ha fatto cambiare idea anche a Capello. Da che Esposito «non doveva prendere la stessa strada» di Zaniolo, ora per l'ex tecnico di Roma, Milan, Real Madrid e Juventus s'è trasformato «nel miglior talento italiano». Domani Nicolò torna a San Siro. Lo scorso anno Ranieri gli preferì Under. Subentrato nella ripresa, non giocò una grande partita. Era un periodo complicato: dopo la doppietta al Porto era arrivato l'esonero di Eusebio al quale s'era sommato lo scarso feeling con il tecnico di San Saba. Anche l'estate caratterizzata dai rumors di mercato non lo aveva aiutato. È bastato saper attendere. Merito di Fonseca, bravo a non caricarlo di pressioni all'inizio, affidandosi poi alle sue qualità quando ha capito che il ragazzo era pronto. Anche per lasciare il segno domani.