Dellas: "Manolas? Pochi mesi fa gli avevo detto di restare a lungo alla Roma e diventare una bandiera"
Traianos Dellas, campione d'Europa con la Grecia nel 2004 ed ex difensore della Roma, è stato intervistato nel corso della trasmissione Bar Forza Lupi in onda su Centro Suono Sport. Queste le sue dichiarazioni:
Che ne pensi della Roma?
"Seguo la Roma con grande affetto. In giallorosso mi sono trovato bene ed ho toccato il punto più alto della mia carriera da calciatore in un club. I tifosi sono straordinari, li ho sempre rispettati. Loro meritano una squadra che sia in grado di vincere ogni anno lo scudetto. Invece, alla Roma sembra sempre mancare qualcosa per fare il salto di qualità. Bisogna acquistare grandi giocatori, non perderli. E poi, ora che non ci sono più Totti e De Rossi, si devono creare nuove bandiere".
Manolas?
"Ho visto Kostas ieri, ma non abbiamo parlato del suo futuro. Pochi mesi fa gli avevo detto di restare a lungo alla Roma e diventare una bandiera".
Come va con la nuova carriera da allenatore?
"Ho allenato tre squadre importanti in Grecia. Mi piacerebbe crescere e fare esperienze in altri campionati, magari in Italia. Ho avuto grandi allenatori quando ero calciatore e da ognuno ho preso qualcosa".
Fonseca domani in Italia? La Roma smentisce
Paulo Fonseca pronto a sbarcare domani in Italia o forse no. Secondo quanto riporta Sky Sport, l'attuale tecnico dello Shakhtar Donetsk dovrebbe arrivare a Roma nella giornata di domani ma non ci sono conferme in tal senso ed anzi la Roma smentisce tale indiscrezione. L'approdo in giallorosso dell'allenatore portoghese è vicino ma non se ne conosce ancora nè giorno nè orario nè tantomeno dove avverrà la firma sul contratto. Si parla di Londra in presenza del presidente James Pallotta e del suo consigliere principe Franco Baldini o nella Capitale italiana ma non ci sono certezze in proposito.
La scelta di Fonseca: taglio allo stipendio per arrivare in A
LA REPUBBLICA - PINCI - Paulo Fonseca firmerà per la Roma la prossima settimana. Appuntamento mercoledì a Londra. E per l’occasione si scomoderà pure il presidente James Pallotta, che gli ultimi allenatori, da Garcia a Di Francesco passando per Spalletti, li aveva ricevuti in casa propria. Alla Roma il portoghese costerà circa 2 milioni di euro, quelli che ha ottenuto lo Shakhtar per liberarlo. Soldi che di fatto ha messo sul piatto lo stesso Fonseca, rinunciando a una fetta del proprio stipendio: pur di allenare i giallorossi ha ridotto le pretese giustificate dal suo accordo in essere, firmando per 2 anni (con opzione sul terzo) a 2 milioni contro i 2,5 percepiti in Ucraina. La differenza, al lordo, coprirà esattamente la cifra necessaria per stracciare il suo contratto con lo Shakhtar.
Una decisa inversione di tendenza rispetto a Conte o Gasperini, che pur tentati avevano preferito declinare l’invito a Roma. Persino De Zerbi non aveva mostrato entusiasmo, preferendo alla fine la comfort zone di Sassuolo ai disagi della capitale. Dove Fonseca, nato a Nampula, in Mozambico, porterà la fama di tecnico moderno e vincente: costruzione dal basso, calcio ragionato e sufficientemente “verticale”, un 4-2-3-1 di partenza ma con la capacità di adattarsi. Niente maschera di Zorro invece: l’aveva indossata ai tempi dello Shakhtar per scommessa ed è rimasto imprigionato nel soprannome (che non ama). Soprattutto, ha dimostrato di saper sopravvivere alle difficoltà: aveva ereditato lo Shakhtar, senza parlare una parola di ucraino o russo e senza nessun acquisto dal mercato, dopo la dittatura di 12 anni di Lucescu, con la squadra in esilio a Leopoli per la guerra del Donbass.
