Dan Friedkin, un tycoon a Roma. Il club conferma: la trattativa c'è
LEGGO - BALZANI - «Ci sono dei contatti preliminari in corso con potenziali investitori». La conferma ufficiale è arrivata alle 17,30 di ieri, qualche ora dopo la notizia della presenza del magnate Dan Friedkin a Roma. Non una vacanza quella del 52enne di Houston, ma l'avvio di una trattativa che potrebbe concludersi in tempi brevi. Il club giallorosso, infatti, potrebbe passare alla fase Usa 2.0 (da Boston al Texas) e essere trasferita nei prossimi mesi dalle mani di Pallotta a quelle di Friedkin.
Uno dei veri Paperoni americani grazie soprattutto alla distribuzione in esclusiva delle vetture Toyota tra Texas, Arkansas, Louisiana, Mississippi e Oklahoma oltre che per la produzione di alcuni film. Il 504° più ricco uomo del mondo (4,5 miliardi di patrimonio secondo Forbes) dorme al De Russie di Piazza di Spagna e due sere fa ha cenato da Pierluigi a Piazza de' Ricci proprio mentre sui media italiani (in anteprima su Il Messaggero) appariva una sorta di brochure di vendita ufficiale del club redatta dalla banca Goldman Sachs in 4 pagine. Nel pacchetto pubblicizzato compare anche «la progettazione per la costruzione di uno dei più grandi complessi sportivi e di intrattenimento in Europa». E quindi: «l'opportunità unica di possedere e controllare un'iconica squadra di calcio italiana, situata in uno dei mercati più interessanti del mondo e che offra opportunità tangibili per una significativa crescita di valore».
Di fatto Friedkin è a Roma per portare avanti una due diligence e ha già incontrato alcuni dirigenti italiani allo studio Tonucci che da sempre rappresenta Pallotta in Italia. I texani vorrebbero chiudere l'affare in tempi brevi. Si ipotizza già per il mese di febbraio. Una notizia bomba che ha scatenato Piazza Affari tanto che il titolo della società giallorossa è stato addirittura sospeso per eccesso di rialzo, con una variazione teorica positiva del 12,87%.
Proprio su richiesta della Consob la Roma ha dovuto replicare con un comunicato in cui viene confermato l'interesse di un nuovo socio. «Con riferimento ad alcune indiscrezioni apparse sugli organi di stampa in relazione ad una possibile acquisizione delle partecipazioni di A.S. Roma S.p.A. da parte di potenziali investitori, AS ROMA SPV LLC informa che sono in corso dei contatti preliminari con potenziali investitori al fine di permettere loro di valutare l'opportunità di un possibile investimento. In caso di perfezionamento di accordi aventi ad oggetto il trasferimento delle partecipazioni detenute in A.S. Roma S.p.A., AS ROMA SPV LLC fornirà adeguata informativa al Mercato nei termini di legge». La notizia della messa in vendita della Roma ha acceso timidamente anche gli interessi arabi in Qatar che però non sembrano ancora pronti a investire in Italia.
Pallotta valuta il club 800 milioni con un extra legato al nuovo stadio
IL MESSAGGERO - DIMITO - James Pallotta valuta la As Roma 800 milioni che, al netto dei 270 milioni di debiti, può fruttare un prezzo di 530 milioni. Più un'aggiunta (earn out in linguaggio tecnico) legata al progetto Stadio se mai si facesse. E' questo l'ordine di grandezza sul quale Goldman Sachs e lo studio legale Chiomenti, advisor del patron del club giallorosso, stanno conducendo il processo di vendita raccogliendo manifestazioni di interesse: finora ne sono pervenute circa 20, da tutte le parti del mondo, nessuna italiana.
In parallelo a questa procedura, ecco, giorni fa, l'irruzione di Dan Friedkin, uomo d'affari californiano, importatore del marchio Toyota che attraverso due emissari da qualche giorno nella capitale, vuole aggirare la procedura di vendita e fare un'offerta al più presto bruciando la concorrenza.
