Dzeko-Inter, domani dovrebbe arrivare la fumata bianca (Foto)
Le strade di Edin Dzeko e della Roma potrebbero separarsi a brevissimo. C'è l'Inter da tempo sul numero 9 della Roma e, come riferiscono dalla Bosnia, potrebbe essere domani il giorno decisivo.
Un indizio è fornito da un particolare: Dzeko arriverà in ritardo al raduno della sua nazionale, previsto per domani a Sarajevo. Ritardo che, come riferisce l'account Twitter del giornalista bosniaco Haris Mrkonja di N1 è dovuto a una situazione legata "al suo status calcistico". Questo il tweet:
BOOOM! Domani potrebbe essere il giorno di #Dzeko a #inter . L'attaccante bosniaco tarderà di un giorno al raduno della nazionale. Fonte di N1 conferma:"Sarà a Sarajevo il 1. Giugno. Deve risolvere il suo status calcistico."#calciomercato #Dzeko #SerieA #Internazionale
— Haris Mrkonja N1 (@harismrkonjan1) 30 maggio 2019
Mensurati: " Se De Rossi querela parte il processo del secolo. Pallotta identifica le cose vere e le cose false sempre come cazzate"
Continuano ad arrivare commenti sulla inchiesta, lanciata questa mattina dal quotidiano La Repubblica, che vede come protagonista principale l'ex capitano giallorosso Daniele De Rossi. Poco fa, l'emittente televisiva Sportitalia, ha contattato uno dei due autori del pezzo: Marco Mensurati. Queste le sue parole sull'argomento: " L'articolo si basa su documenti e e testimonianze dirette. Per quanto riguarda la minaccia di querela di De Rossi aspetto serenamente la notifica della querela e vi invito tutti a quello che si preannuncia come il processo del secolo: nel senso che a quel punto avremo modo di esibire i documenti, che ovviamente abbiamo, in tribunale e di chiamare testimoni che non potranno mentire. Sarà molto divertente, aspetto con estrema serenità e traqnuillità: temo che non arrierà sinceramente, perch se dovesse accadere sarà piuttosto divertente". Mensurati ha poi voluto spendere due parole su James Pallotta, presidente del club capitolino: " Per quanto riguarda Pallotta che bolla le nostre parole come cazzate, è un problema di Pallotta che identifica le cose vere e le cose false sempre come cazzate. Viene da pensare che alla fine le cazzate sono le cose che dice Pallotta".
Montino (sindaco Fiumicino): "L'alternativa per lo stadio della Roma ci sta"
Si apre un nuovo capitolo riguardante la costruzione del nuovo stadio della Roma. Secondo alcuni, infatti, si starebbe pensando di costruirlo a Fiumicino e non più nella zona di Tor di Valle. A tal proposito ha detto la sua il sindaco di Fiumicino Esterino Montino che ha rilasciato alcune dichiarazioni all'ANSA.
