Le spine di Paulo. Fonseca è già un sergente: "La mia Roma va meritata"

LEGGO - BALZANI - Non conosco la paura». Il primo capitolo del libro di Fonseca potrebbe avere questo titolo. Per capire se sarà avvincente oppure no bisognerà aspettare qualche mese. La conferenza di presentazione di ieri di emozioni non ne ha regalate troppe. Il portoghese, che ha promesso di imparare l'italiano in tempi brevi, ha però mandato messaggi ben precisi agli scontenti. A partire da Dzeko che in mattinata, prima delle visite a Villa Stuart, ha evitato le richieste dei tifosi e poi ha parlato con Petrachi ribadendo la volontà di andare all'Inter. «Voglio che restino qui solo quelli che sono felici, motivati e pronti a lottare per la Roma - ha detto Fonseca -.Questo è un prerequisito, giocatori che siano dentro la causa». Edin non sembra esserlo visto il muso lungo mostrato ieri. Nelle prossime ore si intensificheranno i contatti con l'Inter pronta a inserire Miranda nell'operazione. Ma il monito è pure per Zaniolo che ha deciso di non rinunciare nemmeno a un giorno di ferie (tornerà il 22): «È un calciatore di talento in cui crediamo. Ma per me conta il presente e il futuro e ognuno deve meritare questa squadra con lavoro e comportamenti. Vogliamo costruire qualcosa con i giocatori che mettano i propri interessi dietro a quelli della squadra». Anche in questo caso il futuro di Nicolò (per il quale Petrachi non ha smentito la cessione) guarda a nord, verso Torino. A proposito: «Su Higuain sono in piena e totale sintonia con Petrachi. Non è mia intenzione parlare di giocatori che non sono presenti, se arriverà ne parlerò». L'altra spina si chiama Florenzi per il quale sono in dubbio futuro e fascia da capitano. «Probabilmente sarà lui ma è importante conoscere i giocatori dal punto di vista caratteriale e capire che uomini sono. Quello che conta è il livello di esigenza che il calciatore pone sulle proprie spalle e del suo compagno. Essere capitano in questo senso è cruciale».
Il manifesto tecnico-tattico può riassumersi così: «Non sarà la mia Roma, ma la Roma di tutti. Pallotta non ha fissato obiettivi concreti. Quello che mi pongo è tornare in Champions, ma la priorità è costruire una squadra ambiziosa e coraggiosa. Non sono una persona a cui piace fare promesse, questa è un'ambizione. Potremmo vincere con questa squadra una delle competizioni in cui parteciperemo nell'arco di 2 anni. Sono qui perché ritengo che insieme possiamo costruire qualcosa di speciale e dato che non faccio le mie scelte sulla base economica e mi baso sulle mie sensazioni, quando ho parlato con Petrachi non ho esitato. Negli ultimi 12 anni in Italia la squadra che ha vinto è quella che ha subito meno gol. È fondamentale difendere bene, ma non sarà una squadra difensiva. Armi? Possesso palla e intensità».


Higuain in entrata: ha il nodo buonuscita

IL MESSAGGERO - CARINA - Per un attimo s'è dimenticato di esser stato da giovane un buon difensore. Perché alla domanda su Higuain, Fonseca ha vestito i panni dell'assist-man: «Sono in totale sintonia con il ds (che pochi giorni fa lo aveva esaltato, ndc)». Per poi, in un secondo momento, tracciarne indirettamente l'identikit: «Se mi piace il centravanti di manovra o il finalizzatore? L'attaccante ideale è quello che fa gol». Le 328 reti in carriera (Selección compresa) sono il biglietto da visita di Gonzalo. Che rimane l'obiettivo della Roma per l'attacco. Non da ieri ma dall'inizio del mercato. La consapevolezza di dover abbinare un nome che possa riscaldare la tifoseria ad un centravanti che possa sostituire Dzeko (che alla fine si accaserà all'Inter), ha fatto ricadere la scelta sull'argentino. È una trattativa lenta che subirà un'accelerazione soltanto quando Higuain riuscirà a trovare un'intesa con la Juventus. Perché il centravanti è il primo a sapere che i 7 milioni a stagione sino al 2021 che attualmente percepisce, non c'è club al mondo (se non in campionati esotici) che è disposto a darglieli. E allora, per accettare di ridursi l'ingaggio (spalmandolo su più annualità), vuole una buonuscita che gli permettere così di non rimetterci nemmeno un centesimo.