Persino Trigoria, così, può sembrare il paradiso. Ora la Roma, risolta la questione allenatore, potrà iniziare a costruire. Anche se sui piani della squadra si allunga l’ombra della Juventus. Ieri il dirigente bianconero Paratici ha incontrato l’agente di Zaniolo, Vigorelli. Il pressing si è fortemente intensificato negli ultimi giorni, da Torino ragionano già sulle contropartite da mettere sul piatto per convincere la Roma: i nomi sono quelli di Perin - ma per la porta i giallorossi hanno altre idee - Cuadrado, Higuain. Oppure 40 milioni cash. Una cifra fin troppo bassa che convincerebbe la Roma a rinnovare il piano biennale che ha in mente per la crescita e la valorizzazione della mezzala azzurra. Che aspetta ancora un appuntamento per discutere l’adeguamento economico che chiede: finché non sarà regolarizzato la posizione del ds in pectore Petrachi, dovrà attendere. Non troppo, spera lui. E pure la Roma, per non dover prendere in considerazione quei 40 milioni da Torino
Un’Inter con le ali: Conte chiama Florenzi
LA REPUBBLICA - CARDONE/VANNI - Il mercato della nuova Inter si muove seguendo linee precise, dettate da Conte e avallate da Marotta, da quando i due hanno deciso di ritrovarsi in nerazzurro. La ristrutturazione sarà profonda. Solo la difesa verrà lasciata quasi intatta, a parte l’innesto di Godin. Proprio il valore dei giocatori della retroguardia, dal portiere Handanovic ai centrali Skriniar e de Vrij, ha convinto Conte sul progetto Inter.
Ci sono le basi per vincere subito, a patto di rinforzare gli altri reparti: questo il concetto del tecnico, condiviso da Marotta e Ausilio. I due uomini-mercato stanno conducendo una trattativa con la Roma per una complessa operazione: l’obiettivo è portare Dzeko, Kolarov e — novità — il laterale destro Florenzi in nerazzurro, in cambio del terzino sinistro Dalbert (acquistato dall’ex ds Sabatini nel 2017 per 26 milioni) e un conguaglio sui 20 milioni. Nel 3-5-2 di Conte, Florenzi e Kolarov sarebbero i cursori di fascia — adesso li chiamano “quinti” — da alternare con D’Ambrosio e Asamoah. Le due società, Inter e Roma, stanno discutendo sulle valutazioni dei giocatori: quella di Florenzi è di 25 milioni, Dzeko è intorno ai 15 e Kolarov 8.
Un’alternativa a Florenzi, sulla destra, per l’Inter è il 23enne Valentino Lazaro. I contatti con l’Hertha Berlino sono avviati. Per quel ruolo resta in piedi anche la pista Danilo, che però è corteggiato in Spagna e che il City vorrebbe inserire nell’operazione Cancelo con la Juventus. Per realizzare entro il 30 giugno i 40 milioni di plusvalenza imposti dal fair play finanziario, il sacrificio più probabile per l’Inter è Mauro Icardi. Potrebbe andare alla Juve, in cambio di Dybala. Ma il ds giallorosso in pectore Petrachi vorrebbe convincerlo ad accettare il progetto Fonseca. Anche il Napoli, in cerca di una punta, sonda la sua disponibilità a trasferirsi, ma lui insiste per restare in nerazzurro. La moglie e agente Wanda Nara, che si dice «pronta a lasciare l’incarico se Mauro lo chiederà», incontrerà Marotta per dirgli che il marito vuole presentarsi in ritiro a Lugano il 7 luglio. L’ad le spiegherà che per lui nella nuova Inter non c’è spazio. Il timore della società è che l’argentino (a gennaio quotato 110 milioni, oggi 70) voglia andarsene a parametro zero fra 18 mesi, 6 prima della scadenza del contratto. Per il centrocampo nerazzurro, in dirittura d’arrivo l’acquisto di Barella. La valutazione è sui 50 milioni, ma nell’affare verranno inserite contropartite tecniche: giovani di proprietà dell’Inter come Dimarco, Gavioli e Bastoni. Quest’ultimo, i nerazzurri preferirebbero darlo in prestito. Con Brozovic perno centrale, Conte cerca poi una mezzala sinistra che abbia tecnica e forza e possa sostituire Nainggolan in caso di cessione: il profilo è quello di Mateo Kovacic, che tornerebbe in nerazzurro dopo le esperienze al Real e nel Chelsea. È lui l’obiettivo del blitz di Marotta e Ausilio a Madrid: Florentino Perez valuta il giocatore circa 60 milioni, l’Inter propone la formula del prestito e diritto di riscatto. Il croato avrebbe dato la disponibilità a tornare nella squadra in cui giocò per trenta mesi, fino all’estate 2015. In attacco i soggetti del desiderio si chiamano Chiesa e Lukaku, Conte spera che almeno uno dei due possa arrivare: sul primo è però in vantaggio la Juve, che ha trovato l’accordo con il giocatore (ma la Fiorentina, se dovrà cederlo, preferirebbe darlo all’Inter), sul secondo c’è l’intesa con lui ma la richiesta del Manchester United è di 70 milioni (per ora vano il tentativo di inserire Perisic nell’affare). Anche in questo caso, Zhang e Marotta faranno il possibile per accontentare Conte. Troppo bassa invece l’offerta per Pépé del Lille, praticamente già preso dal Liverpool.
