Ecco chi è Mudryk, il piccolo genio che piace a Fonseca
LA GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE - Il 31 ottobre del 2018 Fonseca fece esordire Mudryk, appena 17 anni, nel derby di coppa contro l’Olimpik Donetsk. Quel ragazzo è poi tornato in Primavera e quest’anno è brillato in Youth League. L’allenatore portoghese però se lo ricorda ancora molto bene e non a caso l’ha segnalato a Petrachi. L’ucraino è un piccolo Mkhitaryan, dalla cintola in su può giocare un po’ ovunque: trequartista, ala sinistra, ala destra e anche centrocampista centrale all’occorrenza.E’ un piede destro che ama convergere verso il centro e provare il fraseggio o il tiro in porta.
Pallotta aspetta e adesso Vitek “aiuta” Friedkin
LA GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - A Trigoria si vive di fibrillazioni e pianificazioni, così scalda il cuore vedere Pallotta cosi presente, visto che in questi giorni sta chiamando molto spesso anche per informarsi sulle iniziative di Roma Cares. Gli uomini del magnate texano invece non si fanno sentire da una decina di giorni. Gli studi legali statunitensi spiegano come la valutazione iniziale della Roma potrebbe abbassarsi dopo la crisi di un centinaio di milioni, facendo perdere al patto di sindacato del club capitolino tutta la plusvalenza della cessione. Tra l’altro a Houston sono rimbalzate voci legate al nuovo Stadio della Roma: Vitek è pronto ad accollarsi gli oneri di urbanizzazione (25 milioni), diventando di fatto partner ufficiale dei proponenti. Difficilmente però l’iter andrà in aula prima di maggio.
Calciatori in fuga. Anche Higuain scappa
IL TEMPO - CICCIARELLI - Stavolta la Juventus che vola non è una metafora per indicare l'andamento in classifica della capolista. I bianconeri, o almeno alcuni di loro, hanno preso il letteralmente volo per lasciare l’Italia bloccata dal Coronavirus. Higuain, Pjanic e Khediraproseguiranno il periodo di isolamento volontario, scattato il 12 marzo dopo l’accertamento della positività al Covid-19 di Rugani, lontano da Torino sulla stregua di quanto fatto da CristianoRonaldo. Insomma, da un lato la Serie A discute sulla data in cui ricominciare gli allenamenti e portare a termine in campionato, dall'altro i calciatori tagliano corto e iniziano a scappare a casa. Il portoghese aveva ricevuto l'indicazione di osservare la quarantena durante un permesso di due giorni a Madeira, dove era al capezzale della madre colpita da ictus, invece gli altri tre calciatori bianconeri sono partiti circa a metà del periodo di isolamento previsto, dopo aver ricevuto l'esito negativo dal tampone di controllo effettuato nei giorni scorsi e con l'ok del club.
