Ritorna prima anche Under. Fonseca dal papa

IL TEMPO - BIAFORA - Buone notizie per la Roma che ritrova in anticipo Cengiz Under. Il ct della Turchia Gunes ha concesso all’esterno offensivo (ma non a Cetin) e agli altri giocatori più rappresentativi di poter tornare in anticipo nelle rispettive squadre di club: i turchi hanno già in tasca la qualificazione ad Euro 2020 e nella partita di ieri sera contro Andorra l'allenatore ha preferito dare più spazio a chi ha giocato meno. Under sarà quindi a disposizione di Fonseca già a partire da oggi pomeriggio per il primo allenamento della settimana in vista della sfida con il Brescia. Chi non è riuscito a strappare un biglietto diretto per gli Europei della prossima estate è Kolarov, in campo per tutti e novanta i minuti da difensore centrale della sfida pareggiata per 2-2 contro l'Ucraina. La Serbia può però ancora sperare nei play-off di marzo, in cui si affronteranno le migliori terze dei gironi di qualificazione e le vincitrici delle varie leghe di Nations League per gli ultimi quattro posti a disposizione. Questa sera toccherà alla Bosnia di Dzeko, che affronta il Liechtenstein, all'Italia di Florenzi e Zaniolo, attesa dal match con l'Armenia, e alla Spagna di Pau Lopez. Il portiere catalano per la gara con la Romania si accomoderà in panchina dopo aver fatto il proprio esordio da titolare nella partita con Malta. Gli ultimi a rientrare a Trigoria saranno infine Kluivert e Fuzato. Spostando lo sguardo al mercato dall’entourage di Kalinic arrivano secche smentite sulla possibilità che la Roma interrompa in anticipo il prestito oneroso del croato, alle prese con la riabilitazione dopo la frattura al perone. Intanto ieri Fonseca e Fienga hanno partecipato al pranzo offerto da Papa Francesco in occasione della terza Giornata Mondiale dei Poveri: al Santo Padre sono state donate due maglie personalizzate con il logo dell'evento.


Pellegrini e Mkhitaryan sono pronti a tornare

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Fonseca aveva detto a tutti di staccare mentalmente e così i giocatori hanno fatto, prima di iniziare un filo di allenamenti e partite che durerà fino a Natale. Da oggi riprenderanno a pieno ritmo Mkhitaryan e Pellegrini, anche se l’armeno è leggermente più avanti. I due spingono per rientrare con il Brescia domenica alle 15, ma Fonseca li convocherà solo se non ci saranno rischi. Stesso discorso vale per Mancini: da valutare l’indurimento al polpaccio sinistro, per un paio di giorni dovrebbe lavorare ancora a parte. 


Smalling, al via il braccio di ferro. Lo United non fa sconti

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Dopo i primi sondaggi esplorativi solamente informali, da oggi la trattativa è pronta ad entrare nel vivo. Le prime notizie che arrivano dall’Inghilterra non sono estremamente incoraggianti, perché il Manchester United non vuole scendere sotto i 20 milioni per il cartellino di un difensore in cui credono parecchio, che un paio di mesi fa ha rinnovato fino al 2022. La Roma ha esigenze di bilancio non banali e al momento non vuole offrire ai Red Devils più di 15 milioni. Tra quattro giorni Smalling compirà 30 anni e il giocatore chiederà di sicuro un prolungamento di contratto fino al 2023, quando avrà 34 anni, oltre ad un ingaggio robusto, di circa 3.5 milioni.


Zaniolo sì, ma… Castrovilli in forte ascesa

LA GAZZETTA DELLO SPORT - A sette mesi dall’Europeo e con mezzo campionato ancora da giocare, è un po’ presto per le liste definitive, ma i posti disponibili sono soltanto un paio. Quelli con più possibilità sono Zaniolo, Tonali e uno tra Meret e Gollini. Mancini attende il romanista nel ruolo di mezzala dove, però, sta facendo molto bene anche Castrovilli, ieri eccellente in allenamento e nelle grazie del c.t. azzurro, potrebbe far saltare alcune gerarchie. Prima di rinunciare a Zaniolo, meglio pensarci bene, in Italia non c’è un giocatore come lui, con quella corsa, prepotente, offensivo e col senso del gol. Per lui, come per Kean, resta la variabile comportamento.


