Roma-Sassuolo, i convocati di Fonseca. Out Smalling, Under e Perotti
Paulo Fonseca ha reso nota la lista dei convocati per il match di domani contro il Sassuolo. Questi i 22 giallorossi:
PORTIERI: Pau Lopez, Fuzato, Mirante.
DIFENSORI: Jesus, Kolarov, Cetin, Santon, Fazio, Mancini, Florenzi, Spinazzola.
CENTROCAMPISTI: Cristante, Pellegrini, Veretout, Zaniolo, Pastore, Diawara.
ATTACCANTI: Dzeko, Kalinic, Antonucci, Mkhitaryan, Kluivert.
Roma Femminile, Bavagnoli: "Col Milan sarà una bella gara, faremo di tutto per portarcela a casa"
Elisabetta Bavagnoli, tecnico della Roma Femminile, ha parlato ai microfoni di Roma TV:
“Abbiamo lavorato tanto e bene in questa preparazione. Abbiamo fatto una amichevole, l’ultima, interessante, che mi ha permesso di avere degli spunti importanti. Dal punto di vista sia mentale che fisico arriviamo bene: poi, il campo ci dirà. Tutte le squadre si sono organizzate bene, come anche il Milan. Abbiamo cambiato tanto. La società ha scelto un mister adatto che vada bene per il gioco della squadra. Conosciamo il Milan: ha un mister forte, atlete forti. Abbiamo grande rispetto per l’avversario, dobbiamo provare. Siamo pronte, faremo di tutto per portare a casa questa partita. Sarà una bella gara, tra due squadre che vogliono giocare a calcio. I tifosi che verranno allo stadio si divertiranno”.
Allenamento Roma, lavoro personalizzato per Smalling, Perotti, Under e Zappacosta
La Roma si allena per la partita conil Sassuolo. A Trigoria il gruppo lavora con gli esercizi di attivazione atletica con focus tattico, mentre Smalling smaltisce il sovraccarico muscolare e segue un lavoro personalizzato con Perotti, Under e Zappacosta.
Guai agli adduttori: niente esordio in A per Smalling
IL CORRIERE DELLA SERA - Doveva essere uno dei tre protagonisti della sfida di domani tra Roma e Sassuolo, ma Chris Smalling non sarà nemmeno convocato. Ieri si è allenato a parte per un sovraccarico muscolare all’adduttore e sarà lasciato a riposo per precauzione da Fonseca, che non vuole correre il rischio di perdere più a lungo il difensore inglese. E gli infortuni della Roma viaggiano già a ritmo di record. Giocheranno dal primo minuto, invece, Mkhitaryan e Veretout, gli altri due calciatori che i romanisti (attesi in 35 mila all’Olimpico) non vedono l’ora di scoprire. L’ex Arsenal agirà a sinistra, a destra ci sarà Zaniolo, al centro, in quella che ormai è la sua posizione preferita, ci sarà Lorenzo Pellegrini (…). «Il ruolo in cui mi vedo di più è il trequartista: mi permette di inserirmi e di essere più libero. Però mi fa piacere giocare anche in altre posizioni (…)». Pellegrini, che vive la Roma come una seconda pelle, sa che il terzo pareggio di fila all’Olimpico, per quanto la gente abbia fiducia nella nuova squadra e in Fonseca, potrebbe creare non pochi problemi. Lui, però, è convinto dal nuovo allenatore: «Noi lavoriamo per migliorare. Quello che ci chiede il mister mi piace: vuole sempre il pallino del gioco ed è giusto sfruttare la tecnica della squadra. (…) Siamo a buon punto, ma è ora di far vedere quello su cui stiamo lavorando. Vogliamo tornare in Champions League, per il resto non ci poniamo limiti». A buon punto è anche Spinazzola, che, dopo aver saltato i primi 180’ per una lesione muscolare, sarà convocato per la prima volta e spera nell’esordio: «Ci aspetta un mese importante – le sue parole al match program del club – che ci dirà dove possiamo arrivare. Se partiamo bene avremo fatto già metà del lavoro. Io sono pronto, poi ovviamente deciderà il mister se utilizzarmi. Con Fonseca siamo cresciuti tanto, ci chiede un gioco non da tutti: è normale che all’inizio quasi tutti i giocatori siano un po’ spaesati. Ci vuole un pochino di pazienza (…), ma secondo me abbiamo ancora ampi margini di crescita» (…).
