Primavera, De Rossi: "Abbiamo preso dei gol evitabili, dovremo allenarci con attenzione"
Alberto De Rossi, tecnico della Roma Primavera, ha commentato ai microfoni di Roma Tv la sconfitta con il Torino. Queste le sue parole:
“Si è riproposta una situazione che dobbiamo risolvere, non sappiamo difendere quando il match si alza, perdiamo i contrasti, non recuperiamo i palloni, abbiamo preso in maniera molto semplice per gli avversari e dobbiamo fare delle considerazioni. È vero che ci piace giocare a calcio, ma non è che dobbiamo fare 5-6 gol a partita per vincerne una, su questo dobbiamo migliorare. La partita la stavamo facendo ma, se cambia, i ragazzi devono sapere che ce ne sono tante al suo interno, su alcune cose siamo ancora in ritardo. La trasferta di sabato a Firenze? Forse nel secondo tempo l’abbiamo evidenziata troppo questa cosa, abbiamo sofferto in quella maniera, buttavano la palla dentro e la tiravano in quella maniera, abbiamo preso gol evitabili. È vero che lavoriamo molto sull’estro, sulla fantasia, sulla tecnica ma bisogna allenarci con attenzione”.
Giudice Sportivo, squalificato Mancini che salterà l'Atalanta
Il Giudice Sportivo, così come comunicato sul sito legaseriea.it, ha emesso i propri verdetti dopo la quarta giornata di campionato.
Per la Roma è stato squalificato il difensore Mancini, espulso a Bologna, che salterà mercoledì l'Atalanta in casa. Terza sanzione per Florenzi, seconda per Zaniolo e prima per Dzeko e Veretout.
Giannini: "La Roma non deve esaltarsi e correre a fari spenti. Dzeko è un leader"
Giuseppe Giannini, ex giocatore e capitano della Roma, ha parlato ai microfoni di tuttomercatoweb.com della compagine giallorossa:
"È un momento importante anche perché quando ci sono partite ravvicinate il rischio è di uscirne male. È stato un successo importante anche per consolidare a livello di immagine ciò che la Roma è sempre stata".
Per il campionato che segnala manda la Roma?
"Credo che giallorossi debbano correre a fari spenti, senza esaltarsi o andare a mirare mete di cui ora è prematuro parlare. Credo che per lo scudetto sia molto difficile, l'obiettivo quarto posto invece è un traguardo assolutamente possibile. Gli ultimi arrivati peraltro hanno alzato il livello tecnico e di esperienza anche se uno di questi, Smalling, deve ancora giocare".
Da grande centrocampista che cosa pensa di Veretout e del suo inizio con i giallorossi?
"Mi è sempre piaciuto, anche quando era alla Fiorentina. Qualcuno aveva storto il naso al momento del suo acquisto, invece sta facendo molto bene, ha giocato due buonissime partite e spero possa continuare così. Ha caratteristiche che altri non hanno: abbina qualità e quantità ed è un punto di riferimento e di equilibrio quando la Roma decide di far giocare Pellegrini e Zaniolo".
Si aspettava che Dzeko potesse diventare il leader di questa squadra?
"È un leader simile, come atteggiamento a Totti. Non è cioè un leader che trascina i compagni col carattere o gli atteggiamenti ma lo fa con la sua qualità, le sue giocate, la sua visione di gioco, il calcio che ha in testa".
E poi c'è Pellegrini, sempre più importante...
"È un giocatore che sta compiendo il passo definitivo per la sua crescita. Si è trasformato e sta mostrando le sue qualità sia segnando sia sfornando assist. E sta facendo bene in Nazionale e nella Roma".
Colantuono: "La Roma è da Champions. L'Atalanta è tosta ed organizzata"
Stefano Colantuono, ex allenatore dell'Atalanta e romano di nascita, ha parlato ai microfoni di romanews.eu della prossima sfida di campionato tra giallorossi e bergamaschi:
Mister, questa Roma è da Champions League?
“Si assolutamente, con qualche accorgimento, lieve, in fase difensiva può arrivarci. Continuando su questo trend di prestazioni e risultati la Champions League è un obiettivo alla portata”.
