Giuffredi ag. Hysaj: "Tra un anno sarà in scadenza, la Roma sarebbe una soluzione gradita"
Mario Giuffredi, agente di Hysaj, ha parlato della situazione del clase '94 all'emittente radiofonica partenopea Radio Punto Nuovo. Queste le sue parole:
"Elseid ha dimostrato di essere un calciatore importante su tutte e due le fasce, Ancelotti mi disse che sarebbe stato contento se fosse rimasto perché gli dava garanzie in questo senso. È rimasto perché purtroppo non siamo riusciti a chiudere delle trattative, però è stato un male ridimensionato perché c’è un allenatore che ha considerazione di lui. La Roma è una soluzione gradita per il calciatore, se non la prima. Tra un anno sarà in scadenza, il Napoli potrebbe perderlo a zero e sarebbe un peccato, perché abbiamo un ottimo rapporto. Non rinnoviamo, non ci sono i presupposti e ne siamo consapevoli sia noi che il Napoli. Credo che anche per il ragazzo sia l’ora di cambiare dopo 4 anni e mezzo, non c’è bisogno di parlarne perché la pensiamo allo stesso modo".
Il Milan punta Spalletti in caso di esonero di Giampaolo
Marco Giampaolo, ex allenatore della Sampdoria, sembra condannato all'esonero. Il sostituto puntato dal Milan è Luciano Spalletti, ancora sotto contratto con l'Inter dopo l'avventura interrotta al termine dello scorso campionato.
Diawara out quattro settimane. Dzeko potrebbe anticipare i tempi
Dopo le rispettive operazioni, come riferisce Sky Sport, Dzeko e Diawara dovranno rimanere a riposo per quattro settimane prima di fare il loro rientro in campo.
Dzeko, operato allo zigomo, potrebbe rientrare già il prossimo 24 ottobre contro il Borussia Monchengladbach grazie ad una speciale mascherina protettiva. Decorso lungo per Diawara, operato al menisco.
Serie A, Di Francesco lascia la Sampdoria. Rescissione consensuale
Salta la prima panchina della stagione in Serie A, con la Sampdoria che ha raggiunto un accordo consensuale con Di Francesco per l'interruzione del rapporto di lavoro. Questo il comunicato apparso sul sito ufficiale del club blucerchiato (sampdoria.it):
"Il presidente Massimo Ferrero e l'UC Sampdoria comunicano di aver raggiunto un accordo consensuale con Eusebio Di Francesco e il suo staff tecnico per l'interruzione del rapporto professionale. Il presidente e i suoi collaboratori ringraziano Di Francesco e staff per il lavoro svolto e per la disponibilità dimostrata".
Spadafora, Ministro dello Sport: "Le frasi di Petrachi non coerenti con lo spirito sportivo"
Vincenzo Spadafora, Ministro dello Sport, ha detto la sua sulle dichiarazioni rilasciate ieri da Petrachi dopo Roma-Cagliari. In particolare il ministro ha voluto commentare la frase "non è sport per signorine" del DS giallorosso. Queste le sue parole all'Ansa:
"Penso che nello sport si debba avere necessariamente cittadinanza e grande rispetto per tutti e per tutte. Trovo che quelle affermazioni non siamo coerenti con ciò che rappresenta lo spirito sportivo e manifestino un'arretratezza culturale di cui non avevamo bisogno".
Petrachi: "Mi scuso se qualcuno si è sentito offeso. Il calcio è di tutti"
Gianluca Petrachi, DS della Roma, ha telefonato all'Ansa per spiegare le sue dichiarazioni di ieri dopo Roma-Cagliari e scusandosi con tutti gli appassionati di questo sport; sia uomini che donne:
"Mi scuso se qualcuno si è sentito offeso dalle mie parole. Non era affatto mia intenzione insinuare che il calcio sia uno sport solo per uomini e non adatto alle donne. Ero molto arrabbiato perché non era stato convalidato un gol che ritenevo regolare e volevo sottolineare quanto il calcio sia uno sport fisico e di contatto. Il calcio è di tutti e alla Roma siamo molto orgogliosi della nostra squadra femminile e di promuovere il calcio femminile".
Paulo: «Chi non regge le pressioni, coltivi patate»
IL MESSAGGERO (S. CARINA) - In poco meno di 48 ore, il castello degli alibi - che da sempre in città giustifica l'assenza di successi dal 2008 - viene giù. Sono bastati due soffi. Il primo da parte dell'ex Nainggolan in un'intervista a 'la Repubblica' («L'ambiente romano? Ma dai sono cavolate. Radio e giornali ci sono ovunque»). L'altro, ancora più decisivo e incisivo perché arrivato da un attuale tesserato del club, è di Fonseca: «Chi non è in grado di sopportare la pressione non può fare il calciatore professionista. In particolare mi si chiedeva dell'ambiente romano. Io quello che vedo e sento è il sostegno costante dei tifosi in casa e in trasferta. La pressione c'è dove si vuole vincere, chi non la sa gestire deve prendersi un appezzamento di terreno e coltivare patate». Gioco, set, incontro. In pochi secondi, il tecnico spazza via anni di giustificazioni, scuse e discolpe, spesso nemmeno richieste. Domanda - a dir poco legittima - poco apprezzata a Trigoria con animata discussione a conferenza conclusa sull'opportunità o meno di farla. Di certo, il termine «accontentarsi» non deve far parte del vocabolario di Fonseca se, quando gli ricordano le parole di Cristante a Graz («Un pareggio fuori casa va più che bene»), replica così: «Assicuro che c'era profonda insoddisfazione e rabbia per non aver vinto».
