Petrachi: "Roma, il mio mercato furbo"

IL MESSAGGERO - ANGELONI - «Non faccio i tarocchi, non sono un veggente». Così Gianluca Petrachi, otto giorni dopo la fine del mercato, che lo ha inghiottito per tre lunghi mesi, forse anche di più. Non faccio i tarocchi è la risposta a chi gli chiedeva le prospettive della Roma, se fosse o meno squadra in grado di raggiungere la Champions. Sincero, qui. La speranza del ds, e di tutti, c'è, certezze ovviamente no. Di sicuro il mercato appena finito gli ha dato soddisfazione, pure troppa. Ma si deve partire con ottimismo e in questo, Gianluca, va compreso. Soddisfatto degli acquisti, zero rimpianti e felice anche per il mercato in uscita. «All'80% ci sono riuscito, è rimasto qualche residuo che ci sta in una rosa così ampia. Sono contento di come sia andata. Sono convinto di aver creato, insieme a tutta la società, qualcosa su cui far rinascere l'entusiasmo e l'orgoglio romanista». Troppi prestiti, forse. Categoria di calciatori sempre a rischio. «A volte ci si deve adattare alle esigenze. Per Smalling e Mkhitaryan era difficile impostare un certo tipo di discorso o ragionamento a quarantotto ore dalla fine del mercato. Si sono create delle opportunità per fare operazioni furbe». 

SARÒ FRANCO - La questione Baldini, poi. Discorso che da Petrachi viene sempre trattato con molta decisione. 1) Chiarire che non c'è la mano di Baldini sugli acquisti inglesi di Smalling e Mkhitaryan, precisando che «Franco mi aveva segnalato che Micki poteva liberarsi dall'Arsenal». Come a dire: dovevo pagarlo, poi l'ho preso gratis. 2) Il ds precisa come Baldini non abbia «mai intralciato il mio lavoro, è stato al posto suo». Al posto suo, cioè al fianco di Pallotta. «Quando sono venuto alla Roma gli avevo chiesto di avere rispetto dei ruoli. Non ho avuto problemi con lui, è rimasto al posto suo tenendo le giuste distanze imbastite all'inizio e sono contento di come sia stato bilanciato il lavoro. L'operazione Smalling, Franco, non la conosceva neanche». Il punto fermo del mercato di Petrachi è Dzeko. Quel giocatore che, alla prima conferenza, era stato messo sull'attenti: «La Roma non si ricatta», ricordando come fosse - giustamente - sbagliato accordarsi con un'altra squadra (l'Inter) prima della scadenza del contratto con l'attuale società (la Roma). Quelle parole avevamo allargato la frattura tra Edin e i giallorossi, rendendola quasi irreparabile. Poi, Petrachi è strato abile a ricomporla. «Io ho sempre sperato di tenere Dzeko, perché secondo me quello che è successo prima, nell'anno difficile che ha passato la Roma, ha pesato sul suo umore e gli ho fatto capire che il vento stava cambiando, che le situazioni si stavano modificando e che stava nascendo una Roma diversa. Il prezzo che ho posto all'Inter quando l'ho incontrata a maggio (ufficialmente era ancora il ds del Toro, ndr) non è mai arrivato, evidentemente Edin non era così importante per l'Inter». Gonfia il petto, Petrachi, per non aver abbassato la testa nemmeno davanti alla Juve e sulla questione Rugani-Riccardi. «Questa forza d'urto è stata compresa da tutti. Marotta, Paratici tutti hanno capito che a Roma non possono venire a dettare legge, a fare i prepotenti. Non siamo la succursale di nessuno». C'è solo un dubbio, quando parla degli infortuni in serie. Lui dice che stanno valutando tutte le possibili cause, dai campi ai preparatori personali, facendo capire che alcuni calciatori in questi stop ci ricascano troppo spesso, anche chi è appena arrivato, come Spinazzola. «Che ha una storia che parla per sé, di tanto in tanto ha avuto qualche problema muscolare. Come Pastore. Chi mi ha sorpreso è stato Zappacosta». In effetti.