Secondo lei qual è il motivo dell’evoluzione positiva del calcio di Fonseca?
“Innanzitutto Petrachi e Fonseca hanno lavorato benissimo sul calciomercato, soprattutto negli ultimi giorni disponibili. Già all’inizio mi dava l’impressione di essere una squadra forte in attacco e l’ha confermato in queste prime partite. Qualcosa dietro andava rivisto ma è normale: quando si produce così tanto in zona offensiva, con i terzini che spesso appoggiano la manovra, è naturale soffrire un po’ di più in difesa e subire le ripartenze avversarie”.
Come le è sembrata la Roma formato trasferta?
“Direi che è andata bene. Se andiamo ad analizzare la partita contro il Bologna ci accorgiamo che i giallorossi hanno sofferto in alcune circostanze nonostante la vittoria meritata. E’ fisiologico e normale, visto il buon livello dell’avversario. Comunque ho notato diversi miglioramenti dovuti a una serie di circostanze: in primis Dzeko. Il centravanti bosniaco sta ritrovando quel rendimento altissimo che gli era mancato lo scorso anno, è fondamentale il suo apporto per il calcio di Fonseca”.
Mercoledì all’Olimpico arriva l’Atalanta, che lei ha guidato per diversi anni, che partita dobbiamo aspettarci?
“Sicuramente una partita divertente. Vedere la Roma diverte tanto quanto vedere l’Atalanta. Per i giallorossi non sarà una partita facile. Penso che il flop in Champions contro la Dinamo Zagabria sia stato solo un episodio negativo. La squadra di Gasperini è tosta ed organizzata, non muore mai. Sarà un match importante per la Roma ma allo stesso tempo lo sarà anche per i bergamaschi, visto che entrambe hanno ambizioni da alta classifica”.
Lei ha allenato Zapata all’Udinese, in cosa è migliorato il colombiano? Che giocatore si troverà di fronte la Roma?
“In quel periodo mi impegnai molto per portarlo a Udine. Era già un calciatore forte con grandi potenzialità e avevo caldeggiato molto il suo acquisto insieme alla società. Alla fine arrivò, non senza qualche intoppo economico, ma purtroppo dopo poche giornate di campionato ebbe un grave infortunio muscolare. Per questo motivo non ebbi modo di allenarlo a lungo ma ricordo un inizio sprint da parte sua e la sensazione che fosse un grande attaccante. Ora vedendolo giocare si nota tutta la sua forza fisica, ha acquisito continuità e segna tantissimo: secondo me è uno dei centravanti più forti del campionato, se non il migliore”.
Chiudiamo con il futuro. Vedremo presto Colantuono in panchina?
“Come tutti gli allenatori senza squadra sono in attesa di una chiamata stimolante. Ovviamente seguo tantissime partite e spero di tornare ad allenare al più presto”.
Da figlio di Zeman a fratello di Allegri: la trasformazione di Fonseca (e della Roma)
ILMESSAGGERO.IT - FERRETTI - E' bastata una frase («A me piace giocare bene, ma soprattutto mi piace vincere») per trasformare il figlio di Zdenek Zeman (dopo Roma-Genoa) poi nipote di Nereo Rocco (dopo il derby) nel fratello di Max Allegri. In realtà, Paulo Fonseca è semplicemente un allenatore (bravo) che sa alla perfezione che alla base della sua serenità professionale ci sono i risultati. E sa anche che con il bel gioco non abbinato alle vittorie non si va da nessuna parte. A Bologna, secondo molti osservatori, il portoghese da “giochista” si è trasformato in “risultatista” ma basta dare un'occhiata ai numeri della partita del Dall'Ara per dimostrare che si tratta di una tesi falsa. Condizionata, ovviamente, dal risultato maturato in extremis. I numeri, tutti i numeri, dicono che tra Bologna e Roma non c'è stata partita a favore della squadra capitolina (7 occasioni da gol per i giallorossi contro le 3 dei padroni di casa, ad esempio). E basta andare sul sito della Lega calcio, non su quello del club di Trigoria, per avene una conferma. I numeri dicono anche che la Roma è passata 5 volte in vantaggio in altrettante partite ufficiali, e questa non può (più) essere una casualità bensì è diventata una tendenza di una squadra che in campionato segna meno soltanto del Napoli. E che, gara dopo gara, sta perfezionando la fase difensiva, tanto è vero che nelle ultime tre uscite ha incassato tre gol, compresi un calcio di rigore (Bologna) e una punizione diretta (Sassuolo). I tempi delle tre reti beccate contro il Genoa nella prima di campionato appaiono lontani in tutti i sensi.