Da El Shaarawy fino a Zaniolo le risorse si tingono d'azzurro
IL MESSAGGERO - TRANI - La Roma fa il pieno allo stadio Spyros Louis di Atene. Non c'è il pubblico, anche se l'Oaka lo meriterebbe. Qui è stata festeggiata la prima medaglia d'oro dell'olimpiade moderna, nel 1896, e al maratoneta che l'ha messa al collo si merita di avere intitolato l'impianto snobbato ultimamente dai tifosi ateniesi. E' l'Olimpico, insomma. Ma non è quello del Foro Italico. Eppure le facce sono quelle di casa nostra. Eccoli i 7 romanisti. Già 7, compreso Manolas, avversario della notte in cui l'Italia vuole prendere il largo vero Euro 2020. E chissà se diventeranno 8, perché nella nazionale di Anastasiadis gioca in porta Vlachodimos che qui reputano comunque il più bravo, aggiungendo che non è un caso vederlo protagonista all'estero. Nemo profeta in patria, come accade solo ai migliori di questo paese. Guarda caso fa il titolare nel Benfica, in Portogallo. Ecco perché piace a Fonseca.
ARIA DI CASAVox pupuli. Si sente l'accento romano nel corridoio dello spogliatoio dello stadio di Atene. E' Florenzi che parla, appena uscito dal campo, dove sta entrando Manolas. Sarà l'unico romanista tra i 6 azzurri a partire dall'inizio stasera contro la Grecia. Ma nelle esercitazioni sul prato dell'olimpico sfilano anche Lorenzo Pellegrini, in ballottaggio per il ruolo di mezzala con Barella, Cristante e Zaniolo. E' centrocampo giallorosso al completo. Emerson e Romagnoli li guardano e forse sente nostalgia di Trigoria. Ovviamente c'è El Shaarawy, il miglior realizzatore della rosa in quest'annata deprimente. E addirittura in porta vediamo Mirante che, subentrato a Olsen, è andato così bene da riuscire a prendersi in premio questa convocazione per le partite contro la Grecia e la Bosnia, pure lui nei 33 chiamati dal ct a Coverciano (ora scesi a 31 per i forfait di Spinazzola e Politano). Record per la società di Pallotta. E di questi tempi fa un certo effetto.
SGUARDO AL FUTUROIl passato è orribile, se si pensa al flop della Roma nella stagione che si è appena conclusa. Ma il presente e, a quanto pare, anche il futuro si illuminano di giallorosso. Pellegrini e Zaniolo, da martedì sera si uniranno a Bologna all'Under 21 di Di Biagio. In testa l'Euopeo di categoria che si giocherà in Italia. Frattesi, invece, sta spopolando con l'Under 20 al mondiale in Polonia: gol pure al Mali, ieri. E con lui anche Luca Pellegrini. Rispettivamente sono all'Ascoli e al Cagliari, ma entrambi classe 99 meritano di rientrare a Trigoria. E magari con Pinamonti, il centravanti chiesto all'Inter per inserirlo nell'affare Dzeko.