" Deve essere chiaro che la nostra non è una concorrenza al Comune di Roma è soltanto il voler sbloccare una situazione incagliata e che se dovesse rimanere ancora così su Roma, la Società e i tifosi devono sapere che ci può essere un'altra alternativa. Naturalmente speriamo che tutto si chiuda per il meglio come avevano iniziato, ma qualora non si chiudesse siamo a disposizione" queste le dichirazione del primo cittadino del comune laziale, a margine di uno show cooking per celebrare il cinquecentenario di Leonardo da Vinci organizzato da Aeroporti di Roma presso l'hub di Fiumicino. Lo stesso Montino ha poi spiegato: " Siamo a disposizione con delle aeree già dedicate all'urbanistica e per essere sviluppate in strutture industriali, commerciali e legate al trasporto, aree molto grandi a ridosso dell'aeroporto, circa 300 ettari. Per questo ribadisco, io come città preferirei non avere 300 ettari di capannoni ma in un'area di quella natura, diversificarla ed avere importanti infrastrutture tipo un grande stadio con tutto quello che è possibile fare".«Non sto parlando di una lottizzazione - specifica Montino - e quindi di portarci palazzi e palazzoni, sto parlando di stadio e ovviamente delle attività connesse allo stadio». Sulla proposta e l'incontro con la As Roma Montino chiarisce: «Circa un mese fa ho tenuto un incontro con un alto livello della dirigenza della Società - rivela -, in un modo molto tranquillo e riservato, loro hanno preso atto della mia proposta già fatta due mesi fa. E, anche come atto di cortesia, sono venuti in Comune, dove ho spiegato quale fosse la mia impostazione e l'offerta che abbiamo messo in campo e su quello non hanno fatto alcun tipo di apprezzamento»
Petrachi spinge per Mihajlovic come prossimo allenatore. Ieri l'incontro tra le parti
Dopo i no di Conte e Gasperini la Roma continua la sua ricerca dell'allenatore per la prossima stagione. Secondo quanto riportato da Sky Sport, nelle ultime ore, si starebbe pensando una scelta forte, che potrebbe far incendiare ancora di più una piazza già in subbuglio come quella di Roma. Il nome che gira, infatti, è quello di Sinisa Mihajlovic.
Il passato alla Lazio non è un segreto, ma nei vari sondaggi fatti per il nuovo allenatore il profilo del serbo è considerato quello con le caratteristiche migliori per allenare la Roma. Soprattutto in questo momento storico. E si è iniziato un lavoro per portare avanti questa idea, sposata e caldeggiata in pieno dal nuovo ds Gianluca Petrachi.
Una scelta figlia di alcune valutazioni, su tutte il forte rapporto tra i due dopo il biennio positivo passato insieme al Torino. In secondo luogo il fattore caratteriale e come ultimo fattore il calcio offensivo che proporrebbe il serbo, un 4-3-3 aggressivo visto e apprezzato a Torino e riproposto senza paura di fallire nel semestre da sogno a Bologna.
Inoltre, secondo quanto scritto dall’agenzia di stampa Adnkronos, le parti si sarebbero incontrate nella giornata di ieri.
La Roma contatta Bordalas del Getafe (foto)
Spunta un nuovo nome per la panchina giallorossa. Si tratta di José Bordalás, tecnico del Getafe. Secondo quanto riferito dal portale spagnolo COPE, i giallorossi avrebbero chiamato il rappresentante di Bordalás e il tecnico stesso per sondare il terreno.
Informa @GemmitaSantos
La Roma ha llamado al representante de Bordalás y al propio José Bordalás. El interés es real
Bordalás sabe que hay otros grandes entrenadores detrás de ese banquillo como Gasperini o Blanc pic.twitter.com/yNOW7CA2rj
— El Partidazo de COPE (@partidazocope) 30 maggio 2019
Ag. Mihajlović: "Sinisa alla Roma? Vedremo"
Federico Pastorello, agente di Siniša Mihajlović, ha parlato ai microfoni di cittaceleste.it. Queste le sue dichiarazioni, in merito ad un possibile approdo nella Capitale.
“Se Sinisa va alla Lazio? Direi proprio che non è una pista da seguire, la Lazio non sta cercando un allenatore, zero contatti con i biancocelesti. La Roma? Vedremo, lì stanno cercando un allenatore…”.
Arriva l'offerta del Vissel Kobe per De Rossi
E’ ancora incerto il futuro di Daniele De Rossi, ormai ex capitano della Roma. Come riporta Radio Continental però, l’unica offerta concreta sarebbe arrivata dal Giappone,più precisamente dal Vissel Kobe. Al giocatore, attualmente in vacanza proprio in terra nipponica, pare sia arrivata un’importante proposta economica.
