Zaniolo, un diavolo per Capello

IL MESSAGGERO - FERRETTI - Se avesse potuto scegliere l’occasione ideale per dare una risposta – chiara e potente - alle accuse che, via tv, gli erano piovute addosso mercoledì sera da Fabio Capello, Nicolò Zaniolo non avrebbe potuto piazzare una scelta migliore di quella confezionata contro il M’Gladbach. Per zittire l’allenatore del terzo scudetto giallorosso («Non prendere la strada di Zaniolo», il monito di Don Fabio al giovanissimo interista Esposito), Nicolò, protetto ieri prima dal suo agente e dalla mamma e poi dal dirigente De Sanctis («Capello è stato goffo»), ha firmato con la consueta forza fisica e con rinnovata abilità aerea la rete della Roma.

Un colpo di testa da centravanti (già, centravanti...) smaliziato su angolo di Veretout: ottavo centro da romanista e ottavo gol allo stadio Olimpico. Casa sua, ormai. Aveva bisogno, la rabberciatissima Roma di Paulo Fonseca, di qualcuno che la prendesse per mano sulla strada per l’Europa, e Zaniolo, che ha esultato turandosi polemicamente le orecchie, non si è tirato indietro. Imitato in questo dai suoi compagni, protagonisti di una gara che avrebbe nettamente meritato un altro finale.

Ha salutato il campo, Nicolò, con la Roma ancora davanti (il pensiero di Fonseca probabilmente è andato al Milan),cioè prima che lo scarsissimo Collum si inventasse in pieno recupero un rigore inesistente. Resta, una volta asciugati il sudore e la pioggia, la certezza amara che della Roma, e dei giocatori della Roma, sono in tanti, anzi in troppi a parlare a sproposito. Da lontano, e non solo, e senza conoscere a fondo uomini e situazione. Zaniolo è stato probabilmente soltanto l’ultimo romanista in ordine di tempo a esser accusato in maniera gratuita da chi pensa al mondo Roma in modo ambiguo, sparando sentenze da bar dello sport e sporcando l’immagine di club e squadra. Non solo sprecando fiato, ma in questo caso addirittura fallendo l’obiettivo. Una situazione che, al di là di tutto, la Roma non può, non deve più tollerare.


Fonseca: «Un rigore assurdo, giocatori devastati». Preso lo svincolato Rodwell

IL MESSAGGERO - CARINA - Paradossalmente nel post-gara più che la rabbia, regna l'incredulità. Inizia Fonseca: «È difficile accettare un errore così. Tutti i giocatori sono devastati». È il turno di Dzeko: «È un errore grave che non può accadere a questi livelli. Non riesco a capire perché l'arbitro fosse così sicuro. Troppo sicuro. Io l'ho visto subito che il pallone aveva colpito il volto di Smalling. Non so che dire, è semplicemente incredibile». Incalzato dalle domande, il bosniaco racconta cosa è accaduto dopo il fischio della sanzione: «Mi sono avvicinato a Collum e gli ho detto che stava sbagliando, di aspettare un po', di consultarsi con il guardalinee. Non puoi dare un rigore così all'ultimo minuto, è inaccettabile. La faccia di Smalling tra l'altro è diventata subito rossa. Non c'è stato però niente da fare». Sconsolato inizialmente Pallotta: «È sempre la stessa storia». Poi dopo un paio d'ore, arriva il secondo tweet: «Sono incredibilmente orgoglioso di tutti i giocatori e di tutto lo staff della Roma. Non meritavamo questo finale ma ne usciremo ancora più forti». Laconico Fazio: «Sono sorpreso, quello che è successo è incredibile». Mancini parla apertamente di «un'ingiustizia». Confermata dal tecnico dei tedeschi, Rose: «È vero, il tocco di mano non c'era».

ECCO IL RINFORZO Varato ieri il nuovo organigramma societario. Al vertice rimane il presidente Pallotta, sotto di lui il grado più alto tocca al Ceo Fienga, seguito da 4 figure: Petrachi (responsabile del mercato, della prima squadra e della Primavera), Zubiria (settore giovanile di età inferiore alla Primavera e relazioni internazionali), Calvo (settore commerciale) e Rogers (responsabile dei media). Baldissoni rimarrà invece vicepresidente - continuando ad occuparsi del nuovo stadio - ma senza la carica esecutiva. Mercato: in arrivo lo svincolato Rodwell, centrocampista classe 89. Curiosità: tra il 2013 e il 2017 ha giocato 39 gare in Premier (con City e Sunderland) senza mai vincere. Test fisici decisivi. Se non li passa, l'alternativa è Buchel, ex Empoli.