AGGUERRITI Ma i competitor, almeno alcuni di essi, sono molto agguerriti. Ci sarebbe innanzitutto una vecchia conoscenza italiana del mondo del fashion: Mayhoola for Investments, della famiglia reale del Qatar che a luglio del 2012, ha acquisito per 850 milioni il controllo di Valentino, a giugno 2016 la casa di moda francese Balmain, aggiungendo un marchio favorito da Kim Kardashian e il mese dopo la griffe Pal Zileri. Ma la squadra di Nicolò Zaniolo fa gola anche altri investitori del golfo. C'è Qatar sport investments, proprietario del Paris Saint Germain ed è di proprietà della Qatar Investment Authority (Qia) che nel 2010 stava scalando UniCredit e ha messo le mani a Milano sul Progetto Porta Nuova; Mubadala Development Company, veicolo d'investimento del governo di Abu Dhabi, che anch'esso ha rapporti ancora in corso con Unicredit dove ha il 4,9%; poi c'è Adia, fondo emiratino che assieme Gic (Singapore) ha il 45% di Cellnex, la società della torri di Edizione (Benetton) e spesso è interessato in deal italiani.
A parte il mondo arabo, il dossier è sul tavolo di molti fondi di investimento internazionali che stanno valutando il da farsi. Goldman Sachs che da quattro anni è vicina alla Roma è ha i 2/3 del debito della società di calcio, punta entro Natale a raccogliere le offerte non vincolanti, sempre che nel frattempo, non ci sia un'accelerazione con Friedkin, che è assistito da JpMorgan, banca d'affari americano dove il plenipotenziario per Europa, Medio Oriente e Africa è Vittorio Grilli, ex dg del Tesoro.
LA PRESENTAZIONE Nel giro di qualche settimana dovrebbe avvenire la management presentazione che è la presentazione del top management della società ai pretendenti: è una delle tappe tradizionali di queste operazioni di vendita delle società. Consente ai pretendenti di conoscere coloro che guidano la Roma, apprendere dalla loro voce i piani di sviluppo, interrogarli sull'andamento del club al di là dei numeri ufficiali.
La As Roma, quotata in Borsa, è controllata da Pallotta tramite Raptor, una finanziaria Usa che ha il 79% della società di calcio, a sua volta posseduta attraverso Neep holding. Quest'ultima è una scatola sopravvissuta dal 2010, quando Unicredit conquistò la maggioranza nell'ambito della ristrutturazione del gruppo Sensi. A seconda di come verrà strutturata la cessione del club, potrà dipenderà lo svolgimento di un'opa. Pallotta è disponibile a cedere una minoranza e la maggioranza. Il prezzo lordo per il 100% di 800 milioni è un multiplo di circa 3,5 volte il valore dell'attivo del club pari a 220 milioni.
«Houston, abbiamo un problema»: l'ironia dei tifosi impazza sul web
LEGGO - BALZANI - Entusiasmo sì, ma non troppo. La notizia del possibile passaggio di consegne da Pallotta al texano Friedkin ha scaldato la giornata di ieri su radio e social dove il tormentone maggiore è stata la famosa frase del film Apollo 13: Houston, abbiamo un problema. L'indiscrezione non ha scosso troppo la piazza come accaduto 10 anni fa. In molti desiderano un cambio di prospettiva ma invitano a volare basso. Avrei preferito gli arabi, con gli americani non c'è andata molto bene, recita un tweet di CosimoSkossa. Rischiamo di finire dalla padella alla brace, il commento di Stefano79. Mentre MarcoCiora è scettico sull'operazione: Appena Friedkin vedrà i conti in rosso scapperà. Pensiamo alla partita di domenica col Brescia. C'è però anche chi già esulta. Va bene chiunque, pure Ferrero. Basta che va via Pallotta, il commento di Francesco Anselmi. Mentre Roberto Ruffini analizza: Friedkin sta su Forbes, è ricco davvero. Si apre una nuova era. E magari ci riporta pure Totti. Ovviamente felice Brenno Giannini, il presidente del Roma Club Houston intervenuto ieri a Centro Suono Sport: Tutti conosciamo la ricchezza Friedkin, sarebbe un gran colpo per noi romanisti. E' entusiasta anche l'ex Ministro all'Economia Padoan a Radio Radio: Do una valutazione positiva a patto che rafforzino la società. Come ci dimostrano altre squadre italiane si vince se si ha una buona struttura societaria capitalizzata che ti permette di evitare di vendere i pezzi pregiati ogni anno per risistemare i bilanci. Se c'è anche un rafforzamento finanziario ben venga. Infine una notizia di mercato: lo United vorrebbe Dzeko già a gennaio.
