Pronti a tornare: la Serie A richiama i suoi campioni
LA GAZZETTA DELLO SPORT - BREGA - Non sono vacanze estive e nemmeno pause invernali per tirare il fiato. Sono viaggi per ricongiungersi ai famigliari, assistere alla nascita di un figlio, per curare problemi fisici o semplicemente per trascorrere questo periodo di attesa nei luoghi più cari. Il gruppo di giocatori della Serie A che ha lasciato l’Italia è abbastanza ampio, ma non uniforme. Sostanzialmente ci sono delle squadre, come Juventus, Parma e Inter, che vedono la loro rosa in gran parte in giro per il mondo; ci sono poi i casi singoli, come Leao e Ibrahimovic per il Milan e Ribery per la Fiorentina; ci sono infine i giocatori del Torino, del Verona, del Lecce, dell’Atalanta, del Napoli, della Roma, del Sassuolo e dell’Udinese che sono rimasti tutti in Italia. I periodi di quarantena sono terminati secondo scaglioni differenti. L’isolamento e il rispetto verso gli altri e verso se stessi invece non avrà scadenza se non quando le istituzioni della sanità diranno che si può tornare poco alla volta ad affrontare la nuova normalità. Ecco perché perché ad ora nessuna società ha lanciato lo sguardo oltre al 13 aprile. L’Italia e il Mondo sono ancora chiusi e, di conseguenza, anche i giocatori.
Micki, una mira da cecchino: Fonseca non vuole perderlo
LA GAZZETTA DELLO SPORT - ZUCCHELLI - Nel mese più complicato, ma al tempo stesso più bello della sua vita, quello in cui si è goduto a casa il primogenito Hamlet, Henrikh Mkhitaryan ha parlato spesso con il suo agente, Mino Raiola. E a lui ha ribadito quanto detto a Petrachi: se dipendesse da lui, vorrebbe restare alla Roma anche il prossimo anno. Difficile immaginare un rinnovo semplice del prestito, più facile immaginare un acquisto tramite un obbligo di riscatto, se tutte le condizioni di incastreranno (compresa una riduzione dell’ingaggio). Di certo, il capitano dell’Armenia comunicherà anche all’Arsenal la sua volontà, per la gioia di Fonseca, che spera resti in giallorosso. I numeri del giocatore infatti, nonostante diversi problemi fisici, sono brillanti: 6 gol e 4 assist in appena 17 partite.
Sogno Pedro. La Roma inizia il secondo round: ma c’è la concorrenza araba
LA GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - Già a gennaio la Roma si era avvicinata a Pedro. I giallorossi volevano il giocatore in prestito, ma essendo disposto il Chelsea a cederlo solo a titolo definitivo, non se ne fece nulla. Lo spagnolo però ha il contratto in scadenza a giugno e potrebbe dunque essere un’occasione da cogliere. L’ostacolo è l’ingaggio da 5 milioni ed è per questo che dovrà essere battuta la concorrenza del riccoAl Sadd di Doha, club allenato dall’amico Xavi. Il giocatore comunque lascerà i Blues e la Roma è pronta a puntare con forza su di lui. Sembra più difficile invece che Petrachipossa percorrere la pista Gotze.
Roma, conti in rosso e incertezza
IL MESSAGGERO - CARINA - L'emergenza coronavirus ha bloccato la trattativa per la cessione della Roma e, nel medio lungo periodo, continuerà a creare gravi disagi a James Pallotta. Infatti il valore del club stabilito a dicembre tra lui e Friedkin non dovrebbe rispecchiare più la cifra che il magnate di Boston dovrà richiedere. Quella cifra di 704 milioni verrà rapidamente modificata, considerati i mancati introiti da questa stagione, visto che anche se dovesse ripartire il campionato si farà a porte chiuse. A fine anno la società giallorossa stimava perdite intorno ai 110 milioni di euro, ma venivano considerati nel calcolo gli introiti delle partite. Adesso non è chiaro cosa accadrà e quanto questa situazione graverà sulle finanze della Roma. Una boccata d'ossigeno arriva però dalla Uefa, dove nella riunione di ieri è stato deciso di allentare alcuni paletti del Fai Play Finanziario.