Piove sul bagnato: Roma scippata dall'arbitro. Borussia, pari su rigore al 95'

LEGGO - BALZANI - Infortuni assurdi e arbitraggi da mani nei capelli. Il destino della Roma - al quarto pari di fila - non cambia nemmeno in Europa League dove fino al 93' sembrava essere arrivata una vittoria che profumava di qualificazione. Nel recupero, invece, lo scozzese Collum (che di fisico somiglia pure al più famoso Gollum de Il Signore degli Anelli e che aveva già un precedente negativo con la Roma) regala un rigore al Borussia Mönchengladbach per un fallo di faccia di Smalling e dopo un errore sotto porta di Florenzi.

In Europa League non esiste il Var, così l'errore resta e il pareggio su penalty di Stindl costa due punti a Fonseca ormai tra l'incredulo e l'esausto: «E' difficile accettare una situazione così. Tutti i giocatori sono devastati. Non possiamo dimenticare che abbiamo affrontato i primi di Germania. Con tutte le difficoltà del caso abbiamo fatto un buon gioco e controllato bene. Abbiamo lottato e corso molto. E' difficile accettare un rigore così, ma ora dobbiamo reagire. Meritavamo di vincere, proveremo a farlo col Milan». Lo ribadisce Fazio: «L'abbiamo visto tutti che non era rigore. Anche gli avversari. L'arbitro lo sa, aveva il dubbio. Gli arbitri stanno facendo danni quest'anno quando vengono all'Olimpico. Il Var? Col Cagliari c'era ma non è comunque servito». E Dzeko: «A questi livelli non può succedere».

La Roma, tra mille infortuni e sotto la pioggia, aveva rialzato la testa grazie a un gol di Zaniolo che prima della partita è rimasto (suo malgrado) vittima di una polemica a distanza tra sua mamma e Fabio Capello. Fonseca aveva schierato Mancini sulla linea dei mediani, al fianco di un Veretout inesauribile, e dovendo centellinare i cambi nella ripresa. Dopo i primi 10 minuti di paura (con la traversa colpita da Bensebaini) i giallorossi avevano preso in mano il pallino del gioco pur non esaltando i 29 mila dell'Olimpico (6 mila tedeschi). Dopo il gol di testa di Zaniolo è stato annullato (giustamente) un gol al mascherato Dzeko. Nella ripresa tanta, tantissima pioggia e qualche contrasto duro hanno provato ad alleviare il senso di noia. Prima di tre emozioni nel finale: l'errore di Florenzi che ha sparato fuori da ottima posizione, quello a porta spalancata di Thuram e la genialata di Collum che ha regalato ai tedeschi il punto di sopravvivenza in un girone che vede ancora la Roma al primo posto con 5 punti. Uno in più di Istanbul Basaksehir e Wolfsberger.

Ora bisogna aggiustare la classifica in campionato, a partire dalla sfida di domenica col Milan. Un rinforzo per Fonseca potrebbe arrivare dall'Inghilterra. L'ex City, oggi svincolato, Rodwell è atteso a Roma per le visite mediche. Se tutto dovesse andare bene il centrocampista firmerà un biennale. Resta in ballo pure Halfredsson. «Non abbiamo molte soluzioni. Se manca Dzeko? Giocherei io ma facevo il difensore, può farlo solo Zaniolo», ha concluso Fonseca.


Roma, l'arbitro perde la faccia

IL MESSAGGERO - TRANI - L'ingiustizia fa più male dell'emergenza. Perché la Roma, con la rosa dimezzata, subisce il torto peggiore all'Olimpico proprio nell'éra della tecnologia, anche se poi il 4° pareggio di fila vale comunque per prendersi il 1° posto in solitudine nel gruppo J di Europa League. L'arbitro Collum inventa al fotofinish il rigore che solo lui vede, permettendo al Borussia M'Gladbach di tornarsene in Germania con il regalo inaspettato: 1-1. Sul colpo di testa di Elvedi, a fine recupero, Smalling respinge con la faccia. Il difensore, nell'intervento, ha le braccia larghe: è l'unica spiegazione che si può dare alla svista inquietante dello scozzese. La Var avrebbe cancellato la decisione. C'è in Champions e in serie A. In questa competizione solo dai sedicesimi e non nella fase a gironi. Match, dunque, falsato.