Roma a Friedkin, Pallotta apre
IL TEMPO - BIAFORA - È venuto a Roma. Ha trattato il prezzo. Ed è ripartito convinto di poter mettere le mani sul club giallorosso in un futuro a breve termine. Dan Friedkin si è messo in testa di divenire l'erede di Pallotta, con tempistiche e modalità di investimento ancora da definire. Il Ceo e presidente del The Friedkin Group, consorzio statunitense che fattura oltre 9 miliardi di dollari all'anno, ne gli ultimi giorni è stato nel la Capitale per studiare in prima persona il dossier legato alla Roma, che dopo oltre otto anni può cambiare nuovamente il socio di maggioranza.
Friedkin, classe 1965, insieme alla moglie e uno dei quattro figli, ha alloggiato all'Hotel De Russie in centro, dove è solito soggiornare anche Pallotta, ha incontrato il Ceo giallorosso Fienga e gli altri dirigenti, oltre a tenere alcuni appuntamenti con il suo staff di quasi venti persone - compreso l’AD della Friedkin Companies Inc, la controllante del gruppo attraverso la quale sarebbe effettuato l’investimento - allo Studio Tonucci, studio legale che da sempre ha accompagnato l'avventura della Roma a stelle e strisce. L'imprenditore del Texas ha avuto modo di parlare in prima persona con Bob Needham, uomo di fiducia di Pallotta e Chief Financial Officer della Raptor, e, anche se non ci sono conferme, avrebbe visitato Trigoria e gli uffici del club all'Eur.
Come anticipato da 'Il Tempo' l’interesse di Friedkin è più che concreto, lavora al dossier giallorosso almeno da settembre scorso, e il suo obiettivo futuro è controllare la maggioranza della società: da capire come e quando, ricordando che in ballo c'è anche l'aumento di capitale già varato da AS Roma Spa fino ad un massimo di 150 milioni da varare entro il 2020. Conferme sono giunte dalla Roma stessa che ieri pomeriggio ha diramato un comunicato: «Su richiesta di CONSOB, con riferimento ad alcune indiscrezioni apparse in data odierna sugli organi di stampa in relazione ad una possibile acquisizione delle partecipazioni di A.S. Roma S.p.A. da parte di potenziali investitori, AS ROMA SPV LLC, società che detiene il controllo indiretto di A.S.ROMA S.p.A. tramite la sua controllata NEEP ROMA HOLDING S.p.A, informa che sono in corso dei contatti preliminari con potenziali investitori al fine di permettere loro di valutare l'opportunità di un possibile investimento in ASROMA SPV LLC».
Quella di ieri è stata una giornata abbastanza frenetica, iniziata con la sospensione tecnica del titolo azionario della Roma, schizzato ad oltre l'11% rispetto al prezzo di apertura. Il titolo, dopo una lunga sospensione, ha chiuso in rialzo del 16,6% a 0,589 euro, ai livelli di aprile 2018, con quasi 4,5 milioni di azioni scambiate. Friedkin in questi suoi giorni romani ha voluto vedere con i suoi occhi cosa è la Roma oggi e quali margini di sviluppo ha. Ora che ha tutto più chiaro prenderà una decisione sulla possibilità di entrare subito come socio di maggioranza 0 più gradualmente, accompagnato dal suo advisor finanziario (JP Morgan), da quello fiscale e da quello legale, con Goldman Sachs che rappresenta invece l’advisor della Roma.
Friedkin all’ora di cena ha lasciato Roma, nonostante fosse stato invitato ad assistere alla partita con il Brescia allo Stadio Olimpico. Si attendono ora le prossime mosse del texano e di Pallotta e i suoi soci, che valutano circa 1 miliardo «l’enterprise value» della controllante (nel suo portfolio c’è pure il futuro stadio a Tor di Valle): nell’eventuale prezzo di cessione delle quote andranno scalati i debiti finanziari della Roma (272,1 milioni secondo l’ultima trimestrale) e la quota di aumento di capitale che verrebbe sottoscritta dal nuovo acquirente. Di certo ora le negoziazioni entrano nel vivo. Sarà una fine di 2019 bollente.