Fonseca paga per la Roma
IL MESSAGGERO - ANGELONI - Un passo uno, un passo un'altra e alla fine si è arrivati a dama, o quasi: Paulo Fonseca è stato liberato dallo Shakhtar (o viceversa), ora è atteso a Roma, dove comincerà - all'inizio della prossima settimana - una nuova avventura. Questa è la versione ottimistica. Quella realista: il tecnico si sta liberando, c'è fiducia che entro pochi giorni arriverà l'ok definitivo. Quella clausola di tre milioni ha creato qualche problema nelle ultime ore, c'è voluto il lavoro dell'intermediario-commercialista Marco Abreu, e dello stesso Fonseca. Che pur di accelerare i tempi ha rinunciato a premi e ultime mensilità per addolcire il presidente Rinat Achmetov e ammortizzare una parte della clausola. Ora sarà la Roma a dover trattare sul resto, magari impegnandosi ad acquistare un giocatore, un po' come fu per Di Francesco. A Trigoria non ci sarà mai nessuno che potrà ammettere di aver pagato una clausola (o parte di essa) per liberare un allenatore. E dall'Ucraina ci faranno sapere che a Trigoria hanno contribuito eccome. Alla fine comunque saranno tutti felici e contenti, perché ognuno ha ricevuto ciò che voleva: la Roma Fonseca, Fonseca la Roma e lo Shahktar i suoi compensi e/o risparmi. Paulo ha bisogno ancora di qualche giorno per mettere il punto sul passato, è atteso - se gli ultimi dettagli andranno al loro posto come sembra - a Roma entro martedì o mercoledì della prossima settimana. Per lui un due (anni) più uno a 2,5 milioni circa a stagione.
LE GUIDE - Adesso sarà difficile non accontentare l'allenatore portoghese in tutte le sue esigenze di lavoro, dagli acquisti allo staff. Perché le cose funzionino, i calciatori dovranno essere specifici ma questo è un qualcosa che vedremo nel tempo, intanto l'esigenza di Paulo è di vedersi circondato dai suoi uomini di fiducia nel lavoro quotidiano. Fonseca in questo è stato molto chiaro: vuole portare a Roma quattro o cinque collaboratori: Max Nagorski, traduttore e assistente, inseparabile figura da spogliatoio e da campo, poi Tiago Leal, video analyst che a Trigoria dovrà collaborare con Beccaccioli, e Nuno Campos, suo fido compagno di lavoro da una quindicina di anni. Il nodo è il preparatore atletico: a Trigoria c'è Fanchini, Fonseca ne vorrebbe uno di sua fiducia. Savorani, l'uomo dei portieri, resterà al suo posto.
ESTATE ROMANA - Il primo step per il nuovo allenatore della Roma è l'organizzazione dell'estate. Il giro negli States è ormai tramontato e con il Tas che deve sentenziare sul Milan, non è facile nemmeno prevedere che tipo di impegni (ufficiali) ci saranno a luglio. Per questo, a Trigoria sono state preparate più strade, il tecnico dovrà dare la sua preferenza in base alle esigenze. Il raduno dovrà per forza esserci nei primi di luglio e l'ipotesi numero uno è di spezzare la preparazione tra montagna (Pinzolo) e il Bernardini.
Sarà rifondazione, ma senza follie
IL MESSAGGERO - CARINA - La Roma di Fonseca può iniziare ad essere modellata. Tra tutti i calciatori dello Shakthar accostati ai giallorossi, quello che ha più chance di approdare nella Capitale è Ismaily. Il laterale sinistro è uno dei perni sui quali si fonda il gioco del lusitano. E considerando che Kolarov è stato richiesto, alla pari di Dzeko, dall’Inter, l’acquisto del brasiliano andrebbe a completare una casella dello scacchiere romanista che rischia a breve di essere scoperta. Non sarà comunque facile strappare Ismaily allo Shakhtar visto che la valutazione del cartellino si aggira attorno ai 15 milioni di euro. E nel tentativo di abbassare i costi - stella polare di questa sessione di mercato - spendere tanto per un classe ‘90 necessita valutazioni approfondite. Confermato invece l’interesse per il centrocampista difensivo Florentino (Benfica). Under 20 della nazionale portoghese, ha fatto tutta la trafila delle giovanili col Benfica, fino a debuttare con la squadra B nel novembre 2016.