MODIFICA NECESSARIA Finale già visto: Fonseca, come contro il Cagliari, va di nuovo a protestare in campo con l'arbitro. Da Massa a Collum. La prestazione dei giallorossi, umili e ordinati, passa insomma in secondo piano. Peccato. Perché il portoghese, mettendoci del suo, aggiusta e disegna la Roma a immagine e somiglianza della precarietà con cui sta convivendo. Il sistema di gioco è il più equilibrato possibile, guardando le caratteristiche degli interpreti a disposizione: dal 4-2-3-1, insomma, al 4-1-4-1. L'unica forzatura davanti alla difesa: Mancini play, sistemato a protezione dei centrali Smalling e Fazio. Imposta quando deve, ma si dedica soprattutto all'interdizione. Spinazzola spinge a destra, Kolarov a sinistra, anche se non è in serata. Pastore gioca più alto e lì fa qualche ricamo. Ha accanto Veretout, il più intraprendente. Zaniolo parte a destra e Kluivert a sinistra, Dzeko gioca da centravanti, con la maschera e senza paura.

Il clima, con il temporale che si scatena sull'Olimpico, non frena certo il Borussia che, aggressivo e disinvolto, parte al massimo. Rose conferma lo spirito propositivo che lo ha fatto apprezzare in Austria con il Salisburgo. Il 4-2-3-1, al momento di attaccare, è addirittura più sbilanciato: ecco il 2-4-1-3. Restano dietro solo i centrali Elvedi e Jantsche. Invasione totale, quindi della metà campo avversaria e fino a metà del 1° tempo assedio al fortino giallorosso. Manita di conclusioni verso Pau Lopez, la più pericolosa, dopo la punizione di Neuhaus da destra, con il tap in di Bensebaini che centra la traversa. Il tridente con Hermann, Embolo e Thuram a lavora con insistenza sul pressing. La Roma fatica a uscire dal guscio, soffrendo la brillantezza e la corsa della capolista tedesca. Smalling, però, comanda bene la linea difensiva. Pure Fazio si fa sentire in mezzo all'area.

ECCE BOMBER La Roma colpisce quando meno te l'aspetti. E quando il Borussia si placa. E colpisce da corner. Lo batte Veretout e Zaniolo, da centravanti di razza, gira di testa per il vantaggio, saltando tra Lainer e Jantskche. Ancora Veretout: verticalizzazione per Dzeko che supera Sommer. Collum, però, annulla per fuorigioco. Il Borussia insiste e si prende l'iniziativa pure nella ripresa. Pau Lopez, però, è senza lavoro. La difesa giallorossa tiene, come il 4-1-4-1. Fonseca cerca di dare sostanza all'assetto. E freschezza. Fuori Pastore e dentro Perotti. Zaniolo diventa mezzala, Kluivert si sposta a destra lasciando la corsia sinistra a Perotti. Ecco anche Antonucci per Zaniolo e Florenzi per Kluivert. Dzeko regala la chance per chiudere il match, prima del recupero, a Florenzi. Destro largo. E subito allarme: Thuram spreca davanti a Pau Lopez. Poi l'errore/orrore di Collum. Stindl trasforma il rigore del pari. Rose, in testa in Bundesliga, rimane però ultimo nel gruppo J di Euroleague.


Conferenza Stampa Fonseca: "Sono soddisfatto della partita dei ragazzi. Difficile accettare il rigore"

Paulo Fonseca, allenatore della Roma, ha parlato in conferenza stampa dopo il pareggio contro il Borussia Monchengladbach:

Cosa ha detto all'arbitro a fine partita?
"Gli ho detto che non era rigore, che la palla era stata presa con la faccia. E' difficile accettare una situazione come questa, ma dobbiamo già da domani preparare il prossimo match. Non è giusto ma non possiamo fare niente, è anche questo il calcio".

Al di la degli episodi negativi, non ha nulla da recriminare ai suoi giocatori?
"Non possiamo dimenticare che abbiamo giocato contro i primi del campionato tedesco, ma abbiamo giocato bene. Non è stato facile con tutte le diffcoltà che abbiamo, ma i ragazzi hanno giocato bene controllando la partita e facendo bene in difesa. Poi l'episodio ha condizionato il finale".