Friedkin, Bellinazzo: "Diciamo che Pallotta rispetto a un anno fa è un po' meno convinto di restare al timone"
Marco Bellinazzo, giornalista de Il Sole 24 Ore, ha rilasciato un'intervista ai microfoni di RETESPORT per parlare delle indiscrezioni circolate già nella notte scorsa sul possibile interesse del gruppo Friedkin per la Roma. Queste le sue parole:
Quanto c'è di vero in queste indiscrezioni?
"Rispetto al passato, questo è un interesse concreto. È difficile dire in che modo avverrà l'ingresso del nuovo socio. Potrebbe essere sia un socio di minoranza sia di maggioranza, qualora ci fossero le condizioni giuste. La situazione dello Stadio della Roma ha cambiato un po' le cose, diciamo che Pallotta rispetto a un anno fa è un po' meno convinto di restare al timone. Il gruppo Pallotta aveva interesse nel rivalutare l'asset Roma, ma le vicende degli ultimi tempi stanno favorendo l'idea di una cessione".
Chi è Friedkin?
"Il gruppo Friedkin è più improntato ad attività commerciali. Non è un soggetto forte come Suning, ma si tratta di un investitore che ha le idee chiare sullo sviluppo di un'azienda legata al turismo. Roma sarebbe la piazza ideale per le sue attività. Non ha la forza di proporre sponsorizzazioni interne come Suning, ma darebbe maggior forza al gruppo Pallotta dal punto di vista immobiliare. Stando all'analisi dei dati. Non credo che Friedkin possa realizzare una 'scalata' in tempi brevi".
Quanto è cresciuta la Roma negli ultimi anni?
"La Roma è cresciuta a livello di piattaforme digitali, ma non dal punto di vista immobiliare a causa delle difficoltà legate alla realizzazione dello stadio. È migliorata rispetto al passato, ma oggi non tiene il passo di Juventus e Inter. Se oggi entrasse nel club uno sceicco del Qatar cambierebbe poco, ci vorrebbe comunque tempo per progettare una crescita a livello economico e finanziario".
Sulle ultime vicende del calcio italiano...
"Miccichè è rimasto vittima di guerre fratricide e dei ruoli collaterali che ricopre. La politica sportiva italiana continua a pensare agli appetiti personali più che a quelli collettivi".
Zaniolo, 17 dribbling riusciti in questa Europa League
Nicolò Zaniolo ha siglato una doppietta nel matcìh della Nazionale contro l'Armenia. Come rivela il portale di statistiche OptaPaolo, il trequartista giallorosso ha completato 17 dribbling nell'Europa League in corso.
17 - Nicolò #Zaniolo ha portato a termine 17 dribbling nell'Europa League in corso, nella stagione 2019/20 fra Champions League ed Europa League solo un giocatore ha fatto meglio: Lionel #Messi (28). Funambolo. pic.twitter.com/1TebkDDPaX
— OptaPaolo (@OptaPaolo) 20 novembre 2019
Allenamento Roma, focus tattico. Lavoro di scarico per Kluivert, individuale per Fazio e Perotti
La Roma è tornata a Trigoria in vista del match di campionato in programma domenica contro il Brescia. La squadra ha iniziato la seduta con i consueti esercizi di attivazione muscolare prima di dedicarsi ad un lungo focus tattico. Lavoro di scarico per Kluivert, individuale per Fazio e Perotti.
