Marotta:"Icardi e Nainggolan non rientrano nel nostro progetto"

Giuseppe Marotta parla di Mauro Icardi e Radja Nainggolan. L'Ad dell'Inter affida le sue parole a Sky Sport:
“Abbiamo parlato con molta schiettezza e massima trasparenza con Icardi e Nainggolan, spiegando la posizione della società, che non significa sminuire le loro capacità; entrambi sono ottimi giocatori, ottimi talenti; il talento fa vincere le partite, ma è la squadra che fa vincere i campionati. E quando dico vincere i campionati intendo raggiungere gli obbiettivi che ognuno ha previsto. E quindi di conseguenza non rientrano nel nostro progetto”.


Pau Lopez in ritiro con il Betis. Ma la Roma è fiduciosa sulla chiusura della trattativa (video)

Lunedì è atteso a Roma per le visite mediche, ma Pau Lopez al momento è a Montecastillo (Cadice) in ritiro con il Betis Siviglia. La presenza del portiere è stata confermata da un video sul profilo Twitter di AlfinaldelaPalmera, anche se la trattativa con la Roma è in dirittura d'arrivo e il portiere dovrebbe arrivare regolarmente nella Capitale.

 


Domani Gerson incontrerà la Roma. Vuole solo il Flamengo, ma l'offerta è bassa

Gerson è in uscita dalla Roma ed è seguito da varie squadre, anche se ha già rifiutato Genoa e Dinamo Mosca. Infatti il giocatore vorrebbe tornare in patria al Flamengo, che offre otto milioni per averlo a titolo definitivo. Una cifra che per la Roma, però, è troppo bassa con 10 milioni che sarebbero già più convincenti. E' già convinto, invece, Gerson; che domani incontrerà la società per comunicare la sua intenzione di voler vestire la maglia del Flamengo.


Kluivert nel mirino del Real Madrid, ma la Roma non vuole cederlo

Justin Kluivert, giovane talento della Roma, ha disputato la sua prima stagione in giallorosso collezionando 35 presenze e due reti. Non un grandissimo bottino per l'esterno olandese ma, come riporta donbalon.com, il giocatore piace molto al Real Madrid che vorrebbe averlo in rosa. Ma la Roma, che valuta Kluivert 35 milioni di euro, non è intenzionata a cederlo.


Veretout insultato in ritiro. Ha comunicato di avere un accordo con la Roma

Jordan Veretout è regolarmente in ritiro con la Fiorentina, anche se è nel mirino di diversi club tra cui anche la Roma. Il centrocampista è stato accolto dai tifosi con insulti e ripetuti "Buffone".
Da parte sua il giocatore, come riferisce Tele Radio Stereo, ha comunicato alla Fiorentina di aver trovato un accordo con la Roma. Ora starà allle due società trovare un accordo economico.


Nzonzi proposto al Marsiglia, ma l'entourage dice di no

Dopo una stagione più colma di bassi che di alti, sembra arrivato il momento per Nzonzi di salutare la Capitale. Il centrocampista francesce è praticamente sul mercato, con la Roma che lo avrebbe proposto al Marsiglia in uno scambio con Strootman. Ma il giocatore, come riferisce Foot Mercato, avrebbe valutato con il suo entourage questa possibilità valutandola non soddisfacente. Su di lui cè anche il Siviglia, squadra da cui la Roma lo acquistò la scorsa estate.


Rizzoli confermato designatore arbitrale per la Serie A

L'AIA, Associazione Italiana Arbitri, ha riconfermato l'ex fischietto Nicola Rizzoli come designatore per la Serie A. Un argomento molto caldo per gli arbitri è sempre la VAR, di cui Rizzoli dice: "Bisogna proteggere l’arbitro in campo, chi arbitra bene non ha bisogno della tecnologia. La tecnologia ci aiuta a riparare un errore evidente, ma non arbitra. Un ottimo Var è quello che riesce a fare un buon lavoro perché l’arbitro è bravo in campo. La tecnologia sarà quella che riparerà ad errori chiari".
Sullo stesso argomento si sono espressi anche Nicchi, presidente della FIGC, e l'arbitro Rocchi:

NICCHI - "La tecnologia è una questione di giustizia nel calcio, ripara gli errori ma a noi interessa formare l’arbitro in campo fin dai dilettanti, senza tecnologia. Poi la tecnologia è come se fosse il portiere come ultimo uomo".

ROCCHI - "Ogni anno che si va avanti per noi è un’esperienza in più, sarà importante mettere a disposizione la mia esperienza. Più andremo avanti e useremo questa tecnologia e più i risultati saranno positivi".