Il primo degli altre tre juventini a lasciare l'Italia è stato Higuain, che nella notte tra mercoledì e giovedì si è recato all'aeroporto di Torino Caselle con la certificazione medica attestante la non positività, esibita agli agenti della Polaria che dopo aver contattato la Juventus non hanno potuto fare altro che autorizzare la partenza. Ad attendere il centravanti argentino c’era un volo privato, che avrebbe fatto scalo prima in Francia e poi in Spagna per recuperare alcuni familiari prima di fare rotta verso l'Argentina, dove Higuain si sarebbe recato per fare visita alla mamma malata. Poche ore dopo anche Pjanic e Khedira hanno salutato il Belpaese per ricongiungersi alle rispettive famiglie, il primo in Lussemburgo e il secondo in Germania. Tutti e quattro i calciatori dovrebbero ultimare la quarantena in patria, anche perché tornare prima del 26 marzo comporterebbe un ulteriore isolamento di 14 giorni al rientro in Italia, come previsto dal Decreto Ministeriale 120/2020 firmato martedì dal ministro dei Trasporti Paola De Micheli e dal ministro della Salute Roberto Speranza. L'effetto del decreto, come la quarantena, durerà fino al 25 marzo ma in caso di proroga i quattro giocatori potrebbero essere costretti a un nuovo periodo di osservazione al rientro, con inevitabili ripercussioni sulla loro ripresa degli allenamenti. La fuga dal Coronavirusnon riguarda solo il campionato italiano, dove altri club oltre la Juventus temono che i loro tesserati possano tornare nei rispettivi Paesi: ieri Cavani ha lasciato Parigi per rientrare in Uruguay, sulla stregua di quanto fatto nei giorni scorsi dai brasiliani Neymar e Thiago Silva, suoi compagni nel Psg. «Stiamo tutti bene - ha spiegato Isabele da Silva, moglie dell'ex milanista - ma preferiamo stare qui perché in Francia la situazione stava diventando molto difficile». Erano tornati in patria anche i serbi Jovic del Real Madrid e Ninkovic dell'Ascoli, che avrebbero violato l’obbligo dell’auto-isolamento al rientro beccandosi una denuncia da parte delle autorità. In particolare l'attaccante delle «merengues» avrebbe abbandonato l'isolamento in Spagna per festeggiare il compleanno della fidanzata, la modella Sofija Milosevic.
Nuova riunione del calcio per riaprire
IL TEMPO - PIERETTI - Il calcio studia una strategia in attesa di poter riprendere l’attività agonistica. Oggi a Milano l'Assemblea informale delle 20 società, l'Associazione Italiana calciatori, supportata dai medici sportivi, ha chiesto la sospensione dell'attività fino al 3 aprile, alcuni presidenti seguendo le direttive del dpcm vorrebbero ripartire prima: sarà necessario un confronto propositivo e un'intesa collettiva. I 20 club della Lega hanno aperto sette tavoli, e stanno studiando soluzioni su diversi fronti che verranno presentate alla Figc e - successivamente - al Governo. In primis c'è il discorso sindacale con l’Aic per il taglio degli stipendi del 15%, il presidente Tommasi ha preso tempo in attesa di capire quando verrà fissata la ripresa dei campionati e quante risorse verranno messe a disposizione del sistema. Altri due tavoli riguardano la valutazione del rischio economico, sia dei singoli club che della Lega stessa. La ripresa del campionato viaggia su due strade parallele: da una parte si studiano tecnicamente i nuovi calendari, dall'altra ci si confronta a livello scientifico con i medici. La Serie A vorrebbe uscire dalla crisi con le proprie gambe, per questo sarebbe intenzionata a rinunciare ai contributi governativi in cambio di alcune modifiche da apportare ad alcune leggi, in primis quella sul professionismo che in futuro dovrebbe prevedere la riduzione automatica dei compensi in presenza di perdite di sistema, le ferie dei giocatori, i collegi sindacali. Poi c'è la Legge Melandri, eccessivamente vincolante per la contrattazione dei diritti tv che rappresenta un danno per le tv e indirettamente per i club. Poi si punta sulla revisione del decreto dignità - alla voce scommessesportive - per riappropriarsi di un asset che annualmente vale 80 milioni. L'ultimo tavolo è quello della legge sugli stadi che vincola i club frenando il rinnovamento dell’impiantistica.
Kolarov: "Come si fa a ripartire?"