Pleśnierowicz: "Venerdì ho giocato con il Lech, la mattina dopo ero sull’aereo per Roma: all’arrivo sono andato subito a fare le visite, poi a firmare il contratto"
Wiktor Pleśnierowicz, difensore polacco della Roma Primavera, ha rilasciato alcune dichirazioni al portale gloswielpokolski.pl, in cui ha parlato dei suoi primi mesi nella squadra giallorossa e delle sue speranze per il futuro. Queste le sue parole:
"Il 28 agosto mi sono trovato un messaggio del mio agente che mi diceva di richiamarlo. Quando ho saputo della Roma la prima cosa che ho detto è stata ‘Forza, facciamolo!’ Allora i club hanno cominciato a parlare ed è andato tutto molto velocemente, tra mercoledì e sabato. Sapevo che alcuni club mi osservavano, ma non ho chiesto perché i giallorossi fossero interessati a me, ero troppo felice. Ho solo sperato che andasse tutto per il meglio. Venerdì ho giocato con il Lech, la mattina dopo ero sull’aereo per Roma: all’arrivo sono andato subito a fare le visite, poi a firmare il contratto. I miei compagni mi hanno accolto subito in maniera calorosa e si sono preoccupati di come stessi, nonostante la lingua. Mi portavano con loro dappertutto, mi venivano a prendere prima e dopo l’allenamento, visto che vivevo in hotel. Sono rimasto sorpreso dall’intensità degli allenamenti. Prima della partita ci riposiamo un po’, la seduta è molto più corta perché dobbiamo essere freschi. C’è molta competizione per il ruolo di titolare, ma è una cosa sana, nessuno mette i piedi in testa all’altro. I ritmi sono più alti. Zalewsk? Non lo conoscevo, perché non ci siamo mai incrociati in Polonia e in nazionale. Il mister Ulatowski mi ha detto che l’Italia è l’università dei difensori. Ora vedo come ci si concentra sulla fase difensiva e sui movimenti precisi, può essere un bell’anno per me. Posso dire che giocare nella Primavera della Roma mi darà più di quando ero nelle riserve del Lech Poznan. I miei obiettivi? Giocare il più possibile a Roma per crescere e vincere lo scudetto, poi imparare anche la lingua. È molto difficile, studio da solo e insieme a un insegnante polacco via Skype. Capisco diverse cose, ma è ancora complicato. Il Lech Poznan è nel mio cuore, il mio sogno è ancora debuttare con la prima squadra. Sono in prestito alla Roma, continuerò a crescere e poi tornerò possibilmente nel mio club, anche se la Roma ha un’opzione per riscattarmi. Dipende tutto da come sarà il mio percorso, il Lech non è per tutti. Se verrà fuori che non è neanche per me, allora prenderò altre strade”.
Florenzi-Esposito, ipotesi scambio
Questa mattina, durante la trasmissione radiofonica 'Radio Radio mattino sport & news', Ilario Di Giovambattista ha rivelato un'indiscrezione di mercato riguardate Alessandro Florenzi. La Roma starebbe trattando con il club nerazzurro per un possibile scambio tra il terzino giallorosso e Sebastiano Esposito. La trattativa potrebbe chiudersi già nella sessione invernale di calciomercato.
Oro d'Italia con Zaniolo. E a Palermo per lui c'era il Man Utd
IL MESSAGGERO - TRANI - Il viaggio a Palermo è stato tutt'altro che a vuoto. Nel calcio, chi va a seguire uno o più giocatori, spesso se ne torna a casa senza essere pienamente soddisfatto. L'emissario dello United, invece, ha fatto l'en plein, raccogliendo le informazioni utili per il futuro mercato del Manchester. Lunedì sera l'osservatore del club inglese si è presentato allo stadio Renzo Barbera per pesare la prestazione di Zaniolo dal vivo. E quella di Tonali. Il blitz è andato a buon fine, anche perché i due giovani azzurri, classe 1999 il giallorosso e 2000 il bresciano, sono rimasti in campo dall'inizio alla fine. Verifica a 360 gradi, dunque, sul comportamento in campo internazionale di Nicolò da Massa e di Sandro da Lodi, di fatto ex Under 21. Hanno giocato insieme da titolari, in perpendicolare nella catena di destra nel 1° tempo della gara con l'Armenia, braccio e mente fino all'intervallo. Nella ripresa, invece, si sono allineati, incursore alla Barella il romanista, sempre aiuto regista l'altro. Tatticamente, insomma, la risposta è stata esauriente. Così come tecnicamente, con le 2 reti e l'assist del romanista per Immobile.
