El Shaarawy recrimina a fine anno: "Vorrei rigiocare la gara contro il Porto"
IL TEMPO - BIAFORA - Uno dei pochi giocatori a salvarsi in un'annata travagliata è stato sicuramente El Shaarawy, il cui rinnovo è una delle priorità di Petrachi. Il Faraone ha commentato così a Roma Tv il proprio rendimento: «Credo di essere cresciuto ed ho trovato maggiore continuità, personalmente è stato un anno abbastanza positivo». L'esterno ha poi dato un inevitabile giudizio negativo sui risultati della squadra: «E stata una stagione veramente complicata e difficile, abbiamo lasciato tanto per strada e ci è mancata concretezza. Rigiocherei la partita con il Porto». Il pensiero finale è per De Rossi: «Un grande esempio per tutti, soprattutto con il suo romanismo. Un leader che ci mancherà».
Caro Jim, sbagliare è umano ma perseverare...
IL TEMPO - CARMELLINI - Anche solo pensare a Mihajlovic allenatore della Roma, vuole dire, qualora ce ne fosse ancora bisogno, non aver capito che momento è questo per la sponda giallorossa del tifo capitolino. Vuol dire non capire cosa sta succedendo a Roma, non percepire l'umore di una piazza che ha dovuto mandar giù molti bocconi amari in questa stagione terribile. Sia chiaro, nulla da eccepire sulle qualità tecniche di un allenatore che ha preso un Bologna già retrocesso salvandolo in extremis, non ne diamo quindi una valutazione «negativa» in assoluto (anzi), ma la considerazione è chiaramente di altro tipo. In questo anno che ha portato all’esonero del giovane allenatore del futuro, al fallimento Champions, al derby perso in quel modo, all’ennesimo trofeo alzato dall'altra parte del Tevere, che ha coinciso con lo strappo-De Rossi e le ultime polemiche: altra benzina sul fuoco. Ecco in questo anno maledetto, mettere sulla panchina del futuro giallorosso un allenatore che solo due settimane fa è andato sotto la Nord (che lo acclamava come simbolo laziale) battendosi il cuore con il pugno, sarebbe davvero troppo. Anche per i tifosi della Roma. Non lo meritano!
L'indignazione di De Rossi: "Tutte bugie"
IL TEMPO - BIAFORA - De Rossi alza la voce sull’inchiesta de La Repubblica e annuncia la querela. L'ormai ex capitano della Roma, commenta così dalle Hawaii l'articolo del quotidiano: «Intendo esprimere tutta la mia indignazione per la distorta, se non addirittura falsa, ricostruzione di alcuni fatti ed episodi,che mi riguardano. Per questo sarò costretto a difendermi perché citato espressamente, in alcuni passaggi specifici di detto articolo, dove vengono distorti episodi accaduti, e mi vengono attribuiti comportamenti mai avuti e frasi mai dette». La dichiarazione all’Ansa tocca poi il tema spogliatoio: «Scrivere che il sottoscritto, insieme ad altri straordinari e leali professionisti che hanno dato il cuore per la maglia della Roma, abbia posto in essere quei "comportamenti" è semplicemente ridicolo, oltre che spudoratamente falso. Questo articolo che "ricostruisce" così i motivi del mio allontanamento risulta ancor più grottesco se si pensa che la AS Roma mi ha offerto un ruolo dirigenziale delicato e rilevante vicino all'AD, onorandomi con una offerta che ho declinato per i motivi a tutti noti». De Rossi spiega poi come farà valere le proprie ragioni:
«Poiché ritengo quanto scritto gravemente diffamatorio e lesivo della mia reputazione
e della mia immagine, darò immediatamente mandato ai miei legali di fiducia di richiedere un legittimo risarcimento danni in Tribunale, che devolverò integralmente in beneficenza ad un noto ospedale pediatrico di Roma». A chiudere l'intervento c'è iltema dell'amicizia, volutamente scritto con la maiuscola, con Totti: «Non è la prima volta poi che per motivi a me ignoti vengono gettate ombre sulla amicizia tra me e Francesco. Vi dico: impegnatevi di più che così non basta...».