INTRIGO - A quel punto, di pari passo, si capirà realmente cosa vuole fare la Roma di Zaniolo. Ieri Petrachi, a domanda diretta («Zaniolo e Florenzi potrebbero partire?») ha impiegato più tempo a spiegare perché non avrebbe risposto al quesito, piuttosto che a pronunciare un semplice «no» che avrebbe messo fine ai rumors. A dimostrazione che la permanenza di entrambi è legata soltanto alle offerte. Focalizzando per un attimo l'attenzione su Nicolò (sul quale l'agente Vigorelli, dopo l'endorsement a Petrachi e al club, ha rimarcato su Instagram che «per quel che ci riguarda» nessuna trattativa è in corso) la Roma lo valuta 50 milioni, disposta a considerare anche l'inserimento del cartellino di Higuain. I due club dovrebbero poi trovare un punto d'incontro sulle valutazioni da conferire ai calciatori, in modo da ottenere il massimo a livello di plusvalenze.

L'ALTERNATIVA - È chiaro che Petrachi non può aspettare in eterno. Se ad esempio questa settimana sarà decisiva per Veretout (a Trigoria regna l'ottimismo), anche per Higuain il ds salentino deve tenersi pronta una exit-strategy. A Fonseca, infatti, con l'addio di El Shaarawy e quello prossimo di Dzeko, mancano i gol. E se le prime amichevoli serviranno per capire cosa può dare Schick (sul quale c'è l'interesse del Wolfsburg), servono elementi che abbiano feeling con la porta avversaria. Lo svincolato Brahimi (21 centri nelle ultime due stagioni al Porto) è un'opzione interessante. Ma al centro, se non dovesse arrivare Higuain, serve un bomber. Mariano Diaz è stato offerto in Italia. Profilo da non scartare a priori.


Fonseca: "Roma, con te io vincerò"

IL MESSAGGERO - ANGELONI - Paulo Fonseca appare come un uomo mite, che sta cercando di capire dove è capitato e che tipo di lavoro dovrà svolgere. Allenare la squadra e, come sempre, il famoso ambiente romano, che aspetta da anni di alzare un trofeo. Questo allenatore qualcosa nella sua vita ha vinto, sì in Ucraina, ma è già tanto. Ha esperienza internazionale, e da questo punto di vista è più simile a Spalletti (che veniva dallo Zenit) rispetto a Di Francesco (bravo nell'esperienza al Sassuolo). Per il resto, come tipo di allenatore siamo lì: tutti e tre amano parlare di calcio, provando a far giocare bene le loro squadre. Del resto, e di questo è consapevole Fonseca, se non si possono far arrivare i campioni, bisogna puntare su due cose: giocatori motivati e un calcio affascinante. Questa la doppia missione del tecnico portoghese. Il compito è difficile ma «io non ho paura, questo è un sentimento che non fa parte del mio carattere», dice. La conferenza stampa è meno scoppiettante rispetto a quella di Gianluca Petrachi:ma l'allenatore non entra nello specifico, non parla di cessioni, di trattative, né di idee di mercato.

I GIOCATORI MOTIVATI - Ma è chiaro il concetto delle «motivazioni». Che riguardano ovviamente Dzeko, Zaniolo, e tutti coloro che, per un motivo o per un altro, si sentono sul mercato. «Voglio giocatori motivati. Non conta il passato ma solo il presente e il futuro», sostiene. Un futuro tutto da descrivere, tutto da attendere, con un po' di sorriso e un pizzico di ottimismo. Fonseca non promette, non fa proclami. Ma di una cosa è certo: «Sono fermamente convinto che negli anni in cui sarò l'allenatore di questa squadra potremo vincere una delle competizioni alla quale parteciperemo. Il presidente Pallotta non ha fissato obiettivi, ma vogliamo tornare subito in Champions. Possiamo elevare la Roma a un livello successivo. È un campionato difficilissimo, una sfida affascinante». Il tecnico non si sbilancia sul futuro dei suoi calciatori, nemmeno su quelli che potrebbero davvero essere messi sul mercato, vedi Zaniolo e/o Florenzi, e/o Pellegrini. «Quanto a Zaniolo: è un calciatore di grande talento, crediamo in lui. Quello che conta è il presente e il futuro: tutti devono dimostrare ogni giorno. Zaniolo, al pari dei suoi compagni, gode della mia fiducia. Sui due romani, Pellegrini e Florenzi? Conosco le loro caratteristiche tecniche, per me è importante conoscerli come uomini. Il discorso della personalità e del carattere è fondamentale, non vale solo per loro ma per tutti. Conta il livello di esigenza che il calciatore pone sulle proprie spalle e su quelle dei suoi compagni. In questo senso essere capitano e portare la fascia ha un'importanza cruciale». Anche per questo, forse, ha bisogno di uno come Higuain. Si capisce che Gonzalo sia un calciatore gradito. «Il centravanti migliore? Quello che fa gol...»