ROTTA SU LISBONA E GRECIA - In questa stagione ha collezionato 11 presenze, 9 da titolare con la prima squadra. Di queste, però, ben 7 sono arrivate nelle ultime 7 gare di campionato dove il Benfica ha duellato punto a punto con il Porto per poi vincere il campionato, a dimostrazione del valore del ragazzo. In porta - sempre nel club di Lisbona - è monitorato il greco Vlachodimos, 24 enne tedesco naturalizzato greco e numero uno della nazionale ellenica. Cinquanta presenze stagionali e ben 19 clean sheet, con una percentuale totale del 38%. E’ uno dei profili che riscuote maggiore interesse a Trigoria dopo che il futuro ds Petrachi s’è scontrato con valutazioni proibitive (Cragno) e qualche resistenza da parte dell’Inter nel privarsi di Radu (se non ipervalutandolo, visto che il solo riscatto dal Genoa costa 12 milioni), probabilmente destinato in altre trattative (Barella?). Nel capitolo legato alle cessioni, Manolas attende che Sarri venga ufficializzato dalla Juve. L’Inter invece prova ad aggiudicarsi il pacchetto Dzeko-Kolarov: oltre al cash la Roma, considerando le difficoltà per Radu, chiede Pinamonti che però a Milano vorrebbero valutare quanto il bosniaco.
Stadio, Pallotta e la sindaca ora litigano anche per i parcheggi “d’oro”
IL MESSAGGERO - DE CICCO - L’ultima lite tra il Campidoglio e i privati che sognano l’affare Tor di Valle è sull’incasso dei parcheggi del nuovo stadio. «Tutto a noi», dicono i proponenti, Pallotta e la Eurnova di Parnasi. «No, fifty-fifty», il 50% ciascuno, è la replica in sostanza dell’amministrazione di Virginia Raggi. Sul punto non c’è accordo. Anche perché si tratta di un bottino non proprio modesto, considerando che, come ha prescritto il Politecnico di Torino (interpellato sull’operazione dalla Raggi), il prezzo per lasciare l’auto intorno allo stadio sarà piuttosto caro. I proponenti allora lo vorrebbero per intero - questo sarebbe stato detto a chi ha partecipato alle riunioni al dipartimento Urbanistica - mentre i tecnici comunali hanno fatto capire di considerare gli spazi dei parcheggi come «superfici standard», insomma aree pubbliche per tutte le auto. Quindi, al netto dei costi di gestione, l’ammontare degli incassi andrebbe smezzato tra pubblico e privati. La contestazione compare anche nella lettera, svelata ieri dal Messaggero, con cui il Campidoglio «rimette in discussione il pubblico interesse» del progetto stadio. Pallotta e la Eurnova - che dopo l’arresto di Parnasi è guidata da un nuovo Cda - si sono visti rigettare la proposta «gestionale dei parcheggi, sino a prevedere contratti concedenti diritti di superficie mai ipotizzati». Anche su questo punto, come su molti altri, non c’è intesa. Se ne riparlerà nel prossimo vertice, tra la fine della prossima settimana e quella dopo ancora.
LA MINACCIA DI «CAUSE» - I privati, nel frattempo, continuano a valutare l’ipotesi di cause in Tribunale contro il Comune in caso di stop, tra presunte penali, escluse però dall’Avvocatura del Campidoglio, e addirittura un ricorso al Tar. «Ma cosa impugnano al Tar, se non c’è un atto formale di bocciatura?», si chiedono in Comune. Si vedrà come andrà a finire. Quanto ai parcheggi, l’unica cosa sicura è che dovrebbero fruttare parecchio. Perché per scoraggiare l’arrivo di troppe auto - le strade, anche con tutti gli ammodernamenti previsti, andrebbero in tilt - i professori del Politecnico di Torino hanno prescritto alcune misure per disincentivare «la mobilità privata». Una di queste è il costo maggiorato del biglietto per chi va in macchina a vedere la partita. È stato ordinato quindi «un sensibile rincaro per chi decide di recarsi allo stadio con la propria vettura, consentendo l’accesso ai parcheggi solo a chi acquista il pacchetto biglietto più parcheggio». Poi «chi vuole recarsi allo stadio con la propria vettura deve essere obbligato ad accedere alle aree di sosta in determinate finestre temporali, ovviamente lontane dall’ora di punta».
