A centrocampo occhi su Gravenberch e Frattesi

GAZZETTA DELLO SPORT - Mentre il calcio è fermo, il ds giallorosso Petrachi pensa a modellare la Roma del futuro ed una delle caselle su cui sta lavorando è quella del centrocampista. Sono sostanzialmente due i nomi monitorati: Ryan Gravenberch dell'Ajax, classe 2002, che costa oltre 10 milioni ma Petrachi spera nei buoni rapporti con il suo agente, Raiola; e Davide Frattesi, cresciuto in giallorosso e ceduto nel 2017 al Sassuolo. La Roma ha la possibilità di riportare il classe 1999 a Trigoria fino a giugno con un diritto di recompra di 15 milioni di euro e sembra intenzionata ad esercitarlo.

Tra i giocatori sotto osservazione c'è anche Mykhailo Mudryk, 19 anni, dello Shakthar Donetsk, segnalato da Fonseca: costa meno di due milioni.


Dzeko: "La Roma è cresciuta molto e ogni anno diventa più grande"

Edin Dzeko, attaccante e capitano della Roma, ha rilasciato una lunga intervista per The Athletic in cui ha parlato della sua avventura in giallorosso e dei gol più belli messi a segno: “Non dormo mai dopo le partite, anche dopo una grande vittoria per la testa ho tanti pensieri. Dopo ogni partita, vinta o persa, ho le basi per fare un'analisi. Penso alle volte in cui avrei dovuto segnare e non l’ho fatto o a qualche passaggio importante che ho mancato”.

Il feeling con Nainggolan e Salah
È stato facile giocare con Radja e con Momo perchè trovano vie di passaggio uniche, mi aprivano bene gli spazi ed io per loro. Salah era molto veloce e Radja giocava da numero 10 in quella stagione. Ci intendevamo a meraviglia gli uni con gli altri. Capirsi con loro però non è una cosa nata dal primo giorno in cui abbiamo calcato il prato insieme.  La pratica e l'allenamento hanno permesso di costruire la nostra intesa. Eravamo in continui confronto prima durante e dopo le partite, sui nostri movimenti e su come ci piaceva giocare”.

Sul suo stile di gioco
Di solito si pensa che il centravanti attenda solo la palla al centro dell’area. Mi piace muovermi, avere il pallone e toccarlo molte volte, penso a dove si trova il difensore avversario e quale sia la migliore via di passaggio da creare per i miei compagni e che pallone gli posso dare. Io non sono il classico numero 9 che aspetta un cross o qualcosa del genere e basta”.

Sul piede debole
È difficile nascere calcisticamente ambidestri. Non credo di avere un piede più debole dell'altro, ci ho lavorato tanto in allenamento si da giovane. A fine di questi ci esercitavamo sui tiri in porta e io insistevo a provare di sinistro. Tutti mi chiedevano perché lo facessi, io rispondevo che avevo solo tanto da imparare”.

Sulla rimonta epica contro il Barcellona
I miei amici mi chiesero biglietti prima dell’andata. Dopo il 4-1 in Catalogna nessuno credeva che avremmo potuto ribaltare il risultato. Quelli a cui avevo dato i biglietti sarebbero venuti comunque all’Olimpico, anche se data la difficoltà dell'impresa sulla carta non volevano più farlo”.

Sulla semifinale contro il Liverpool
Concedere 5 gol volle dire regalargli il match di andata, fu molto difficile da mandare giù. Eravamo molto tesi e avvertivamo tanta pressione, e c'è da dire che iniziammo bene con una traversa di Kolarov.
Dopo il primo gol cambiò qualcosa, sembrammo quasi non pensare al ritorno, al fatto che avevamo due partite. Nonostante il 5-2 incassato i tifosi ci sostennero in maniera focosa e ci diedero ancora più forza per provare a fare meglio. Nel secondo tempo della partita di ritorno impedimmo agli avversari di oltrepassare la metà campo. Li pressammo in maniera asfissiante. Mi rimarrà come un qualcosa che avremmo potuto fare meglio
”.

Sulla squadra del 2015
Tanti buoni giocatori. Se ogni anno vendi un calciatore, perdi continuità. I giocatori nuovi hanno sempre bisogno di tempo per abituarsi al campionato e al club. Ma devo dire che la Roma è cresciuta molto negli ultimi 4 anni e ogni anno diventa più grande”.