Diritti TV, la decisione sull'offerta di Mediapro verrà comunicata il 7 ottobre
Il prossimo 7 ottobre la Lega di Serie A deciderà in merito all'offerta di Mediapro per i diritti TV relativi al triennio 2021/2024. L'offerta, di circa 1.3 milioni annui, prevederà anche la creazione di un canale dedicato alla Lega. L'offerta di Mediapro, colosso spagnolo, è ancora in fase di studio; con la deadline che è stata spostata di una settimana.
Allenamento Roma, domani mattina la rifinitura alle ore 11
In vista del match di mercoledì sera (ore 19) contro l'Atalanta, la Roma ha fissato per domani la rifinitura della vigilia. Per i giallorossi l'appuntamento è domani mattina alle ore 11 presso Trigoria.
Veretout-Cristante, Fonseca si fida: «In Italia gioco con due mediani»
IL MESSAGGERO - CARINA - Lo definisce «un test eccellente per misurare le nostre capacità». A dimostrazione che anche per Fonseca, la gara di oggi contro il Bologna, rappresenta un banco di prova. Sassuolo e Basaksehir, con il rispetto dovuto ad entrambi i club, hanno rappresentato il trampolino di lancio per trovare poi una conferma in questa settimana che prevede tre gare ravvicinate (Bologna, Atalanta e Lecce) che diranno qualcosa in più dei progressi della Roma. Al Dall'Ara, prima partita lontano dall'Olimpico: «È una squadra in testa alla classifica, imbattuta, motivata, che riflette il carattere del proprio mister, sarà un match complesso, ma noi siamo pronti». Aspettiamoci allora la solita voglia d'imporre il proprio gioco anche se al tecnico portoghese sono bastate poche gare per capire che «in Italia non è facile far registrare grandi differenze di percentuali di possesso palla a causa della qualità degli avversari. Dipende anche dalla qualità della partita. A tutte le squadra piace giocare e hanno chiari principi offensivi». Magari non proprio oggi pomeriggio, visto che Mihajlovic dovrebbe aver preparato una gara d'attesa. Per Sinisa, un messaggio speciale: «Ho appreso con tristezza la notizia sul suo stato di salute, lui è un lottatore. Saremo avversari in campo, ma gli auguro di vincere la sua battaglia. Ce la farà. Sono cose che vanno oltre le rivalità in campo».
QUADRATURA DEL CERCHIO - Rispetto a giovedì, tornano dal primo minuto Pellegrini, Veretout e Mkhitaryan. Proprio il rientro del francese al fianco di Cristante, permette a Fonseca di spiegare la differenza che intercorre tra il giocare con il regista o con due mediani, seppur atipici come Cristante e Veretout: «La partita di Europa League aveva caratteristiche diverse rispetto agli impegni di campionato, per questo abbiamo giocato con Diawara. Anche nel campionato italiano preferisco utilizzare due mediani e quindi col Bologna scenderanno in campo Cristante e Veretout. L'utilizzo di questi giocatori dipende dalla fase di gioco e dal sistema dell'avversario. Quando vogliamo giocare più alti lo facciamo con uno più due. I mediani non sono statitici, il nostro è un gioco dinamico». E ad usufruire del lavoro del centrocampo e di quello di Pellegrini, dovrebbe essere Mkhitaryan: «È un giocatore che sta bene fisicamente, è arrivato in eccellenti condizioni avendo giocato con l'Arsenal. Contro il Sassuolo era la prima partita e abbiamo avuto poche occasioni per allenarci, penso che il suo margine di crescita sia notevole». Fa un po' di pretattica sugli esterni («Finora Spinazzola l'ho utilizzato a destra, può essere anche alternativa a sinistra. Kolarov? Ha sempre giocato, come Fazio, non possiamo risparmiarli tutti. Vedremo se sarà della partita») e su Zaniolo (a conferenza conclusa: «Gioca? Vediamo...») ma la certezza rimane sempre quella: «Pur conoscendo la qualità del Bologna e l'ottimo momento che sta attraversando, non cambieremo però il nostro modo di affrontare le gare». La Roma ha riassunto Luca Franceschi (addetto al recupero infortunati), che era andato via in estate a scadenza di contratto: ora lavorerà nel settore giovanile.