Il giovane Saliba nel mirino della Roma. Ma occhio all'Arsenal

Non solo Mancini, Bartra ed Alderweireld. Per la difesa della Roma spunta anche il nome di William Saliba, 18enne del Saint Etienne. Il giocatore, come riferisce Yahoo Sport France, piace molto ai giallorossi che vorrebbero prenderlo sia come rinforzo del reparto arretrato che in chiave futura. Alla sua prima stagione tra i proffesionisti Saliba ha collezionato 19 presenze e la stima di diversi. Infatti oltre alla Roma il giocatore piace anche all'Arsenal, che sembra in vantaggio rispetto ai giallorossi.


L’amaro del capo

IL MESSAGGERO - ANGELONI - Il signor Gianluca Petrachi si presenta a Trigoria. Quasi con la voce di Antonio Conte, suo amico e salentino come lui, che ha scelto un'altra strada. Non ride quasi mai, in effetti non c'era nulla da ridere, ha lo sguardo severo e si definisce un «direttore sportivo da campo». Sostiene che non parlerà con i giornalisti («sono omertoso»), e qui otterrà facili consensi dai tifosi, che vengono definiti tra i migliori, «quelli che ti fanno venire la pelle d'oca anche da avversario». Di cose ne dice, con molta sincerità. La sensazione è che il suo ingresso non sia proprio da definire in punta di piedi. Non sembra un timorato, uno che si fa travolgere dall'immenso nome di Roma o da proclami di vittorie. Sembra a suo agio, nel dire (lo abbiamo ascoltato) e nel fare (lo scopriremo, e qualcosa già abbiamo scoperto). Petrachi entra dalla porta principale, non bussa, irrompe e sistema in ordine sparso: Dzeko, Baldini, Barella, El Shaarawy, Zaniolo, poi via via tocca tutti, da Florenzi a Higuain, fino a Icardi. Segna il territorio: «Fienga è il mio unico referente». Punto. Chiarisce la posizione di Baldini e la sua posizione da consigliere del presidente: «Lui mi ha proposto, ma sono stato chiaro: non transigo sulle scelte. La società mi deve dire possiamo o non possiamo fare questa spesa, ma sul discorso tecnico sono io a prendere la decisione e la responsabilità degli acquisti, non ho un budget. Non sarà Franco Baldini a condizionarmi. Lui può essere una risorsa. Serve collaborazione: se non dovesse andare così non sarò più seduto su questa sedia». Carattere.

IL DECISIONISTA - Qui il campanello d'allarme inevitabilmente suona, visti i precedenti. A meno che non sia davvero cambiata la situazione e questo non può che essere auspicabile. Petrachi, così a guardarlo, non sembra uno che accetta compromessi. Ma uno, forse, l'ha già dovuto accettare, quando ha parlato di Fonseca, del quale ama il gioco «codificato e offensivo». Quindi, ok a Fonseca che, a suo dire, ci stupirà. Ben diverso il portoghese dal suo amico Conte, che ha provato a portare a Roma. Allenatori diversi tra loro. «Antonio vuole vincere subito e ha visto nell'Inter una squadra più pronta. Gli ho solo detto che farlo a Roma sarebbe stato bellissimo». E Petrachi proverà a farlo, ma non lo promette. «Bisogna essere realisti, sarei stupido se parlassi di vittorie. La Roma è all'anno zero, bisogna costruire. I miei colleghi mi dicevano: ma che vai a fare alla Roma? Mi piacciono le sfide, rispondevo. Questa è una squadra che deve ripartire con dei valori e nuovi principi. I giocatori devono avere qualità morali, non pensare solo al dio denaro o ad avere la pancia piena. Io scelgo prima gli uomini poi i calciatori. La Roma non è una succursale, chi viene a Roma deve avere entusiasmo».

LA VOCE DEL BOSS - Fa capire chiaramente che gli piace Higuain, così come Icardi, che la sua Roma dovrà ripartire dai giovani e non solo. «Un mix di gioventù ed esperienza, alla squadra serve un po' di sciabola e un po' di fioretto». Ma prima di spianare la strada a Gonzalo prepara l'uscita dirompente di Dzeko. «Non deve passare il messaggio che uno si sveglia il mattino, decide di andar via e ci ricatta. Non mi piace essere preso per la gola. Non mi interessa se un giocatore ha raggiunto un accordo con un'altra società (l'Inter, ndr), non deve pensare di stare a casa sua, non è il padrone. Diawara mi ha chiamato e mi ha detto che è pronto a non fare le vacanze per fare il ritiro. Questo è il senso di appartenenza e entusiasmo che voglio ritrovare in ogni giocatore. Higuain? Se vuole riemergere, la squadra migliore per farlo è la Roma. Qui potrebbe seguire le orme di Batistuta». Chiaro, no? Usa più o meno lo stesso tono con Barella. «Era contento di venire alla Roma, poi c'è stato l'addio di Monchi e si è perso tempo per chiudere. Si è inserita l'Inter e ha fatto la sua proposta e Conte, che è molto bravo a motivare i giocatori, lo ha chiamato. Io non ho mai cercato Barella. È il Cagliari che ha cercato la Roma dicendo che l'Inter traccheggiava. Per me era già difficile da prima: il giocatore vuole andare a Milano. Per me è un capitalo chiuso».