Stop per Smalling. Pellegrini e Zaniolo c'è posto per due
LA REPUBBLICA - FERRAZZA - In piena psicosi da infortuni muscolari, la Roma va cauta sul problema che rischia di rinviare l'esordio di Chris Smalling. Il difensore è alle prese con un "sovraccarico muscolare", questa la comunicazione da Trigoria, le cui cause possono essere varie e che sembra non destare preoccupazione. Domani riprende il campionato. Contro il Sassuolo Fonseca cerca la sua prima vittoria sulla panchina della Roma e non vuole rischiare nulla, intenzionato quindi a riproporre la coppia di centrali Fazio-Mancini. Anche perché il calendario diventa adesso asfissiante: giovedì prossimo ci sarà l'esordio in Europa League (all'Olimpico contro il Basaksehir) prima della trasferta, la domenica successiva, a Bologna.
"Dobbiamo battere il Sassuolo, il nostro deve essere un esame a senso unico - la convinzione di Lorenzo Pellegrini - mi piace quello che ci chiede Fonseca, perché vuole che comandiamo il gioco e, così facendo, non siamo mai sottomessi agli avversari. È ora di vincere. Io mi vedo più nel ruolo di trequartista, posizione in cui posso inserirmi ed essere più libero". Ruolo nel quale, però, ha la concorrenza di Nicolò Zaniolo, anche se al momento, l'assenza di Under consentirà ai due ragazzi di giocare insieme sulla trequarti. Molto probabilmente con l'ultimo arrivato, Mkhitaryan. "A noi che abbiamo giocato solo in Italia può dare tanto lui. - continua il centrocampista azzurro a Sky - Può portarci esperienza. Stiamo lavorando anche per creare un gruppo unito, dentro e fuori dal campo. La mia duttilità tattica è una cosa a mio favore, perché mi permette di mettere in difficoltà l'allenatore nelle scelte".
De Zerbi col tridente. E c’è il ritorno di Defrel
IL CORRIERE DELLA SERA - Il tridente contro il tabù. Ci pensa, De Zerbi, ad aggredire la non impeccabile linea difensiva romanista – 4 gol subiti in 2 gare – con tre attaccanti, e magari al cambio di modulo – probabile ma non certo – appende quello che sarebbe un miracolo statistico, ovvero la prima vittoria del Sassuolo dopo la prima pausa stagionale (…). Statistica da poco, ma oltre la quale è obbligatorio andare per un Sassuolo ancora privo di Magnanelli e Rogerio ma che aggiunge alla distinta – ma non necessariamente all’undici – Chiriches, Romagna e il temutissimo ex Defrel, in gol all’Olimpico, contro i giallorossi, nelle ultime tre occasioni in cui li ha incontrati.
Roma, difesa da rifare con il dubbio Smalling
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Dopo che la scorsa stagione si era conclusa con oltre cinquanta infortuni muscolari, adesso il trend sembra confermarsi, visto che gli stop adesso sono arrivati a quota sei. L’ultimo a fermarsi è stato il neo acquisto Smalling, che ha accusato un affaticamento agli adduttori. La ragione, dicono a Trigoria, sembra essere nel fatto che non è arrivato alla Roma in perfetto allenamento e così ha sofferto i doverosi carichi dei giorni scorsi. In ogni caso, niente di particolarmente serio, anche se pare che il difensore inglese non sarà neppure convocato e comunque salterà la sfida col Sassuolo (…).