Ettore Viola: "La Roma e i suoi tifosi hanno bisogno di una persona che sappia anche cosa è il mondo del calcio, non un imprenditore che non c’è mai"
Ettore Viola, ex dirigente della Roma e figlio di Dino, ha commentato così l'inchiesta de La Repubblica uscita in mattinata:
"Serve una figura che trasmetta oltre che autorevolezza, anche carisma e professionalità. Quello che è successo nella Roma non sarebbe successo se la Roma avesse avuto un presidente, o chi per lui, più presente. Penso alla realtà delle altre squadre italiane, ma soprattutto penso a quando era mio padre il presidente della squadra: partecipava agli allenamenti, sedeva in tribuna sia nelle partite in casa, sia in quelle in trasferta. Se i giocatori ravvisavano un problema all’interno dello spogliatoio, potevano parlarne tranquillamente con lui. romanista vige la confusione perché appunto non c’è una figura che faccia da collante. E poi manca una cosa fondamentale, la passione e l’amore nei confronti di questi colori e del mondo del calcio. Pallotta ha acquistato la Roma ma pare interessarsi solo alla questione stadio. Servirebbe da parte sua un passo indietro per consentire la vendita del club. La Roma, i suoi tifosi hanno bisogno di una persona, una figura che sappia anche cosa è il mondo del calcio, non un imprenditore che non c’è mai. Serve qualcuno che ami la squadra, la società, come faceva mio padre, come faceva Sensi, per riportarla dove merita di essere. Non deve essere necessariamente un presidente, basterebbe un buon dirigente, uno che sa cosa è il mondo del pallone”, conclude l’ex dirigente giallorosso. “Non è vero che il mondo del calcio è cambiato, cioè è cambiato, ma questo non significa che debba esserci tutta questa confusione”.
La Repubblica, Bonini: "Abbiamo scritto quello che abbiamo ritenuto solido e dimostrabile. Non è cominciata nessuna campagna contro la Roma o De Rossi"
Carlo Bonini, giornalista de "La Repubblica" e uno degli autori dell'inchiesta dal titolo "La rivolta di De Rossi e tre senatori contro Totti", è intervenuto ai microfoni di Tele Radio Stereo. Questo il suo commento:
Lo chiediamo con il massimo pudore: si è reso conto di cosa ‘ha combinato’?
“Lo so, sono nato a Roma e sono romanista da quando sono bambino, immaginavo perfettamente quale sarebbe stato l’effetto che questa storia avrebbe avuto. E lo so bene, ha avuto effetti in primo luogo su di me, il primo laboratorio emotivo l’ho misurato su me stesso. Posso assicurarvi, se questo può servire, che se normalmente metto attenzione in ciò che scrivo, in questo caso l’attenzione è stata tripla. Scrivevo di qualcosa che amo, soprattutto perché quando si scrive di calcio, in particolare a Roma, è evidente che le considerazioni fattuali vengano inghiottite da considerazione di altro genere, di tipo emotivo. Lo immaginavo, al punto tale che ho messo ancor più cura del solito. Credo di essere riuscito a stare il più possibile in una situazione di pura oggettività, non amo fare processi alle intenzioni e ho cercato di non farlo mettendo a punto questa inchiesta”.
Cosa si aspetta dai suoi lettori?
“I giornalisti sono i loro lettori, il problema dei miei lettori me lo pongo. Ognuno è libero di reagire come crede. Su una cosa mi piacerebbe che almeno tutti fossimo d’accordo: quello che stamattina è scritto è qualcosa che è accaduto. A partire da questo, ogni considerazione va bene, naturalmente nei limiti della civiltà e del rispetto. Poi il processo alle intenzioni, i ‘cui podest’, le domande sul perché è stato scritto tutto ora, sul disegno che c’è dietro… Faccio questo mestiere da qualche anno. Con tutto il rispetto per la Roma, mi sono occupato di questioni ben più delicate, che riguardavano la sicurezza nazionale, conosco i meccanismi che governano le reazioni ad una notizia che di per sé mette di fronte ad una realtà impensabile. Lo dico con una battuta, spero che non sia infelice: la verità è sempre rivoluzionaria, consente sempre di misurarsi con dei fatti da cui farsi un’opinione. In una città abituata ad un alimentarsi di voci e confidenze, spero che questo pezzettino di verità inviti questa tifoseria straordinaria a riflettere non solo su quanto accaduto nelle ultime settimane, ma nell’ultimo anno. E sul modo e sulle difficoltà evidenti nel fare calcio a Roma. Si parla di ambiente romano, si abusa di questo termine, ma che significa?”.