Cosa passa nella testa di un allenatore adesso? Cosa si sente di dire?
"Posso dire che sono una persona sempre positiva ed ottimista, non so se si può fare qualcosa in Uefa per l'episoodio. Ma dobbiamo pensare alla prossima partita e reagire in campo. I giocatori sono devastati ma dobbiamo reagire".

Prima mezz'ora sottotono ma poi siete usciti fuori bene. E' soddisfatto?
"Si, sono soddisfatto. Abbiamo fatti dei cambi di modulo, per esempio con Mancini che ha giocato centrocampista ed ha fatto bene. Tutti hanno fatto bene, sono soddisfatto della partita e di tutti".

Come hanno reagito i giocatori nello spogliatoio?
"Non ho parlato con Florenzi per il gol sbagliato. Tutti i giocatori sono devastati, perchè è difficile accettare il rigore. Non tanto l'errore di Florenzi, ma l'errore del rigore è difficile da acettare"

Come sta Pastore? Come giudica la sua condizione?
"La situazione di Pastore, come già detto in passato, va gestita bene perchè ha subiuto tanti infortuni. Ma adesso è necessario che giochi visti i tanti assenti. Non so cosa possa fare la prossima partita, ma oggi ha lottato e cercato di fare bene".

Cosa preparerà per la prossima partita contro il Borussia?
"Sarà una partita im portante sia per noi che per loro, ci aspettiamo una partita difficile. Certo che vincendo oggi sarebbe stato tutto diverso".

Dopo l'errore possiamo dire che domenica vedremo una Roma aggressiva?
"Speriamo di si. Sappiamo che dobbiamo sempre lottare e giocare come oggi. Il Milan è una grande squadra e dobbiamo fare una grabde partita".


Conferenza stampa, Rose: "Non avrei dato quel rigore, capisco l’umore dei tifosi della Roma"

Marco Rose ha rilasciato alcune dichiarazioni in conferenza stampa dopo la fine del match Roma-Borussia Moenchengladbach. Queste le sue parole:

ROSE IN CONFERENZA STAMPA

I suoi giocatori hanno protestato per un rigore che non c’era. Che ne pensa e cosa pensa del risultato finale?
"Il tocco di mano non c’era, evidentemente. Ma le cose sono andate così. Devo dire che sul calcio d’angolo di Zaniolo c’era fuorigioco."

È favorevole al Var nei gironi?
"Non sono venuto qui per discutere sui singoli episodi. Non avrei dato quel rigore, capisco l’umore dei tifosi della Roma, ma preferisco mettere questo episodio da parte."

Il motivo della differenza tra campionato e coppa del Borussia e come le è sembrata questa Roma un po’ diversa dal solito. Se l’aspettava così raccolta?
"Non c’è alcuna differenza, abbiamo una buona posizione in Europa League, in Bundesliga siamo attaccati. Ci prepariamo bene per tutte le partite. I primi 30’ del primo tempo sono stati giocati bene."


Thuram: "Sapevamo che la Roma fosse una squadra dura da giocare"

Marcus Thuram, attaccante del Borussia Moenchengladbach, ha rilasciato alcune dichiarazioni alla fine del match contro la Roma finito 1-1 tra un gol di Zaniolo e un dubbio rigore messo a segno da Stindl al 94′. Al termine del match, l’attaccante del club tedesco 

THURAM A SKY

Sulla partita.

"Si sapevamo che la Roma fosse una squadra dura da giocare, per fortuna abbiamo fatto gol alla fine e abbiamo preso un punto".

Sulla qualificazione.

"Ci dà speranza per la partita chiave con la Roma tra due settimane. Questo gol ci fa credere alla qualificazione".

Sulla differenza di di rendimento tra campionato ed Europa.

"A volte non funziona sempre, ma speriamo di fare altrettanto bene".

Papà ti da dei consigli?

"Sempre, sempre".


Fonseca: "Difficile accettare una situazione come questa. I giocatori sono devastati"

Paulo Fonseca, allenatore della Roma, ha parlato ai media dopo il pareggio contro il Borussia Monchengladbach:

FONSECA A SKY SPORT

La rabbia è tanta…
"Sì è difficile accettare una situazione come questa. Tutti i giocatori sono devastati dentro allo spogliatoio. Non possiamo dimenticare che abbiamo affrontato la prima squadra del campionato tedesco e abbiamo fatto con tutte le difficoltà un buon gioco, siamo stati sempre sotto controllo di tutto. Molto bene difensivamente, i giocatori hanno lottato e corso molto. Penso che è difficile accettare una situazione come questa".