Pallotta: "Scusate, ho sbagliato"
IL TEMPO - LO RUSSO - Non poteva restare in silenzio in uno dei momenti più neri della storia della Roma. Jim Pallotta per uscire allo scoperto ha voluto scrivere una lunga lettera indirizzata ai tifosi in cui ha toccato tutti i temi principali della complicata stagione giallorossa, dalle scelte di mercato, all'esonero Di Francesco, la sua distanza da Roma, le contestazioni e il capitolo Baldini. Poi il mea culpa, forse il primo della sua gestione, con la promessa di essere più presente per rilanciare il club e vincere trofei. L'incipit della lettera riservata a Daniele De Rossi, apertura inevitabile dopo la bomba scoppiata solo poche ore prima: «De Rossi reagì male alla notizia dell'arrivo di Nzonzi, ma era umano: anche perché
il giorno prima Monchi gli aveva detto che non l'avrebbero acquistato. Il giorno dopo è tornato indietro, ha detto "ho sbagliato, andiamo avanti insieme"). La verità firmata James Pallotta sui veleni della Roma arriva il giorno dopo l'inchiesta pubblicata da Repubblica. «Ho letto alcuni passaggi quando mi sono svegliato alle 5 di ieri mattina e li ho definiti "cazzate". Dopo aver letto tutto il servizio, e dopo aver sostenuto una lunga e assai dettagliata conversazione con uno degli estensori del pezzo, ritengo che alcune parti siano vere e altre parti chiaramente non corrette». Poi l'assunzione di responsabilità, inaspettata, conoscendo il personaggio. «Mi dispiace per gli errori che abbiamo commesso, uno di questi
si è rivelato molto grave a livello sportivo. Il problema non sono state le cessioni, ma gli
acquisti. Non avrei dovuto lasciare a Monchi tutta questa autonomia. E stato probabilmente uno dei più grandi errori che abbia mai commesso nella mia intera carriera e alla fine sono io che me ne devo assumere la responsabilità. É qualcosa che stiamo risolvendo e, per alcuni aspetti, ci vorrà del tempo. Sono sicuro che molti di voi staranno pensando: "Bene, questa storia l'ho già sentita...". Ma stiamo lavorando duramente per riorganizzare alcune aree del Club, che probabilmente avrebbero dovuto essere prese in esame prima, e per risolvere alcuni problemi». Il manager statunitense questa volta ha deciso di coinvolgere gli stessi tifosi informandoli delle tante cose da fare per migliorare la società: «Stiamo lavorando attentamente per ingaggiare persone di talento, che ci aiuteranno a riportare la Roma dove deve stare: ovvero a giocare sui più grandi palcoscenici, a competere per i trofei e a rendere orgogliosi i nostri tifosi. A coloro che dicono "bla bla bla, abbiamo già sentito questi discorsi in precedenza", rispondo di essere fermamente convinto che prima di questa
stagione, almeno negli ultimi quattro o cinque anni, abbiamo allestito squadre molto competitive e desiderose di vincere. Ci siamo qualificati con regolarità in Champions League ma non è stato sufficiente per vincere un trofeo. Questo è un mio grande rimpianto, perché alla fine il motivo per cui sono qui è vincere trofei». Musica per le orecchie dei tifosi. Quindi la parte economica, annosa per certi versi ma anche più importante: «Coni miei investitori, ho versato centinaia di milioni di euro e ho già speso probabilmente quasi novanta milioni di euro in un progetto per lo stadio che avrebbe dovuto essere approvato anni fa: uno stadio che assicurerebbe benefici alla Roma, alla città e al calcio italiano - aggiunge Pallotta, specificando che - se qualcuno pensa che io sia interessato solo a fare soldi con la Roma, non potrebbe commettere errore peggiore. Non ho mai preso uno stipendio. Non ho mai tirato fuori un soldo dalla squadra. Non ricavo nulla dalle cessioni dei giocatori. Non guadagno niente dalle vendite delle maglie da gioco. Non prendo un centesimo».Su Di Francesco Pallotta rivela che nessun giocatore gli ha mai chiesto l'esonero: «Mi è dispiaciuto moltissimo per la posizione in cui Di Francesco era stato messo, è sempre stata una persona di classe con me. E un gentiluomo. Baldini? E un mio consigliere e confidente e non ha mai fatto nulla a scapito della Roma. Se pensate che Franco sia coinvolto in tutte le decisioni, allora vi sbagliate di grosso». Battute finali dedicate alle proteste dei tifosi e al futuro: «Ritengo sia vergognoso e disgustoso, oltre che poco rappresentativo della Roma e dei nostri tifosi, le centinaia di persone che hanno insultato le mie sorelle. In futuro sarò più spesso a Roma, ho sbagliato in questi mesi e non è stato facile decidere di non essere all'ultima partita di Daniele, ma era la sua festa. Ora - conclude Pallotta - mi interessa solo costruire una Roma grande e vincente. Non andrò da nessuna parte». Si riparte da Zero.