IL BABY D'ORO - Capitolo non chiuso con Zaniolo, sul quale versa parole non proprio dolcissime. «Ha avuto un grande exploit, ma non ha avuto un buon fine di campionato. Qui si fa presto a creare dei miti, io amo la concretezza, Nicolò ha le qualità per arrivare al top. Se le mette in mostra sarà il fiore all'occhiello, ma deve stare con i piedi per terra perché a questa età si fa presto a perdere il senso della ragione. Nell'ultimo periodo ha smarrito questi concetti, e quando tornerà ci parlerò. L'importante è che capisca che deve migliorare e che ancora non ha fatto nulla». In linea il discorso su El Shaarawy. «Mi piacerebbe se restasse, c'è la volontà di rinnovargli il contratto, poi non bisogna strafare: io non posso competere con la Cina. Se vuole restare cercherò di accontentarlo, se invece vuole andare io non lo trattengo». Infine, messaggio tutto da interpretare su Florenzi. Parole che arrivano legate al discorso sul senso di appartenenza, perso con gli addii a De Rossi e Totti. «È il capitano, il senso di appartenenza deve essere in ognuno di noi. I giocatori lo devono dimostrare con i fatti non con le chiacchiere. Ho visto giocatori che facevano un gol, baciavano la maglia e poi dicevano che non vedevano l'ora di andarsene. Per me esiste solo la Roma, se vedo che qualcuno fa il fenomeno non avrà vita lunga qui». Il territorio è tracciato. Auguri.


Roma, ecco il piano per avere il Pipita

IL MESSAGGERO - Gianluca Petrachi ha tracciato la linea che la Roma seguirà sul mercato nei prossimi mesi: il nuovo direttore sportivo ha un'idea di calcio che vuole portare a Trigoria fatta anche di grandi colpi come quello di Gonzalo Higuain. Da ieri è certificato che l'attaccante è un obiettivo dei giallorossi, le parole del dirigente sono state un messaggio chiaro da recapitare al fratello procuratore non ancora convinto della Capitale. La Roma, però, non ha fretta perché quella del centravanti è una trattativa che si può chiudere anche verso la fine di luglio, sicuramente dopo aver ceduto Dzeko all'Inter (ieri si è scattato un selfie in costume con Perisic): Petrachi chiede 20 milioni, l'offerta dei nerazzurri è di 10-12. Quando il bosniaco si stabilirà a Milano, allora partirà l'attacco a Higuain (a Fonseca piace più di Icardi) che con la Juventus ha un contratto fino al 2021 a 6,5 milioni netti a stagione. Le strade per portare l'argentino all'ombra del Colosseo sono due: pagare il cartellino 36 milioni (è la cifra grazie alla quale i bianconeri non farebbero una minusvaleza), oppure convincere Paratici ad accettare il prestito di 12 milioni. Un'operazione, nel secondo caso, fattibile a patto che la Juve paghi una parte dello stipendio che supera - anche se di poco - quello attualmente percepito da Dzeko (11 lordi contro 13).

IL NUMERO UNO - C'è una terza via ed è quella che coinvolgerebbe nell'affare Zaniolo, ancora in attesa di una chiamata dal club per il rinnovo del contratto fermo a 600 mila euro. Restando in attacco, lo Shanghai Shenhua si è rifatto sotto per El Shaarawy proponendo alla Roma 15 milioni più 5 di bonus, un valore troppo basso per il club che vorrebbe una base fissa di 20 milioni. Al Faraone, invece, andrebbero 16 milioni netti a stagione, se dovesse accettare c'è pronto Brahimiclasse '90 ex Porto che arriverebbe a zero perché svincolato. Se l'attaccante è la questione che sta più a cuore ai tifosi, nell'immediato Petrachi deve pensare anche a porta, difesa e centrocampo. Nelle intenzioni del ds c'è quella di portare Pau Lopez a Trigoria in tempo per l'inizio del ritiro (è lui il giocatore a cui si riferiva ieri Petrachi): c'è già l'ok del portiere spagnolo. Al Betis andranno 20 milioni più il 50 per cento sulla futura cessione di Sanabria. Pau Lopez, invece, firmerà un quadriennale da circa 2 milioni a stagione.

