Non solo l’Olimpico: è maxi allerta. Piano sicurezza con 1.500 agenti
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Sarà un derby da 50mila spettatori. Già da ieri sera è scattata la massima allerta. Il rischio incidenti è altissimo. Si teme anche l’arrivo nella Capitale di ultrà stranieri gemellati con i tifosi della Lazio e della Roma. Aeroporti e stazioni ferroviarie presidiate dalle forze dell’ordine. Circa 1.500 gli agenti in servizio non solo nella zona dell’Olimpico (…).L’allarme sul derby è scattato pure per le tensioni tra gli ultrà laziali e la Questura per il divieto (in parte poi revocato) di un funerale pubblico per il capo degli Irriducibili Fabrizio Piscitelli, ucciso il 7 agosto.
Due aree diverse di afflusso allo stadio: per la tifoseria laziale dalla zona di Ponte Milvio, per quella romanista da piazzale Clodio. Aree di parcheggio separate: ai supporter biancocelesti quella tra viale XVII Olimpiade e Tor di Quinto; ai giallorossi, quella di piazzale Clodio. Traffico limitato verso l’Olimpico (l’apertura dei cancelli potrebbe essere anticipata alle 15): le principali chiusure riguardano i lungotevere Cadorna, della Vittoria, Oberdan e Diaz, Ponte Duca d’Aosta e viale di Tor di Quinto. E poi, piazzale di Ponte Milvio, via dei Robilant e viale Antonino di San Giuliano.
L’esordio di Fonseca: «Sarà speciale». E aspetta Kalinic
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Qualche giorno fa Paulo Fonseca si è regalato una lunga passeggiata in centro con tappa finale a San Pietro. Magari avrà chiesto un aiuto dall’alto, invece voleva soltanto vivere il cuore della città a pochi giorni dal derby. «So che è una partita speciale, anche se vale tre punti – dice – . Te lo fanno capire i tifosi quando li incontri per strada». Tifosi generalmente contenti anche per l’ultimo colpo, visto che – a meno di colpi di scena - oggi Kalinic dovrebbe sbarcare a Roma per sostituire Schick, in partenza per il Lipsia con la formula del prestito biennale (a 5 milioni) più riscatto obbligatorio (con clausole) per 20 milioni. Ma Fonseca ora ha la testa al derby. La seconda conferenza della sua stagione è stata diversa rispetto alla prima: nessuna indicazione di formazione, se non quel «Florenzi potrebbe giocare avanti» che è quello che più o meno tutti si aspettavano (…). L’unica certezza è che Smalling è stato convocato. «Ha quella rapidità ed esperienza che ci mancavano», ha aggiunto l’allenatore. Adesso starà a lui plasmarlo, insieme ad una difesa che con il Genoa ha ballato. «Ma la colpa non è di uno solo, è di tutti. In particolare mia, che sono il responsabile» (…).
Non si ferma il mercato della Roma. In uscita Gonalons, che andrà in prestito con riscatto obbligatorio (per 5 milioni) al Granada, e Santon, che si cerca di convincere ad andare alla Spal. Niente da fare per Bianda, che ha rifiutato una destinazione turca.Tutta l’attenzione, perciò, resta su Vital, 21 anni, esterno (e trequartista) del Corinthians (ma il 15% del suo cartellino è anche del manager e del Vasco). La richiesta è 10 milioni, la Roma non vuole spendere più di 7-8(formula prestito e riscatto: più alto se col diritto, più basso con l’obbligo). Se tutto andrà bene, il ragazzo partirà oggi per fare le visite. Da segnalare che è stato offerto anche Idrissi dell’Az, anche lui al prezzo di 10 milioni.
Rudi Garcia: «Essere uno straniero aiuta a fare meglio. Trovai macerie e poi…»
LA GAZZETTA DELLO SPORT - GASPORT - L’uomo che riportò la chiesa al centro del villaggio vive giorni inconsueti. Mare, famiglia e il calcio visto in tv. Incerti della vita dell’allenatore, che Rudi Garcia racconta col sorriso di chi conosce il mondo. Ma c’è il derby di Roma in arrivo e allora il passato – che lo racconta come uno mai sconfitto nella Stracittadina (3 vittorie e 2 pareggi) – torna a palpitare.
Fonseca: è un vantaggio vivere il derby da straniero?
«Penso di sì. Quando sono arrivato ho capito da due romanisti come Totti e De Rossi come si vivesse. Parlando con loro si capiva come il passato fosse un peso e questo, a volte, può far perdere di lucidità. Ecco, io non avevo quella zavorra. Ma a Fonseca non servono consigli. Lo conosco, è bravo. E poi sa che un derby non si gioca, si vince».