Una montagna di nome Sinisa
IL MESSAGGERO - LIGUORI - Zaniolo non è Totti. Chiaro, nessun giallorosso lo pensa. E neppure Dzeko è Totti. Giovanissimo il primo, maturo il secondo, hanno entrambi il gioco e i colpi diversi dal Capitano. Eppure, insieme, costituiscono in questo momento la fortuna della Roma. Potente, a tratti inarrestabile, Niccolò e non ci vengano a raccontare che giovedì ha incontrato un “pellegrino” turco. No, al contrario: ha fatto ammattire un esperto mestierante come Clichy. Elegante e onnipresente Edin: da lui abbiamo visto assist a occhi chiusi, molto rari per una punta di quella stazza. Il terzo Moschettiere è Lorenzo Pellegrini: non è Pizarro e neppure De Rossi, ma infila la palla verticale a colpo sicuro e arriva al tiro all’improvviso. Fortuna avere giocatori così, perché non sono nuovi acquisti, ma uomini fortunatamente voluti già da Di Francesco. Anche i meriti di Fonseca, però, si vedono nel resto della squadra, con un punto interrogativo ancora in difesa. Oggi a Bologna sarà la prima partita in trasferta, doppia trasferta perché giocheranno anche contro la Grande Icona Mihajlovic: i rossoblù sono davanti, anche grazie alla formidabile spinta dell’allenatore malato. Vincere a Bologna è necessario per tornare alti in classifica, ma sarà letteralmente una montagna da scalare. Forse, senza neppure festeggiare troppo. Però è una prova decisiva, anche per misurare l’organico.
E pure Zaniolo va a caccia del primo gol esterno
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Sette volte all’Olimpico, davanti alla sua gente, e ancora niente fuori casa, lontano da Roma. Se c’è un piccolo tabù nella crescita di Nicolò Zaniolo è proprio questo, il fatto di aver finora segnato solo nelle partite casalinghe. La prima volta è stata quel 26 dicembre dello scorso anno, quel gol al Sassuolo da terra che ancora oggi è una perla da vedere e ammirare; l’ultima – ovviamente – giovedì scorso, quando Nicolò ha segnato per la prima volta in Europa League, trafiggendo l’Istanbul Basaksehir. Ecco, da oggi a Bologna Zaniolo va a caccia anche di altro e cioè del primo gol esterno. Il che, ovviamente, completerebbe un cerchio, anche se poi di tempo ce n’è a sufficienza e i suoi passi da gigante verso la gloria prematura sono già enormi.
Roma: primo passo verso la Champions
IL MESSAGGERO - TRANI - Dal passato al futuro, l'appuntamento sembra studiato proprio per la riabilitazione definitiva della Roma. Che nel pomeriggio, dopo 364 giorni, torna al Dall'Ara. Dove il 23 settembre 2018, il presidente Pallotta scaricò pubblicamente il suo allenatore, definendosi disgustato da quel ko (2-0). Di Francesco ha rischiato che quella fosse l'ultima partita e invece ha poi resistito fino a marzo. Ma destino segnato da quella sconfitta. Oggi, invece, è il primo viaggio per Fonseca, nuovo tecnico giallorosso e terzo in meno di un anno, avendo ereditato la panchina da Ranieri che si è fermato a Trigoria solo 2 mesi. Il portoghese, proprio a Bologna, ha la chance per chiudere dodici mesi di discontinuità e delusione, risalendo ancora la classifica dopo la partenza lenta e puntando l'obiettivo che è sempre la zona Champions. I due successi di fila, contro il Sassuolo e il Basaksehir, sono stati rotondi e meritati. La svolta, però, è da certificare subito in Emilia.