TROPPI INFORTUNI - Inevitabile, dopo gli stop a catena di Pellegrini, Mkhitaryan e Zappacosta, una riflessione: «L'infortunio più frequente è quello al flessore e noi abbiamo avuto solo un caso, quindi non si può parlare di cattiva pianificazione. Un aspetto da tener conto è il recente passato di alcuni calciatori. E in questo caso è elevata la percentuale di ricadute quando i soggetti sono a rischio. Poi ci sono degli infortuni casuali ed è impossibile controllarli. La vera questione è se si sta lavorando per prevenirli e la risposta è sì. Accade però ovunque. Allora mi domando se tutti stanno lavorando male. Invece mi chiedo, la sequenza di gare ravvicinate è adeguata allo sforzo fisico di un calciatore? Succede in tutte le squadre che competono su più fronti». C'è spazio, anche per il Cagliari: «Florenzi non ci sarà, Pau Lopez ha recuperato. Trequartista? Per Pastore è difficile giocare due partite così ravvicinate. Lo farà uno tra Veretout e Cristante, Bryan ha già ricoperto il ruolo in passato. Mi aspetto una gara complicata, contro una squadra che sta disputando un eccellente campionato. Ma noi dobbiamo vincere».
Roma, è Dzeko il faro Champions
IL MESSAGGERO (A. ANGELONI) - Non può assentarsi un attimo, (con il Wolsfberger) che subito ecco che: la Roma è Dzekodipendente. Luogo comune, sì; verità, pure. Dzeko insostituibile. Un'etichetta che, come dicono a Torino, Edin si è guadagnata sul campo. E il campo chiama 186 presenze (oggi 187), 92 gol e 40 assist. A Roma ha vissuto momenti di altalenante euforia. Un paio di volte, da quando è qui (2015) è stato sul piede d'addio. La prima, dopo l'annata con Rudi Garcia (e Spalletti), era deluso per la stagione, cominciata bene e finita maluccio (8 gol in 31 presenze in campionato, 10 su 39 considerando tutte le competizioni). «Troppo buono», era per l'allenatore toscano, che poi ha ritrovato Edin pure nella stagione successiva, nella quale ha conquistato (quasi) tutti, chiudendo con 39 gol tra campionato e coppe, record per un romanista (Totti era arrivato a 32). La seconda volta, nell'ultima estate: Dzeko deluso dalla società, che gli aveva ufficializzato la volontà di non rinnovargli il contratto, aveva deciso di accettare la proposta dell'Inter. Poi, il ds Petrachi lo ha trattenuto prima con le cattive (invitando a brutto muso lui e l'Inter ad evitare ricatti) e con le buone (un faraonico rinnovo del contratto fino al 2022), coadiuvato da Fonseca, che aveva visto in lui l'uomo su cui puntare i sogni di un ritorno in Champions. Dzeko ha ritrovato il sorriso e nuove responsabilità: con l'addio di De Rossi e la promozione di Florenzi, è diventato vice capitano, oggi, per l'assenza di Ale, contro il Cagliari avrà i gradi. E il compito di guidare un attacco un po' zoppicante, per le assenze di Under, Mkhitaryan, Perotti. Avrà Kluivert da una parte e Zaniolo dall'altra, alle sua spalle uno tra Veretout e Cristante. Ma lui è sempre lì, indispensabile come non mai. Con il Cagliari dell'ex Nainggolan, promosso a centrocampo Diawara, in difesa Mancini si gioca il posto con Fazio (in vantaggio, il Cagliari segna molto di testa) al fianco di Smalling. Torna Kolarov, al posto di Florenzi, spazio a Spinazzola.
TUTTO DI UN FIATO - Fonseca gli ha risparmiato, in queste otto partite i novanta minuti di Graz contro il Wolfsberger e 16 contro il Basaksehir. Il campionato è tutto d'un fiato: sempre in campo, dal primo all'ultimo minuto, dal Genoa al Lecce. In questo momento il suo vice Kalinic ha dimostrato di non essere ancora pronto a sostituirlo con più regolarità ed ecco che Edin si ritrova nella stessa situazione dello scorso anno, quando Schick non riusciva a crescere dietro a lui. Quindi, o Kalinc migliora o Edin sarà costretto a fare gli straordinari, non facili per uno della sua età (33 anni compiuti lo scorso marzo). E questo - ad oggi - è il pregio e il difetto di questa situazione. Dzeko è diventato col passare degli anni un vero e proprio uomo squadra, quando era più giovane non aveva affinato questa caratteristica, era bomber freddo, «buono» per dirla alla Spalletti. Oggi è cattivo, rude, si è preso lo spogliatoio e la fiducia di tutti. La partita di giovedì ha detto quanto in questo momento la Roma non possa privarsi di Edin in nessun modo. Dzeko ha ripagato la fiducia e dopo l'estate turbolenta e a muso lungo, è partito in tromba: due gol in casa, con Genoa e Sassuolo, due contro Bologna e Lecce, questi ultimi decisivi per la vittoria. Punti Champions, come, Fonseca spera, dovranno arrivare oggi. Lunga vita.