Alisson: "A Roma paravo meglio, lì ho lasciato il cuore e i ricordi migliori"
LA REPUBBLICA - Alisson Becker, portiere del Liverpool che sarà protagonista nella finale di Champions League contro il Tottenham, ha rilasciato qualche dichiarazioni anche a proposito del suo passato nella Roma:
Sente di essere stato decisivo per il Liverpool?
"Mi sono sentito protagonista perché so di aver dato un contributo. Le parate contro il Barcellona sono state importanti e con quella su Milik il club si è ripagato la metà del mio cartellino… L’anno scorso a Roma ho giocato anche meglio, ho fatto più parate, ne ho fatte di migliori senza però portare a casa niente; questo significa che quello che conta davvero è il lavoro di squadra. Qui ho vinto il premio per il portiere meno battuto e per 26 volte non ho preso gol, ma sono meriti collettivi".
È felice a Liverpool?
"Sì, sto bene anche se rispetto a Roma, dove ho lasciato il cuore e i ricordi migliori, è tutto diverso: il modo di pensare, di giocare e vivere. Solo la passione dei tifosi è identica".
Mihajlovic in pole per la panchina
IL TEMPO - BIAFORA - Come fosse una seduta della Borsa salgono e scendono in continuazione le quotazioni degli allenatori in corsa per la panchina della Roma. Nell'ultimo mese la società giallorossa ha ricevuto il rifiuto di Conte, ufficialmente all'Inter, il no di Gasperini, che ha rinnovato fino al 2022 con l'Atalanta, ed ha tastato con mano le difficoltà nell’arrivare a Sarri, diviso tra una permanenza al Chelsea e il clamoroso approdo alla Juventus. Adesso i dirigenti, per evitare ulteriori rallentamenti, hanno deciso di puntare in maniera forte e convinta su Mihajlovic, reduce da un’inaspettata salvezza con il Bologna. Tra mercoledì pomeriggio e giovedì mattina è iniziato il corteggiamento per il serbo, portato avanti in particolare da Totti e Petrachi: il futuro direttore sportivo ha avuto modo di lavorarci insieme al Torino e, nonostante una relazione fatto di alti e bassi all’epoca, apprezza le sue qualità tecniche e umane, mentre l'ex capitano, sempre più coinvolto nelle scelte societarie, è un suo grande amico, con un rapporto ricucito dopo qualche incomprensione ormai superata («Francesco - disse Mihajlovic nel 2014 dopo la pace - è il più grande calciatore italiano di tutti i tempi»). A frenare le seconde nozze tra l'ex terzino e la Roma, squadra in cui ha giocato tra il 1992 e il 1994, c'è però l’importante fattore ambientale, tenuto in seria considerazione da Petrachi, già operativo in città. Gran parte dei tifosi identificano Mihajlovic come uno dei simboli della Lazio e lo hanno sempre preso di mira all'Olimpico da allenatore avversario. Per calmare le acque, con una tifoseria che è più che incandescente dopo l'addio di De Rossi, Totti si spenderebbe in prima persona per fungere da scudo per il tecnico cinquantenne (uno che si carica nei momenti di maggiore
polemica), avendo inoltre ricevuto l’importante investitura di Pallotta: «Sono stato testimone di quanto stia proseguendo la maturazione di Francesco come dirigente. La sua maturità, le sue intuizioni e la sua competenza, nel confronto con me e con Fienga riguardo un potenziale candidato alla panchina, sono state più utili dei consigli di chiunque altro».
Oltre alle telefonate degli ultimi giorni già nel corso della stagione i due si erano sentiti per parlare della possibilità di raccogliere in corsa il testimone di Di Francesco, più volte vicino all’esonero prima del definitivo allontanamento causato dall’eliminazione con il Porto agli ottavi. In quella data Mihajlovic non era però più disponibile, avendo firmato a gennaio un contratto con il Bologna (valido fino al termine del campionato). Gli emiliani hanno apprezzato il lavoro del tecnico in questi mesi e gli hanno proposto di restare anche il prossimo anno, sfruttando un'opzione presente nell'accordo, ma da qualche ora temono che la proposta della Roma sia più intrigante e perciò hanno iniziato ad allacciare i contatti con Giampaolo. Sabatini e Saputo aspettano una risposta del serbo entro il weekend, con Petrachi che vuole spingere sull’acceleratore, avendo accantonato per il momento la pista straniera rappresentata da Fonseca. A seguito della virata di Gasperini, tra viale Tolstoj e Trigoria si era pensato più che concretamente di affidare la panchina al portoghese, sotto
contratto per un altro anno con lo Shakhtar. Il presidente del club di Donetsk ha già annunciato che lo libererebbe senza problemi, ma bisognerebbe comunque perdere del tempo per trovare una quadra sulla clausola rescissoria e inoltre nella Roma si è rafforzata l’idea di dirigersi su un profilo che sia in grado di incidere sin da subito, soprattutto nel motivare i giocatori nello spogliatoio. Quello di Fonseca è quindi un nome che piace e non poco, difficilmente però sarà lui a vincere il duello con Mihajlovic. Sullo sfondo restano le candidature di De Zerbi e Gattuso, altro mister che trova il gradimento di Totti.