TEST INEDITO - La curiosità principale nel match di Bologna è rivolta al comportamento della Roma nella sua prima trasferta stagionale, dopo i 4 match giocati all'Olimpico (2 pari e 2 successi, con il rendimento chiaramente in crescendo). Non ce l'ha, però, Fonseca. Che, dal suo 4-2-3-1, si aspetta il solito atteggiamento. O meglio quello che vorrebbe dal suo gruppo. Magari vedendo qualche ulteriore progresso nella gestione del match. Ma i concetti che chiede agli interpreti restano gli stessi. Il suo stile, come l'allenatore ripete da quando si è presentato nella Capitale, nasce dal coraggio e dalla fantasia. Squadra, dunque, dominante e propositiva, sempre pronta al pressing e al palleggio. Fisico e qualità, a prescindere dalle scelte. Finora, in campionato, è mancato l'equilibrio: 8 gol segnati e 6 subiti. Il portoghese lo ha trovato, quasi d'incanto, giovedì sera contro il Basaksehir, l'unica partita delle 4 in cui Pau Lopez non ha incassato reti.
AVANTI TUTTA - Davanti, invece, la Roma è ispirata contro qualsiasi avversario: media di 3 gol realizzati a partita. In campionato i migliori realizzatori sono Kolarov e Dzeko (2 reti), leader del gruppo e giocatori di riferimento del tecnico. Loro, a meno di contrattempi, non sono chiamati in causa per il turnover. Tocca agli altri, come ha annunciato alla vigilia Fonseca. Che si prepara a cambiare di nuovo mezza squadra, inserendo gli esclusi dal match di Europa League. Quindi spazio a Florenzi, Mancini (fino all'ultimo, però, in ballottaggio con Jesus), Veretout, Pellegrini e Mkhitaryan. In campo i titolari, aspettando Smalling e Under che con Zappacosta, Perotti e Cetin non sono nella lista dei 21 convocati.
CASA DOLCE CASA - Il Bologna, come è successo anche domenica scorsa a Brescia, non avrà in panchina Mihajlovic, costretto al secondo ciclo di cure in ospedale. Ma la sua impronta, e ormai dal campionato scorso, è riconoscibile soprattutto nel carattere della squadra. Anche i rossoblu, come la Roma, sono ancora imbattuti. Ma hanno 2 punti in più: 7 contro 5, il loro raccolto in partenza più abbondante degli ultimi 17 anni. E soprattutto sono in serie positiva al Dall'Ara con 8 successi consecutivi e, dopo il Napoli, da inizio marzo hanno l'attacco più efficace con 35 reti, solo 2 in meno della formazione di Ancelotti. I giallorossi rispondono con 16 gare senza sconfitte in serie A, come nessuna formazione che partecipa a questo torneo. La striscia è da allungare, magari ritrovando la vittoria fuori casa. L'ultima, a Marassi lo scorso 6 aprile contro la Sampdoria (0-1), è di 169 giorni fa. Lontana come è distante chi la firmò: De Rossi, sbarcato in estate a Buenos Aires.
Tocca a Kluivert e Veretout. Mkhitaryan c’è, Zaniolo fuori
IL TEMPO - BIAFORA - Fiducia a Kluivert. L’esterno olandese è uno dei pupilli di Fonseca e per la quinta volta consecutiva da inizio stagione riceverà una maglia da titolare nella sfida tra Roma e Bologna. Il reparto offensivo vedrà la conferma di Dzeko come centravanti e sarà completato dal ritorno dal primo minuto di Pellegrini sulla trequarti e di Mkhitaryan a sinistra, con Zaniolo inizialmente lasciato in panchina. A centrocampo la coppia formata da Veretout e Cristante è quella che ha maggiormente convinto il tecnico, pronto a schierare gli stessi undici che hanno sconfitto domenica scorsa il Sassuolo: davanti a Pau Lopez i difensori saranno Florenzi, Mancini, Fazio e Kolarov. Ancora out Smalling, Zappacosta, Under e Perotti, assente anche Cetin vittima di una sindrome influenzale. Nel Bologna è possibile che Palacio scali sulla linea dei trequartisti, con l’inserimento di Destro al centro dell’attacco.