Sulla fascia di capitano
Sono l’unico calciatore rimasto rispetto a 5 anni fa e non penso di aver rubato nulla a nessuno, è il corso del tempo. Sono onorato ad indossare la fascia dopo due leggende, non solo della Roma ma anche d'Italia, come Totti e De Rossi. È una grande responsabilità per me, mi sento pronto”.

Sulle critiche
Segni un gol e tutti ti amano. Poi non segni per 3-4 partite e quasi tutti ti odiano. Bisogna farci l'abitudine perchè questo è il calcio, le cose vanno così. Per i giovani è più difficile perchè avvertono maggiormente la pressione. Loro sono i miei bimbi, ho 14 anni in più di loro e fischiare me o fischiare un Kluivert è diverso, è molto più difficile per loro”.

Sulla sua forma
I miei compagni ed i miei avversari mi dicono che ho 34 anni ma corro come uno di 22”.

Sui trofei
È un peccato per un club come la Roma non aver vinto nulla in questi anni. Un club così merita di vincere trofei, ci manca solo quello, qui c’è tutto quello che puoi desiderare. Dobbiamo fare solamente questo ultimo passo: ogni coppa ti dà più fiducia nel fatto di poter raggiungere traguardi più alti”.


Addio a Massimo Ruggeri, giornalista e volto noto della TV romanista. Il cordoglio della AS Roma: "Un signore in giallorosso"

Questa notte è venuto a mancare a Roma, Massimo Ruggeri, storico giornalista e volto noto dell'etere romano. Conosciuto per essere l'ideatore e conduttore de "La Signora in Giallorosso", in onda da molti anni sul Teleroma 56. La AS Roma ha voluto ricordare Massimo, attravero un tweet: "UN SIGNORE IN GIALLOROSSO" Ciao Massimo. 

 

 


Petrachi su Mudryk, giovane della Primavera dello Shakhtar indicato da Fonseca

Paulo Fonseca ha indicato a Gianluca Petrachi di monitorare Mykhailo Mudryk, giovane esterno offensivo sinistro della Primavera dello Shakhtar Donetsk, di piede destro. Il tecnico portoghese conosce bene il calciatore, avendolo convocato per la prima volta in prima squadra. Lo riporta Il Corriere dello Sport. 


I club di Serie A esprimono la volontà di portare a termine il campionato

La Lega Serie A ha riunito oggi i rappresentanti delle Società in video conference per lo svolgimento dell’Assemblea.
Nel corso della riunione sono stati affrontati tutti i temi all'ordine del giorno, passati però in secondo piano di fronte all’emergenza sanitaria legata alla gestione e alla diffusione del COVID-19 nel nostro Paese.

A tal proposito la Lega Serie A ringrazia tutte le Società per l’impegno e per le innumerevoli iniziative a sostegno dei diversi ospedali sparsi sul territorio italiano. Il contributo del mondo del calcio a supporto delle strutture ospedaliere, dei Medici, degli Infermieri e di tutto il Personale ospedaliero, ogni giorno in prima linea in questa sfida impegnativa, verrà raccontato dalla Lega Serie A sui propri social attraverso la campagna #WEAREONETEAM, patrocinata dal Ministero della Salute, dall’Istituto Superiore di Sanità e dalla Protezione Civile.

I Club, infine, hanno ribadito all’unanimità la volontà di portare a termine il Campionato di Serie A TIM, non appena le disposizioni delle autorità governative e le condizioni sanitarie lo permetteranno. Questa la posizione della Lega Serie A in vista della riunione di domani convocata dall’Uefa.
Nel corso dei prossimi giorni, inoltre, prenderanno il via i tavoli di lavoro, costituiti la scorsa settimana, che riguarderanno tematiche mediche, tecnico-sportive, di rapporti istituzionali e di risk assessment per le Società e per la stessa Lega Serie A.


Serie A, si studiano le alternative. No allo stop, ripresa entro il 9 maggio

In attesa della riunione dell'uefa di domani per saperne di più su Euro 2020, la Serie A studia delle strategie per organizzare il campionato una volta debellato il Coronavirus.
L'ipotesi principale, concordata dai club di Serie A in una conference call, è che si riprenda da dove si era finito entro e non oltre il 9 maggio.
Inoltre, come riferito da tuttomercatoweb.com, si penserebbe di estendere i contratti in scadenza dei giocatori e di sponsorizzazione fino al 15 luglio.
Non è stato preso in considerazione lo stop del campionato, ma ogni futura decisione verrà presa in base ai prossimi dati ed istruzioni della Protezione Civile in merito al Coronavirus.