Periodo un po’ sfortunato, c’è il rischio che la squadra vada un po’ giù di morale?
"Il calcio è questo, è così. Dobbiamo reagire velocemente, sappiamo che abbiamo fatto una buona partita. Ho parlato con tutte le difficoltà che ci sono, questa partita doveva finire con un altro risultato. C’era la possibilità di vincere la partita".

FONSECA A ROMA TV

Un po’ di rabbia ma è stata un’ottima prestazione…
"Sì, con tutte le difficoltà che abbiamo questo risultato non è giusto. Non abbiamo meritato questo finale di partita perché la squadra ha lottato e corso. Ha fatto una buona partita, molto sicura difensivamente. Abbiamo giocato contro la prima del campionato tedesco. Non è facile accettare questo risultato".

Interessante la proposta tattica di Mancini. C’è stata una scelta diversa tra il primo e il secondo tempo?
"No, l’idea iniziale era che nel primo momento di possesso potevamo costruire a 3 con Mancini nel mezzo. Lo abbiamo fatto a volte, ma Mancini ha giocato come centrocampista. Ha fatto una bellissima partita, non era facile cambiare da difensore a centrocampista".


Dzeko, l'uomo mascherato deve salvare la Roma dall'«altro» Borussia

IL CORRIERE DELLA SERA - La Roma arriva alla partita di questa sera martoriata dagli infortuni e scenderà in campo all'Olimpico con solo due certezze: Dzeko e Veretout. Il bosniaco andrà sicuramente in campo con la maschera protettiva, come detto anche da Fonseca in conferenza stampa: "Non abbiamo altri giocatori, anche se non al massimo Edin deve giocare per forza". Il francese è l'ultimo centrocampista di ruolo rimasto a disposizione del tecnico portoghese. Al suo fianco non si sa chi giocherà, ma la suggestione è quella di spostare Kolarov e inserire Spinazzola al suo posto sulla fascia sinistra. La Roma deve fare i conti oltre che con la lista infortunati anche con la partita di domenica contro il Milan, in cui giocare con gli uomini contati potrebbe essere un fattore importante.


Grinta Fonseca: «Roma, se lotti ce la fai»

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Sembra che giri tutto storto a Paulo Fonseca. Perché la sua Roma, oltre a non recuperare nessuno rispetto a domenica scorsa contro la Sampdoria, perde anche Santon per febbre e scopre che Florenzi non è al meglio. E' emergenza piena, tant’è che stasera contro il Borussia Moenchengladbach, capolista in Bundesliga Dzeko è costretto a stringere i denti.

«Per me questa è una situazione nuova, non mi era mai capitato in passato – spiega commentando gli 8 indisponibili –. L’anno scorso allo Shakhtar in tutta la stagione abbiamo avuto appena quattro infortuni. Voglio credere che si tratti di sfortuna, ma dobbiamo lottare contro queste difficoltà». E si riflette su eventuali cambi di modulo. Non tanto l’azzardo della difesa a tre, quanto un eventuale 4-3-3, che in fase difensiva diventerebbe 4-1-4-1, con Veretout davanti alla retroguardia. Si parla inoltre di un possibile ricorso al mercato degli svincolati: il nome più gettonato è quello di Emil Halfredsson, anche se a Trigoria paiono freddi su questa ipotesi.


Batigol è tornato: «Dzeko come me»

LEGGO - BALZANI - Gabriel resta Batigol, il Re Leone dell'area di rigore. Uno degli attaccanti più forti della storia del calcio. Anche con le stampelle e una protesi hi-tech, anche con tutte le paure di un uomo di 50 anni che ha rischiato di doversi amputare le gambe a causa dell'erosione delle cartilagini delle caviglie. Ieri la garra di Batistuta è riemersa con tutta la sua forza in occasione della presentazione di El numero nueve, il docufilm sulla sua vita di centravanti e uomo alla mostra internazionale del cinema di Roma, alla quale hanno preso parte ieri tanti ex compagni oltre a Carlo Verdone.