INGAGGI TOP - Infine la questione monte ingaggi, che nella Roma è troppo alto. «Il nostro lo è molto. Su questo dobbiamo migliorare e miglioreremo nel corso del tempo, cercheremo di riequilibrare le cose. Ora il livello è un po' sfalsato, io proverò a ricalibrare il tutto tenendo altissimo il tasso qualitativo». La mission più complicata.


Mkhitaryan, calcio e sorrisi: «All'Arsenal non ero più felice»

IL MESSAGGERO - Gianluca Petrachi lo ha inserito tra le operazioni furbe del mercato estivo, perché Henrikh Mkhitaryan è arrivato in prestito secco a soli 3 milioni non gravando sul bilancio del club. Bassi costi abbinati a grande resa, è questa la politica che ha attuato la società quando ha prelevato dall'Arsenal l'attaccante, reduce da una stagione incolore con i Gunners: «L'Inghilterra appartiene al passato e non vorrei più parlarne. Era un mio desiderio andare via perché lì non stavo giocando abbastanza, ero rimasto in panchina nelle ultime tre partite prima della sosta. Per un calciatore è importante provare piacere nel giocare a calcio e all'Arsenal non lo provavo più». Idee chiare e determinazione che lo hanno portato ad accettare la Roma nonostante i risultati deludenti dello scorso anno: «Non penso di aver fatto un passo indietro, perché è un grande club che disputa un campionato dove si gioca un grande calcio. Sapevo che la Roma avrebbe giocato tante partite anche nelle competizioni europee e avrei avuto più possibilità di essere in campo. Non abbiamo neanche parlato di soldi, sono qua per divertirmi e godermi il calcio». 

UNDER 5 SETTIMANE OUT - L'arrivo di Mkhitaryan a Trigoria è stato accolto con grande entusiasmo dai tifosi che hanno ancora negli occhi la partita in Nazionale contro la Bosnia (doppietta e assist), ma allo stesso tempo si aspettano gol e vittorie anche in giallorosso: «Per finalizzare devo essere in area, in una posizione più centrale e dietro la punta dove godo di più spazio e di maggiore libertà. Nelle ultime squadre in cui ho giocato in Premier partivo in una posizione più arretrata e dovevo ricucire le distanze tra il centrocampo e l'attacco, forse questa è una delle ragioni per cui segnavo meno». Contro il Sassuolo, Mkhitaryan dovrebbe fare il suo esordio da titolare dato che Fonseca è già in emergenza sugli esterni: Under starà in infermeria 5 settimane per via di una lesione al bicipite femorale destro, fuori anche Perotti e Zappacosta. Il terzino destro sarà ancora Florenzi.


Under, il ko è duro: out 5 settimane. Fonseca cambia

GAZZETTA DELLO SPORT - A Trigoria, la brutta notizia che giunge dalla clinica Villa Stuart arriva in mattinata, togliendo il sorriso a tutti. La lesione di Cengiz Under al bicipite femorale destro è più seria del previsto: per lui 5 settimane di stop. Inutile dire che Fonseca varerà dei cambiamenti importanti, a cominciare dallo spostamento di Zaniolo sulla fascia destra – utile a coprire meglio le avanzate di Florenzi – e l’innesto di Pellegrini sulla trequarti, visto che in mediana dovrebbe finalmente esordire Veretout. A proposito di esordi, il più atteso però sarà quello di Mhkitaryan, che domenica contro il Sassuolo potrebbe muoversi come esterno sinistro d’attacco (...) In ogni caso, la Roma è al lavoro anche per provare a disinnescare la questione infortuni «Under è un “fibra bianca” – spiega Petrachi –. Uno molto esplosivo e deve anche sapersi gestire. Mi ha raccontato che si è stirato con un colpo di tacco abbastanza forte, ma sono situazioni che possono capitare». In generale il prossimo lavoro sarà questo. «Nelle grandi squadre tanti hanno un “personal trainer”. Questo va valutato e stiamo cercando di capire quali li utilizzano al di là del lavoro con la Roma e che tipo di lavoro specifico effettuano in palestra» (...)