PREZZO IN AUMENTO La missione dell'emissario, comunque, ha avuto come principale riferimento Zaniolo. Lo United, attualmente in contatto con il management di Pallotta per stabilire la cifra dell'eventuale riscatto di Smalling a fine stagione, segue Nicolò già dall'inizio del 2019. Il talento giallorosso è finito nel mirino del Manchester dopo l'exploit in Champions: doppietta contro il Porto il 12 febbraio all'Olimpico nella gara d'andata degli ottavi. L'intenzione del club inglese è di forzare i tempi perché si rende contro che il valore del cartellino lievita di partita in partita. Meglio provarci subito, quanto meno strappando un'opzione ai dirigenti della Roma che stanno appunto trattando l'acquisto definitivo del difensore centrale arrivato dalla Premier. Proprio in questi giorni l'International Center of Sport Studies (Cies) ha evidenziato come la quotazione di Zaniolo sia cresciuta da qualche settimana, salendo a circa 80 milioni (78,9). L'ultimo aggiornamento è di lunedì 4 novembre, subito dopo il 4° gol consecutivo dei primi 5 stagionali (ora è a 7), realizzato il 2 novembre all'Olimpico contro il Napoli. La doppietta in azzurro è il nuovo step del giocatore che, davanti all'osservatore, ha messo in mostra il meglio del suo repertorio: qualità, finalizzazione, pressing e agonismo. Presenza fisica e tecnica, per intendersi. Al capitano Florenzi, in panchina al Barbera, ha dedicato in campo l'abbraccio dopo il 1° gol e su Instagram la foto che inquadra quel gesto affettuoso a fine partita con un semplice «Ti voglio bene». Il 4 settembre del 2004, sempre a Palermo, De Rossi debuttò facendo centro contro la Norvegia. Daniele, fino a lunedì sera, è stato il romanista più giovane a segnare in Nazionale. Adesso è Nicolò: 20 anni e 139 giorni.
Zaniolo-Immobile: l'insolita coppia che unisce Roma
IL TEMPO - AUSTINI - Un colpo di fulmine. Conoscersi a malapena e scoprire all'improvviso di essere fatti uno per l’altro. Immobile e Zaniolo, un laziale e un romanista insieme, ci hanno messo una sola partita a trovare un'intesa che promette scintille per l’Italia.
L'inedita coppia ha passeggiato sopra la modesta Armenia, trovandosi a meraviglia sul campo. Assist al bacio di Ciro per il primo gol in nazionale di Nicolò, favore restituito un quarto d'ora dopo dal talento giallorosso che ha spedito in porta il bomber laziale con un altro filtrante perfetto. Immobile aveva già segnato il gol del vantaggio, Zaniolo ha trovato la doppietta con un sinistro dei suoi nella ripresa. Una serata straordinaria per entrambi, l’inizio di qualcosa di inedito perché nella storia della Nazionale non c’è mai stata una coppia d’attacco formata da un giallorosso e un biancoceleste. Totti e Vieri, ad esempio, si sono appena incrociati in azzurro quando giocavano insieme nella Capitale, Signori era uscito dal giro prima. Così, veder Immobile e Zaniolo abbracciati dopo i rispettivi gol, fa un certo effetto.
Due ragazzi che uniscono idealmente le sponde dei nemici perenni, con la prospettiva di ritrovarsi a giugno con uno stadio intero a tifare convinti per loro. L’Olimpico sarà infatti il teatro delle prime tre sfide (più un’eventuale quarta) della Nazionale nel prossimo Europeo itinerante, nel torneo che dovrà ridare dignità alla grande assente dell'ultimo Mondiale. Mancini ha già fatto un lavoro straordinario e i risultati ottenuti (record di vittorie consecutive e nell’anno solare) sono la conseguenza di scelte chiare e azzeccate. Il ct è partito da un centrocampo di piedi buoni e dinamismo col trio Barella-Jorginho-Verratti, ora da mesi cerca un assetto definitivo per l’attacco, dove Immobile sta finalmente trovando spazio e fiducia, mentre Zaniolo rappresenta una stimolante novità. «E un centrocampista che fa gol - ha spiegato il tecnico parlando del giallorosso - e questo ci permetterebbe di avere un altro attaccante. L'ho fatto giocare nel ruolo che ha ricoperto nell’ultimo anno con la Roma per metterlo a suo agio. È giovane, a volte gioca sull’istinto e a centrocampo bisogna pensare. Credo possa fare entrambe le cose».
