Italia in fasce. I quattro esterni soffrono, Mancini però vota la fiducia
LA GAZZETTA DELLO SPORT - L’ottimismo della necessità. E anche della fiducia. Il campionato di Serie A dice che non è più un’Italia in fasce - non nel senso di giovane, ma di brillante sulle corsie -, il commissario tecnico Roberto Mancini dice che questo non è un problema. Neanche questo: il suo pensare positivo si propaga anche alla squadra per contaminazione (...) i parla di Lorenzo Insigne, Federico Chiesa, Federico Bernardeschi e Alessandro Florenzi. «Per loro non è un momento particolarmente felice, ma per noi sono importanti e quando vengono qui fanno sempre bene. Verranno tempi migliori, anche in campionato». Nell’attesa, il Mancio ha già trovato il modo di vedere quelle quattro bottiglie mezze piene: «Intanto stanno giocando, per me conta anzitutto questo». (...) Il vestito che Florenzi non riesce più a mettere con la Roma: sei panchine di seguito pesano, ma se le prime indicazioni non mentono, almeno a Zenica non resterà seduto. La linea difensiva dovrebbe essere con Bonucci, Acerbi e Emerson e il c.t. come sempre gli chiederà di alternarsi con il laterale del Chelsea nelle operazioni di spinta sulla fascia: «Alessandro è esperto e può fare diversi ruoli, pure esterno alto o interno di centrocampo, anche se ormai da tempo gioca terzino», ha detto l’altro giorno Mancini. Serafico anche nel commentare le sue esclusioni nella Roma, e pure un po’ profetico: «Si è riposato, sarà più fresco per noi...». E infatti basta vederlo negli allenamenti di questi giorni: è una furia.
Roma, sono 9 gli indispensabili: Kolarov e Smalling non si fermano mai
LA GAZZETTA DELLO SPORT - C’è un perché nella flessione finale della Roma ed è legato all’usura e alla stanchezza dei giocatori. In particolare dei 9 stakanovisti, quelli che il tour de force di 7 partite in venti giorni se lo sono fatto in pratica tutto. In 4 per intero (Pau Lopez, Kolarov, Smalling e Veretout), in tre quasi (Dzeko, Mancini e Zaniolo) e altri due per larga parte (Pastore e Kluivert). Nove giocatori che hanno giocato anche a Moenchengladbach ed a Parma, nelle ultime due partite della serie, quelle in cui la Roma è tornata a casa a mani vuote. (...) L’altro dato che emerge chiaramente è il maxi utilizzo di Kolarov, che è quello che in assoluto ha giocato di più di tutti. Il terzino serbo avrebbe bisogno di rifiatare, è stato evidente anche a Parma ed in Germania. Fonseca però a lui non vuole rinunciare e anche lui di fermarsi proprio non ne ha voglia. Ora sarà impegnato con la sua Serbia domani contro il Lussemburgo e domenica con l’Ucraina. Magari a Parma si poteva partire con Spinazzola a sinistra e Florenzi a destra, sempre ammesso e non concesso che Fonseca veda ancora il capitano giallorosso in quella posizione. Ma visto lo stop di Spinazzola, sarebbe comunque cambiato poco. Un altro che da quando è andato a regime fisicamente è un punto fisso è Chris Smalling, che ha riposato solo nella partita di Graz, con il Wolfsberg. Ma che nelle 7 ultime partite ha fatto percorso netto. E forse non è un caso che le uniche due partite in cui il difensore inglese ha faticato sono state proprio quelle di Moenchengladbach e Parma. Per lui, però, a differenza di Kolarov ora ci sarà la possibilità di tirare il fiato e ricaricare le pile.
Pellegrini scalda i motori. E pensa al rinnovo fino al 2024
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Lunedì scorso Pellegrini ha avuto il via libera dai medici per tornare ad allenarsi con la squadra e se tutto andrà bene sarà in panchina alla ripresa contro il Brescia. Il ragazzo preme per rientrare e sarà importante per Fonseca per alternarlo a Pastore e far rifiatare Veretout a centrocampo, ma i tempi non devono essere affrettati. (...) Con il nuovo anno i suoi agenti e Petrachi cercheranno di mettere nero su bianco il rinnovo del contratto, l’attuale scade nel 2022 e ha una clausola rescissoria da 30 milioni pagabili in due rate. L’idea è quella di prolungare il contratto fino al 2024 e adeguare lo stipendio, con l’eliminazione della possibilità di svincolarsi unilateralmente.