Fonseca e Fienga dal Papa: “È stato indimenticabile”

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Ieri l’allenatore della Roma Fonseca e l’a.d. Guido Fienga erano in Vaticano per ilpranzo organizzato dalla Santa Sede per 1500 poveri. Attraverso la fondazione Roma Cares, Fonseca e Fienga hanno regalato due maglie al Papa: una sarà autografata e messa all’asta per beneficenza. “Oggi è stato un giorno molto speciale -così Fonseca-. Ho avuto il privilegio di incontrare il Papa. Ho voluto partecipare al pranzo per più di mille perone meno fortunate di noi. È stato indimenticabile“.


Roma: gli ex valgono 70 milioni

LA GAZZETTA DELLO SPORT - La Roma controlla tanti calciatori mandati a giocare a volte per scelta ed altre per necessità. Nel pacchetto dei maggiori, c’è più di una sporca dozzina – esattamente 14 – che potrebbe portare nelle casse qualcosa come 70 milioni, pronti a essere reinvestiti sul mercato, innanzitutto per il riscattodi Smalling. Parliamo ad esempio di Robin Olsen, che è tra gli artefici del miracolo Cagliari e che quindi potrebbe essere riscattato o, altrimenti, ceduto all’estero per almeno una decina di milioni. Storia diversa quella di Nzonzi, il cui prestito biennale al Galatasaray (altri 500.000 euro a giugno) potrebbe essere coronato dal riscatto. Il lato più malinconico, manco a dirlo, è quello che riguarda Patrik Schick, che al Lipsia non sta trovando lo spazio che sperava. È ovvio che sia lui quello che porterebbe la maggior parte del tesoretto (circa 28 milioni), ma da lui ci si aspetta una seconda parte di stagione all’altezza delle sue potenzialità. Tra quelli potenzialmente utili, in tutti i sensi, il caso più immediato è quello di Bruno Peres. La Roma lo aveva prestato al San Paolo, che a sua volta lo aveva girato al Recife. Il 31 dicembre questa giostra dovrebbe terminare col ritorno del brasiliano in giallorosso.


Oggi ripresa del lavoro a Trigoria. Mancini, prima prova di recupero

IL MESSAGGERO - Dall’emergenza all’abbondanza: Paulo Fonseca attende il rientro di tutti i Nazionali per fare le sue scelte in vista della sfida con il Brescia. Oltre alla trequarti - il reparto più florido con sette giocatori per tre maglie - oggi pomeriggio il tecnico tenterà di capire come sciogliere i dubbi in difesa. Mancini è rientrato dalla Nazionale con un indurimento del polpaccio sinistro, in settimana i medici valuteranno come procederà il percorso di recupero, ma se non dovesse farcela per il campionato sarà sicuramente pronto per la gara di Europa League in Turchia contro l’Istanbul Basaksehir. Chance di mettere qualche minuto nelle gambe alla ripresa dovrebbe averle Mkhitaryan, rientrato dall’infortunio. Fine settimana di relax per chi non è volato in Nazionale: Spinazzola è partito per l’Umbria, Veretout ha raggiunto Firenze, mentre Smalling è rimasto nella Capitale. Così come Paulo Fonseca che ieri è stato ospite in Vaticano da Papa Francesco («è stato un giorno molto speciale», ha twittato Paulo), assieme all’ad del club Guido Fienga, per la terza giornata Mondiale dei Poveri. In aula Paolo VI è andato in scena un pranzo per 1500 bisognosi e 150 volontari offerto dalla fondazione benefica Roma Cares.


Roma, il magnifico rientro

IL MESSAGGERO - CARINA - Il «Magnifico» è pronto a tornare. Lorenzo Pellegrini è prossimo a riprendersi la Roma. Il fastidioso infortunio al quinto metatarso del piede destro che lo ha costretto per 40 giorni ai box, è ormai dimenticato. Giovedì, in anticipo sulla tabella di marcia, il centrocampista è tornato ad allenarsi in gruppo. La prima prognosi, nel momento (6 ottobre) in cui era stato effettuato l'intervento chirurgico, era di due mesi. Calendario alla mano, il nazionale azzurro sarebbe dovuto dunque tornare nel weekend di Inter-Roma. Lorenzo ha invece anticipato i tempi e già domenica sarà disponibile. L'ultimo step medico verrà effettuato venerdì o sabato, proprio a ridosso della gara con il Brescia. Tuttavia le migliori risposte, al momento, le sta ricevendo dal campo. Nelle sedute svolte insieme al gruppo, non ha avvertito problemi. Né nella corsa, tantomeno quando ha calciato il pallone.