Non più solo mezzala, quindi, ma candidato a giocare sulla destra sfidando la concorrenza dei vari Chiesa, Insigne e Bernardeschi. D’altronde i suoi numeri più recenti sono quelli di un attaccante. Da Roma-Monchegladbach in poi ha segnato 6 gol in 7 partite compresa la Nazionale in 575 minuti trascorsi sul campo, praticamente una rete ogni 95 minuti. Il «contatore» di Immobile è impazzito da tempo. In questa stagione il capocannoniere del campionto ha più gol (19) che presenze (17) complessive tra Lazio e Italia. In biancoceleste è arrivato a 102 centri in 149 match mentre in serie A ha tagliato il traguardo delle 200 presenze a quota 113reti:il miglior italiano di sempre in questa statistica (un gol più dell'ex giallorosso Montella... ) e il biglietto da visita migliore per prenotare un Europeo da protagonista. In coppia con un romanista.
Ora Florenzi deve convincere anche Fonseca
IL TEMPO - BIAFORA - Riconquistare la sua Roma. È un Alessandro Florenzi che tornerà oggi a Trigoria rinfrancato dopo i giorni trascorsi con la maglia della Nazionale. L'obiettivo del ventottenne di Vitinia è quello di riprendersi un posto da titolare, o almeno di tornare a giocare con stabilità, nella squadra allenata da Fonseca dopo aver ripagato la fiducia che gli ha concesso il ct dell’Italia Mancini.
In azzurro Florenzi ha disputato per intero la partita contro la Bosnia, rimanendo a guardare i compagni nella rotonda vittoria con l'Armenia. Col il numero 7 sulle spalle l'esterno ha messo in campo una prestazione generosa nella sfida in famiglia contro Dzeko, suo vice-capitano in giallorosso, dimostrandosi propositivo in fase offensiva e più che attento in quella difensiva. Nel successo sugli armeni Florenzi è stato invece tenuto in panchina da Mancini, ma sia durante la partita, andando ad abbracciare uno scatenato Zaniolo («Ti voglio bene», il post su Instagram del classe 1999 rivolto al compagno), e sia nell’esultanza di gruppo post-gara, ha sfoggiato un sorriso che poche volte era stato intravisto nell'ultimo mese e mezzo in cui ha dovuto prima convivere con l'influenza e poi con le bocciature del tecnico portoghese.
Alla ripresa del campionato la Roma è attesa dal match contro il Brescia e Fonseca, considerando l’affaticamento al flessore di Spinazzola e la decisiva sfida di giovedì 28 ad Istanbul, dovrà compiere una scelta: puntare ancora una volta su Santon, titolare con Udine se e Gladbach e mandato in campo nel primo tempo con il Parma, oppure rilanciare Florenzi sulla fascia destra di difesa. Il numero 24, che quest'anno ha ereditato la fascia da De Rossi, ha speso parole da vero capitano sulla propria situazione e sulle valutazioni di Fonseca, ma con un nuovo ciclo di sette partite alle porte spera di dare una sterzata alla stagione, lasciando da parte, per il momento, qualsiasi voce di mercato. Se dovesse continuare ad essere relegato in panchina Florenzi e il suo agente Lucci faranno i necessari ragionamenti, soprattutto in vista dell'Europeo della prossima estate, ma per ora nel mirino di Florenzi c’è soltanto il pensiero di tornare ad indossare una maglia da titolare.
In attesa del rientro degli ultimi giocatori impegnati con le nazionali - 90 minuti per l’Olanda Under 21 Kluivert nell’amichevole vinta con i pari età dell'Inghilterra, solo panchina per Fuzato con il Brasile - sono stati rinviati alla prossima settimana tutti i discorsi sul riscatto di Smalling. L'intermediario della trattativa con il Manchester United è atteso da un colloquio con Petrachi e con il giocatore per capire come portare avanti l'affare dopo che i Red Devils hanno rifiutato la prima offerta dei giallorossi. Il centrale inglese ha già fatto capire che è ben disposto a rimanere nella Capitale, una città apprezzata da lui e dalla sua famiglia: «Mi serve tempo - ha detto Smalling in un'intervista a Roma Tv - per poterla visitare, ma è bello che puoi decidere indifferentemente di andare in centro oppure al mare. Il primo gol in giallorosso è stato fantastico. Sto imparando l’italiano e cercherò di farlo il più in fretta possibile, ci sono giorni in cui va meglio e altri peggio. Dzeko mi ha aiutato nel mio inserimento».