La prima Stracittadina per lei fu l’apoteosi: 22 settembre 2013, 4a giornata, 2-0 e spettri del k.o. nella finale di Coppa Italia cancellati, almeno in parte. Come visse la vigilia?
«Ero arrivato su delle macerie psicologiche. Ricordo che quando uscì il calendario ero in stanza con i dirigenti che erano disperati per quel derby che arrivava così presto, invece io dissi che era una chance per cancellare il passato e ripartire. Credo che questo possa valere anche per Fonseca: se le cose andranno bene, si potrà fare gruppo e rilanciare la stagione».
Ora quali possono essere i giocatori decisivi?
«Non ci sono favoriti. Vedendo la partita col Genoa, ho capito che c’era bisogno di rinforzi in difesa e Smalling può essere l’acquisto giusto. Gli attacchi possono essere decisivi. Io però punto molto su Pellegrini».
Come ha vissuto da lontano l’addio di Totti e De Rossi?
«Ho sofferto davanti alla tv. Nella vita tutto finisce, ma conta anche il modo».
Delio Rossi dà le nomination: «Correa e Florenzi»
LA GAZZETTA DELLO SPORT - La certezza di Delio Rossi: «Il derby del’Olimpico non è una sfida come le altre. Facile dire che dà massimo tre punti. Non è così: se lo vinci, avrai tanto anche come autostima, ma se lo perdi, ti toglie molto e ti porta problemi nell’ambiente». Quattro stagioni alla guida della Lazio, dal 2005 al 2009. A Roma il tecnico romagnolo ha affrontato otto stracittadine, con un bilancio in perfetto equilibrio: due vittorie, tre pareggi e due sconfitte.
Che derby si aspetta?
«Una sfida che come sempre sfuggirà a ogni pronostico. Conta molto scendere in campo con la giusta tensione. Sarà un derby anomalo visto che si disputa alla seconda giornata di campionato: una situazione che probabilmente escluderà certi calcoli tattici. Ne trarrà vantaggio lo spettacolo, ma andrà considerato che le due squadre non possono essere già al 100% ».
Come si presentano Lazio e Roma al primo faccia a faccia stagionale?
«La squadra di Inzaghi ci arriva meglio: è più rodata, ha subito meno cambiamenti con alcuni innesti per rendere più omogeneo l’organico. La formazione di Fonseca è ancora un cantiere dopo una nuova rivoluzione che ha mutato la guida tecnica. E col Genoa sono emersi alcuni problemi in fase difensiva. A livello individuale, la Roma mi sembra inferiore alla Lazio».
Chi sarà l’uomo derby?
«Spesso emerge chi non ti aspetti. Quindi, oltre ai vari Milinkovic, Dzeko e Immobile, punterei su Florenzi. Da romano, romanista e nuovo capitano si esalterà. Sull’altro fronte Correa col suo gioco tra le linee potrà dare molto fastidio alla Roma. È cresciuto tanto: lo vedo come rivelazione della Lazio visto che sta anche segnando».
Zaniolo andrà al top?
«Ha già mostrato le sue grandi qualità. Lo scorso anno gli è mancata la continuità dopo un grande inizio. Come fisico e tecnica, può diventare devastante».
Il derby come spareggio anticipato per la Champions?
«No, è troppo presto, Per quell’obiettivo vedo meglio la Lazio. La Roma se non verrà aggiustata in corsa farà fatica ad arrivare tra le prime quattro».
Caro Paulo, fidati: questa partita non la puoi perdere
IL MESSAGGERO - LIGUORI - Ahi Paulo, Paulo! Oggi puoi legittimare il tuo ingaggio, o incrinare la tua reputazione. Stai affrontando la giornata con serenità, anche se ti hanno detto che il derby è una partita fin troppo carica di significati, che il clima sarà feroce. Sai di affrontare un’avversaria più rodata, sai meglio di tutti di avere una squadra incompleta. Hai scelto la filosofia di De Gregori: non è dal particolare di un derby che si giudica un allenatore. Però, un allenatore deve mostrare coraggio, fantasia, fortuna e, nella As Roma, carattere verso la società. Ne abbiamo visto tanti in questi anni di gestione Pallotta. Non hanno vinto niente e non per colpa loro. Il tuo predecessore chiedeva giocatori per il 4-3-3 e gli compravano trequartisti. Tu avresti bisogno di Manolas e De Rossi per il 4-2-3-1 e non sono arrivati. Affronti una Lazio che ha vinto più trofei negli ultimi anni, però la Roma ha vinto la classifica delle plusvalenze. Ogni anno una: Marquinhos, Benatia, Pjanic, Paredes, Salah, Alisson, Nainggolan, Manolas, El Shaarawy. Tu non c’entri ma ricorda: questo derby non lo devi perdere. Fai leva su orgoglio e carattere.