L'UOMO IN PIÙ - Il suo rientro regala tre opzioni in più a Fonseca. Pellegrini, infatti, grazie alla sua duttilità può ricoprire il ruolo di mediano (anche nel 4-1-4-1 davanti alla difesa), quello del centrocampista di costruzione e, come dimostrato prima dell'infortunio, quello del trequartista. Tre assist e un palo contro il Sassuolo, altro assist vincente per il gol-vittoria di Dzeko in pieno recupero a Bologna. Il tutto, giocando con una fascite plantare molto fastidiosa che ora, con lo stop forzato, è venuta meno. Pellegrini ha una dote poco comune in giro: fa sembrare facili le cose difficili. Una caratteristica che in molti pensano dipenda dalla nuova posizione in campo che gli ha regalato il tecnico portoghese. In realtà Pellegrini, pur non ricevendone grande pubblicità mediatica, è sempre stato fondamentale nel gioco della Roma. Lo scorso gennaio, ad esempio, secondo i dati Opta era tra i top 10 in Europa per media di occasioni create a partita con 3,54 di media. Una peculiarità che s'è portato dietro anche in questa stagione: dopo Callejon, è il calciatore che può godere del più alto numero di passaggi chiave realizzati in Serie A: addirittura 21 (3,5 di media). Numeri che confermano una tendenza: c'è una Roma con Lorenzo e una senza. Con lui in campo i giallorossi in 7 partite (una da subentrato sul 2-0 contro il Basaksehir) hanno segnato 13 reti (1,85 a partita). Senza il centrocampista, Dzeko e compagni sono andati in rete 12 volte in 9 gare (1,33). Ma non finisce qui. Perché Pellegrini in campionato viaggiava, prima dell'infortunio, alla lusinghiera (considerando che giostrava da trequartista) percentuale di 81,2 per quanto riguarda i passaggi riusciti, 52% per i lanci lunghi, 11 cross su azione e 4 assist. Senza contare che il suo modo di stare in campo rendeva la Roma più intraprendente: dalla lettura delle situazioni all'aggressione dello spazio, non dimenticando la verticalizzazione per il compagno smarcato che diventava poi la più logica delle conseguenze. Ha approfittato dell'ultimo weekend concesso di riposo (la ripresa è fissata nel pomeriggio) per battezzare la piccola Camilla, nata appena tre mesi fa. Una serenità, quella che respira in famiglia, che si vede anche in campo. Col Brescia ritroverà la Roma, il primo passo per tornare in Nazionale. Curioso come anche sul suo impiego in campo (dopo Florenzi e Zaniolo) Fonseca e Mancini la vedano in modo diverso. Per Paulo, il giallorosso è perlopiù un trequartista nel 4-2-3-1, capace anche di arretrare il raggio d'azione. Il ct della Nazionale, invece, sorprendendo tutti (forse in primis anche lo stesso Lorenzo) l'ultima volta in Armenia lo ha impiegato come esterno alto nel 4-3-3. Una scelta felice visto che Pellegrini, sedici minuti dopo aver sostituito Chiesa, ha segnato il gol che ha chiuso virtualmente l'incontro. Pillola finale sul contratto (scade nel 2022 e continua a mantenere una clausola rescissoria di 30 milioni). La Roma (per ora) non chiama. Lorenzo non se ne preoccupa, gioca e acquisisce consensi. Del resto il tempo non fa altro che giocare a suo favore.


Florenzi: «Rispetto Fonseca, la Roma viene prima di me»

(…) Dal ritiro della Nazionale, ai microfoni di Sport Mediaset, Alessandro Florenzi ieri è tornato a parlare del momento che sta vivendo in maglia giallorossa. Il c.t. azzurro Roberto Mancini (…) contro la Bosnia lo ha tenuto in campo per novanta minuti da terzino destro: quasi un inedito, in questa stagione, per Florenzi, visto che Paulo Fonseca ha fatto lo stesso solo una volta, all’Olimpico contro l’Atalanta il 25 settembre scorso (…) e poi lo ha sempre sostituito o fatto partire dalla panchina. In questi giorni, dopo 6 esclusioni consecutive, si è parlato molto di una sua cessione e sono state tante le società che hanno manifestato l’intenzione di prenderlo: la Sampdoria, la Fiorentina, l’Inter, il Napoli, il Lione del suo ex tecnico Garcia mentre l’ultima indiscrezione parla di uno scambio con Kessie del Milan (…). Ipotesi premature perché Florenzi pensa alla Roma e non sembra in cerca di rivincite nei confronti del tecnico portoghese. «Non ho giocato - le sue parole - per far cambiare idea all’allenatore, l’ho fatto per me stesso. Penso solo a giocare e dare il mio contributo alla Roma, spero che nel breve periodo metterò in difficoltà il mister che ora sta facendo altre scelte. Le rispetto (…). Come capitano devo dare l’esempio, cosa che ho sempre fatto in questi anni. Quindi anche in questo momento metto la Roma davanti a me. Dobbiamo stare in silenzio e lavorare, perché se lo fa il capitano, tutti gli altri lo seguiranno».