Alla luce di tutto questo, la Roma è consapevole di questa vicenda. Come mai la società propone a De Rossi un ruolo dirigenziale?
"Quello che ho capito è che le società di calcio, come succede non solo a Roma ma basti pensare all'Inter, cercano finché possibile di tenere tutti i pezzi assieme anche se questi sono diventati cocci. Ho avuto la sensazione che la società in quel momento abbia fatto questo ragionamento, abbia cercato di ricomporre un quadro che si era fortemente incrinato intorno alla vicenda di questa mail. Non a caso la indichiamo, non sono nella testa di Ed Lippie e non ho le registrazioni dei colloqui che scrive di aver avuto con Tizio o Caio, questo sia chiaro. Detto questo, la Roma ha provato a percorrere questa strada, che non ha funzionato. Non è qualcosa peculiare alla Roma, di solito le vicende di spogliatoio si dice che debbano rimanere nello spogliatoio. Il problema è che, nel caso specifico, a Roma le vicende di spogliatoio non restano nello spogliatoio, spesso diventano qualcos'altro e poi finiscono per diventare acido corrosivo, che rischiano di compromettere una stagione, scelte di mercato e ciò che le governano. Una volta ricostruita questa storia, mi sono sembrati più chiari, sia da giornalista che da tifoso, alcuni passaggi avvenuti durante la stagione".
Intesi come passaggi di rendimento?
"Incroci di partite, passaggi di rendimento, se vogliamo anche l'allontanamento di Stefanini. Ricordo che quando accadde la cosa mi colpì, nel momento in cui lasciavano allenatore e ds se ne andavano anche medico e fisioterapia. C'erano cose che non tornavano. Così come mi colpì molto l'episodio della rissa nello spogliatoio tra Dzeko ed El Shaarawy a Ferrara, mi ha colpito il fatto che Dzekovenisse dato già d'accordo con l'Inter, le intemperanze e il nervosismo di Kolarov e Manolas... Tutte cose che riviste a valle ora mi danno un'altra impressione".
Ci sarà la replica di qualche protagonista?
"Francamente non lo so perché non sono nella testa della società. Per quello che posso dire sono tranquillo, rispetto ai fatti che ho raccontato sono in grado di rispondere a qualunque replica che abbia a che fare con i fatti di cui ho dato conto. Se qualcuno mi chiede "perché l'hai scritto oggi?", è un'osservazione che si basa un'opinione. Non temo che qualcuno mi dica "l'email non esiste".
Perché scrivete da Siviglia?
"Abbiamo viaggiato parecchio per mettere insieme tutti questi pezzi e alla fine abbiamo deciso di mettere quella città, ne avremmo potuto metterne 5-6, ma anche qui non c'è un motivo particolare. Le città in cui siamo stati sono state più d'una, ecco".
Alcuni ascoltatori ci chiedono dell'email di Lippie, se è vero che ce l'avete, ma conoscendo come lavorate...
"Ha già dato la risposta. Cerco di darmi delle regole facendo questo mestiere, ho un direttore che fa del rigore la sua religione. Non ci saremmo mai avventurati in una storia del genere senza avere più che contezza del documento chiave".
Il passaggio con quel virgolettato di De Rossi sul "vi faccio arrivare decimi"
"Non è presente nell'email, come si evince anche dall'articolo. Questa frase ci viene riferita da più di una persona a cui De Rossi fece questo sfogo, sono fonti diverse e ognuna sganciata dall'altra, che riportano lo stesso contenuto e certificano il fatto che in quel momento Daniele De Rossi era molto scontento, molto arrabbiato dell'acquisto di Nzonzi e non fece mistero della sua insoddisfazione al punto, ed è una circostanza che abbiamo verificato, da chiedere la rescissione del contratto".