«Vincere giocando bene»
IL TEMPO - BIAFORA - L’ottavo allenatore della Roma americana sarà Paulo Fonseca, nato in Mozambico, ex colonia del Portogallo, paese in cui si è poi trasferito ed ha disputato la sua discreta carriera da difensore centrale. Il tecnico quarantaseienne ha iniziato ad allenare nel 2005, facendo la gavetta nelle giovanili dell'Estrela Amadora, sua ultima squadra da calciatore. Il salto di qualità è arrivato nella stagione 2012/13 nella quale raggiunse i preliminari di Champions alla guida del modesto Paços de Ferreira, meritandosi la chiamata del Porto, che ha poi deciso di esonerarlo a campionato in corso. Il riscatto di Fonseca è arrivato con il Braga (trionfo nella coppa nazionale), ma soprattutto in Ucraina: sulla panchina dello Shakhtar Donetsk ha riempito la bacheca con ben sette titoli, riuscendo a vincere sempre l'accoppiata campionato-coppa. Grazie a tali risultati si è meritato il salto di qualità e la chiamata della Roma, con la quale dovrebbe riproporre il suo 4-2-3-1, fatto di un calcio meno verticale rispetto a quanto visto negli ultimi anni nella Capitale, basato sulla ricerca del possesso palla: “Io non voglio soltanto vincere, ma anche giocare bene. Non mi basta - ha detto qualche giorno fa - riuscire a portare a casa il risultato. Il mio sogno è la Champions League”. Il portoghese, uno che non si fa problemi a lanciare i giovanitalenti (ma non dovrebbe portarsi nessuno dallo Shakhtar), ama far partire la manovra dal basso e predilige due esterni molto tecnici sulla trequarti offensiva, in un modulo che in fase di pressing diventa un 4-4-2 più chiuso, con la linea difensiva che va a posizionarsi quasi a centrocampo. La curiosità per Fonseca è tanta e negli ultimi giorni i video dei suoi discorsi motivazionali hanno galvanizzato molti tifosi. L’auspicio è che possa ripetere quanto fatto in Ucraina.
Fonseca firma con Pallotta
IL TEMPO - BIAFORA - E’ arrivato il Godot giallorosso. A novantadue giorni dall’esonero di Di Francesco, sostituito dal traghettatore Ranieri, la Roma ha finalmente il suo nuovo allenatore. Ci sono ancora dei piccoli dettagli da limare nella rescissione con lo Shakhtar Donetsk, ma Fonsecasarà il tecnico giallorosso della prossima stagione. Dopo aver ricevuto i no di Conte e Sarri e aver visto rinnovare Gasperini con l’Atalanta, il progetto romanista è stato sposato dal portoghese, che mercoledì volerà a Londra per firmare il contratto biennale, con opzione per un ulteriore anno, alla presenza di Pallotta.