Italia, il segreto? Giocatore giusto al posto giusto. Così Berna e Insigne sono rinati, Mancini ora lavora su Zaniolo

L'Italia di Mancini non ha ancora fatto storia, ma è fondata su un principio semplice, infantile: ognuno fa ciò per cui è portato. In termini adulti, cioè tattici: giocatore giusto al posto giusto. È il segreto migliore per spiegare la crescita prepotente della Nazionale (...). L’univocità delle mansioni laterali ha restituito il miglior Berna: incontenibile a Zenica, due gol nei due match precedenti. Per Insigne, il Mancio ha creato una specie di Corridoio Vasariano che collega la fascia sinistra al centro area dove Lorenzo espone il suo talento: largo, può meditare il caro destro a giro o il taglio sul secondo palo, al centro può dettare l’imbucata o concludere, come a Zenica. I suoi accentramenti liberano la fascia per Emerson, altro “bambino” felice. E’ portato per attaccare? Allora, come in Bosnia, gioca quasi esclusivamente dalla metà campo in su, tanto la difesa scivola alle sue spalle per coprirlo. E anche qui, in difesa, Mancini ha assecondato le inclinazioni. Bonucci e Acerbi in campionato guidano reparti a 3. Grazie al modulo offensivo (3-2-5) possono impostare a 3 anche in azzurro e infatti intesa e rendimento crescono a vista d’occhio.

Ecco, Florenzi, che ha esperienza di terzino, ma non è abituato a ritrovarsi terzo centrale, deve imporsi qualcosa di nuovo, ma Alessandro è un “bambino” cresciuto, ha la maturità per farlo e comunque in Nazionale si diverte come un matto perché gioca, mentre alla Roma sta seduto. Quale bambino si diverte da seduto? (...) Mancini vuole lavorare su Zaniolo mezzala e disciplinare la sua corsa istintiva e selvaggia. E’ come mettergli i pantaloni lunghi. Crescere comporta sacrifici.


Under e Kolarov i primi a rientrare. Fuzato e Kluivert saranno gli ultimi

IL MESSAGGERO (G. LENGUA) - In attesa del ritorno di tutti i calciatori impegnati con le rispettive Nazionali (9), Paulo Fonseca ha osservato con attenzione la gara Bosnia-Italia in cui Florenzi ha giocato titolare. Al suo rientro a Roma previsto per martedì assieme a Zaniolo, Alessandro proverà a mettere in difficoltà il tecnico che ormai lo ha relegato in panchina da 6 partite. Mercoledì prossimo il portoghese riabbraccerà Dzeko uscito sconfitto dal match contro gli Azzurri («I miei compagni si dovrebbero chiedere perché non giocano nei rispettivi club», ha tuonato l’attaccante) e Pau Lopez (prima da titolare con la Spagna). Rientreranno prima a Trigoria Cengiz Under (oggi la sua Turchia sfiderà Andorra) e Kolarov in campo nel pomeriggio per Serbia-Ucraina: primo vero allenamento al Fulvio Bernardini previsto per il 19. Ci sarà da aspettare, invece, per Kluivert che con l’Olanda Under 21 sfiderà l’Inghilterra dopodomani e Fuzato convocato a sorpresa dal ct del Brasile Tite per le amichevoli con Argentina e Corea del Sud: entrambi saranno a Trigoria giovedì 21.


Con Kean rispunta Mariano Diaz

Edin Dzeko ormai ha 33 anni ed è impensabile che le possa giocare tutte. È per questo che il ds Petrachi si sta già muovendo sul mercato alla ricerca di un attaccante che possa far rifiatare il centravanti bosniaco. In cima alla lista c'è sempre il nome di Moise Kean (la Roma vorrebbe prenderlo in prestito con diritto di riscatto, l'Everton vorrebbe inserire l'obbligo), ma non è l'unico profilo monitorato. Secondo il quotidiano sportivo oggi in edicola, ci sarebbe un ritorno di fiamma per Mariano Diaz già seguito nel corso dell'estate. Fino a questo punto della stagione lo spagnolo di origine domenicana non ha giocato neanche un minuto nel Real Madrid e il presidente Florentino Perez vorrebbe quindi venderlo, ma sarebbe impensabile che a gennaio un club possa offrire i 20 milioni richiesti.  Più logico sarebbe impostare una cessione in prestito con diritto di riscatto vincolato a una serie di parametri.