IL TEMPO - AUSTINI - Quarantena As Roma, day 9. L'ultimo allenamento dei giallorossi risale alla surreale vigilia di una partita che non si è mai giocata: l’11 marzo la squadra è scesa in campo a Trigoria senza sapere se poi sarebbe partita per Sivglia. La gara non si è fatta e da allora la Roma, come il resto del calcio, è si è fermato. Ed è rimasta a casa, Fonseca compreso. Il club ha consegnato via chat ai giocatori una guida da seguire, una sorta di memorandum sulla vita quotidiana (non invitare nessuno, evitare assembramenti, lavarsi spesso le mani etc.), indicazioni sull’alimentazione (meno calorie giornaliere, divieto di cibo spazzatura) e sugli allenamenti, con tanto di alimenti, cyclette e tappetini professionali recapitati nelle case dei calciatori. Per gli infortunati ci sono inoltre le sedute di recupero da seguire in video-collegamento con i fisioterapisti. Una data perla ripresa degli allenamenti non c'è, nonostante nessun caso di contagio da coronavirus sia segnalato a Trigoria. A raccontare questi giorni particolari ci ha pensato Kolarov, lanciando un allarme: come si farà a riprendere a giocare? «Non so come si possa ricominciare a maggio e finire entro il 30 giugno - spiega il difensore - lo spero, ma non sono ottimista. Considerando l'Europa League, dovremmo giocare 17 o 18 partite in due mesi. Fisicamente lo sopporteremo in qualche modo, ma vista la situazione in Italia non so come possa succedere. Grazie a Dio nessuno della Roma ha il virus ma, se iniziassimo ad allenarci, probabilmente accadrebbe. Ho degli allenamenti privati che faccio e posso correre nel giardino, altri vivono in appartamenti e non possono: è molto difficile mantenere la forma richiesta per il calcio». Uno spunto in più per chi in questi giorni abbozza calendari basati sul nulla: ad oggi, è tutto inutile. E sul come e quando ricominciare, è il caso di ragionare bene.
Roma, i paradossi di un’emergenza
IL MESSAGGERO - CARINA - Fonseca non ha avuto l’intera rosa a disposione nemmeno ad inizio campionato. Ce la potrà fare se, come sembra, il campionato riprenderà a metà maggio. Zaniolo dovrebbe essere disponibile per fine torneo e ci saranno i recuperi di Zappacosta, Diawara, Pellegrini, Pastore, Under e Perotti. Il rientro più importante riguarda il numero 7, discorso simile per il guineano che sarebbe stato convocato per la partita contro il Siviglia del 12 marzo. Quando la quarantena sarà ultimata anche Zappacosta avrà il tempo necessario per completare l’ultimo step. Per quanto riguarda la società lo stallo tra Friedkin e Pallotta è confermato dal fatto che fronte Roma, sono almeno una decina di giorni che le comunicazioni col magnate sono in stand-by.
Tommasi: «Tornare in campo ora è solo utopia»
IL MESSAGGERO - Damiano Tommasi, presidente dell'Associazione Italiana Calciatori, ha rilasciato un'intervista al quotidiano per parlare dell'emergenza sanitaria che l'Italia sta vivendo e dell'eventuale ripresa del campionato. Queste alcune delle sue parole:
«Non ci siamo resi conto di ciò che sta avvenendo».
Eppure il calcio programma date, ipotizza calendari.
«Ti riporta a una dimensione ottimistica, ci vuole realismo».
Questa una sua caratteristica.
«Le racconto questo, molti non lo sanno. Tra le varie attività che svolgo, c’è anche quella di dirigente scolastico. Ebbene, qui a Verona si valuta di portare a termine l’anno solo attraverso una didattica domestica. Questo cosa significa: se un paese chiude le scuole fino a giugno, non possiamo pensare che possano andare avanti altre attività, come lo sport. Un lusso, appunto». Come lo è stato giocare anche quel 7/8marzo. «Un errore. Io ho cercato di farlo capire subito, quando ho chiesto lo stop alla Figc e mi è stato detto di no. Il giorno dopo ci abbiamo provato dalla mattina. La prossima volta il Governo non farà scegliere chi non sa scegliere, quindi se si torna in campo si farà inmassima sicurezza». Che intende? «Se si potrà viaggiare da una regione all’altra, se non ci saranno rischi».
[..]
Si dice: il campionato sforerà a luglio. Come è possibile?
«Ecco, quello sarebbe un bel casino. C’è un’infinità di calciatori che, rispettando le regole, si trovano ad aver firmato per altri club, con decorrenza il primo luglio; ci sono i prestiti, gli svincolati. Il 30 giugno ci sono i bilanci da presentare ed è un problema per i club. Dovrà essere studiato uno scivolo, verrà fatta una moratoria, allungando gli accordi. E non bisogna esagerare con lo slittamento: l’inizio della prossima stagione non potrà assere spostato troppo in là, visto che, almeno quello si spera di farlo, ci sarà l’Europeo».