La trattativa ha subito una forte accelerata a partire da martedì scorso quando è andato in scena il decisivo faccia a faccia tra le parti in quel di Madrid: da un lato del tavolo c’era la delegazione romanista formata dal Ceo Fienga e dal ds in pectore Petrachi (più Baldini collegato in videoconferenza), di fronte a loro i due agenti di Fonseca, oltre alla presenza di un intermediario per parte. In terra spagnola la dirigenza ha trovato un accordo di massima con i rappresentanti dell’allenatore, che poi si sono occupati della risoluzione con lo Shakhtar, che all’inizio della contrattazione aveva preteso il pagamento integrale dei cinque milioni della clausola presente nel contratto di Fonseca, valido fino al 2020. Grazie al lavoro del procuratore lusitano Abreu gli ucraini si accontenteranno invece di due milioni, cifra che comunque a viale Tolstoj non erano disposti a pagare, così come non c’è la volontà di dare giocatori al Torino di Cairo per liberare Petrachi. Per sbloccare lo stallo si è fatto avanti lo stesso mister di Nampula, che ha scelto di rinunciare ad alcune mensilità ancora dovute e ha lasciato sul tavolo parte dei bonus maturati grazie alla vittoria di due titoli stagionali. Inoltre l’ex mister del Porto ha deciso di rinunciare a circa 500mila euro a stagione rispetto all’ingaggio proposto dalla Roma, con cui firmerà a due milioni di euro annui più i soliti bonus: in sostanza pagherà quasi tutto di tasca sua. Adesso a Trigoria resta solo da risolvere la questione Petrachi e poi saranno definiti i quadri tecnici del nuovo ciclo. Il dirigente è già operativo sul mercato e uno dei primissimi obiettivi da portare a termini appena si insedierà ufficialmente sono i rinnovi di El Shaarawy e Zaniolo, desideroso di restare nella Capitale nonostante il grande pressing di Real Madrid, Tottenham e Juventus.
Altro compito del ds saranno le cessioni entro il 30 del mese. Sino ad ora l’unico giocatore già sul piede di partenza è Dzeko, destinato al trasferimento all’Inter, mentre non sono giunte offerte concrete per Under e Manolas, molto gradito a Sarri, che probabilmente allenerà la Juve e la passata estate lo aveva cercato per il Chelsea. Il difensore greco ha risposto a distanza al bianconero Chiellini (“Lui e Sokratis sono una coppia di fama internazionale”) dal ritiro della nazionale ellenica: “Ringrazio Giorgio per le sue parole, ma non so se sarò suo compagno il prossimo anno”. Chiunque vorrà assicurarsi le prestazione del centrale di Naxos dovrà però sborsare i 37 milioni della clausola. Nel frattempo l’agente di Florentino Luís, interpellato da Il Tempo, ha smentito qualsiasi trattativa con la Roma: “Il mio assistito resterà al Benfica”.
Stadio: il club ha perso la pazienza. Ok entro l’estate
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Lo stadio della Roma, ormai, è diventato un paradigma di come non devono andare le cose.ti distanti perfino sulla pubblica utilità dell’opera. Ieri Il Messaggero ha svelato l’esistenza di una lettera che il Dipartimento Urbanistica ha inviato il 13 maggio scorso a Roma ed Eurnova, i due soggetti proponenti, accusati di aver presentato modifiche tali da rimettere «in discussione l’intero assetto del progetto», perché verrebbero meno «gli elementi qualificanti del già dichiarato interesse pubblico». Tra i motivi del presunto casus belli, è citato anche il vincolo di utilizzo dell’opera, minimo 30 anni, che il club – denuncia ilComune – vorrebbe ridurre.Circostanza che ieri la Roma ha smentito.Peraltro la lettera è stata superata dall’incontro di mercoledì. . La Roma è tranquilla, rispetterà le condizioni contenutenella delibera di interesse pubblico e le prescrizioni della Conferenza di servizi. Sui tempi, però, il club non transige: l’apertura dello stadio non può aspettare né il completamento della Roma-Lido, di cui deve occuparsi la Regione, né gli espropri dell’Ostiense, un capriccio del Comune. La variante al piano regolatore e la firma della Convenzione urbanistica devono arrivare entro l’estate.
Conte lancia l'assalto a Florenzi
ILTEMPO.IT - BIAFORA - Conte ha messo Florenzi nel mirino. Il laterale di Vitinia ha ereditato la fascia da capitano da De Rossi negli ultimi minuti della partita d'addio del compagno di squadra ed ora è pronto a caricarsi la Roma sulle spalle. Da qualche settimana però il neo tecnico nerazzuro ha iniziato un pressing personale per cercare di convincerlo ad accettare la corte dell'Inter, fortemente interessata a Florenzi già prima del rinnovo di contratto della scorsa estate. Difficilmente però il numero 24 giallorosso si muoverà dalla Roma (ha sul tavolo anche l'esotica offerta della squadra giapponese di Iniesta) ed è pronto a dire no a Conte, che lo reputa l'esterno ideale per il nuovo 3-5-2 interista.