FIGC, rinviato a data da destinarsi il Consiglio Federale del 23 marzo

La FIGC, tramite il proprio sito ufficiale, ha comunicato che il consiglio federale previsto per il prossimo 23 marzo è stato rinviato a data da destinarsi.


FIGC, Gravina: "Serve l'aiuto di tutti per tornare a vivere come prima. Ripresa? Al momento non escludo nulla"

Gabriele Gravina, presidente della FIGC, ha parlato ai microfoni di Radio Anch'io Lo Sport delle possibili soluzioni circa la ripresa del campionato:

Lo slittamento di Euro 2020?
"Noi chiederemo alla UEFA e a tutte le federazioni un atto di responsabilità. Dobbiamo tutelare la salute degli atleti e dei tifosi di tutto il mondo. Non è un problema che riguarda solo l'Italia ma tutti. Prima di parlare di nuove date e altri progetti, bisogna attenersi alle condizioni attuali. Il rinvio di Euro 2020 è l'idea da seguire. Slittamento a novembre-dicembre? Non si è ancora parlato, così come la mia idea di playoff e playout. Domani ci confrenteremo e spero venga presa una decisione ideale".

Il futuro della A? Riprenderla e concluderla entro l'estate?
"Stiamo lavorando sugli auspici e sulla speranza. È difficile ipotizzare qualsiasi scenario, stiamo lavorando. Dobbiamo riprendere le nostre attività, tra cui lo sport e il calcio che fa da collante nel nostro Paese. Ripartire da aprile non è auspicabile, dobbiamo andare avanti di giorno in giorno e valutare la situazione. Anche il mese di maggio è un arco temporale al momento solo teorico. Serve l'aiuto di tutti per tornare a vivere come prima".

Le tre ipotesi in ballo?
"In questo momento non escludo nulla. Adesso dobbiamo cercare di programmare con l'idea più ottimistica che è quella di ridefinire i campionati e portarli a termine. Non escludo nulla. Ho preannunciato anche l'ipotesi di non assegnazione al titolo, dipende anche dal tempo che avremo a disposizione. Non escludo nemmeno la congelazione della classifica o un mini torneo finale. Nessuno può saperlo. Non è nemmeno da escludere un effetto trascinamento del campionato attuale sul 2020-2021, con un bilanciato su due stagioni diverse".


Ulivieri: "I campionati vanno portati a termine. Lasciamo perdere playoff e playout"

Renzo Ulivieri, ex allenatore tra le altre di Fiorentina e Napoli, ha parlato ai microfoni di Leggo delle problematica che il calcio dovrà affrontare una volta debellato il Coronavirus:

Che idea si è fatto sulla tempistica di poter riprendere i campionati?
"Una domanda da un miliardo di dollari. Non si sa nulla, ancora. Bisogna aspettare le direttive dal governo, ma soprattutto da chi ne sa di più, ovvero i medici".

Campionati da portare a termine, vero?
"Direi proprio di sì. Anche a costo di finire la stagione ad agosto. Lasciamo perdere il discorso playoff o playout. Non ha senso".

Euro 2020 che andrà rinviato, dunque?
"Mi sembra inevitabile, se vogliamo chiudere la stagione regolarmente".

Questo vale anche per Champions ed Europa League?
"Assolutamente sì, vanno terminate pure quelle. E non sono affatto d’accordo con la UEFA che vuole far disputare una gara secca in campo neutro per Inter-Getafe e Roma-Siviglia. Le due sfide vanno disputate come le altre: andata e ritorno".

E del Coronavirus cosa dire?
"Che in televisione vanno troppi cani e porci. Bisogna far parlare solo chi ha la competenza per farlo, quindi i medici. E tanti finti politici saranno mandati a casa dal popolo".