Qual è l'informazione o il passaggio che ti ha colpito di più?
"L'informazione che francamente mi ha colpito di più, e mi ha sorpreso, è la lacerazione anche simbolica che a un certo punto avviene dentro lo spogliatoio. Non conosco il contenuto dei colloqui avuti da Lippie con i suoi interlocutori, ma mi ha colpito la lacerazione simbolica tra lo spogliatoio e Totti, tra De Rossi e Totti. E' una cosa che mi ha sorpreso, da una parte. E' come se in qualche modo due anime diverse di Roma, della tifoseria, si riflettessero in questi due grandi calciatori. Uno una leggenda come Totti, l'altra un grande calciatore come De Rossi. E' qualcosa che non avrei mai immaginato. L'altra cosa che mi ha sorpreso è che, come in tutta questa vicenda, si ha la sensazione che la componente sportiva, i calciatori, abbiano a un certo punto messo da parte quello che dovrebbe essere il bene supremo, il bene della squadra. La sensazione è che la Roma (intendo il club, i tifosi e la loro passione) sia stata un po' sfruttata. Come se ognuno avesse deciso di pensare innanzitutto a se stesso e credo che questa città, tutto sommato, non lo meriti".
Il giornalista de "La Repubblica" è intervento anche a Radio Radio, tornando sull'inchiesta da lui condotta. Queste le sue parole:
Sembra un romanzo tutto questo, il comunicato della Roma non smentisce nulla alla fine, ma perchè De Rossi avrebbe dovuto far fuori Totti, sebbene non conti molto all'interno della società come detto da lui stesso in conferenza stampa?
"La domanda è intelligente e legittima, ma non ho una risposta, e non ne ho dato conto nel pezzo. Ci sono una serie di circostanze che in quella mail vengono accreditate, e che apparentemente non hanno una risposta logica. Credo che il punto sia questo: ad un certo punto, per ragioni che hanno a che fare con i rapporti interpersonali tra i protagonisti della vicenda e all'interno dello spogliatoio, questo grumo raggiunge una massa critica che quella mail fa deflagrare e che miete una serie di vittime. Questa mi sembra la questione centrale. Però non so perchè De Rossi avrebbe voluto un allontanamento di Totti".
Molti cercano di capire chi siano le vostre fonti...
"Lo capisco, faccio questo mestiere da anni. Interrogarsi sulle fonti è normale, capisco la curiosità ma non posso svelarla. Credo che concentrarsi sulle nostre fonti sia un po' fuorviante. Se la Roma questa mattina avesse fatto un comunicato dicendo che la mail non esiste, allora avrebbe un senso, nel momento in cui cessa la materia del contendere però la domanda non deve essere 'chi sono le fonti'...".
Voi cercate di far vedere un quadro di insieme partendo da dei documenti e ricostruendo la situazione ad ampio raggio...
"Non credo di avere nessuno scheletro nell'armadio e il tempo sarà galantuomo in questo. La forza di questa inchiesta è la verità. Abbiamo raccontato cio' che siamo in grado di difendere in qualunque sede. Ora non va fatto il processo alle intenzioni, ma al quadro d'insieme di questa vicenda, incrociato con gli scarsi risultati della squadra e la vicenda dello stadio...È questa la cosa più importante di tutto questo fatto. Magari Lippie aveva ragione a sostenere quello che ha detto, o magari ha esagerato nel dirlo, questo solo Dio lo sa. Il punto è che ad un certo punto qualche cosa è accaduta, e questo spiega anche un insieme di vicende poco chiare come l'allontanamento improvviso del medico e del fisioterapista. Nessuno ha dato una spiegazione a questo, e anche Del Vescovo oggi non ha smentito nulla. Querele? Sono abituato, e i processi per diffamazione possono diventare antipatici per tutti, anche per il querelante Noi non abbiamo difficoltà a dimostrare la verità, capisco le difficoltà di De Rossi e sono sicuro che a mente fredda capirà cosa è stato raccontato nell'articolo. Lo ritengo un uomo intelligente e mi auguro che non si avventuri in una querela. Ci sarebbe un processo penale, e dato che noi abbiamo i testimoni ci farebbe una brutta figura".