IL SUO CALCIO - Fonseca è un allenatore da 4-2-3-1, ma pure a lui parlare di numeri non piace. «Quella del sistema di gioco non è la questione più importante. Per me è lo dinamica della squadra. Le mie squadre sono dinamiche, in campo si sdoppiano. Bisogna sempre fare i conti con le caratteristiche dei giocatori. Chi è qui nella Roma potrà adattarsi alla mia idea di gioco. La questione difensiva? Negli ultimi 12 anni in Italia la squadra che ha vinto lo scudetto è quella che ha subito meno gol. Difendere bene non significa avere una squadra difensiva. Il miglior modo per difendere è tenere la palla, soprattutto lontano dalla porta. Se riusciremo ad avere una squadra solida in fase difensiva, ci saremo avvicinati al traguardo di vincere».

 


L'agente di Zaniolo: "Non esistono trattative con altri club"

LA GAZZETTA DELLO SPORT - È il giorno di Pau Lopez (arrivato, prima delle visite e dei sorrisi di prammatica), ma anche un nuovo giorno di sogni e bisogni. In attacco, com’è noto, si va avanti forte su Higuain, ma se la Juventus non concederà una buonuscita all’argentino, sarà difficile sbloccare in tempi rapidi la situazione. Così c’è da registrare come il Real Madrid abbia offerto Mariano Diaz, anche se a Trigoria per il momento non sono convinti. (...)  C’è da registrare anche la presa di posizione dell’agente Claudio Vigorelli su Instagram a difesa di Zaniolo, che com’è noto potrebbe entrare nella trattativa con la Juve per portare Higuain alla corte di Fonseca. «Non è mai stata fatta alcuna pressione alla Roma o da parte della Roma – si legge tra l’altro – per il rinnovo di contratto di Nicolò. Con Monchi e Massara avevamo concordato di rivederci al termine della stagione per riadattare il contratto di un giocatore che vissuto un’annata straordinaria. In attesa d’incontrarlo, Petrachi ha già espresso la propria stima per il ragazzo. Ad oggi, per quel che ci riguarda, nessuna trattativa è in corso con alcuna società straniera o italiana». Un chiaro messaggio ai naviganti: non siamo noi a voler andare via, se accadrà, sarà per volontà del club giallorosso. (...) Ovvio, però, che il d.s. Petrachi dovrà lavorare anche sulle uscite. Su Cristante qualche offerta importante può arrivare. Più concreta l’ipotesi è che sia Nzonzi a salutare, così come Gerson, che ha detto: Tutti vorrebbero andare al Flamengo». Dalla Germania, poi, tornano voci di un interessamento del Bayern per Under, così come della Roma (oltre a Brahimi) per Bailey del Leverkusen. Infine, si infittiscono le voci su Florenzi non blindato. Possibile, ma non sono arrivate offerte.


Fenomeno Alisson: il Pallone d'Oro non è più un tabù

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Ce la può fare? Sì che può. I numeri, le prestazioni, i risultati, suoi e degli avversari, sono propizi. Alisson Becker può diventare il secondo portiere a vincere il Pallone d’oro, a 56 anni di distanza da Lev Jascin. Il portiere dell’Unione Sovietica e della Dinamo Mosca nel 1963 superò Gianni Rivera e Jimmy Greaves. Il brasiliano ha avversari nutriti e variegati, ma imperfetti. (...) La sua crescita negli ultimi due anni, tra Roma e Liverpool, è stata inarrestabile. È il miglior portiere del mondo. Per arrivare al Pallone d’oro però avrà bisogno di un ultimo grande balzo che lo porti oltre consuetudini, pregiudizi e avversari. Dalla vittoria di Jascin per i portieri ci sono stati i secondi posti di Zoff (1973, dietro a Cruijff) e Buffon (2006, Cannavaro) e i terzi posti del ceco Viktor (1976, Beckenbauer e Rensenbrink), di Kahn nel 2001 (Owen e Raul) e nel 2002 (i brasiliani del Madrid Ronaldo e Roberto Carlos) e di Neuer 5 anni fa alle spalle dei cannibali CR7 e Messi. (...)