Roma, riecco Micki: assist per Fonseca
IL MESSAGGERO - ANGELONI - Ha quasi sempre fatto più assist che gol, Mkhitaryan. E questo dato diventa il simbolo della speranza per Fonseca (e per la Roma), che a Parma ha visto Dzekotroppo solo. E se non fa centro Edin, sono dolori; Perotti ha sempre segnato poco, Kluivert in questo deve migliorare tanto; Florenzi (cercato dalla Sampdoria, ma lui vuole la Juve o l'Inter) non viene utilizzato avanti (e a dire il vero nemmeno dietro), Kalinc è out e Under è sempre stato indisponibile. Non resta che sperare in Zaniolo, che sta segnando, ma non compensa il vuoto che c'è intorno, o nei rientri soprattutto di Mkhitaryan e di Pellegrini. L'armeno è il primo soccorso perché Dzeko smetta di sentirsi solo, per dare il cambio sugli esterni o al centro, come trequartista o falso nove.
MUSCOLI - Discorsi teorici, ovvio, molto dipenderà anche dalla sua condizione di salute. In passato Micki ha sofferto di guai muscolari, al piede, al ginocchio, non s'è mai fatto mancare niente. A Roma sta solo continuando su quel trend. Ed è stato preso proprio per aiutare Dzeko, che da un po' gioca lontano dalla porta e gli altri non lo sostituiscono, nei numeri, in zona gol. Miki è stato male e il rientro non sarà esplosivo:ha saltato la sfida con l'Atalanta, lo scorso 25 settembre, perché non stava bene, poi si è fatto male quattro giorni dopo a Lecce e da quel caldo pomeriggio salentino non lo abbiamo più visto. Un mese e mezzo in naftalina, a curare un problema simile (meno grave) a quello di Cristante. Micki ha rinunciato alla nazionale e per lui è solitamente un peso, ma ha capito che ora è il momento di spingere. Il futuro a Roma è tutto da decidere, il suo campionato comincia ora. Di partite ne ha saltate troppe, nove. Non ha mai giocato in Europa League, dopo la prima presenza solo in panchina contro Basaksehir non è più stato a disposizione. E' arrivato dopo il derby, avendo giocato tre spezzoni di gara in Premier con la maglia dell'Arsenal (84 minuti contro il Newcastle, 4 con il Liverpool e 23 col Tottenham), in A ha esordito con il Sassuolo, con gol, poi a Bologna, a Lecce (al Via del Mare ha lasciato un assist), più va aggiunta l'ultima parte della sfida contro l'Atalanta (25 minuti). Dopodiché, addio. E' stato un mese e mezzo di lavoro e di speranza. Con il Brescia, il 24, tornerà a disposizione, questo spera Paulo.
ESPERTO IN MATERIA - L'armeno doveva portare brillantezza all'attacco della Roma, assist e qualche gol. La sua assenza ha fatto crescere Kluivert e Zaniolo. Micki è uomo assist per eccellenza, basti pensare che nelle sue stagioni al Dortmund (le migliori della carriera) ha chiuso con più palle gol (49) che reti (41) nelle sue 140 presenze. Nell'ultima stagione in Premier sono più gli assist, 7, che le reti, 6. E sempre con i gunners ha chiuso con 13 assist e 9 reti. Se questa tendenza verrà mantenuta, Dzeko - e non solo - conterà i suoi benefici. Mkhitaryan in questa settimana tornerà ad allenarsi con il gruppo, così come Pellegrini, un altro che Fonseca attende con ansia. Perché Pastore c'è, ma non basta.
Spinazzola "affaticato". Florenzi-Politano, si pensa ad uno scambio
IL MESSAGGERO - CARINA - Più che un affaticamento muscolare, si tratta di una piccola lesione. Per 7-10 giorni costringerà Spinazzola a svolgere lavoro a parte. L’ex juventino dovrebbe tornare in gruppo entro giovedì o venerdì della prossima settimana. In tempo, forse, per strappare una convocazione per il Brescia. Nel caso Spinazzola non dovesse farcela, è pronto Santon. Florenzi, infatti, è diventata la terza scelta. Gennaio è lontano ma qualcosa inizia a muoversi. Anche se l’Inter ha già bloccato Darmian, Conte aprirebbe all’arrivo di Alessandro (richiesto pure dalla Samp, in prestito) a patto che parta un altro elemento della rosa. L’indiziato è Politano. Toccherà agli agenti lavorare su un possibile scambio.Ma prima Perotti dovrà trovare un’altra sistemazione.