Quella mail potrebbe essere la versione di Lippie? Una sua interpretazione alla vicenda?
"Rispetto a questo posso dire che non essendo noi presenti nelle vicende che Ed Lippie riassume nella mail, l'unico modo per capire la verità sono gli esiti che la mail ha prodotto, ovvero l'allontanamento di allenatore e ds, l'allontanamento delle fonti citate da Lippie, il fatto che i 4 calciatori citati nella mail andranno via. A gennaio inoltre la proprietà ha riscritto le deleghe societarie. Io, per non saper leggere e scrivere, dico che se la mail ha generato tutto questo è perchè chi l'ha ricevuta ci ha creduto, e non sulla parola ma dopo una serie di verifiche. Nel nostro racconto non c'è malizia, ma il mettere insieme una serie di cose".
Lo Stadio?
"È decisivo, non solo per Pallotta ma per chiunque un domani dovrà comprare la Roma. La cosa puo' piacere o meno ma le regole del mercato sono queste. Se dovessi fare una previsione dico che lo Stadio si fa, è l'unica carta che ha il sindaco di Roma per riavere consenso. Non credo possa fare un'altra marcia indietro. I tempi saranno lunghi, ma si farà".
Le parole che avrebbe detto De Rossi dopo l'acquisto di Nzonzi?
"Noi l'abbiamo presa per come l'abbiamo scritta, ovvero una cosa detta in un momento di collera, una cosa emotiva. Ai suoi occhi era stata messa in discussione la sua centralità nella Roma. L'arrivo di Nzonzi lo ha vissuto come una minaccia. Roma salutò come una grande acquisto il francese".
Si ferma qui l'inchiesta?
"Noi abbiamo scritto quello che abbiamo ritenuto solido e dimostrabile. Abbiamo anche altro materiale ma non necessariamente diventerà un pezzo, a meno che non ci convinceremo su quello che abbiamo. Non è cominciata nessuna campagna contro la Roma o De Rossi".
Perchè l'articolo è stato scritto a Siviglia?
"Abbiamo visitato molte città e alla fine abbiamo scelto Siviglia, non potevamo mettere 5-6 città diverse".
Turchia-Grecia, Under titolare. Panchina per Manolas
C’è anche Cengiz Under tra i titolari nella sfida amichevole tra la Turchia e la Grecia che si gioca questa sera all’Antalya Stadyumu. Tra le file dei greci a rappresentare la Roma c’è Kostas Manolas.
La Roma è a un passo dal chiudere la trattativa con Paulo Fonseca
INSIDEROMA.COM - Secondo quanto appreso da insideroma.com, la Roma è a un passo dall'accordo con Paulo Fonseca, attuale allenatore dello Shakhtar Donetsk. Fonti vicine alla trattativa, ascoltate dalla nostra redazione, asseriscono che la società abbia ormai individuato il tecnico per la prossima stagione dopo i rifiuti di Conte e Gasperini, contattati in precedenza. Il portoghese, già accostato ai giallorossi nei giorni scorsi, è una delle figure indicate da Franco Baldini, consigliere di James Pallotta.
Dopo la carriera da calciatore, Fonseca intraprende quella di allenatore nel 2005. Il 10 giugno 2013 sostituisce Vítor Pereira sulla panchina del Porto e per lui inizia la prima esperienza con un grande club. Coi Dragõesvince il suo primo trofeo da allenatore, ovvero la Supercoppa di Portogallo. Il 31 maggio 2016 viene ufficializzato il suo ingaggio dallo Shakhtar Donetsk, con cui vince tre campionati, tre coppe nazionali e una Supercoppa ucraina. Lo scorso anno incontra la Roma di Di Francesco agli ottavi di finale di Champions League. Dopo il successo casalingo per 2-1, viene eliminata allo Stadio Olimpico, con la sconfitta sancita dalla rete di Dzeko.