L'Atalanta mira Perotti
L'Atalanta mira Diego Perotti. Il club ha necessità di trovare un esterno offensivo per dare modo di alternare Gomez e Illicic. Oltre al giallorosso, secondo Tutto Sport, la società è interessata a Falque e De Paul.
Di Francesco come opzione per la Samp
Marco Giampaolo dice addio alla Sampdoria. Il club cerca il sostituto e fa il nome di Eusebio Di Francesco: secondo Il Secolo IXI, l'ex allenatore giallorosso è il favorito di Ferrero ma il problema è l'ingaggio essendo ancora sotto contratto con la Roma per un'altra stagione a 3 milioni. Passato e futuro dei due club si incrociano di nuovo, però: l'altra opzione sarebbe Mihajlovic, difficile però dato l'interesse della Roma.
Possibile scambio Perin-El Shaarawy
La Roma cerca un portiere. Non è più un segreto la necessità del club a trovare un sostituto a Olsen: secondo La Gazzetta dello Sport nel mirino ci sarebbero Alessio Cragno ma ha una valutazione elevata; Salvatore Sirigu che ha fatto faville con il Torino e difficilmente Petrachi lo lascerà andare. Torna il nome di Perin ma con una notizia in più: si parla di un possibile scambio con la Juve tra il portiere ed El Shaarawy.
Contatti con Gattuso per la panchina, ma il tecnico avrebbe rifiutato per la troppa pressione della piazza
Dopo l'addio al Milan, Gattuso è finito nel mirino della Roma che sta ancora cercando il prossimo allenatore. L'ex rossonero sarebbe stato scelto e proprosto da Totti, che lo stima e con cui ha condiviso lo spogliatoio nel Mondiale del 2006. L'ex capitano della Roma, come riferisce Il Corriere dello Sport, avrebbe già contattato Gattuso per sondare il terreno. Ma da parte del tecnico calabrese sarebbe arrivata una risposta negativa, perchè dopo il Milan non si sentirebbe pronto per un'altra piazza colma di pressione.
La Roma si unisce al cordoglio per la scomparsa di Reyes
Nella giornata di oggi il mondo del calcio è stato colpito da un grave lutto. Si è spento, in seguito ad un'incidente automobilistico, lo spagnolo Josè Antonio Reyes. Cresciuto nel Siviglia, si è distinto anche con le maglie delle due squadre di Madrid e con l'Arsenal. Detiene il record di vittorie in Europa League, avendone vinte quattro con Atletico Madrid (una) e Siviglia (tre). Attualmente giocava in Segunda Division (seconda serie spagnola) con l'Extremadura.
Anche la Roma, tramite il proprio profilo Twitter, si è unita al cordoglio per la scomparsa di Reyes: "La Roma è scioccata e rattristata nell'apprendere della scomparsa dell'ex nazionale spagnolo Josè Antonio Reyes. I nostri pensieri sono con la sua famiglia e gli amici in questo tragico momento".
#ASRoma are shocked and saddened to learn of the passing of former Spain international Jose Antonio Reyes. Our thoughts are with his family and friends at this tragic time.
— AS Roma English (@ASRomaEN) 1 giugno 2019
Mancini: "In questo ultimo anno sono cresciuti tanti giovani per la Nazionale"
Roberto Mancini, CT della nazionale, ha parlato in conferenza stampa. Queste le sue parole riportate da tuttomercatoweb.com:
"Momento migliore per i nostri giovani? Non so se sia il migliore, ma è difficile che in Italia non vengano fuori giovani per la Nazionale. In questo ultimo anno ne sono cresciuti diversi, come Barella, Zaniolo e Kean, bravi ad arrivare a giocare ai livelli attuali. Credo sia un buon momento per i nostri giovani, come sempre ce ne sono in Italia. Le prossime due saranno probabilmente le due gare un po' più difficoltose, la Grecia è una squadra ottima composta da giocatori tecnici. Non sono preoccupato, ma dobbiamo avere rispetto perché stanno producendo un buon calcio. Nella Bosnia ci sono un paio di calciatori che conosciamo come Pjanic e Dzeko e credo siano anche i più pericolosi".