Certi pomeriggi amari
(MASSIMO PAPITTO -INSIDEROMA.COM) - Partiamo dalla fine per analizzare la sconfitta di Parma e partiamo da un particolare: cavolo, Cornelius ci segna sempre. Sempre a noi. L’ultima volta era toccato con l’Atalanta nel primo anno di gestione Di Francesco e sempre per una sconfitta di 2-0 questa volta però all’Olimpico. Cornelius quando vede la Roma vede il diavolo. Non c’è nulla da fare e da dire. La storia giallorossa è piena di calciatori meteore o semi-meteore che sono diventati per una giornata carnefici. E’ incredibile.
Detto questo però, sarebbe ingeneroso pensare alla sconfitta di Parma come una sconfitta soltanto accostabile alla prestazione di Cornelius. C’è stato dell’altro: c’è stata una Roma che per la prima volta in stagione ha fatto veramente fatica a trovare la via della rete. Una Roma che ha fatto fatica a produrre azioni, gioco e che ha corso poco e male. Sarà stata stanchezza fisica come si sente dire anche da mister Fonseca? Può darsi di si. Stanchezza fisica e poi però anche mentale, perché non puoi giocare sempre a mille se tre giorni prima hai dovuto fronteggiare la prima in classifica nella Bundesliga (il Borussia Moenchengladbach) e che ha vinto di largo anche domenica all’ora di pranzo contro il Werder Brema consolidando il primato nel campionato tedesco.
La Roma in questo mese e più di emergenza ha fatto molto, forse troppo rispetto ai calciatori che aveva a disposizione e alle risorse che gli erano rimaste e forse appunto per questo le aspettative si erano alzate. Ha vinto partite inaspettate (quella con il Napoli ne è l’esempio) e ha vinto partite con grandissima naturalezza come ad Udine e con il Milan. Ha alzato l’asticella in un momento delicato facendo credere di essere forte anche in emergenza con un Dzeko infinito nonostante fosse “mascherato”, un Mancini straordinario nel ruolo di diga davanti alla difesa e un Pastore clamorosamente rigenerato. Tutte cose che avevano fatto pensare ad una Roma forte e indistruttibile senza pensare però al rovescio della medaglia che poi puntualmente è arrivato. A Parma la Roma ha accusato. Ha accusato di colpo tutta questa emergenza di giocatori infortunati e ha accusato la stanchezza di quelli che hanno dovuto “tirare” come matti per colmare l’assenza degli altri. Si è vista di botto una Roma prevedibile e non coraggiosa come la si era ammirata in precedenza. Si è tornati sulla terra e si è fatto i conti con la realtà.
La Roma se vorrà essere competitiva per i posti Champions da qua a fine stagione avrà bisogno di tutti i suoi calciatori più importanti (Pellegrini e Mkhitaryan su tutti). Avrà bisogno del miglior Dzeko in zona gol, avrà bisogno di Mancini in difesa accanto a Smalling e avrà bisogno di poter attingere alla panchina quando sarà necessario farlo. Il calcio oramai viaggia a ritmo di una partita ogni tre giorni e giocare sempre con gli stessi undici non è più immaginabile. A Parma, in un pomeriggio amaro, la Roma se ne è resa conto sulla propria pelle ma niente però è ancora irrecuperabile. Basta soltanto ritornare compatti e orgogliosi.
La Roma aspetta rinforzi
IL TEMPO - AUSTINI - Il conto è arrivato tutto alla fine. Salatissimo. La Roma ha perso le ultime due partite del mini-ciclo da sette match per stanchezza. La causa è stata piuttosto chiara e l'ha confermata Fonseca, che aveva tirato fuori dai "superstiti" energie insperate ma inevitabilmente ha dovuto poi pagare lo scotto dell'emergenza. "La realtà è questa e non posso immaginare altro" ha aggiunto ieri da Nyon il portoghese, che ha scelto un gruppetto di titolari, li ha spremuti fino in fondo, non si è fidato mai di quelli divenuti rincalzi e non ha potuto sfruttare quasi per niente quei pochi che, via via, sono usciti dall'infermeria. Under, Perotti e Diawara sono stati poco più che comparse in mezzo a quelli che hanno dovuto tirare la carretta per tre settimane. Da Kolarov a Mancini, da Pastore a Dzeko il crollo fisico è arrivato tutto insieme tra Germania e Parma, due ko che hanno complicato il cammino europeo e fatto scivolare la Roma dal terzo al quinto posto condiviso con l'Atalanta. Sosta benedetta, quindi, a patto che non si faccia male nessun altro, e uno sguardo fiducioso al futuro.