Nel racconto del regista Pablo Benedetti, l'ex bomber di Fiorentina e Roma (300 gol in 533 gare) ha tirato fuori tanti piccoli, grandi segreti della sua vita privata: «Avevo voglia di raccontarmi e l'ho fatto anche in un momento difficile per me. A giovani dico: impegnatevi e raggiungerete i vostri obiettivi. Io ho speso metà della mia carriera a imparare. Ora sto attraversando il mio percorso fatto di dolore e operazioni, ma non ho mai perso la speranza anche se la sofferenza mi spinse a desiderare di diventare come Pistorius. Adesso penso a Mihajlovic e Vialli e mando loro un caloroso abbraccio, in quei momenti vedi quanta gente è disposta ad aiutarti e capisci che qualcosa negli altri hai trasmesso».

Le emozioni più forti (rivissute nel docufilm) le ha regalate ai tifosi della Fiorentina e della Roma: dalla perla di Wembley in viola allo scudetto festeggiato a Circo Massimo. «Ancora tutti me lo ricordano. Quando giocavo per la Roma sembravo nato lì per quanto davo anche se mi è dispiaciuto lasciare Firenze. In giallorosso con Totti potevo vincere altri 2-3 scudetti. A Francesco auguro il meglio, lontano dal calcio c'è una bellissima vita da trascorrere in famiglia, fatta di cose semplici. Bisogna godersi i figli, viaggiare. A Montella faccio un in bocca al lupo, la Fiorentina gioca davvero bene». Infine la benedizione del Re a Dzeko: «Ha tutto per rifare quello che ho fatto io, la squadra lo aiuti di più».


Crescita zero, Fonseca: «Troppi infortuni, la Roma così non va avanti»

LEGGO - BALZANI - «Troppi infortuni, così è impossibile crescere». Fonseca, alla vigilia del terzo turno di Europa League e col Milan alle porte, sembra rassegnato e indirettamente cita Vasco Rossi prendendosela con la maledetta sfortuna che ha senz'altro un peso importante nella vita (soprattutto quella sportiva) ma che non può spiegare l'ultimo mese desolante della sua Roma e i 14 infortuni in meno di 60 giorni. «Non sono scuse, ma una realtà oggettiva. Non mi era mai capitato in passato. L'anno scorso allo Shakhtar abbiamo avuto appena 4 infortuni. Voglio credere che si tratti di sfortuna, ma dobbiamo lottare contro queste difficoltà. Voglio che in questo momento i calciatori capiscano che è necessario lottare di più e sacrificarsi per la squadra. Il fattore sfortuna è davvero molto presente, è un fatto inusuale. In questa situazione è impossibile raggiungere il livello di crescita. Certo, contro la Samp la squadra non ha fatto bene, non ha fatto tutto il necessario per vincere».

Stasera all'Olimpico il portoghese proverà a ritrovare il sorriso contro il Borussia Monchengladbach che non è la corazzata anni '70 di Jupp Heynckes, ma occupa attualmente il primo posto nella Bundesliga a braccetto col Wolfsburg. Una vittoria sui tedeschi (anche loro con 8 assenti) ipotecherebbe il passaggio del girone che invece si complicherebbe in caso di ko (e vittoria del Wolfsberger con l'Istanbul). Fonseca potrà contare su solo 16 giocatori della prima squadra visto che pure Santon ha dato forfait per un forte attacco febbrile. Convocati pure i giovani Riccardi e Calafiori che andranno in panchina mentre in campo Pastore dovrebbe affiancare Veretout. In attacco spazio a Kluivert (squalificato in campionato) con Perotti pronto a subentrare. Occhio però a un possibile cambio modulo (4-3-3 o 3-5-2).

«Ovviamente alla luce delle difficoltà, quello di un cambio di modulo è una possibilità che ho preso in considerazione - ha ammesso Fonseca -. In linea di principio no, ma vedremo meglio a gara in corso. Pastore? Ha una condizione fisica particolare, ma è pronto. Dzeko invece non è al massimo visto il problema allo zigomo, purtroppo deve giocare per forza». Fonseca non esclude il ritorno sul mercato: «Stiamo prendendo tutto in considerazione, ma non è facile trovare svincolati che possano elevare la qualità della squadra. Se lo faremo, sarà per migliorare e non per fare numero». Tra i candidati ci sono Halfredsson e l'ex milanista Flamini. Infine Mancini: «Non abbiamo paura di infortunarci, con Fonseca sono cambiato molto e sono pronto a giocare con la difesa a 3».