Lazio-Roma ad alta tensione, sciopero a metà della Nord
IL MESSAGGERO - MARANI - Un derby ad alta tensione nel segno del Diablo. Degli Irriducibiliche ieri hanno mandato un messaggio chiaro e diretto al presidente Lotito e ai calciatori biancocelesti: «Gli #Irriducibili vietano ai giocatori della #Lazio di andare sotto la #CurvaNord per qualsiasi motivo». Perché? Sono sempre loro, lo zoccolo duro del tifo laziale, a spiegarlo via social: «La ragione sono le mancate condoglianze per la morte di #Diabolik da parte della Società e dei giocatori stessi». Uno sgarro che gli orfani di Fabrizio Piscitelli, il capo ultras morto ammazzato il 7 agosto per ragioni probabilmente legate al narcotraffico, non vogliono lasciare impunito. A modo loro. Insomma, a poche ore da Lazio-Roma (calcio di inizio alle 18, cancelli aperti già dalle 15) ad alzare l'asticella del termometro della tensione ci si mette anche questo diktat che, tradotto, vale a dire: guai per l'undici di Inzaghi ad avvicinarsi o esultare sotto la Nord. Potrebbe piovere di tutto, non solo fischi e slogan. Tensione che va ad inasprire altri fronti aperti di contestazione da parte degli ultras dopo il veto imposto dalla Questura ai funerali di Diabolik, passando per la indigesta nomina a responsabile della sicurezza dell'ex questore di Roma e super-poliziotto Nicolò D'Angelo, fino alla mancata solidarietà dopo la bomba esplosa sulla saracinesca della sede degli Irriducibili a maggio. Tanto che lo stesso Diabolik aveva annunciato che gli Irriducibili erano pronti a togliere il loro striscione dalla Curva. C'è poi il decreto sicurezza che rafforza i daspo a scontentare le tifoserie, dell'una e dell'altra parte.
LA MAXI EFFIGE Oggi, però, a riempire gli spalti della Nord all'Olimpico (tutto esaurito, ieri era rimasto solo qualche posto in tribuna) ci sarà una maxi coreografia con l'effige del Diablo, accompagnata da una frase della canzone Fenomeno di Franco Califano. L'intento è di lasciarla per tutto il primo tempo: nei primi 45 minuti parlerà solo lei, niente tifo. Una sorta di sciopero che dovrebbe essere interrotto nel secondo tempo. Mentre non è detto che dall'altra parte, nella Sud, i romanisti espongano la loro di coreografia, come in segno di rispetto tra ultras. Anzi, potrebbero spuntare messaggi di fratellanza: i Fedayn, con cui Piscitelli aveva amicizie in comune, all'indomani della morte, lo avevano già salutato con uno striscione. Potrebbero replicare. Voci li danno addirittura insieme ai laziali nel corteo che si muoverà da Ponte Milvio all'ingresso della Nord sotto il grande bandierone Diablo vive. Ipotesi azzardata che, però, gli investigatori non si sentono di escludere del tutto. Anche se sarà soprattutto a partita-commemorazione già andata in scena (dovrebbero partecipare anche la moglie e una figlia di Piscitelli) che si temono scontri e scintille.
VARIABILI IMPREVEDIBILI Gli ultras laziali e romanisti (con i gemellati stranieri, non molti in realtà) potrebbero abbassare l'onore delle armi e venire in contatto o, al contrario, individuare un nemico comune (nelle divise per esempio) e scaricare la propria rabbia. Tutte variabili imprevedibili che ingarbugliano uno scenario già complicato da decifrare con una Curva Sud frammentata (alla vigilia del derby del 2 marzo il bar del capo dei Roma fu assaltato da pezzi grossi degli Irriducibili) e da una Nord che, dopo la morte di Piscitelli, rischia di generare cani sciolti. La Questura ha disposto uno schieramento imponente con 1500 tra agenti e carabinieri, vigili sguinzagliati per chiudere le strade e ordinanze antialcol e antivetro emesse. Mentre fioccano gli appelli perché sia solo una festa. Ieri lo stesso Lotito ha auspicato un derby di «passione», «tutti uniti al grido di «Forza Lazio» elencando i successi del team. Ma ogni derby fa storia a sè. E oggi ne verrà scritta un'altra.