Per la gara con il Brescia alla ripresa il 24 novembre tornerà disponibile Mkhitaryan, che è stato risparmiato dall'Armenia e resterà a Trigoria a completare il recupero da un infortunio più lungo e fastidioso del previsto: ha saltato nove partite tra campionato e coppa, da oggi in poi ogni giorno è buono per rivederlo parzialmente in gruppo. Subito dietro di lui c'è Pellegrini, che sfrutterà la pausa per completare la fase di recupero. Se non riuscirà a farsi convocare per la gara col Brescia, punterà quella successiva a Istanbul. Insomma ci siamo. Aspettando l'esito degli esami di Spinazzola, tempi ancora lunghi per Cristante e Kalinic, entrambi destinati a rientrare con l'anno nuovo. L'attaccante croato potrà tornare a correre tra un mesetto circa, quando la sosta natalizia sarà ormai dietro l'angolo. Si attende quindi un nuovo tour de force per Dzeko nelle ultime sette gare del 2019.
Nel frattempo Petrachi cercherà di aggiustare la rosa sul mercato, con un primo nodo da sciogliere: la situazione di Florenzi. "Mancini ha detto che è fondamentale per l'Italia? Sono opinioni personali differenti, anche per me è un giocatore molto importante - ha detto Fonseca commentando le parole del ct - non c'è davvero alcun problema, in questo momento è un'opzione". Che non viene però mai scelta. Intorno a Natale si farà un quadro col suo agente, è chiaro che se il capitano non tornerà protagonista si valuterà anche di separarsi. E in quel caso - al momento un'ipotesi estrema - servirà un altro terzino perché Zappacosta non sarà pronto prima di aprile e Spinazzola non dà garanzie fisiche. Petrachi proverà a piazzare anche Juan Jesus e Perotti, qualora liberasse spazio salariale prenderebbe anche un mediano.
E Falcao tifa: «Champions alla portata. Giocare bene aiuta a vincere»
GAZZETTA DELLO SPORT - Oggi verrà assegnato il Golden Foot Awards 2019 e accanto a gente del valore di Messi, Ronaldo, Lewandowski e Modric ci sarà spazio anche per la sezione Leggende. Tra queste anche Paulo Roberto Falcao, che la sua leggenda l’ha scritta in particolare a Roma. «La Roma ha una tifoseria che ti obbliga a giocare bene. La rincorsa alla Champions? Può farcela. Juventus e Inter, invece, sono molto avanti. E c’è il Cagliari che sta facendo davvero un bel campionato», ha detto il Divino.
Esami ok per Pellegrini. Col Brescia andrà in panchina
GAZZETTA DELLO SPORT - Riprenderà ad allenarsi oggi la Roma, alle 10, e per prima cosa Fonseca dovrà fare in modo che i suoi calciatori recuperino energie. In tanti, in queste settimane di sosta, alterneranno lavoro differenziato a lavoro in gruppo. Recuperare Mkhitaryan è invece l’obiettivo per averlo a disposizione alla ripresa contro il Brescia.
Ieri ecografia a Trigoria per Spinazzola, che oggi però sarà esaminato anche a Villa Stuart, mentre Pellegrini, che è stato visitato al piede dal professor Santucci, sta meglio e potrebbe andare in panchina contro il Brescia.
Da Smalling e Under fino a Kolarov: quando la sosta non è uguale per tutti
IL MESSAGGERO - ANGELONI - La sosta è uguale per tutti (nazionali e non), ma per alcuni è più (o meno) uguale. Il dibattito è aperto, ma ci sono fatti da cui non ci si può nascondere. Dzeko e Kolarov, ad esempio, giocheranno ancora con le maglie dei rispettivi paesi e questo non può essere un bene per la Roma, che li riavrà - alla ripresa - ancor più stanchi di oggi, tra viaggi e, appunto, minuti in più messi, con ogni probabilità, sulle gambe. Edin avrà la prima in Bosnia e la seconda in Liechtenstein, Aleksandar giocherà due volte in casa. Per lui sarà un en plein, visto che dalla precedente sosta le ha giocate tutte (e per intero) con la Roma. Poi c'è l'Under 21 Kluivert impegnato contro Gibilterra (fuori casa, qualificazioni) e Inghilterra (in casa, amichevole). E Justin, di solito, degli Oranje è un titolare, almeno la prima la giocherà.