Scudetti e Coppe in piena estate
IL MESSAGGERO - Nella giornata di ieri in conference call si sono riuniti i rappresentanti delle 55 leghe nazionali più i delegati della Uefa per provare a trovare una soluzione per la conclusione dei campionati e delle competizioni europee. Ciò che è emerso è stata la volontà di voler portare a termine tutti i campionati prima di poter disputare le rimanenti partite di Champions League ed Europa League. L'idea sembra essere quella di scendere nuovamente in campo da domenica 24 maggio per poter concludere così entro il 15 luglio, lasciando spazio subito dopo alle rimanenti partite di Coppa, che dovrebbero vedere l'assegnazione dei titoli entro la metà di agosto. A prevalere alla fine è la volontà di tornare in campo per evitare di perdere ancora altri introiti, si stima infatti che non portare a termine il campionato solo per la Serie A poterebbe a perdite che si aggirerebbero intorno ai 700 milioni di euro. Proprio per questo motivo le dichiarazioni di Gravina rispecchiano la voglia di poter tornare a concludere il campionato non appena sarà possibile. "La finestra di fine maggio, fino al 15-31 luglio sarebbe quella che io individuerei, in modo da avere tutto il tempo per iniziare a programmare la stagione 2020-21".
Serie A, ecco le date: si parte con i recuperi
IL MESSAGGERO - La Lega di Serie A è sempre più convinta di poter riprendere a disputare il campionato in corso, evitando di dover assegnare il titolo a tavolino o peggio ancora lasciarlo vagante. Ciò che è emerso nella giornata di ieri durante la conference call con la Uefa è che si tenterà di tornare in campo domenica 24 maggio, addirittura dopo la data che lo stesso presidente Gravina aveva ipotizzato, ossia il 20 maggio. Per domani è stato convocato un altro consiglio di Lega in cui si cercherà di fare il punto della situazione, mentre le squadre attendono di conoscere la data per ricominciare ad allenarsi. Si ipotizza di poter riprendere le attività tra il 15 e il 18 aprile, visto che per ora il Governo ha bloccato ogni attività sportiva solo fino al 13 aprile. Bisognerà però aspettare e valutare giorno per giorno l'evolversi della situazione.
Serturini: “Da quando ho cominciato a camminare ho iniziato a calciare il pallone"
Annamaria Serturini ha rilasciato un'intervista al programma televisivo Roma Tv per la rubrica Women's Weekly la rubrica settimanale dedicata alla Roma Femminile, in onda ogni mercoledì sul canale tematico giallorosso. Queste le sue parole:
Come stai vivendo questo periodo?
"È un periodo brutto. È difficile da descrivere il momento che stiamo passando, soprattutto la mia Lombardia. Si cerca di non pensarci, ma le notizie arrivano. Bisogna seguire tutte le regole che ci hanno detto di seguire. Dobbiamo stare a casa. Qui possiamo allenarci, stiamo seguendo tutte le indicazioni dello staff atletico, ci sentiamo con lo staff medico e tecnico. Dobbiamo seguire tutte le regole, usare la mascherina per uscire, disinfettare le mani".
La giornata tipo?
"Mi manca tantissimo vivere il campo, lo spogliatoio e le mie compagne. La mattina mi sveglio, faccio colazione, poi allenamento, pranzo, poi qualche serie tv o un film, ancora allenamento e la sera ancora un film o si gioca a carte. Gli allenamenti sono di un'ora e mezza o due, a seconda delle indicazioni".
Cosa ti manca di più della tua vita da calciatrice?
"Condividere lo spogliatoio. Stando a casa ti accorgi che la vita nello spogliatoio ti manca molto".
La prima cosa che farai quando si tornerà alla normalità?
"Tornare dai miei genitori, non sono potuta tornare a marzo per via del diffondersi del virus. Quando sarà possibile tornerò da loro, da mio nonno che oggi mi ha detto che voleva passare la Pasqua insieme, ma ovviamente non è possibile".
Questa emergenza cambierà la tua vita nel futuro?
"Quando ci sarà un weekend libero magari prenderò più spesso l'occasione per tornare a casa e salutare i parenti".
Hai fatto qualcosa di nuovo in questo periodo?
"Ho visto film e serie tv che magari prima non riuscivo a vedere. Io non vedo molta televisione, ma ora per occupare il tempo sono costretta a farlo. Mi sono anche scaricata Disney +".
Cosa hai visto in questo periodo?
"Mi sono vista Narcos, ho visto la serie su Tevez, Vis a Vis e qualche film qua e là. Poi i cartoni Disney la sera prima di andare a dormire".
Come hai iniziato a giocare a calcio?