[..]
L’ipotesi di annullare il campionato esiste?
«Certo. Ripeto: si chiudono le scuole, si può chiudere un campionato o più di uno. Sarebbe un bel problema, ma purtroppo queste cose non le scegliamo noi, ma il coronavirus. Che ormai ci ha caricati tutti sulla stessa barca, nella stessa incertezza e con la stessa fragilità».
C’è stata divisione sull'interruzione delle partite, prima ancora sulle porte chiuse, ora si parla degli allenamenti, siamo al sì e al no, alle vie di mezzo. Molti presidenti pensano solo agli interessi economici?
«Sono come i musicisti del Titanic, che continuano a suonare mentre la nave affonda. Se non si capisce che la situazione è seria...».
[..]
Tornando alle date: che idea si è fatto?
«Temo verranno disattese. Nel nord il fenomeno è in continua crescita, così come nel resto d’Europa. Era giusto dare un orizzonte temporaneo, quasi come forma di ottimismo. Ci sta. Ma c’è molto da fare ancora. All’inizio sembrava che il fenomeno riguardasse solo la zona della bassa Lombardia, poi si è trasferito a Brescia e Bergamo, è imprevedibile, non sappiamo cosa succederà nel Sud. La logica ci dice che dobbiamo comportarci bene, con rigore. Non si tratta di essere catastrofisti o ottimisti, cerco solo di essere realista. Ricominceremo, ma in sicurezza. E laddove servirà, rispetteremo misure più severe»
[..]
Tutta questa storia, alla fine, porterà a un nuovo governo del calcio? Si ripartirà da nuovi e migliori, presupposti?
«Sono molto pessimista. Del resto comandano più o meno gli stessi che c’erano prima del mondiale in Russia. La Lega è cambiata poco, in Figc manca solo Tavecchio.Ma non è questo il momento di lasciarsi andare alle polemiche, adesso conta stare uniti. Poi ne riparleremo»
[..]
Per la ripresa si pensa di far disputare le coppe il weekend ed il campionato in infrasettimanale
La ripresa della stagione calcistica è ancora lontana, ma si sta lavorando per trovare una soluzione e portare a termine sia i campionati che le coppe.
Infatti la Uefa, come riferito da La Gazzetta dello Sport, dopo il rinvio dell'Europeo non vuole rinunciare a Champions League ed Europa League. L'idea sarebbe quella di far disputare le coppe durante il weekend ed il campionato in infrasettimanale; proponendo sette diversi calendari tra cui scegliere e tutti con termine ultimo il 30 giugno.
Ma in Italia questo "scambio" di date tra campionato e coppe non sarebbe attuabile, poichè la Serie A è il campionato con più giornate da recuperare.
Pastore: «Per passare il tempo ora mi sto allenando a rate»
CORRIERE DELLA SERA - La Roma, come tutte le squadre di Serie A, si trova in quarantena e ha annullato ogni allenamento di gruppo a Trigoria. I giocatori stanno seguendo schede di lavoro personalizzate per non perdere la forma fisica, e farsi trovare pronti al rientro in campo. Tra questi c'è Javier Pastore, che da gennaio si trova alle prese con un brutto infortunio dal quale spera di uscire il prima possibile. L'argentino ha rilasciato un'intervista al portale sportivo Cadena 3, dove ha parlato delle proprie giornate nella Capitale durante questa emergenza. Queste le sue parole.