Proprio nella giornata di ieri, il presidente dello Shakhtar Donetsk, Rinat Akhmetov, ha rilasciato un'intervista a Velylyi Futbol parlando proprio del tecnico portoghese e del suo futuro:
"Paulo è un allenatore giovane, ambizioso e altamente qualificato. Se i migliori club in Europa e nel mondo si interessano a lui significa che ha buone idee, e questo è un bene sia per Paulo che per il nostro club".
Se un grande club europeo si interessa a Fonseca, sei pronto a lasciarlo andare?
"Sì, naturalmente. Questa è la nostra buona reputazione. In precedenza, se un giocatore veniva da me, non lo vendevo a nessuno, non lo regalavo. E quando ho iniziato a lasciare andare i giocatori, abbiamo vinto molto di più. Questa esperienza è stata molto utile. Lo stesso vale per lo staff tecnico. Inoltre, c'è un accordo morale nel caso qualcuno si interessi. Qualcuno è interessato di sicuro a Paulo. È un bravo specialista e una persona decente. È venuto qui, in un altro paese, ha vinto tre campionati e tre coppe, più una Supercoppa. Questo merita un enorme applauso".
InsideRoma Daily News | Bufera in casa Roma per l'inchiesta de La Repubblica, la società prende le distanze. Petrachi vuole Mihajlovic. Dzeko a un passo dall'Inter
NOTIZIE DEL GIORNO | 30 maggio 2019
QUI ROMA
L'Associazione Sportiva Roma, tramite una nota apparsa sul proprio sito ufficiale, asroma.com, ha voluto prendere le distanze dall'articolo apparso stamattina sul quotidiano La Repubblica. Ecco, di seguiito, la nota della società giallorossa:
"L'AS Roma desidera prendere le distanze dalla ricostruzione apparsa sulle pagine sportive della Repubblica in data odierna.
Contrariamente all’abitudine del Club, che non è solito commentare le indiscrezioni di stampa, a tutela delle persone menzionate nel servizio, l'AS Roma ritiene che non sia attendibile trasformare in fatti eventuali opinioni espresse da terzi, e riportate a terzi, delineando in questo modo un quadro distorto e totalmente distante dalla realtà".
Dopo i no di Conte e Gasperini la Roma continua la sua ricerca dell'allenatore per la prossima stagione. Secondo quanto riportato da Sky Sport, nelle ultime ore, si starebbe pensando una scelta forte, che potrebbe far incendiare ancora di più una piazza già in subbuglio come quella di Roma. Il nome che gira, infatti, è quello di Sinisa Mihajlovic. Il passato alla Lazio non è un segreto, ma nei vari sondaggi fatti per il nuovo allenatore il profilo del serbo è considerato quello con le caratteristiche migliori per allenare la Roma. Soprattutto in questo momento storico. E si è iniziato un lavoro per portare avanti questa idea, sposata e caldeggiata in pieno dal nuovo ds Gianluca Petrachi. Una scelta figlia di alcune valutazioni, su tutte il forte rapporto tra i due dopo il biennio positivo passato insieme al Torino. In secondo luogo il fattore caratteriale e come ultimo fattore il calcio offensivo che proporrebbe il serbo, un 4-3-3 aggressivo visto e apprezzato a Torino e riproposto senza paura di fallire nel semestre da sogno a Bologna. Inoltre, secondo quanto scritto dall’agenzia di stampa Adnkronos, le parti si sarebbero incontrate nella giornata di ieri.
Le strade di Edin Dzeko e della Roma potrebbero separarsi a brevissimo. C'è l'Inter da tempo sul numero 9 della Roma e, come riferiscono dalla Bosnia, potrebbe essere domani il giorno decisivo. Un indizio è fornito da un particolare: Dzeko arriverà in ritardo al raduno della sua nazionale, previsto per domani a Sarajevo.
INTERVISTE
Pallotta ad Insideroma: “E' chiaro che stanno cercando di danneggiare la Roma”