Mkhitaryan, che promessa: "Mi ricorderete per le vittorie"

LEGGO - BALZANI - Oggi sosterrà il primo allenamento integrale, domenica con il Sassuolo dovrebbe partire dall’inizio: “Deciderà Fonseca, io ci sono. Sono felice di questa avventura, l’ultimo periodo all’Arsenal ho trascorso un periodo difficile». Sul ruolo precisa: «Posso giocare ovunque in attacco, ma la mia qualità migliore si vede quando parto esterno per poi accentrarmi. In nazionale finalizzo di più, in Premier ho avuto un ruolo diverso e ho segnato meno. Il gioco di Fonseca mi piace, il suo Shakhtar se la giocava in Champions“. Miki conosce le pressioni di una grande piazza: “Sono abituato agli occhi puntati addosso. Se vuoi giocare ad alti livelli devi essere pronto ad affrontare critiche ed elogi. La serie A è una grande occasione, non è un passo indietro. Non ho mai parlato di soldi perché è importante provare piacere nel giocare. All’Arsenal non provavo più questo piacere“. Infine una battuta sul Var: “In alcuni episodi sono inglese, in altri italiano. La moviola incide sul ritmo, lo rende noioso. E’ brutto quando si segna e poi non sai se esultare”.


Nuova Under: tanta qualità per andare lontano

GAZZETTA DELLO SPORT - Una nuova speranza. Era il titolo assegnato, in modo postumo, al primo Guerre Stellari, è quello che rappresenta la nuova Under 21 di Paolo Nicolato. I giovani apprendisti hanno sostituito gli affermati jedi che li hanno preceduti e che non sono stati in grado di conquistare l’impero europeo giocando in casa. La giovane Italia del giugno scorso aveva ritrovato ragazzi da Champions League e da Nazionale maggiore, che oggi fanno la fortuna di Mancini (Pellegrini, Barella, Chiesa...), quella che ha esordito ieri a Castel di Sangro aveva sei titolari che giocano in Serie B, e altri tre sono entrati dalla panchina. (...) Sottil è sembrato un piccolo Chiesa, con cui condivide lo spogliatoio viola, Carraro ha fatto un figurone, Sala fino a tre giorni fa non lo conosceva quasi nessuno. Ci sono anche le stelline, Kean e Zaniolo, e a giudicare da un certo nervosismo questo ritorno «forzato» nell’Under non gli farà male. Anche perché poi c’è Paolo Nicolato, il c.t. arrivato dalle esaltanti cavalcate mondiali ed europee con l’azzurro più giovane. Una figura a metà tra il professore esigente e il padre benevolo, un pennellone che potrebbe guardare tutti dall’alto ma è partito dal basso e da lì vuole crescere. Con idee innovative e un modo di insegnarle che evidentemente è già entrato sotto la pelle dei suoi ragazzi. (...)


Orgoglio Petrachi: "Non siamo la succursale di nessuno"