Calma apparente, strategia piatta
IL MESSAGGERO - BERNARDINI - Fair play, pretattica e una giusta dose di scaramanzia. La vigilia del derby numero 153 di campionato è trascorsa in maniera decisamente soft. Nessuna frase piccata e punzecchiata da parte dei due allenatori. Inzaghi è il veterano della stracittadina, è la sua diciannovesima in totale e sa bene quanto le parole pesino in questi contesti. La eco può scatenare una valanga che travolge le certezze. Ecco perché il tecnico della Lazio alla frase «siete i favoriti» ha risposto: «Probabilmente in teoria, ma nella pratica assolutamente no». Alla stessa domanda il collega della Roma, Fonseca, nonostante sia alla sua prima esperienza in fatto di derby, non si è fatto trovare impreparato: «Il fatto di non essere favoriti conta il giusto. La Lazio è fortissima, ha grandi calciatori e un allenatore che allena da tanto la squadra con un sistema di gioco rodato». Complimenti subito restituiti da Simone: «La Roma ha un allenatore preparato, bravo, ha fatto bene in Ucraina. Ha creato un ottimo clima in poco tempo, i giocatori lo seguono, hanno fatto un buon precampionato». Nel mezzo è spuntato anche il patron laziale, Lotito: «Che sia un derby leale e contraddistinto solo da passione».
IN CERCA DEL VENTO GIUSTO Inzaghi è tecnico scaltro e ben preparato a quello che può scatenarsi al fischio finale. Simone è praticamente un romano e laziale e la partita la vive da tifoso. Usa bene le parole e non si lascia troppo andare. Quella di questo pomeriggio è una partita che mette entrambi davanti ad un banco di prova molto importante. Il tecnico biancoceleste è al suo quarto anno e sa che mai come in questa stagione deve centrare quella tanto agognata Champions League. Fonseca, dopo il pari contro il Genoa alla prima, è chiamato all’immediato riscatto. Normale che in questo momento senta su di sé parecchia pressione. La Capitale in questo è specializzata. Non è un caso che durante la conferenza stampa non abbia usato tutte quelle parole a lui molto care come «coraggio», «attacco», «aggressività» e «grinta». Stavolta, invece, ha fatto inversione di marcia: «Non sono un allenatore dogmatico. Non ha una visione chiusa del calcio, a volte sono le circostanze della partita a modulare le scelte che vengono fatte». Insomma una marcia indietro necessaria. È la prima sfida senza Totti e De Rossi. «Farà un effetto particolare» rivela Inzaghi che poi si affretta ad aggiungere: «La Roma ha comunque giocatori esperti, che sono da tanto tempo a Trigoria». Come a voler costantemente respingere al mittente tutti quei fattori che danno la sua squadra come favorita. Sul derby soffia un vento particolare e i due allenatori spiegano a modo loro le vele. Uno per continuare con la barra dritta, l’altro per non restare vittima della bonaccia d’agosto.
Derby ad alta tensione nel ricordo di Diabolik
CORRIERE DELLA SERA - Cancelli aperti dalle 15.30. Ma a quell’ora a ponte Milvio potrebbe già essere tutto pronto per il presidio dei tifosi della Lazio, per i gruppi ultrà che vogliono dedicare questo derby Lazio-Roma alla memoria del capo degli Irriducibili Fabrizio Piscitelli, ucciso il 7 agosto scorso con un colpo di pistola nel parco degli Acquedotti in quello che viene ritenuto un agguato di malavita (…).. All’appuntamento (nessuna richiesta di autorizzazione però è arrivata in Questura) potrebbero presentarsi anche alcune decine di tifosi stranieri, giunti soprattutto da Inghilterra, Spagna, Austria, Polonia e Bulgaria, visti i gemellaggi degli ultrà della Lazio con quelli del West Ham, con gli Sharksdel Wisla Cracovia, i Sofia West del Levski, gli Unsterblich dell’Austria Vienna e con i tifosi del Real Madrid (…). A Diabolik dovrebbe essere dedicata la coreografia della curva Nord mentre per rispetto i romanisti della Sud non dovrebbero farla limitandosi alle bandiere giallorosse e anche a striscioni in ricordo del rivale scomparso. Clima teso, comunque, di alcuni ultras biancocelesti nei confronti di società e giocatori: «Gli Irriducibili vietano ai giocatori della Lazio di andare sotto la curva Nord per qualsiasi motivo - scrive sul suo profilo Facebook un componente del gruppo storico -. Le ragioni sono le mancate condoglianze per la morte di Diabolik da parte della società e dei giocatori stessi». Saranno più di mille gli uomini delle forze dell’ordine chiamati ad assicurare la vigilanza all’Olimpico già bonificato da ieri sera.