Fonseca a Dzeko: "Voglio solo gente motivata"

LA REPUBBLICA - FERRAZZA - MORRONE - Il broncio di Dzeko, l’entusiasmo di Fonseca, le manovre di un mercato che ha visto nelle ultime ore partire El Shaarawy (per 18 milioni), accolto da eroe in Cina: la Roma si muove un po’ impacciata tra le maglie di un’estate che ha ancora molti casi irrisolti, con il ritiro che partirà oggi a Trigoria in mezzo ad equivoci da chiarire subito. «Edin? So che Petrachi ci ha parlato e io voglio che restino qui solo giocatori felici e motivati», spiega in maniera chiara Fonseca. Dzeko, muso lungo e poca voglia di sorridere, si è presentato ieri mattina a Villa Stuart per le visite mediche. Un paio di tifosi lo incitano e gli mettono una sciarpa della Roma addosso. Lui tira dritto. Il ds giallorosso gli ha detto, in sostanza, che finché sarà a Roma deve comportarsi da professionista. Fino a quando la situazione con l’Inter non si sblocca. Facce tiratissime anche quelle di Kolarov e Nzonzi che è stato multato per non essersi presentato alla prima tornata di visite. A Fiumicino, nel frattempo, sbarcava il portiere Pau Lopez, acquistato al Betis per quasi 30 milioni, e oggi subito al lavoro nell’unica seduta odierna. Intanto a Trigoria si vuole prendere Veretout, contestato nel ritiro della Fiorentina. La pedina sblocca-trattativa è legata a Defrel, richiesto da Montella. Più il pagamento di una cifra di 5-7 milioni da parte dei giallorossi. Nelle prossime ore ci potrebbe essere l’accelerata finale, mentre si continua a trattare per Higuain. Apertissimo il dialogo con la Juve, mentre i rapporti con Zaniolo — che rientrerebbe nello scambio — sono sempre più freddi. «Ha molto talento, ma quello che conta è il presente e il futuro — taglia corto Fonseca su Nicolò, che rientrerà dalle vacanze intorno al 20, avendo fatto l’Europeo Under 21 — vale per lui, vale per tutti. Ognuno deve dimostrare di poter stare in questa squadra». Ma il manager di Zaniolo fa muro: «Non ci sono trattative con alcuna società — dice Vigorelli — non abbiamo fatto pressione alla Roma e aspettiamo di parlare con Petrachi». Intanto è ufficiale l’amichevole del 3 agosto a Lille. Sibillino infine Fonseca sulla fascia da capitano: «Florenzi l’aveva dopo De Rossi, la probabilità che continuerà ad averla è elevatissima». Elevatissima, non certa.

 


La strigliata di Fonseca: “Zaniolo? Voglio sacrificio”

LA REPUBBLICA -  Paulo Fonseca, portoghese, 46 anni, è l’ottavo allenatore della Roma americana. Il suo compito è costruire una nuova Roma e «riportarla in Champions League». Si registrano nel frattempo ancora partenze e arrivi. È sbarcato a Fiumicino, per il ritiro che comincia oggi a Trigoria, Pau Lopez, 24 anni, 30 milioni da pagare al Betis Siviglia: mai la Roma aveva pagato tanto un portiere. È partito per la Cina (Shanghai Shenhua) e va a guadagnare una cifra esorbitante — 45 milioni in 3 anni — Stephan El Shaarawy, che a 26 anni sceglie i soldi, senza farsi troppi problemi con la carriera, la nazionale, le ambizioni da Liga o Premier. Alle visite mediche si sono presentati anche Dzeko e Nzonzi, molto contrariati. Per Dzeko è in corso il braccio di ferro Roma-Inter, ma la via di Milano sembra essere l’unica possibile. Da Torino rimbalzano anche voci di un ammorbidimento di Higuain, la Roma potrebbe davvero fare il colpo a prezzo agevolato. Nel frattempo si è tornati a parlare dell’attaccante 22enne del Bayer Leverkusen Leon Bailey, vecchio obiettivo ma con una quotazione altissima (anche 50 milioni). E dell’interessamento del Bayern per Ünder. «Non conosco la paura, non mi sento affatto spaventato anzi» ha detto Fonseca. «Per me, come per tutti gli allenatori parleranno i risultati. Sarà la Roma di tutti, una squadra ambiziosa. L’obiettivo minimo è quello di tornare in Champions League. Zaniolo, Dzeko? Ognuno deve dimostrare di poter stare in questa squadra, voglio giocatori che si sacrifichino e voglio che restino solo quelli che sono felici e motivati».