GAZZETTA DELLO SPORT - Lo sguardo sembra nascondere preoccupazioni. Lo si capisce quando parla d’infortuni, di quel «po’ di tempo e di fortuna» che vorrebbe, anche se sa di non poterla pretendere. Gianluca Petrachi, però, non si nasconde e racconta le sue verità. «L’idea del mercato era quella di fare investimenti importanti su giovani. Smalling e Mkhitaryan sono state posizioni furbe. A Dzeko, poi, ho fatto capire che stava nascendo una Roma diversa e che lui sarebbe stato un riferimento per tutti». (...) La spiegazione vira anche sugli ingaggi alti. «Gli infelici sono andati via, è stato fatto un mercato in uscita importantissimo.Ci sono riuscito all’80%. Abbiamo fatto dei rinnovi a dei giovani forti, come Under e Zaniolo, a delle cifre congrue. Il monte ingaggi è molto in su, bisogna tornare ad avere dei valori giusti. La Roma su questo deve migliorare. Oggi è un livello un po’ sfalsato, il mio obiettivo è quello di riequilibrare il tutto cercando di mantenere un tasso qualitativo altissimo." (...)  E poi sono orgoglioso di aver mantenuto la promessa dicendo che la Roma non sarebbe stata la succursale di nessuno. Citavate Marotta e Paratici: "Oggi nessuno può venire a Roma per fare il prepotente, tra virgolette". Titoli di coda su Baldini. «Non ha mai intralciato il mio lavoro. Non ho avuto grandi problemi, abbiamo rispettato le distanze. Poi se Franco ha un contatto diretto con Pallotta, bene. Sono molto contento di come sia andato il lavoro di squadra». Speriamo funzioni anche quella di Fonseca.


Avanti Fonseca: il suo calcio spregiudicato non si di discute

IL MESSAGGERO - TRANI - Nessun retroscena, anche perché non è necessario: nell’incontro di lunedì con Paulo Fonseca, Petrachi gli ha confermato la fiducia. All’idea prima ancora che alla persona. Dopo i due punti nelle prime due giornate di campionato, sotto attacco è finito in particolar modo il suo 4-2-3-1 particolarmente offensivo, ma lo spirito dominante e coraggioso trasferito ai giocatori è il motivo per cui la società giallorossa ha scelto lui e non altri tecnici. Il ds ha sposato dunque lo stile del portoghese anche nei fatti nella coda del mercato, concludendo due colpi su misura per il suo allenatore: Smalling, centrale difensivo veloce ed esperto, Mkhitaryan, il trequartista di qualità e spessore internazionale.


Allarme infortuni, Cengiz out 5 settimane

CORRIERE DELLA SERA - Un finale «furbo» di calciomercato in positivo e l’emergenza infortuni in negativo. Il direttore sportivo della Roma, Gianluca Petrachi,ruba la scena alla presentazione di Henrikh Mkhitaryan anche perché l’armeno è stato sovraesposto in questi ultimi giorni - complici le due partite con l’Armenia contro Italia e Bosnia - mentre il dirigente non aveva ancora parlato dopo lo stop alle trattative che si sono chiuse con il doppio botto di Mkhitaryan e di Smalling. «Un mese fa - spiega Petrachi - era impensabile prendere Miki in prestito. Andava comprato e a caro prezzo. Poi la situazione è cambiata, anche per lo stop anticipato del mercato inglese, e il ragazzo ha fatto la sua parte, rinunciando a un po’ di soldi. Con lui e Smalling abbiamo fatto delle operazioni furbe. Il tempo dirà se anche giuste» (...) Nel futuro immediato bisognerà mettere mano al monte ingaggi («Se dai tanti soldi a un giocatore quello deve essere in grado di portare la croce») ma soprattutto arginare gli infortuni, che sono sempre tantissimi. L’ultimo costerà a Cengiz Under uno stop di 5 settimane: «Lo scorso anno, nel Torino, ho avuto pochissimi infortuni muscolari. Quando arrivi in un’altra squadra devi capire le metodologie e in un top club trovi spesso giocatori che hanno il personal trainer. Una specificità che devo valutare. La storia di Spinazzola e di Pastore si conosceva, quello che mi ha stupito è Zappacosta, perché si è fatto male in riscaldamento. Il k.o. di Under ci può stare perché è un “fibra bianca”, un giocatore esplosivo. Mi ha spiegato che si infortunato cercando un colpo di tacco, a volte c’entra anche la casualità. Stiamo rifacendo i campi di Trigoria perché i ragazzi si sono lamentati della durezza del terreno ed è un alibi che voglio togliere» (...) , Petrachi lascia il finale per i tifosi: «Ho cercato di fare una piccola rivoluzione perché era necessaria. Chiedo un po’ di pazienza, anche se nel calcio il tempo non lo dà nessuno. Sono orgoglioso di aver mantenuto la promessa data ai tifosi quando ho detto che la Roma non sarebbe stata la succursale di nessuna squadra». (...)