«Il club ci ha inviato tutti i materiali a casa, biciclette e altro, e quindi lavoriamo. Credo che questo stop durerà più a lungo del 3 aprile, poi quando riprenderemo avremo bisogno di quindici giorni di preparazione. In Italia se ne parlava quasi come uno scherzo fino a che gli ospedali sono stati colpiti. Da mercoledì scorso siamo in quarantena a casa, senza poter fare nulla, andare ad allenarsi, muoversi o viaggiare. Io mi alleno mattina e pomeriggio per poter dividere la seduta in più parti e occupare il tempo. Per noi che stiamo spesso fuori e viaggiamo molto è un'occasione per stare con i bambini e la sto sfruttando. Dovevamo allenarci questo mercoledì in più gruppi, ma dopo le decisioni del Governo è tutto fermo. E non sappiamo se tutto terminerà il 3 aprile».
Pastore: «Ho voglia di tornare in Argentina»
LEGGO - BALZANI - Quasi sei mesi, se tutto andrà bene. Javier Pastore punta la data del 3 maggio (possibile riavvio del campionato) per tornare a farsi vedere con la maglia della Roma. Considerato che l'ultima presenza (se si esclude il minuto giocato nel derby) risale al 10 novembre scorso il conteggio è presto fatto. Il se tutto andrà bene dipende da due fattori: il Coronavirus sarà alle spalle così come i periodi problemi fisici di Pastore alle prese con un edema osseo all'anca che gli ha causato disturbi pure ai tendini. In una stagione e mezza El Flaco ha giocato appena 1515' in maglia giallorossa a fronte dei 4 milioni e passa di ingaggio.
Ieri l'argentino è tornato a parlare ai media locali, ma ovviamente al momento i problemi sono altri. E sul dramma Coronavirus ha usato parole sagge: «Bisogna capire che è una cosa che va presa seriamente. Ci sono delle vite in gioco. Il club ci ha invitato tutti i materiali a casa, che siano biciclette o altro e quindi lavoriamo. Credo che questo stop durerà più a lungo del 3 aprile, poi quando riprenderemo avremo bisogno di quindici giorni di preparazione». Che Pastore potrà sfruttare per provare a tornare utile alla causa di Fonseca. Con l'argentino in campo, infatti, il trend di qualità si fa sentire: 4 vittorie e 3 pareggi in 8 gare di campionato. Il futuro dell'ex Palermo è comunque lontano da Roma. «Prego Dio di poter tornare in Argentina un giorno», ha detto alla tv Cadena3. Intanto la Roma su Twitter si è unita al cordoglio per la scomparsa di Joaquim Peirò (ex giocatore giallorosso e dell'Inter), morto ieri a 84 anni.
Un'alleanza di mercato con la Juve per aggirare lo stop
IL MESSAGGERO - In attesa di conoscere l'esito della trattativa tra Pallotta e Friedkin e la posizione finale in campionato con annessa o meno qualificazione alla prossima Champions, la società si muove comunque sul mercato. Le linee guida saranno sempre l'abbassamento dei costi, fare plusvalenze e cercare profili giovani ed operazioni low cost. Per il secondo e terzo punto proseguirà l'alleanza con la Juventus. Sono infatti sul tavolo altre operazioni: una di queste potrebbe riguardare Mandragora e Cristante, ipervalutando i due cartellini almeno di una trentina di milioni. Da tenere in considerazione anche Orsolini, per cui il club bianconero ha un'intesa col Bologna simile a quella con l'Udinese per il centrocampista.
Si studia, inoltre, il ritorno di Frattesi, piace Faraoni e a parametro zero l'obiettivo è Bonaventura.
La Roma vuole Zappacosta in prestito per un altro anno
Davide Zappacosta, terzino arrivato la scorsa estate in prestito dal Chelsea, potrebbe restare in giallorosso per un'altra stagione. Come infatti riferisce su Twitter il giornalista Nicolò Schira, la Roma spera di rinnovare il prestito di Zappacosta per un anno e il classe 1992 sarebbe pronto a rimanere nella capitale.
#Roma are hoping to get another year of Davide #Zappacosta on loan from #Chelsea. The Italian defender would like to stay in giallorosso. #transfers #CFC
— Nicolò Schira (@NicoSchira) March 18, 2020