"Nessuna trattativa per Zaniolo"

IL TEMPO - BIAFORA - Vigorelli prova a riportare il sereno sul rapporto tra Zaniolo e la Roma. Il procuratore del giovane talento giallorosso, da mesi nel mirino della Juventus, ha messo a tacere qualsiasi voce di cessione con un lungo post su Instagram: «Non è mai stata fatta pressione alla Roma o da parte della Roma per il rinnovo del contratto di Nicolò. Con Monchi e Massara avevamo concordato di rivederci al termine della stagione per riadattare il contratto di un giocatore che ha vissuto un annata straordinaria. Petrachi ha già avuto modo di esprimere anche pubblicamente la sua stima nei confronti di Nicolò, che è un patrimonio della Roma che ha creduto prima di tutti nel suo talento e come tale dovrà essere preservato. Per questo - ha chiosato l'agente - è fondamentale costruire insieme il percorso più idoneo a valorizzarlo e continuare lo straordinario percorso di crescita anche nella prossima stagione. Ad oggi per quel che ci riguarda nessuna trattativa è in corso con nessuna società internazionale o italiana». Nel frattempo, oltre all'acquisto di Pau Lopez e alla cessione di El Shaarawy, vanno avanti le altre operazioni di mercato, su cui è stato fatto un punto della situazione ieri a Trigoria. L'obiettivo di Petrachi è regalare a Fonseca un nuovo difensore centrale nel minor tempo possibile e per questo sono portati avanti i colloqui per Mancini e Nkoulou, mentre si allontana sempre di più Lyanco, vicino al rinnovo con il Torino. In uscita Verde è diviso tra Aek Atene e Paok Salonicco, ma ha chiesto tempo prima di accettare la cessione. Sfuma Barella: l'Inter proposto al Cagliari a 45 milioni più bonus e vuole chiudere entro poche ore.

 


Fonseca: "La mia Roma vincerà"

IL TEMPO - BIAFORA - «Sarà la Roma di tutti, sono convinto che potremo vincere qualcosa». Fonseca si è presentato con tanta ambizione al mondo romanista nella conferenza stampa di insediamento nella quale è stato affiancato dal direttore sportivo Petrachi. Il neo-tecnico giallorosso, accompagnato anche dalla presenza in sala dello staff tecnico e degli intermediari che hanno curato la trattativa con lo Shakhtar, ha rivolto un saluto alla platea in italiano, prima di rispondere in portoghese al resto delle domande: «Sono molto felice di essere qui. Sono motivato per lavorare in questa città e per questa squadra meravigliosa». Fonseca ha voluto immediatamente chiarire i motivi che lo hanno spinto ad accettare la proposta del club di Pallotta, sottolineando che la sua idea sul vincere dei trofei non è una promessa ma una convinzione: «Sono qui perché ho la convinzione di poter elevare la Roma ad un livello successivo e fare qualcosa di speciale. Sono motivato per costruire una squadra ambiziosa e che renda orgogliosa chi la segue.Non abbiamo fissato obiettivi concreti, ma io mi impongo di tornare subito in Champions League. Vogliamo sempre vincere, ma quando non succede i tifosi devono essere orgogliosi. Se questa condizione è soddisfatta saremo più vicini al traguardo. Non faccio promesse, è una convinzione e dico che sono convinto che potremo vincere qualcosa». L'allenatore di Nampula, esponendo la propria ricetta per risollevare la squadra dopo il sesto posto in campionato, ha ripercorso le orme della conferenza di Petrachi nell'affrontare le questioni Zaniolo e Dzeko: «Nicolò èun calciatore di grande talento, nel quale crediamo, ho fiducia in lui. Ma ogni giocatore deve dimostrare in ogni allenamento di meritare la squadra. Credo che si potranno fare grandi cose con questa squadra. Ognuno deve mettere i propri interessi dietro a quelli della squadra, è l’unico modo per vincere. Dzeko? Io voglio che restino qui solamente quelli felici, motivati ed hanno voglia di lottare». Fonseca ha poi dribblato agilmente le domande di mercato («Higuain? Sono in piena sintonia con Petrachi e con quanto ha detto lui»), soffermandosi con maggiore convinzione sui principi base della sua idea di calcio: «Il sistema di gioco non è importante, per me è fondamentale la dinamica. Conta l'intensità. E importante difendere lontano dalla porta, se saremo solidi in difesa ci avvicineremo al traguardo. E fondamentale difendere bene, in Italia vince chilo fa, ma non si significa che sarà una squadra sempre in difesa, dobbiamo difendere tenendo la palla». Impossibile per il primo tecnico portoghese della storia giallorossa non affrontare il tema dei giocatori romani e romanisti, Florenzi e Pellegrini: «E importante conoscerli e capire le loro qualità tecniche, ma anche conoscerli come uomini. Per il ruolo faremo esperimenti e vedremo. Quello che conta è il livello di esigenza che il calciatore pone sulle proprie spalle e su quelle dei suoi compagni. In questo senso essere capitano e portare la fascia da capitano ha un'importanza cruciale. Essere un leader significa questo, spero che questo sentimento sia sempre presente nella squadra, ci potrà aiutare a vincere. La fascia? Florenzi era il capitano della squadra. È una questione che analizzeremo attentamente, ma essendo uno dei capitani di questa squadra, la probabilità che continuerà ad esserlo è elevatissima». Dopo i fiumi di parole degli ultimi giorni è il tempo dei fatti e Fonseca vuole convincere tutti gli scettici con il lavoro sul campo: «Un allenatore è i suoi risultati, spero che tutti possiate conoscermi attraverso i risultati».