A parlare d’infortuni, per i quali peraltro a suo tempo è stato criticato, ieri è stato Paolo Rongoni, preparatore atletico in giallorosso negli anni di Rudi Garcia. «Le ragioni per gli infortuni possono essere tante – ha spiegato a “Rete Sport” –, dai carichi di lavoro alle superfici, dalle pressioni psicologiche a preparatori personali, che possono essere più un male che un bene. I campi possono essere una probabile causa, ma io credo che la maggior parte dei casi dipenda dallo stile di vita e dai sistemi di allenamento. Se i campi di Trigoria sono duri? Un po’ più del normale (…)». La dirigenza ha deciso di rizollare i campi, per cui in passato ha chiesto consulenza al Real Madrid.
Roma, con Dzeko-Mkhitaryan nasce il nuovo patto del gol
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Nella Roma il tandem Petrachi-Baldini sembra aver trovato per Edin Dzeko quel partner potenzialmente ideale che lo possa aiutare a rinvertire i fasti del gol sia in giallorosso che nel Wolfsburg e nel Manchester City. Ci riferiamo, naturalmente, a quell’Henrik Mkhitaryan che sta risvegliando l’orgoglio romanista e che, già domani col Sassuolo, potrebbe dimostrare di saper parlare la stessa lingua del centravanti bosniaco (…). Ottimo inglese per entrambi e una Manchester in comune stanno aiutando a cementare l’amicizia, che in allenamento si esplica anche nelle situazioni tattiche offensive proposte da Fonseca. L’impressione è che Mkhitaryan possa essere proprio il compagno giusto per innescare Dzeko non solo attraverso gli assist, ma anche riuscendo ad attirare la difesa avversaria su di sé e liberando così l’attaccante bosniaco, visto che il 4-2-3-1 prevede in partenza una sola vera punta di ruolo. Non è un caso, in fondo, che gli anni che sono stati più prolifici Dzeko li ha vissuti con compagni che, pur con caratteristiche diverse, ne esaltavano le qualità (…). L’ultima riprova il bosniaco l’ha avuta nella stessa Roma, quando – in coppia con Mohamed Salah – nel 2016-17 si è aggiudicato la classifica cannonieri della Serie a con 29 gol (39 stagionali), mentre l’egiziano ha chiuso a 15 (e 19 complessivi), anche se la stagione giallorossa si è conclusa senza successi (…).
Smalling e i suoi fratelli (rotti)
IL MESSAGGERO - LENGUA - La piaga degli infortuni colpisce ancora la Roma: l'ultimo in ordine cronologico è Chris Smalling che giovedì ha dovuto fermarsi durante l'allenamento per via di un affaticamento muscolare all'adduttore. Uno stop che gli costerà la convocazione per il match di domani col Sassuolo. Nelle prossime ore sono previsti ulteriori accertamenti per verificare la presenza o meno di una lesione. I fatti parlano chiaro perché da quando è cominciata la stagione (ritiro compreso) sono 6 i calciatori che hanno accusato problemi muscolari: Pastore, Spinazzola, Perotti, Zappacosta, Under e ultimo Smalling. Nessuno nella dirigenza vuole rivivere l'inferno dello scorso anno in cui sono stati 52 gli infortuni di questo tipo ed è per questo che Petrachi sta indagando sulle motivazioni di ogni singolo caso per ricercare un eventuale dettaglio che li accomuni. Partiamo da campi: il direttore sportivo ha deciso di ristrutturare il manto erboso perché ritenuto troppo duro da alcuni calciatori. I campi di Trigoria, va specificato, non sono lasciati allo sbando ma vengono controllati con una certa frequenza da giardinieri professionisti (addirittura è stata chiesta una consulenza del Real Madrid), inoltre sarebbe un'assurdità che il presidente desse mandato di investire su palestra, piscina e foresteria e non sul manto erboso che è l'elemento più importante all'interno di un centro tecnico. Rifare il campo di allenamento era già nei programmi della società, il lavoro è stato anticipato di alcuni mesi per evitare che qualche giocatore usasse il terreno di gioco come alibi per i propri infortuni.