Florenzi ko. Avanza Veretout
IL TEMPO (F. BIAFORA) - Per chiudere il primo ciclo del campionato con altri tre punti dopo il successo con il Lecce, Fonseca si affiderà al ritorno di Dzeko e Kolarov dal primo minuto, con quasi nessun dubbio di formazione a causa dei tanti infortuni che hanno colpito la Roma. Oltre a Perotti, Under, Cetin, Mkhitaryan, Pellegrini e Zappacosta, il tecnico portoghese non potrà contare su Florenzi per la sfida con il Cagliari: il capitano giallorosso, in tribuna in Europa League, non ha smaltito l'influenza e non è stato neanche convocato. Per sostituirlo Fonseca sposterà Spinazzola sulla destra nella linea difensiva a protezione di Pau Lopez, al ritorno tra i pali. Accanto all’esterno ci saranno Mancini e Smalling (panchina per Fazio), con Kolarov terzino sinistro. Cristante e Diawara faranno coppia in mediana, con Veretout alle spalle di Dzeko in compagnia di Zaniolo e Kluivert. Sul fronte Cagliari il vero dubbio riguarda la posizione di Nainggolan, pienamente recuperato: il belga, ex di turno con Olsen e Luca Pellegrini, dovrebbe partire nel ruolo di regista, con Nandez e Rog mezzali, ma Maran ha lavorato anche su una formazione che prevede il Ninja alle spalle di Simeone e Joao Pedro, con l'inserimento di Cigarini come playmaker.
Zappacosta, domani comincia il futuro
IL MESSAGGERO (G. LENGUA) - Domani Davide Zappacosta verrà dimesso dopo l'operazione per la rottura del legamento del crociato anteriore del ginocchio destro. Il terzino è rimasto sotto osservazione per tre giorni durante i quali ha mosso i primi passi salendo addirittura le scale: «Pronto a tornare più forte di prima, 24 ore fa ero in sala operatoria», ha scritto sul video postato su Instagram. Ha ricevuto anche la visita di alcuni compagni di squadra, amici e familiari, tra cui Cristante e lo zio, al quale è molto legato. L'obiettivo è quello di tornare in campo nel giro di quattro mesi. Al momento la crisi sulla corsia di destra continua con Florenzi debilitato da una brutta influenza che lo costringerà a restare a casa contro il Cagliari, ultima partita prima della sosta. Al ritorno dalle due settimane di stop, Fonseca dovrebbe riaccogliere Under e Mkhitaryan fermati rispettivamente da una lesione al bicipite femorale destro e una tendinea all'adduttore.
Ottovolante senza paura: Fonseca carica la Roma
«Alibi» (...): da ieri Paulo Fonseca (...) cancella questa parola dal suo vocabolario in un modo che gli fa onore. Così, alla domanda se temesse la pressione del celebre «ambiente romano», il portoghese gonfia il petto. (...) Con queste premesse, il fatto che la Roma oggi sfidi il Cagliari schierando l’ottava formazione diversa in 9 partite non preoccupa Fonseca, concentrato più sul rendimento dei suoi che sulle critiche o sul destino, tradizionalmente cinico e baro (...).
Certo, l’influenza di Florenzi e il grave infortunio al ginocchio di Zappacosta hanno assottigliato una rosa, già priva di Perotti, Under, Pellegrini e Mkhitaryan, senza contare che per Pastore, spiega Fonseca, «è difficile giocare due partite ravvicinate». Così (...) nel ruolo di trequartista dovrà adattarsi uno tra Cristante e Veretout (...). Il ballottaggio c’è sul terzino. Spinazzola sembra averne lo status, ma a Graz ha giocato meglio Santon.
Kolarov scalda il sinistro per la prova del nove
Così come per altri allenatori che lo hanno preceduto, anche per Fonseca Aleksandar Kolarov rappresenta una specie di totem. Oggi rientrerà tra i titolari il quasi trentaquattrenne (compirà gli anni a novembre) che nel 2019 ha segnato già 8 gol. La possibilità che il terzino serbo possa arrivare in doppia cifra è concreta. Per queste ragioni non sorprende che si stia già lavorando per rinnovargli il contratto, in scadenza a giugno. L'ipotesi è quella di un prolungamento annuale con l'opzione per un'ulteriore stagione. La sensazione è che l'accordo possa essere trovato, anche se per Kolarov la possibilità di chiudere la carriera alla Stella Rossa rimane affascinante. La Roma gli garantirebbe un ingaggio decisamente più alto, ragion per cui l'ex City potrebbe decidere di tornare in patria solo fra un paio di stagioni per vestire i panni del dirigente.