Mkhitaryan: "Roma, vinciamo insieme"

IL TEMPO - BIAFORA - «Sono qui per vincere e non per perdere tempo». Si respira un'aria nuova a Trigoria e dopo le dichiarazioni di Smalling della scorsa settimana è toccato a Mkhitaryan presentarsi alla tifoseria giallorossa esibendo grandi aspirazioni e ambizioni. L'armeno ha lanciato a tutti messaggi da leader dello spogliatoio della Roma: «Non ho paura della pressione, ho deciso di giocare in Serie A perché è stata una grande occasione che si è presentata l'ultimo giorno, ho accettato subito senza pensarci e senza parlare di denaro. Vaglio divertirmi, godermi il calcio e cercare di raggiungere gli obiettivi prefissati. Avevo avvertito che era arrivato il momento di cambiare aria, non è un passo indietro. Negli ultimi mesi all'Arsenal non provavo più piacere a giocare»,

Il classe 1989, che ha scelto la maglia numero 77, è pronto per giocare fin da subito, senza stare troppo a guardare il ruolo che gli assegnerà Fonseca: «Posso giocare in ogni posizione d'attacco, a destra, a sinistra o dietro la punta. Il mio obiettivo è quello di fare più gol e assist possibile, perché è quello che mi regala maggiori soddisfazioni. Fonseca? Il suo Shakhtar mi ha colpito, soprattutto in Champions per come teneva testa contro le grandi, giocando senza paura. Spero che il mister possa fare lo stesso qui a e offrire un calcio spettacolare che renda felici i tifosi. Si viene ricordati per le vittorie, ho sempre voluto vincere titoli e sono sicuro che le mia ambizioni e quelle della Roma coincidono». Accanto all'ex stella del Borussia era presente in sala stampa il ds Petrachi, entusiasta dell'ultimo colpo del primo calciomercato alla guida della Roma: «È un giocatore di spessore internazionale, un top player. Ha rinunciato a del soldi per venire, con lui e Smalling abbiamo fatto due operazioni
furbe». Il dirigente salentino ha poi tracciato un bilancio dell'estate giallorossa, manifestando soddisfazione per il lavoro portato a termine: «Ci ho messo l'anima, ho cercato di fare una piccola rivoluzione, era necessaria e sono soddisfatto. Sono convinto di aver creato qualcosa su cui far rinascere l'entusiasmo e L'orgoglio romanista. Abbiamo formato un gruppo importante, gli infelici sono andati via, è stato fatto un mercato in uscita importantissimo. Abbiamo rinnovato Under e Zaniolo, i nostri fiori all'occhiello». Petrachi, in una conferenza durata oltre un'ora, ha tirato ima stoccata alla Juventus e all'Inter ed ha coccolato Dzeko, punzecchiato nella presentazione di inizio luglio: «Sono orgoglioso di aver mantenuto la promessa dicendo che la Roma non sarebbe stata la succursale di nessuno. Marotta e Paratici? Oggi nessuno può venire a Roma per fare il prepotente e prendere calciatori, Dzeko? Ho sempre nutrito la speranza di poter trattenere Edin, gli ho fatto capire che il vento stava cambiando e che stava nascendo una squadra diversa, dove lui doveva essere un punto di riferimento. Ho cercato di fargli capire che forse lui non era così importante all'Inter come lo era per noi». In chiusura il ds ha chiarito per l'ennesima volta la figura di Baldini e il peso avuto sulle strategie del club «Non ho avuto problemi con Franco, è rimasto al suo posto tenendo le giuste distanze imbastite all'inizio. E' stato lui un mese fa a dirmi che Mkhitaryan poteva spostarsi, poi ho trattato io con Raiola».