Mancini: "Euro 2020? Martedì sapremo meglio. La cosa più importante è tutelare la salute di tutti"

Roberto Mancini, CT della nazionale, ha rilasciasto un'intervista ai microfoni della Rai per parlare del periodo che sta vivendo il calcio europeo durante questa epidemia da Coronavirus:

SU EURO 2020
"Martedì credo che sapremo meglio tutto, anche come andrà a finire questa stagione. Se rinvieranno l'Europeo, i campionati potranno finire tranquillamente. Quindi da martedì potremo affrontare quest'argomento. Per me va bene tutto, la cosa più importante è tutelare la saluta di tutti. Avremmo vinto quest'anno, vinceremo il prossimo. Siamo aperti a tutto, anche a giocare a novembre. Sono sicuro che quando ricominceremo sarà ancora tutto più bello, perché ritroveremo la libertà e sono convinto che anche noi riusciremo a fare molto di più. Queste situazioni ti fanno capire tante cose e diventare migliori, spero accada anche ora".

SUL LAVORO DEI CALCIATORI E SULLA SERIE A
"Per un professionista è difficile rimanere fermo per più di un paio di giorni, credo che ognuno si allenerà con tapis roulant e attrezzi vari. In questo momento qualsiasi allenatore la pensa allo stesso modo, cioè di lasciare i calciatori a casa dandogli magari un programma. Bisognerà aspettare martedì per vedere cosa accadrà all'UEFA, se si deciderà quindi di rinviare l'Europeo o no. I problemi che abbiamo noi ora li avranno le altre nazioni prossimamente, quindi attualmente ci sono delle cose più importanti del calcio. Non ci aspettavamo tutto questo, in Italia ci siamo fermati prima degli altri e speriamo possa anche finire presto. Al momento c'è voglia di tornare alla vita normale, lo capisco, ma bisogna avere pazienza. Innanzitutto bisogna tutelare la salute di tutti gli italiani, quando inizierà a migliorare la situazione potremo pensare al campionato".

SULLE CONVOCAZIONI
"In questo momento è difficile parlarne, certamente c'era una lista di calciatori abbastanza sicuri e qualche dubbio. Chiaramente, se l'Europeo dovesse slittare di un anno, potrebbe esserci qualche cambiamento in più. Tanti calciatori sono giovani, un anno in più tra Serie A e coppe internazionali potrebbe dar loro un po' d'esperienza in più. Mancavano ancora dei mesi agli Europei e c'erano già dei dubbi, ce li saremmo portati fino al momento delle convocazioni. Se dovessero slittare, avremo un anno in più per pensarci. Zaniolo? Lo avremmo aspettato fino a maggio ma senza forzare niente, non sarebbe stato giusto".

SULLE ALTRE NAZIONALI
"La Francia è sicuramente la più collaudata, quella che partirà per vincere. Spagna e Olanda hanno iniziato come noi, forse sono un anno più avanti, e c'è anche l'Inghilterra che è una squadra abbastanza giovane, reduce da un grande Mondiale. La Francia è avanti, le altre sono sullo stesso piano".


FIGC, Gravina: "Proporremo all'Uefa di soprassedere alla disputa dell'Europeo"

Gabriele Gravina, presidente della FIGC, ha parlato ai microfoni di Sportmediaset dei temi che verranno trattati nella riunione di martedì prossimo:

"Proporremo all’UEFA di soprassedere alla disputa dell’Europeo per portare a termine i campionati: riteniamo che sia più giusto e più corretto dare l’esatta definizione a tanti sacrifici, impegni, investimenti portati avanti dalle nostre società. L’Italia è due settimane avanti rispetto alle altre nazioni, quindi ciò che riusciremo a programmare noi oggi per gli altri sarà complicato, perché non hanno ancora l’esatta dimensione del problema. Noi vogliamo completare i campionati ed è chiaro che la discriminante è la presenza dell’Europeo, un evento sul quale anche noi abbiamo investito tante energie e sacrifici. Martedì affronteremo questo tema".


Calciomercato, possibile lo slittamento della sessione estiva

Dopo la sospesione di quasi tutti i campionati a causa del Coronavirus, si potrebbero avere ripercussioni anche sui prossimi Europei e la sessione di calciomercato.
Infatti, come riferisce La Nazione, la sessione estiva di camlciomercato potrebbe iniziare ad agosto invece che a luglio e terminare a metà settembre. E' solo un'ipotesi al momento, ma la Lega sta cercando la soluzione migliore.