INTRIGO VERETOUT - Il centrale che affiancherà Fazio si chiama Gianluca Mancini, il suo arrivo, però, non è imminente visto che l'Atalanta lo valuta 25 milioni e la Roma non ha intenzione di salire sopra i 20. Restando in difesa, Franco Baldini ha proposto Alderweireld del Tottenham in scadenza nel 2020, la cifra offerta è di 10 milioni ed è più bassa rispetto a quella richiesta dal Betis per Bartra (15-20 milioni). Nuovo tentativo pure per Nkoulou del Torino. Capitolo Veretout: il centrocampista avrebbe chiesto di non andare in ritiro, la Roma ha superato l'offerta del Napoli (18 milioni alla Fiorentina, 3 di stipendio al giocatore), ma il Milan ha messo sul piatto le contropartite di Biglia, Borini o Laxalt più 13 milioni.


Pellegrini, la scelta di restare e il rinnovo che verrà

IL MESSAGGERO - TRANI - La priorità di Petrachi, giocatori e procuratori sono stati avvisati anche in pubblico, è il rafforzamento della rosa e non il possibile adeguamento di stipendio o il semplice rinnovo di chi è già sotto contratto. Non c’è alcuna urgenza e Zaniolo, anche per il trattamento che gli è stato riservato dal ds nella conferenza stampa, non sarà certo il primo calciatore ad essere accontentato. Anzi, rischia di doversi mettere in coda. Se non andrà in Cina, sarà chiamato prima El Shaarawy (e ovviamente trattato alle condizioni della Roma, secondo le nuove linee guida di Petrachi). E, sempre prima di Zaniolo, potrebbe essere convocato Pellegrini, vincolato fino al 30/6/2022. Lorenzo ha detto no all’Inter anche all’inizio della settimana, tranquillizzando indirettamente proprio il ds. Che sta pensando di premiare il suo senso di appartenenza. L’obiettivo, oltre che migliorare l’ingaggio, è cambiare la clausola: quei 30 milioni sono invitanti per gli altri club e rischiosi per la Roma.


Chiarezza e regole, la ripartenza è ok

IL MESSAGGERO - TRANI - Gianluca Petrachi evita di sorridere. Quando accade, durante la sua corposa presentazione, è per educazione. La partenza è di forte impatto, bisogna riconoscerglielo. Si è calato alla perfezione nella realtà giallorossa. Meglio di chi l’ha preceduto, recentemente e in passato. Sulla Roma di questi tempi non c’è da scherzare. Non se lo può più permettere nessuno, dentro e fuori Trigoria. Il nuovo ds ha annunciato che sarà l’anno zero. Così ha proposto gli ingredienti migliori per dare sapore alla stagione che verrà. Ha usato la dose di sufficiente sincerità per spiegare il suo lavoro. E l’ha unita a quella più robusta della necessaria determinazione per svelare il suo metodo. «Non guardo in faccia nessuno», concetto che ha utilizzato, durante la conferenza stampa, solo per il suo amico Antonio Conte. Oggi sono distanti, ma restano uno accanto all’altro, cioè sempre vicini e coerenti, nel comportamento. Loro trattano ogni interlocutore allo stesso modo. Non solo l’avversario, anche chi li accompagna nella vita quotidiana. Accettano solo gente affamata. Non di euro. Di successo. Ecco che impongono la Regola. Una. Ampia, però. Dentro c’è il rispetto, la disciplina, la fatica, l’ambizione e il senso d’appartenenza.
Sono i mattoni per la ricostruzione della Roma. Li ha messi in piazza (e per la piazza) Petrachi che si è preso la responsabilità di voltare pagina. Non ha fatto il fanatico, sentendosi il migliore prima di scendere in campo. Non ha promesso il trofeo, piccolo o grande che sia, assente dalla bacheca giallorossa da 11 anni. Ha garantito qualcosa di più significativo. Sarà lui, in pubblico e in privato, a difendere la Roma, lasciata sola da chi non è riuscito ultimamente a governarla, scambiando spesso il ponentino con la tempesta (e viceversa). Muso duro del ds davanti ai giocatori di oggi e di domani. Stesso atteggiamento con procuratori e ovviamente club. Stop a ricatti e furbate. La missione non è impossibile. Ma solo perché qui finalmente è arrivato chi non accetta di farsi prendere a schiaffi da chiunque passi per Trigoria.