Zaniolo ispira la cinquina dell'Under 21

IL TEMPO - MAS. VIT. -  La grande bellezza. Super esordio della Nazionale Italiana Under 21 del neo ct Paolo Nicolato che a Castel di Sangro cala il pokerissimo contro la Finlandia nella prima para valida per le quatificazione all'Europeo che si disputerà in Ungheria e Slovenia nell'estate del 2021, Allo stadio Teofilo Patani finisce 5-0 e non c'è partita, con l’Italia trascinata da un ispirato Zaniolò in campo per 60 minuti, Gli Azzurrini sbloccano i) match dopo solo otto minuti realizzando un calcio di rigore con il centrocampista del Sassuolo Manuel Locatelli, Il 2-0 arriva ancora dal dischetto, sul quale questa volta si presenta Moise Kean, attaccante ex-Juve trasferitosi Oltremanica all'Everton. Il giocatore dei Toffees spiazza l'estremo difensore ospite Machado e si va al riposo. Di nuovo in campo la musica non cambia e gli Azzurrini sì portano sul 3-0 con Riccardo Sottil. Oramai in bambola, il Lussemburgo crolla e prima Tumminiello poi Scamacca trova- no ancora la via della rete.
A fine match, il ct Nicolato è soddisfatto. «Abbiamo fatto una buona prestazione - evidenzia nella consueta intervista a bordo campo post-partita - ma dobbiamo migliorare soprattutto

per ciò che riguarda la precisione, La nostra intenzione era quella di allargare le maglie della loro difesa e ci siamo riusciti. Mi è piaciuto il finale in crescendo». Poi su Kean. «L'ho sostituito solamente perché avevamo bisogno di un calciatore che giocasse in ampiezza e Sottil ha questa caratteristica». L'Italia Under 21 tornerà in campo il 10 ottobre, quando alle 21 affronterà al Tallaght Stadium di Dublino i pari età dell'Irlanda attualmente capolista del girone A con 9 punti in tre partite.


Parnasi-Lanzalone: sarà unificato il doppio processo per Tor di Valle

IL MESSAGGERO - Potrebbero essere unificati il prossimo 5 novembre i due processi per lo stadio di Tor di Valle, salvo eccezioni delle difese. Ieri l’udienza del dibattimento, che vede sul banco degli imputati Luca Lanzalone, è stata rinviata in attesa che il perito depositi le trascrizioni di tutte le intercettazioni. La data è la stessa prevista per la prima udienza del processo di Luca Parnasi (tra gli altri). Le accuse riguardano “una serie indeterminata di delitti contro la pubblica amministrazione“.


I nuovi volti della Serie A: due su tre parlano straniero

LA REPUBBLICA - PINCI - In questa ultima sessione di calciomercato la Serie A si è concentrato sopratutto sull’acquisto degli stranieri. Sono ben 122 i calciatori acquistati dalle squadre italiane che non potrebbero essere convocati dal c.t. Mancini: due colpi su tre infatti non sono delle nostra nazionalità, gli italiani che hanno cambiati maglia sono soltanto 60. E’ evidente che il prodotto interno tira poco o almeno fatica ad accendere la fantasia dei vari direttori sportivi, molto più tentati dalle scommesse esotiche. Mkhitaryan della Roma guida il nuovo fronte straniero, e stranieri sono anche i colpi più cari dell’anno, vedi gli 86 milioni per De Ligt o i 65 per Lukaku. In totale sono 79 i “nuovi” stranieri, di cui diversi sono alle loro seconda occasione in Serie A, come Kalinic, Rigoni, Kjaer, Llorente o Rebic. Dall’estero però sono rientrati diversi connazionali: Buffon, Balotelli, Zappacosta, Darmian, Okaka e Barreca. Gli azzurri nel nostro campionato però sono solo il 41%, c’è stato un calo rispetto al 45% dello scorso anno.