PREPARATORI PERSONALI Le reali motivazioni vanno ricercate nello stile di vita dei calciatori e nei metodi di allenamento. È moda comune che quasi ogni componente della rosa abbia un preparatore personale che, fuori dal centro sportivo e senza coordinarsi con lo staff atletico, dia delle indicazioni che a volte non coincidono con la tabella di marcia impartita del club. Questo comporta un sovraccarico dei muscoli che l'atleta sconta con l'infortunio. Ed è qui che entrano in ballo anche i metodi di allenamento: dopo i 52 guai muscolari della scorsa stagione, il presidente Pallotta ha deciso di rivoluzionare il settore atletico assumendo nuovi medici e preparatori. Inoltre, c'è stato il cambio d'allenatore (il terzo in 12 mesi) che non giova all'equilibrio della squadra. Cambiare con troppa frequenza lo staff che quotidianamente si relaziona alla rosa, comporta un azzeramento dei rapporti professionali e a un potenziale aumento degli infortuni nei primi mesi (statistiche alla mano). L'equilibrio potrebbe arrivare a stagione in corso quando la squadra avrà definitivamente assimilato i metodi che, se corretti, daranno i loro frutti. In ultima analisi va affrontato il fattore psicologico, impossibile, però, determinarne l'incidenza: la troppa pressione dovuta alla mancanza di risultati potrebbe causare al calciatore un forte stress che può tradursi in uno stop.
NESSUN CASO Per il momento a Trigoria la situazione non preoccupa eccessivamente perché per ogni giocatore infortunato è stata trovata una motivazione coerente: Pastore è recidivo così come Perotti; Under si è fatto male in Nazionale a causa di un'ingenuità (forte colpo di tacco); Zappacosta si è fermato dopo appena tre giorni dal suo arrivo a Roma e infine Smalling ancora da valutare. Per ora l'unico che richiede un approfondimento è Spinazzola, fermato per 20 giorni da una distrazione al bicipite femorale sinistro. Il terzino ha recuperato e domani contro il Sassuolo sarà in panchina in attesa dell'esordio in giallorosso. Chi, invece, giocherà dal primo minuto è Pellegrini che probabilmente tornerà a fare il trequartista accanto a Zaniolo e Mkhitaryan: «È il ruolo che preferisco. Stiamo cercando di creare un gruppo unito fuori e dentro il campo. Vogliamo migliorare, ma è giusto dire che questa Roma debba giocare la Champions. Deve essere il nostro primo obiettivo tornarci», ha detto a Sky. L'azzurro ha poi commentato il nuovo tecnico Fonseca: «Ci chiede di avere sempre il pallino del gioco, per non essere mai sottomessi all'avversario».
Allenamento Sassuolo, prove tecnico-tattiche. Domani alle 13 la conferenza di De Zerbi
Il Sassuolo, oggi in campo per l'allenamento odierno in vista del match di domenica contro i giallorossi, ha svolto esercitazioni sul possesso palla e sullo sviluppo della manovra, seguite poi dalle prove tecnico-tattiche. Domani in programma la rifinitura e la conferenza del tecnico De Zerbi, fissata alle 13.
Rongoni: "Petrachi ha deciso di intervenire sui campi di Trigoria. Sono più duri di quanto dovrebbero essere"
Paolo Rongoni, ex preparatore atletico della Roma, è intervenuto ai microfoni di Retesport. Queste le sue parole:
"L'infortunio è una cosa particolare, il perché a Roma si facciano tutti male è un mistero".
Sulla vita privata dei giocatori e i campi di Trigoria.