I MINUTAGGI - La Nazionale è, almeno sulla carta, benefica per i romanisti dell'Italia di Mancini. Su tutti, Florenzi. Che non ha certo bisogno di riposare, anzi. Ha la necessità di ritrovarsi, di risentirsi importante, di dimostrare. Per lui è una grande opportunità, invece: più gioca e meglio sarà. Gianluca Mancini avrà la possibilità di respirare aria azzurra, senza troppe pressioni: se gioca, tanto di guadagnato e di sicuro non lo farà per centottanta minuti. Stesso dicasi per Zaniolo, che ha bisogno di ritrovare motivazioni azzurre e dimenticare le ultime delusioni romane. Ciò detto su Florenzi, vale anche per Under, che ha bisogno pure lui di ritrovarsi e questo passa da un impiego costante (la Turchia giocherà contro l'Islanda a Istanbul e ad Andorra). Giocare, per loro, può solo portare benefici. La sosta fa bene di sicuro a chi non parte e Fonseca ha già deciso che il prossimo week end sarà libero per tutti. Riposo assoluto. Nel frattempo il tecnico della Roma potrà gestire le forze dei suoi uomini svincolati da impegni nazionali.
I RIPOSI - Vedi, ad esempio, Spinazzola, che ha dovuto rinunciare alla convocazione per via dell'ennesimo infortunio. Oggi farà i controlli e poi si vedrà. Nell'elenco figurano i più stanchi, che però non si muoveranno da Roma: Pastore, Smalling, Veretout, Perotti, poi i convalescenti Pellegrini, Mkhaitaryan e Kalinic. Oltre a Cristante e Zappacosta, che ne avranno ancora per un po'.
Florenzi azzurro ma il capitano va verso l'addio
LA REPUBBLICA - FERRAZZA - La nazionale per Alessandro Florenzi è ossigeno puro in un momento molto delicato per la sua carriera. Il momento probabilmente più delicato, tolto il pesante periodo del doppio infortunio al ginocchio, che l'aveva costretto lontano dai campi per quasi un anno. Roberto Mancini gli ha ribadito la sua grande fiducia ("Sara più riposato" ha detto it ct), che non sarà però a oltranza, con il reale pericolo che il ragazzo esca dalle convocazioni per l'Europeo se non troverà spazio in maniera continuativa nella Roma. La squadra giallorossa ha mostrato a Parma evidenti segnali di stanchezza, eppure Florenzi è rimasto per la sesta volta consecutiva in panchina. Paulo Fonseca non lo vede come terzino, e continua a preferirgli Spinazzola (che si è infortunato alla coscia) e Santon. E non lo considera neanche nelle rotazioni degli esterni d'attacco, visto che continua a fare altre scelte, ribadendo che ci sarà spazio per lui in futuro.
Alessandro ha ereditato la fascia di capitano da Daniele De Rossi e questo sembra essere un peso enorme agli occhi dei tifosi, nei confronti dei quali non vive un grande periodo di popolarità. La situazione è pesante per il numero 24, che non sta vivendo bene tutta la situazione, anche se ha scelto di non fare polemica e di sostenere i compagni. Ma Florenzi sta valutando la dolorosa possibilità di lasciare la capitale a gennaio. In ballo c'è la sua carriera e, nell'immediato, l'Europeo con l'Italia. Al rientro dalla nazionale il suo manager, Alessandro Lucci, incontrerà Gianluca Petrachi per capire le intenzioni del club e se con Fonseca sia possibile ricucire lo strappo oppure sia meglio separarsi. Le squadre interessate non sarebbero poche: Inter, Fiorentina, Milan, ma qualsiasi discorso è al momento prematuro.
Nel frattempo Fonseca dovrà arginare i danni fatti dalla doppia sconfitta con Borussia e Parma, sfruttando la sosta. Alcuni giocatori potranno adesso riposare - tra gli altri, Veretout, Smalling, Fazio - altri recupereranno dagli infortuni (Mkhitaryan e Pellegrini), per molti è invece tempo di nazionale (Kluivert, Kolarov, Dzeko, Pau Lopez, Florenzi, Mancini, Zaniolo, Cetin, Under, Fuzato).