Tre i varchi di accesso con controlli di biglietti e perquisizioni personali prima di accedere allo stadio, attorno al quale da questa mattina alle 7 saranno rimossi veicoli e cassonetti. Dalle 14 invece sarà vietato il traffico sui lungotevere davanti all’Olimpico, da ponte Milvio a piazzale Maresciallo Giardino. Presidiate fin dalla mattinata le stazioni ferroviarie e della metro, insieme con i caselli autostradali. Ma l’attenzione massima sarà per le aree di parcheggio e per i percorsi di afflusso e deflusso dove sarà più probabile un contatto fra tifosi di Lazio e Roma. Le prime sono divise, con i laziali a Tor di Quinto e al Villaggio Olimpico,e i romanisti a piazzale Clodio, poi concentramento di forze dell’ordine a ponte Duca d’Aosta specialmente davanti all’obelisco e ai locali che si trovano sul lungotevere che richiamano prima di ogni partita centinaia di tifosi.
Il piano di Fonseca: «Pronto a cambiare in caso di necessità»
CORRIERE DELLA SERA - Il primo vero derby della sua carriera da allenatore. La prima volta in cui Paulo Fonseca sembra adeguarsi allo stile tutto italiano degli allenatori che non vogliono regalare mai anticipazioni. La conferenza pre-partita dell’allenatore portoghese - seguita per l’occasione anche dallo staff che gli cura la comunicazione - racconta di un allenatore che non vuole fornire informazioni, se non quella che forse sì «Florenzi potrebbe giocare alto. È una soluzione che abbiamo provato in settimana». Sulla fascia destra potrebbe esserci al suo posto Zappacosta, per il resto Fonseca si prende una notte (di ritiro a Trigoria) per sciogliere gli ultimi dubbi (…). Di certo Fonseca ha studiato una Roma più accorta («Non sono un allenatore dogmatico, posso cambiare a seconda delle situazioni», chiarisce) e ha studiato anche la Lazio (…).
Non ci sta, il tecnico portoghese, a vedere la Roma considerata dopo anni sfavorita, ma lo dice con toni calmi: «Non mi interessano queste cose, conta il campo». E il campo dice che in difesa, con Fazio, dovrebbe esserci Mancini, perché Smalling è appena arrivato e diventerà titolare dopo la sosta: «Chris ha tutto quello che ci serviva, dalla rapidità all’esperienza. Mancini può giocare, Juan Jesus deve essere forte dopo le critiche perché i miei calciatori hanno il dovere di esserlo. Ma quello che voglio chiarire è che non ci sono errori dei singoli, contro il Genoa le mancanze sono state collettive e la responsabilità è sempre la mia perché io faccio le scelte (…)». Schick proverà a chiudere in extremis con il Lipsia e la Roma a prendere Kalinic, ma oggi il pensiero sarà rivolto solo al derby.
Sì alle bandiere con Aldrovandi
CORRIERE DELLA SERA - L’apertura agli ultrà della Lazio per poter commemorare Diabolik durante il derby di oggi potrebbe portare anche a riconsiderare divieti di bandiere e striscioni allo stadio Olimpico decisi fino ad ora per motivi di ordine pubblico. A cominciare dai simboli che riguardano Federico Aldrovandi, il giovane di Ferrara morto nel settembre 2015 durante un controllo di polizia (…). Sia nel dicembre 2017 sia nell’ottobre scorso per Roma-Spal, ma anche quando si è giocata Lazio-Spal, ai tifosi ferraresi era stato vietato di far entrare all’Olimpico la bandiera con il volto di Federico diventato il simbolo di un’intera città, così come di assistere alla partita nel settore ospiti con le magliette che ricordavano il giovane.