"Da quando ho cominciato a camminare ho iniziato a calciare il pallone. Già a 3 anni volevo giocare a calcio con i maschi, mio padre mi ha assecondata e da lì ho iniziato a giocare con mio fratello e mio cugino. Giocavo all'oratorio del mio paese, poi sono andata all'Atalanta a 10 anni, poi al Brescia, facendo ogni giorno 150 km. Poi a 18 anni sono andata via di casa e dall'anno scorso sono alla Roma".
Hai segnato il primo gol ufficiale della Roma Femminile e anche il primo gol nel primo allenamento.
"La stagione scorsa con la Roma è stata la mia migliore stagione, ho realizzato 13 reti e ho trovato una continuità di prestazioni, grazie al coach Bavagnoli che mi sta aiutando a crescere. Sono contentissima di aver segnato il primo gol della storia della Roma e spero di segnarne altri. Questa maglia è la mia seconda pelle, voglio vincere qualcosa di importante".
Sei la giocatrice con più presenze nella storia della Roma, hai saltato solo San Marino.
"Si, avevo la febbre. Le mie compagne sono state bravissime, era una partita fondamentale per indirizzare la Coppa Italia".
Il ricordo più bello della tua carriera?
"Non ho un ricordo più bello. Ho tanti ricordi, da quando ero piccola e capitano coi maschi, lo scudetto col Brescia, il campionato primavera vinto col Bari e la mia prima stagione a Roma, coronata col sogno del Mondiale. Non riesco a sceglierne uno".
Al Mondiale eri la più piccola in rosa.
"Bartoli e Pipitone mi hanno aiutato tantissimo. Spesso avevo paura, giocavo con Bonansea che è il mio idolo, con gente che giocava nei grandi palcoscenici e ora giocava con me. È stato un sogno, all'esordio con l'Olanda avevo tanta ansia. Abbiamo mostrato il nostro valore".
Perché hai il numero 15?
"È il primo numero che mi hanno dato da piccola e da lì ho cominciato a portarlo. Solo con Atalanta e Brescia ho avuto il 10, poi in Nazionale mi hanno ridato il 15. L'ho anche tatuato, è il mio numero ormai".
Ricordi del bronzo nel Mondiale U17 del 2014?
"È il mondiale che ho vissuto di più. Non dovevo parteciparvi perché avevo subito un infortunio alla caviglia, alla fine sono risucita a partecipare e ho anche fatto una doppietta allo Zambia. Fu un'emozione indescrivibile. il 2014 è stato l'inizio di qualcosa di indescrivibile. L'anno dopo ho fatto l'esordio col brescia in A".
La ballerina più brava in squadra?
"Andressa e Thomas".
La cantante migliore?
"Siamo in tante ad essere brave, io no però, ma con le mie compagne posso cantare".
La più chiacchierona?
"Se la giocano Casaroli e Coluccini".
La più tecnica?
"Giugliano e Andressa hanno delle doti tecniche che fanno paura. Le osservo in allenamento, come toccano il pallone o come battono le punizioni. Hanno una tecnica superiore".
Roma città?
"Roma per me è la città più bella del mondo. Ormai è una seconda casa. Quando ho qualche giorno libero mi piace passeggiare in centro o andare al mare, anche vedere parti della città meno conosciute. Mi piace conoscere la storia di Roma, di ogni monumento".
Piatto preferito?
"Carbonara, ma non diciamolo al nutrizionista. Quando c'è il pasto libero ogni tanto me la concedo una carbonara, ma avviene poche volte. Dobbiamo seguire un piano nutrizionale ben preciso. Di solito mangiamo tutte insieme a pranzo e per la cena ci danno delle indicazioni. Non sono molto brava a cucinare, ma questa cosa mi aiuta a seguire il piano alimentare".
Karsdorp verso il ritorno in giallorosso. Il Feyenoord non può riscattarlo
Secondo quanto riportato dal portale sportivo olandese voetbalprimeur.nl, Rick Karsdorp, nonostante sia stato autore prima dello stop per il coronoavirus di buone prestazioni apprezzate sia da Stam che dal nuovo allenatore Advocaat, nella prossima estate potrebbe far ritorno a Trigoria. Infatti il club di Rotterdam starebbe pensando di riportare alla base il terzino destro Bart Nieuwkoop, di proprietà del Feyenoord, ora in prestito al Willem II.