"La vita privata è il cruccio di Roma. Roma è una bella città e si mangia bene, i giocatori sono ragazzi di vent'anni. Tutto sta nella gestione, è vero che Roma è bella e sicuramente ci sono molte più distrazioni nella Capitale che a Bergamo per esempio. La vita privata deve essere gestita in maniera ottimale, Radja Nainggolan ad esempio è una macchina da stress, se un giocatore è felice non si fa male. Se un campo è più o meno duro dipende dall'altezza dell'erba e dagli strati. La rigidità di alcuni campi può essere paragonata all'asfalto e i muscoli di conseguenza si irrigidiscono. La mia speranza è che non si facciamo mai male i ragazzi, avere un giocatore infortunato non fa mai piacere a nessuno. Loro la vivono come un lutto, anche se chi fa sport a certi livelli è sempre a rischio infortunio. Le ragioni possono essere tante, dai carichi di lavoro alle superfici. I campi possono essere una probabile causa, ma io credo che la maggior parte delle volte dipenda dallo stile di vita degli atleti e dai sistemi di allenamento. Se i campi di Trigoria sono duri? Un po' più del normale. Se Petrachi ha deciso di intervenire evidentemente ha ritenuto che possano generare un problema. Se ho parlato con il direttore sportivo della Roma? No, l'ho allenato, ma non ci ho parlato di recente, anche se si è confrontato con qualcuno del mio staff".
Sul ritiro a Trigoria.
"Sicuramente per i giocatori stare a Trigoria è stata la cosa migliore che si potesse fare. Gli spostamenti sono difficili da conciliare con il lavoro atletico. Evitare lunghissimi spostamenti aerei ai calciatori è stata una scelta giusta, però quando si sta in una grande società ci si deve adattare alle tourneé. Il fatto che il mister abbia tenuto la squadra a Trigoria è stata una cosa positiva, ha evitato stress ai suoi giocatori. Il problema è questo, negli anni si sono fatti passi indietro perché si lavora molto meno rispetto al passato. Non bisogna infondere nella testa dei giocatori che allenandosi ci si fa male, è vero l'esatto contrario".
Sui preparatori personali dei calciatori.
"Purtroppo questo è più un male che un bene. Nel momento che il calciatore va fuori a cercare la soluzione c'è un problema, anche perché chi sta fuori non è in grado di valutare il lavoro del preparatore atletico e soprattutto quello dell'allenatore. Si va ad aggiungere una terza incognita che può far sballare tutte le pianificazioni che si fanno in sede. Io ho sempre cercato di lottare contro queste mode, è più un male che un bene purtroppo affidarsi a un preparatore personale, anche se ormai quasi tutti ne fanno ricorso. Può anche funzionare, ma deve esserci dialogo tra le due parti, ma io la vedo più come una questione di ego, difficile da gestire"
Sulla pressione come causa di infortuni.
"La componente psicologica viene sempre tirata in ballo quando ci sono diversi infortuni. Se un giocatore si fa male vuole dire che anche dentro la testa non sta al 100%, quindi qualcosina porta con sé. Avere un buon morale può aiutare. Se un giocatore è stressato, muscolarmente si indurisce. Il problema non è l'allenamento, ma i problemi che deve risolvere fuori da campo. Non credo che i giocatori della Roma soffrano il peso della maglia che portano, l'unica cosa che penso è che cambiando la gestione tecnica e i metodi di allenamento, possono generarsi problemi muscolari. Non si mette in discussione la metodica, ma è il carico di lavoro diverso che può comportare guai muscolari"
Allenamento Roma, domani alle 10 la rifinitura
Domenica la Roma sarà impegnata allo Stadio Olimpico contro il Sassuolo dopo il periodo di sosta dovuto alle nazionali. La squadra sarà in campo a Trigoria domattina alle 10 per l'allenamento di rifinitura in vista del match contro i neroverdi.