Schick via, arriva Kalinic. Pressing per Vital
IL TEMPO - BIAFORA - A soli due giorni dalla chiusura della sessione di calciomercato è ancora molto il lavoro che attende Petrachi. La prima trattativa che il ds della Roma è ad un passo dal portare a termine è quella per la cessione in prestito oneroso biennale di Schick al Lipsia, un'operazione che contestualmente sbloccherà il ritorno in Italia di Kalinic. Nella tarda serata di ieri è andato in scena l'incontro decisivo per chiudere tra il club tedesco e Paska, agente della punta ceca (che ha rifiutato la Dinamo Mosca), per il quale sarà fissato un obbligo di riscatto nel 2021 sulla base di 25-26 milioni di euro. Schick, calciatore più costoso della storia giallorossa e comunque a disposizione di Fonseca per il derby, sarà sostituito da Kalinic, pronto ad imbarcarsi già in serata alla volta di Fiumicino, non essendo stato inserito nella lista dei convocati dell'Atletico Madrid per la sfida con l'Eibar. L'ex centravanti di Fiorentina e Milan approderà alla corte di Fonseca in cambio di 2,5 milioni di prestito oneroso, con un diritto di riscatto fissato a circa 9 milioni. La Roma si farà inoltre carico dei 2,4 milioni dello stipendio del croato fino a fine stagione.
Sistemata la questione del vice-Dzeko, Petrachi concentrerà tutte le sue forze su Mateus Vital, per il quale c'è una distanza di 4 milioni tra la valutazione fatta a Trigoria (6 milioni) e la domanda del Corinthians (10). Da parte del trequartista classe 1998 c'è stata piena apertura al trasferimento in Europa, ma se i contatti non porteranno ad un'accelerata il ds leccese virerà su un altro nome last minute, visto anche il muro dello Shakhtar, che non ha fatto passi indietro rispetto alla richiesta di 30 milioni per Taison. Secche smentite da Trigoria e dal Friuli - nonostante le dichiarazioni del procuratore - sulla presunta trattativa per De Paul dell'Udinese: il giocatore, cercato con insistenza dalla Fiorentina, è stato offerto alla Roma negli scorsi giorni, ma non è stato avviato alcun colloquio e non è stata presentata un'offerta. Sul fronte degli esuberi Peres è destinato a rimanere fino a dicembre al San Paolo, mentre fino all'ultimo si proverà a piazzare Santon, sul quale c'è la Spal, e Bianda, che a luglio sembrava ad un pas-so dal ritorno in Francia. Nessuna trattativa avanzata anche per Gonalons: ieri il centrocampista è volato a casa con il suo procuratore Guerra, passato per Trigoria.
Roma senza bandiere: Totti e De Rossi lontani
IL TEMPO - BIAFORA - Il 173° derby della Capitale della storia sarà il match d'esordio di Fonsecacontro la Lazio, ma sarà anche la prima stracittadina, dopo oltre due decenni, senza uno tra Totti e De Rossi nella rosa della Roma. La storia recente ha raccontato l'addio di DDR, volato in Argentina dopo la scelta della dirigenza di viale Tolstoj di non rinnovargli il contratto e di offrirgli un posto in società, e le dimissioni dell'ex numero 10, che ha spiegato per filo e per segno i motivi della decisione in una conferenza fiume andata in scena a metà giugno. Sarà una sensazione strana per tutti non vedere una delle due bandiere tra campo e panchina, basti pensare che l'esordio di Tottinel derby risale al 6 marzo 1994, in una serata che all'epoca portò alla definitiva rottura tra Giannini e Franco Sensi per l'errore su calcio di rigore. Da allora saranno in totale 44 le partite giocate dal Capitano contro i biancocelesti, condite da 11 gol segnati, che, a braccetto con Da Costa, lo rendono il miglior marcatore della contesa cittadina.
Il battesimo di De Rossi risale invece al novembre del 2003, quando a pochi minuti dalla fine subentra al posto di Cassano con la Roma in vantaggio per 1-0 grazie al tacco di Mancini. In settimana Totti è tornato a parlare dopo un lungo silenzio, annunciando la possibile presenza sugli spalti dell'Olimpico: «È più si che no, potrei esserci. Sto valutando. Certo sarebbe la prima volta senza allo stadio a vedere il derby dal vivo. Anche da infortunato o squalificato ero sempre là. Questo mi fa pensare». Sarà sicuramente assente De Rossi, che questa notte giocherà il primo Superclasico contro il River Plate nella sua seconda vita al Boca Juniors. Siamo però sicuri che per nulla al mondo si perderà la sfida (disputata all'ora di pranzo argentina) della Roma con gli eterni rivali della Lazio, magari dopo essersi fatto già sentire con gli ex compagni, in particolare coni «romani» Florenzi e Pellegrini, per caricarli e motivarli.