Uefa, massima priorità ai campionati. A seguire Coppe e Nazionali
In Uefa si sta tenendo una riunione tra il presidente Ceferin ed i 55 delegati delle federazioni.
Da quanto emerso, si vuole dare massima priorità ai campionati e solo al termine degli stessi far disputare le coppe (tra luglio ed agosto). Slitterebbero dunque a settembre, in questa ipotesi, gli spareggi playoffs delle nazionali.
FIGC, Gravina: "Non c'è una data definitiva. Mi dispiacerebbe compromettere la prossima stagione per salvare questa"
Gabriele Gravina, presidente della FIGC, ha parlato ai microfoni di TMW Radio circa la possibilità di riprendere il campionato e della situazione in Italia:
Parliamo del centro sportivo di Coverciano messo a disposizione dalla FIGC come centro di assistenza per il COVID-19.
"Mi piace l'idea di partire con questa piccola testimonianza, che è diventata la casa della solidarietà. È questo il sentimento su cui stiamo cercando di poggiare il futuro del calcio italiano. Stiamo cercando di uscire da questo brutto incubo e tutti gli aiuti sono graditi".
Stiamo parlando di qualcosa che non conosciamo, specie sull'argomento ripresa, che sarà graduale e diversa per ogni regione. I calendari che si stanno cercando di anticipare, quanto sono affidabili?
"Nessuno oggi come oggi è in grado di fare previsioni finché l'emergenza sanitaria terrà sotto scacco la società. È un'emergenza unica per il mondo, che ha aggredito ogni settore, anche economico. Superata questa però dovremo ripartire, tracciare un percorso di ripartenza e il calcio si sta interrogando sulle modalità di questa ripartenza, la priorità assoluta è la conclusione dei campionati. È un'esigenza per definire gli organici ed evitare una estate piena di contenziosi legali, ciò non toglie che la federazione deve valutare anche altre ipotesi. Io ho coinvolto il nostro comitato scientifico, ricco di illustri professionisti che conoscono bene questo settore, per capire una procedura che deve essere attuata dalle società per mettere sotto il massimo controllo le nostre società. Fino al 18 aprile ci dovrebbe essere il lockdown, l'ipotesi è partire dal 20 di maggio o in un'ultima analisi con i primi di giugno, potremo a luglio definire i nostri campionati. Sappiamo che sono ipotesi, vogliamo dare un messaggio di speranza a tutti i cittadini, ma sappiamo che il calcio è un settore che passa in secondo piano nella lotta al virus".
Si può andare anche oltre queste date?
"Stiamo procedendo in diverse direzioni e ci sono due fattori: il primo è rispettare le ordinanze del governo e il secondo è l'opportunità che ci stanno dando UEFA e FIFA, di poter andare oltre il 30 giugno. Si parla addirittura di agosto e settembre, io ho precisato che mi dispiacerebbe correre il rischio di compromettere un'altra stagione per salvare questa. Noi siamo attenti e rispettosi, oggi nessuno può fare previsioni, ma programmare è un dovere".
La UEFA sta provando a portare a termine questa stagione, usando anche i mesi estivi. Vi muoverete di comune accordo con loro? Vi siete dati una data oltre cui non andare?
"Non c'è una data definitiva, né per la partenza né per l'arrivo. Io ringrazio la UEFA, anche i massimi organismi internazionali vivono delle nostre incertezze e cercano di offrire una serie di finestre. La priorità assoluta è chiudere i campionati nazionali, oggi è stata adottata una ulteriore decisione, spostare le finestre per le Nazionali liberando la finestra del 1-9 giugno. Abbiamo ulteriore disponibilità di tempo per completare le manifestazioni nazionali. La finestra di fine maggio, fino al 15-31 luglio sarebbe quella che io individuerei, in modo da avere tutto il tempo per iniziare a programmare la stagione 2020-21".
C'è un'ipotesi campo neutro per le squadre del Nord Italia per accelerare il rientro in campo?
"Non è una buona soluzione, ma è un'idea, su cui stiamo lavorando. Stiamo cercando di individuare quattro o cinque destinazioni, così come la UEFA sta provando a definire format diversi non tanto per questo campionato, ma per quelli che seguiranno. C'è un tavolo aperto affinché ci sia una ripartenza e una definizione con protagonista il terreno di gioco".
Nel caso in cui non si riesca a concludere quali sono le ipotesi? L'annullamento? In Serie B ci sarebbe però una incredibile ingiustizia, visto il vantaggio del Benevento. Stesso dicasi col passaggio della Serie A a 22 squadre.