Roma, un attacco più Dzeko che mai
IL MESSAGGERO - TRANI - Il rendimento dell'attacco della Roma, con 20 reti in 12 partite di campionato (le stesse della Juve capolista), non fa felice Fonseca che, solo 1 gol nei ko in Germania e in Emilia, si è ritrovato al 3° posto nel gruppo J di Europa League e al 6° in serie A. In 3 giorni, perse 5 posizioni nelle 2 competizioni: oggi non sarebbe qualificato per i sedicesimi e nemmeno per la Champions, obiettivi di oggi e di domani. Al portoghese, però, mancano, soprattutto le reti di Dzeko. Che ha fatto cilecca negli ultimi 4 match.
FINALIZZAZIONE INSUFFICIENTE - L'involuzione di Edin è tattica. In area non entra quasi mai da quando si è infortunato contro il Cagliari (6 ottobre). Non gioca per se stesso, ma per i compagni. Che a parte Zaniolo, non sfruttano però il suo lavoro. Nè riescono a favorirne le conclusioni in porta. Solo 3 nello specchio in 6 partite: gol contro il Milan, i tiri contro l'Udinese e il Borussia. Al Tardini, nervoso e fiacco, ha calciato due volte verso Sepe: a respingere, i difensori del Parma. Sulle sue prestazioni hanno sicuramente inciso la maschera, tolta solo a Moenchegldbach, e la stanchezza. E la scarsa collaborazione di chi avrebbe il compito di assisterlo: il ritorno di Mkhitaryan e di Pellegrini dovrebbe riportarlo in quota.
PARAGONE SCOMODO - Dzeko (5 gol, senza rigori) è al 9° posto nella classifica dei marcatori della serie A. Ha davanti Immobile (14), Lukaku (9), Muriel (8), Belotti e Berardi (7), Zapata, Correa e Joao Pedro (6). Centravanti e non solo. Più efficace pure qualche seconda punta o esterno offensivo. E tra chi ha realizzato le sue stesse reti, solo Lautaro e Mancosu sono sempre scesi in campo (12 presenze su 12) come Edin. Media gol migliore per Milik (6 gare), Cornelius (8), Caputo (9), Ronaldo (10) e Koaumè (11).
SENZA VICE - Il centravanti di scorta della Roma sarebbe Kalinic. Che, fermatosi a Marassi contro la Sampdoria (l'unica in cui Dzeko, in questo torneo, è partito dalla panchina), è subito uscito di scena: solo 76 minuti e 3 presenze in campionato, senza mai fare centro (nemmeno in Europa League: 1 gara da titolare e l'altra da subentrato per un totale di 106 minuti). Su 16 partite, Fonseca lo ha avuto a disposizione per 8: la metà, essendo arrivato in corsa dopo la seconda giornata. Il colpo last minute di Petrachi finora è stato a salve. La Roma ha quindi bisogno, in panchina, di un attaccante capace di farsi sentire in area di rigore. L'obiettivo del ds, nella sessione invernale del mercato, è chiaro: se Kalinic a gennaio non sarà utile, andrà scelto un altro centravanti. Magari giovane, da far crescere dietro a Dzeko. L'acquisto è stato scadenzato a giugno, ma potrebbe essere fatto in anticipo. Offerto Seferovic, 27 anni, centravanti svizzero del Benfica (in Italia ha già giocato con la Fiorentina, il Lecce e il Novara).
SOLUZIONE TAMPONE - L'unico possibile sostituto di Dzeko è al momento Zaniolo. Lo ha detto in pubblico Fonseca che non ha abituato la platea a bluff di parola. L'allenatore è stato sempre sincero quando ha dovuto spiegare le possibili mosse da fare in emergenza. Come utilizzare, dunque, alcuni giocatori della rosa giallorossa, tenendo conto delle caratteristiche dei singoli. Zaniolo, quando Dzeko è stato operato per la doppia frattura allo zigomo, ha spesso fatto le esercitazioni da centravanti, alternato in allenamento proprio con Kalinic che poi è stato scelto per la gara di Genova, dove però è finito ko in meno di un tempo. Proprio dopo la partita di Marassi, si è scatenato il ventenne, 4 reti di fila prima di fermarsi contro il Borussia e il Parma, confermando di essere il più ispirato in area e anche fuori. E dando ragione al tecnico che se lo tiene stretto come centravanti. Non si sa mai.