Inizia la nuova stagione della Roma. Marcano e Bianda non convocati per il ritiro (video)

E' ufficialmente iniziata la nuova stagione della Roma, con i giallorossi che si sono ritrovati a Trigoria per sostenere il primo allenamento agli ordini di mister Fonseca.
Tutti in campo per il risveglio muscolare con giri di campo e stretching. In seguito lavoro sull'esplosività con scatti brevi e corsa sui binari. In conclusione, prima delle partitelle a tema con tre squadre da otto giocatori ciascuna, esercizi di transizione del pallone.
Ha assistito alla seduta anche il DS Petrachi; mentre erano assenti Pau Lopez, Marcano, Riccardi e Gonalons.
Per il portiere spagnolo nulla di preoccupante ma semplice burocrazia, si aggregherà al gruppo appena saranno sistemati tutti i passaggi relativi al suo trasferimento.
Marcano, invece, è in Portogallo dove sta per chiudere il suo trasferimento al Porto. Alla Roma dovrebbero andare 5 milioni di euro. Il difensore spagnolo non è stato convocato per il ritiro così come Bianda, anche lui al centro di operazioni di mercato.
Per Gonalons e Riccardi la seduta odierna è saltata a causa di problemi fisici. Il francese non si è allenato per problemi all'adduttore. Fastidi al flessore della coscia detra per il giovane Riccardi.

 


Mancini in prestito con obbligo di riscatto. Si può chiudere in 48 ore (Foto)

Gianluca Mancini si avvicina alla Roma. In 24 ore, massimo 48, l'operazione con l'Atalanta dovrebbe concludersi, secondo il profilo Twitter del giornalista Matteo De Santis. La valutazione è di 26 milioni di euro e il giocatore dovrebbe arrivare in prestito con obbliga di riscatto e pagamento diluito in 5 anni.


Rescisso il contratto tra Roma e Betway in virtù del Decreto Dignità

Quest'oggi la Roma ha iniziato il ritiro in vista della prossima stagione. Maglia tutta blu per le seduta tecniche, ma il colore non è l'unica novità. Infatti sulle maglie di allenamento mancherà lo sponsor Betway. La Roma infatti, come riporta Il Tempo, ha dovuto rescindere il contratto con la società di scommesse in virtù del Decreto Dignità. La legge (articolo 9 della legge n.96 del 2018) vieta qualsiasi tipo di pubblicità in favore di gioco d'azzardo o scommesse. Una separazione forzata che porterà una perdita di 5 milioni di euro a stagione.