"Annullare credo sia abbastanza complicato, con un campionato che ha visto la disputa di oltre due terzi del campionato. Ci sarebbe una grave ingiustizia che porterebbe ad una emergenza legale durante una emergenza epidemiologica. Lo scudetto bisogna decidere solo di assegnarlo o meno e la stessa Juventus credo abbia espresso un non gradimento di una soluzione di questo tipo. Poi c'è l'indicazione, di interesse internazionale, sulle società che devono andare in Europa. Non è il momento, ma è chiaro che chi ha il diritto a partecipare ad un campionato diverso, parlo della Serie B, sarebbero le prime due, non certo la terza, che dovrebbe affrontare i playoff. Nessuno può rivendicare la promozione da terza in classifica. Ripeto che comunque farò di tutto per la definizione dei campionati in campo, una estate in tribunale non sarebbe un atto di grande responsabilità".
Fuzato: "La situazione è difficile ma seguiamo le indicazioni. Alisson è un riferimento"
Daniel Fuzato, portire della Roma dal 2018 ma con zero presenze all'attivo con la prima squadra, ha rilasciato un'intervista per Globoesporte a cui ha parlato di come sta affrontando l'emergenza in Italia e del suo connazionale Alisson:
Come va la situazione in Italia?
“Qui in Europa le cose sono tristi e difficili. Noi abbiamo seguito tutte le indicazioni dall’inizio. Sfortunatamente ci sono molti casi qui in Italia, ma la popolazione ha rispettato tutte le misure precauzionali. Spero che questa situazione finisca presto. Io e la mia ragazza usciamo una volta alla settimana per andare al mercato e indossiamo maschere e guanti. Ci laviamo sempre bene le mani e cerchiamo di rimanere calmi”.
Ti stai allenando a casa?
“Sì, continuo ad allenarmi. La Roma è molto attenta in questo. Sono sempre in contatto con lo staff del club. Abbiamo un preparatore atletico che svolge le attività ogni giorno e abbiamo sempre un programma diverso”.
Cosa ne pensi di Alisson?
“Ho ancora molto da imparare e su cui lavorare, ma mi sto preparando molto per quando avrò una possibilità. Sono stato felice quando ha parlato di me. Lui è un riferimento per tutta la nostra generazione. E che uno come lui faccia un commento del genere su di te non capita tutti i giorni”.
Chierico: "Al primo posto c'è la salute di tutta l'umanità. Prima le cose essenziali, poi il calcio"
Odoacre Chierico, ex centrocampista della Roma dal 1981 al 1985 ed ex collaboratore di Alberto De Rossi nella Primavera giallorossa, ha rilasciato un'intervista sulle pagine de Il Tempo per parlare del momento che si sta vivendo in Italia e della ripresa del campionato:
Pensi che la stagione possa riprendere?
"Mi auguro che la vita possa tornare ad essere felice per tutti in breve tempo. Non soltanto per il calcio. Dobbiamo ancora tenere duro, soffrire tanto e lottare, credo per tutto aprile. Poi spero che le cose possano migliorare. Penso e spero che a metà maggio il calcio possa riprendere, perché vorrebbe dire che questa situazione sarebbe finita. Ma il calcio non è la cosa più importante, al primo posto c’è la salute di tutta l’umanità".
Cosa ne pensi di chi spinge per tornare a giocare?
"È una vergogna. Pensare ai propri interessi è proprio quel tipo di ragionamento che ha avuto l’umanità e che ci ha portato a stare come stiamo oggi. Inviterei tutti a riflettere. Aver fatto giocare Liverpool-Atletico Madrid è stata una follia, stessa cosa per Atalanta-Valencia".
Pensi sia giusto annullare la stagione?
"Assolutamente sì. Prima le cose essenziali, poi il calcio. Dobbiamo aiutare e supportare chi in questo momento è meno fortunato. La corsa di qualche società allo scudetto è una cosa che non si può pensare. Ha ragione Cellino, se qualcuno vuole lo scudetto diamoglielo".
I calciatori dovrebbero ridursi lo stipendio?
"Certo, tutti quanti noi dobbiamo rinunciare a qualcosa e ci dobbiamo adeguare. Ribadisco tutti quanti, ad esempio i politici. Un ridimensionamento degli ingaggi, arrivati a cifre astronomiche, è giustissimo, senza che qualcuno faccia il furbo".